Swingin’ Bullets – Cap. III

Music For Travelers

La Stanley si muoveva agevolmente nel rado traffico mattutino. Mike guardò il panorama, provando a ricordare gli avvenimenti della serata precedente. La cosa gli risultava difficile, soprattutto per il continuo parlare di Frank a proposito di una festa della sera precedente in un Jazz Club. Dal gesticolare enfatico e dal suo tono eccitato, l’irlandese capì che era stata una serata da ricordare: fiumi di champagne e Whiskey di buona qualità, con il contorno dello spettacolo dalle ballerine del locale. Un uragano formato da volteggianti piume di struzzo, saettanti gambe slanciate che freneticamente seguivano il ritmo della musica Jazz della band. Completamente differente rispetto allo squallore del Mule.
Mike tornò ad immergersi nei suoi pensieri, mentre Frank proseguiva il racconto accompagnato dalle risatine del pilota o dal mugugno del bestione al suo fianco.
<<Ma parlava mai?>> si chiese l’irlandese.
Continuò a guardare fuori dal finestrino, ignorando ostinatamente il cicaleccio all’interno dell’auto…

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Swingin’ Bullets – Cap. III

La Stanley si muoveva agevolmente nel rado traffico mattutino. Mike guardò il panorama, provando a ricordare gli avvenimenti della serata precedente. La cosa gli risultava difficile, soprattutto per il continuo parlare di Frank a proposito di una festa della sera precedente in un Jazz Club. Dal gesticolare enfatico e dal suo tono eccitato, l'irlandese capì …

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Diary of a dead man #4

Siamo agli ultimi giorni, la decisione è sempre più in bilico. Di cosa si parlerà nell’incontro? Che informazioni verranno rivelate e quali taciute? Il vostro voto può determinare l’andamento della storia!!!

Music For Travelers

Il raid è durato non più di due minuti, confuso in una nebbia di grida, spari, grugniti e suoni secchi di ossa che si spezzano. Non sono nato eroe, non mi sono mai ritenuto tale. Ho cercato unicamente di salvare una vita umana indifesa. L’uomo col fucile vede le mie intenzioni e capisce. Annuisce lentamente e alza la mano in segno di saluto.
Sono scattato verso la bambina, in un turbinio incontrollato di colpi di mazza da baseball e artigli che graffiavano la pelle. Putridi fiotti di sangue hanno incominciato a scorrere sull’asfalto, mescolandosi con i corpi deformati degli zombie abbattuti. Il fetore è rivoltante. Ho sfondando costole, setti nasali, mandibole e tutto quello che capitava a tiro. Il rumore inquietante di noci rotte miste ad un tonalità più liquida, viscida, è quello che mi ricordo di più; insieme all’improvviso fischio delle pallottole di grosso calibro dal fucile dello sconosciuto…

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