Tour delle birrerie – Germania 2018 (Part 2/5)

Seconda puntata del tour, questa volta si va nella patria della Rauchbier – la famosa birra affumicata di Bamberga. Avevo visitato Bamberga 5 anni fa, ma secondo me valeva la pena ritornare a farci un salto e trovare del materiale nuovo da visitare. Il posto non è enorme e, quando arriviamo con il buon TheCrazyJester (spalla per questo viaggio nelle birrerie della Baviera), ci troviamo di fronte a due inquietanti quesiti:
– perché tutta la città è un mezzo cantiere?
– cosa stanno montando nelle stradine?
La prima domanda rimarrà senza risposta, visto che avevamo avuto lo stesso dubbio anche a Norimberga. Il secondo motivo lo capiamo dopo un paio di ricerche approfondite, a.k.a abbiamo visto le magliette e i poster della città: Bamberga si stava preparando per il Kerwa, il festival cittadino. Ovviamente, come è logico nei giri organizzati da distante e non consci di quello che ci si presenta sul posto, non potevamo saperlo che sarebbe partito il giorno successivo, quindi bestemmiamo e vediamo montare stand su stand con cibi e bevande – ovviamente inaccessibili fino al giorno successivo.
Tenuta a freno la bestemmia costante, ci mettiamo in moto e visitiamo tutti i luoghi classici della Bamberga turistica. Facciamo chilometri su chilometri a piedi, i mezzi pubblici sono off-limits per me (a meno che non sia costretto), e saliamo e scendiamo questa cittadina che unisce un cuore storico ad un’anima più moderna. La gente sente le vibrazioni del Kerwa, quindi mi sembra tutto più elettrico e le persone, locali e straniere, ben disposte e tranquille – a parte la cameriera di una birreria che, di sorridente, non aveva proprio neanche l’ombra.

Immagine correlata
Foto da TuttoBaviera

Ma sorvoliamo su questa cosa, in fin dei conti lei stava lavorando come una matta e noi in vacanza, quindi capisco il giramento di palle.
La mattina di Bamberga è divisa fra visite a caso in Chiese, palazzi, chiostri (chiusi per lavori), giri panoramici, Belvedere (ma niente mare, chissà come mai), avanti e indietro per le vie del centro e poi altre Chiese (non penso di aver mai visto così tante chiese come in queste vacanze e, udite udite, in nessuna ho preso fuoco).
Verso mezzogiorno alzo la mano e chiedo a CJ uno stop dalle visite. Nonostante le tante cose da visitare, rallentiamo e cerchiamo un posto dove fermarci un momento. Troviamo un macelleria e così facciamo una pausa pranzo veloce con due panini e un paio di birre giusto per testare l’atmosfera e poi via di nuovo verso palazzi, chiostri, vicoli sperduti e su e giù per la cittadina.

Nota a margine: tutti i salumi, a parte i Würstel, hanno più o meno lo stesso sapore. Questa cosa, nonostante anni e anni di visite e giri in Germania, mi ha sempre stupito. Ovviamente potrebbe essere che abbiamo beccato la macelleria sbagliata, ma spesso e volentieri i salumi hanno un gusto molto affumicato che appiattisce un po’ le caratteristiche dello stesso.  

Per la sera cerchiamo una birreria in cui ci siano specialità con la Rauchbier (ovvio) e poi, per puro culo, vediamo l’annuncio di un concerto in un locale poco distante da dove siamo. Il cibo è stato soddisfacente, io mi allontano dal Sacro Maiale per un giorno (dopo due giorni secchi di solo maiale come pasto principale, ero al mio massimo) ma CJ continua la tradizione e si prende lo stinco di maiale con salsa alla birra (io l’avevo già mangiato a suo tempo). Buone le birre al locale e molto simpatica la cameriera che sorrideva costantemente.
Finito la lautissima cena, ci dirigiamo la locale e davanti è assembrata una folla di gente. Sbirciamo dalle finestre e il gruppo è già sul palco a suonare. I pezzi sono delle cover modificate per adattarle alla festività, quindi le ritmiche sono conosciute, ma i testi (in tedesco) sono stati modificati per inneggiare al Kerwa, al divertimento e tutto quello che circonda questa festa. L’atmosfera è caldissima, la gente si sta godendo il concerto e io ne approfitto per rompere le balle a persone a caso, giusto per chiacchierare. Quando non sono io a parlare, ecco che vengo preso di mira da gente a caso che ha l’assoluta necessità di parlare con me – fortuna che capisco (e parlo) abbastanza tedesco da non fare la figura del minchione. La band continua a darci dentro e fra cori, salti, danze e altre canzoni a tema Kerwa, decidiamo di prendere un po’ d’aria dalla cappa di sudore e caldo del locale. Fuori c’è la classica atmosfera del pre-festival, con la gente eccitata a quello che succederà e contenta che si sta incominciando a muovere qualcosa già la sera precedente. Tutta la via che collega il locale dove siamo (in centro) a ritroso fino al ponte dove c’è il Municipio è invasa dalla gente. L’unico posto tranquillo, vista la posizione, è la Kleine Venedig, uno scorcio molto particolare di questa città che, in molti aspetti, si rifà all’Italia (la Kleine Venedig con le case a filo dell’acqua e le barche, le colline che richiamano quelle della Toscana e, quindi, così vengono chiamate etc etc). Il collegamento è molto forte e sponsorizzato in tutti i manifesti di promozione turistica, quindi non vedo perché non citarlo. E, vi posso assicurare che grazie al tempo stupendo e la pulizia impeccabile della città, mi sono sentito bene. Molto tranquillo.
Dopo aver recuperato le energie, ritorniamo nel locale e ci assale di nuovo il pugno di ferro del caldo assurdo (erano ancora giornate da 33/34 gradi di media) e dopo un po’ siamo costretti ad arretrare verso la porta, così da poter respirare un po’ e lasciare ai veri die-hard del Kerwa lo spazio davanti al palco.
Mentre il gruppo sta ancora suonando alla grande, decidiamo di chiudere la serata. Ormai è tardi e domani la sveglia non perdona, quindi salutiamo a malincuore il casino enorme, le birre e, ovviamente, le belle figliole presenti nel locale. Cosa volete farci, a volte bisogna fare dei sacrifici.
Vista la temperatura stupenda e la città “elettrica”, facciamo il giro largo e incrociamo stormi di ragazzi e ragazze che vagano per la città o siedono sul ponte. Vi giuro, mi si è stretto il cuore a pensare di andarmene domani di prima mattina, ma la terza tappa del viaggio, Würzburg, ci aspettava e non potevamo certo perdere ore preziose di visita della città.

 

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15 pensieri su “Tour delle birrerie – Germania 2018 (Part 2/5)

  1. La foto è veramente bellissima! Io sto aspettando di leggere che, tra Chiese e Palazzi, vi è scappato un interscambio (scusa per il termine “Inter” ((cazzo l’ho scritto due volte)) ) con qualche donzella del luogo 😁

    1. La foto rende (trovata su internet, l’ho fatta anche io ma non avevo voglia di caricarle ahaha).

      Come dico spesso nei resoconti: quello che succede in Germania, resta in Germania 😀

  2. Non so te, ma quando non prendo fuoco in chiesa è sempre una delusione. O una conferma, ci dovrei pensare.
    E vabbé. Rauch bier. Amore liquido per quello che mi riguarda. Sono pericolose le birre affumicate, ti fanno perdere il lume della ragione, scopri cose bellissime, ti fanno innamorare (true story, e non scherzo) e recuperare la fiducia nel genere umano. Esagerata? non direi. Folle? ecco, questo sì, ma che ci posso fare se le birre affumicate sono per me come una bella rana allucinogena senza tutti gli effetti collaterali del caso? Beh, fa un po’ schifo la rana, con tutto il rispetto per la rana, s’intende. Insomma, s’è capito, mi piacciono le Rauch bier, ora la smetto. E poi… Bamberga… ci producono anche un ottimissimo malto. Va bene la smetto di fare gli occhi a cuore, promesso.
    Che glorioso paese la Germania per la birra.

    1. Anche io mi stupisco della mancata autocombustione, probabilmente sta giocando ad Angry Birds e non mi vede? Chi lo sa.
      Io non sono un grande fan del Rauch Bier, devo ammeterlo. Io preferisco le chiare, tedesche, se no punto su IPA, ALE e altre tipologie di birra.
      La Germania è una grande terra, grandissima. Secondo me non la si conosce abbastanza e questo è un peccato. Si hanno pregiudizi e non si assapora quello che può offrire.

      1. Ce lo vedo il padreterno che gioca ad Angry birds. Bellissima immagine. Secondo me è di quelli che si compra gli aiutini e si fa grosso con tutti. Bello sì, lui è onnipotente e pieno di soldi, guarda tu la modesta sposa… cioè la Chiesa. Vabbé lasciamo perdere il lato religioso del tutto, è meglio.
        La Germania ha una grande tradizione, ma noi ce la ricordiamo solo per una cinquantina di anni al massimo. Toh, un secolo. La cosa mi ha sempre fatto una certa tristezza. Non è che conoscere meglio una cultura significhi necessariamente finire per giustificarne uno sviluppo particolare. Non hai idea di quante volte apprezzare la cultura tedesca mi abbia attirato commenti sgradevoli.

      2. Infatti, tutti si ricordano dagli anni ’30 in avanti e prima? Prima sembra che la Germania sia un buco nero con il resto d’Europa intorno. Ok che era l’impero austro-ungarico a farla da padrone, ma i teteski erano vivi e reattivi.
        Penso che capire che la germania esista a prescindere dal nazismo, sia un fattore essenziale per capire che, in effetti, c’è una storia importante alle sue spalle (parlo per le persone che sparano minchiate generiche).

Si!?

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