Tour delle birrerie – Germania 2018 (Part 4/5)

Dopo un solo giorno, lasciamo la città di Würzburg e, dopo una 40 Km in auto, raggiungiamo Rothenburg ob der Tauber. Dopo un paio di deviazioni balzane (lavori stradali che mettono in difficoltà il navigatore, il co-pilota TheCrazyJester e il sottoscritto), riusciamo ad arrivare al nostro Hotel in centro a Rothenburg.
Visto che il check-in è spostato alle 15 (e noi siamo in città poco dopo le 9), ci dirigiamo in centro e visitiamo quello che può offrire la cittadina in maniera “superficiale”: quindi Chiese, viottole, piazze e, logicamente, anche il posto per cui Rothenburg O.d.T. è stato inserito in questo tragitto on-the-road: il bivio da cui è stata tratta una delle inquadrature del vecchio videogioco Monkey Island.

Risultati immagini per monkey island rothenburg ob der tauber
foto da web

Come potete capire, per chi ha giocato a quel stupendo gioco, trovarsi nello stesso identico posto è un po’ come ritornare bambini e noi, che abbiamo una certa età ma di testa siamo duri di comprendonio, siamo ritornati bambini e, quindi, a farci selfie ricordo. Momento nerd.
Lasciamo l’incrocio Monkey Island e, sotto un cielo grigio e che promette pioggia, andiamo a visitare alcune altre chiesette prima di trovare un posto dove mangiare e fare il benedetto check-in.
L’Hotel è tranquillo, con l’arredamento che gridava anni ’70 (avevano la moquette persino nell’ascensore!!!) e con due copie della Bibbia vicino al letto:
– la prima inglese – francese – tedesco;
– la seconda tedesco – cinese.
Stiamo parlando comunque di un posto tranquillo a neanche 7 minuti dal centro storico. Non ci siamo lamentati, a parte l’inconcepibile struttura della doccia che, anche qua, ripropone l’eterna lotta fra il popolo tetesko e la creazione di bagni decenti.
Il pomeriggio ci accoglie con una temperatura più fredda, tanto da farci cambiare e mettere il classico vestito autunnale, e una leggera pioggerellina. Questo ci mette sulla via della visita da intellettuali, quindi musei di vario tipo etc.
Il primo museo che entriamo è quello principale della storia cittadina: 5/6 stanze contenenti qualche reperto d’epoca e manichini abbigliati e poi le galere sotterranee dove è morto il sindaco della città nel lontano Medio Evo. Non abbiamo pagato cifre assurde, quindi quello che ci hanno proposto era giusto.
Seconda tappa, seconda casa che proponeva di mostrarci com’era una casetta medievale. Anche qua il prezzo non è alto, ma la sensazione di trappola per turisti si fa largo nella mia mente dopo poco. Le stanze ci sono e sono anche piene di oggetti e cianfrusaglie, ma mi aspettavo qualcosa di più. Colpa mia, sicuro, ma anche qua quello che hanno proposto era commisurato alla cifra richiesta (3 euro).
Esco poco soddisfatto, ma in fin dei conti la cittadina è piccola, posizionata su una delle vie più famose della Baviera (quella che arriva fino al castello di Neuschwanstein – quello della Disney per intenderci), quindi deve riuscire a offrire tanto pur essendo piccola e con poche cose da vedere (oltre all’essere caratteristica) rispetto ad altre cittadine fuori dalla rotta.
Ci allontaniamo dalla casetta e ci dirigiamo verso l’ultima tappa al coperto della giornata: il museo della tortura di Rothenburg ob der Tauber. L’abbiamo visto appena arrivati, o addirittura prima di partire, quindi era una delle “tappe obbligatorie” del giro. Il costo, anche qua, non è elevato (sono diversi piani pieni di oggetti) ma non è proprio quello che ci aspettavamo. Per qualche motivo malsano io sono abituato ai musei della tortura in cui, la cosa principale, è proprio la tortura. In questo c’è sì questo aspetto, ma la parte del leone la fanno reperti legali, documenti di matrimonio e altri aspetti della vita legislativa dell’epoca medievale. Ammetto che nella descrizione c’era scritto che erano presenti documenti dell’epoca e libri di diritto, ma la percentuale a favore di questi rispetto alla tortura era destabilizzante per uno come me.
In compenso ho imparato alcune cose:
– la Vergine di Norimberga era un falso storico, mai usata realmente.
– trequarti delle leggi che mi sono capitate a tiro erano legate a comportamenti errati delle donne;
– in caso di disputa casalinga, se la moglie picchiava il marito e “lo sottometteva”, la città aveva il diritto di distruggere il tetto della casa dell’uomo e uccidergli gli animali.
– le leggi erano scritte e anche disegnate per gli analfabeti. Adesso, nel 2018, non si capisce il 99,9% delle leggi che vengono promulgate.
– i disegni ti informano che, con buona probabilità, finirai torturato e, quindi, morirai.
– molte maschere dell’infamia erano rivolte alle donne.
– se c’era una disputa uomo-donna, poteva essere risolta a mazzate ma dando il vantaggio alla donna. L’uomo veniva ficcato in una buca fino alla cintola e gli veniva legato un braccio dietro la schiena, mentre con l’altro braccio brandiva una mazza/bastone con cui cercava di picchiare la donna. La donna, invece, era libera di correre avanti-indietro e l’arma era legata alla mano.
– Finire torturati era semplice.
– A volte, giusto per divertimento e mancanza di certezza, si finiva torturati due volte… giusto perché la prima non aveva dato il risultato sperato. Alla fine della seconda volta, come potete capire, si veniva bruciati.

Anche in questo caso la puntualità tedesca è qualcosa che stupisce e alle 17.45 siamo invitati a spostarci di stanza in stanza e arrivare all’uscita (chiusura alle 18). Vediamo le ultime due stanze alla velocità della luce e poi usciamo all’aria aperta. Il tempo è migliorato e quindi possiamo fare i turisti balordi e visitare le mura cittadine. Ci beviamo una birretta per premiarci e poi cerchiamo un posto dove mangiare.
Dopo un po’ di giorni di santo maiale, io mi dirigo come un falco sull’agnello, mentre CJ continua imperterrito a lodare il maiale e si spazzola via le costine di maiale.
Usciamo e la città è immersa nella luce notturna e, come volevasi dimostrare da un paese turistico, la sera non è il posto più vivo in assoluto. Facciamo qualche foto in notturna, due passi per le vie silenziose e poi, di comune accordo, chiudiamo la giornata in deciso anticipo sui tempi.
Il giorno dopo abbiamo da fare oltre 200Km per raggiungere Monaco, ultima tappa del tour delle birrerie.

 

3 pensieri su “Tour delle birrerie – Germania 2018 (Part 4/5)

  1. Sono stato in questa città e ne ho un ricordo pessimo non tanto per la visita alla città, ma per la sistemazione notturna che trovammo appena fuori dalle mura. La peggiore stamberga in cui abbia mai messo piede, tanto che era l’ultimo tetto disponibile nel raggio di parecchi km: coppia di amici non ce la fece a passare la notte li e trovarono posto a 40 km di distanza dopo un penoso peregrinare nella notte nibelunga.
    A parte la camera più brutta del mondo nella mia esperienza, la visita al resto della cittadella mi ha lasciato la stessa tua sensazione di “trappola turistica”.

    1. La stanza, da noi, non era terribile (a parte certi ritrovati un po’… demodé) ma la sensazione di trappolone era dietro l’angolo. Ed è un peccato, perchè la cittadina è tranquilla (troppo) e molto caratteristica.

Si!?

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