Mille e non più mille

Tempo di celebrazioni in questo misero blog. Volevo scrivere una storiella breve, ma poi non mi è venuto in mente niente (se non qualche malefico spunto per il grande giallo in salsa guacamole che il trittico redbavon, Tati e il sottoscritto ha proposto qualche settimana fa). Dicevamo, celebrazioni. Questo blog ha raggiunto i 1000 articoli pubblicati …

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Scrittura #4

Scrivere, contrariamente a quanto si possa pensare, non è l'azione di aggiungere parole fino raggiungere l'agognata fine, ma è l'atto di togliere il superfluo per riuscire ad arrivare al nocciolo del racconto. Spesso e volentieri mi trovo per le mani immagini, parole e periodi scritti in maniera decente, a volte persino buoni, ma che vengono …

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Scrittura #2

Scrivere un dialogo è una sottile alchimia di elementi. Non servono troppe parole e neanche troppo poche. Rendere una conversazione realistica è un'operazione molto più complessa di quello che si possa credere. Tanti, troppi, scrittori tendono ad inserire mille vocaboli e altrettante iperboli, immagini o frasi brillanti con il solo effetto di rendere il dialogo …

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La casa degli specchi

Ed ecco qua, solo per voi, una collaborazione fresca fresca fra m3mango (artefice, promotrice, dinamite del duo) ed il sottoscritto (mero scribacchino virtuale).

m3mango

Siamo partiti precisini, scegliendo un tema, abbiamo messo insieme le idee, chiuso gli occhi e immaginato, lasciandoci condurre dalle sensazioni e dall’improvvisazione.
Le parole sono uscite da sole e ci sono piaciute. Bella lì, Zeus!

Avevo una passione per la casa degli specchi, era l’unica giostra che davvero mi attirava. Ero in Inghilterra, in una città dimenticata da dio, sul mare, col vento e i giubbotti pesanti, anche se era luglio inoltrato.
Vagabondavo con la mia amica, assieme alla quale saltavo le attività sportive del pomeriggio, giusto squash ogni tanto, per andare a bighellonare tra le macchinette mangia soldi sputa peluche, solo un coin, e quelle finte chiese, in cui si ritrovavano nullafacenti dediti al grande gioco del bingo.
Poi, ci si toglieva le scarpe e si andava sulla spiaggia, si camminava, si percorrevano chilometri, che la marea era bassa e i calzoni arrotolati fino alle ginocchia ci dava un’aria…

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