Milano è bella, ma non ci vivrei (Zeusly Planet short-edition)

Ovvero sia, viaggi casuali nelle città italiane.

Nel recente passato sono dovuto andare a Milano per lavoro. Già il fatto di mettere me stesso e Milano nella stessa frase fa effetto, considerata la mia avversione naturale per le città con troppi abitanti o, quando sono troppi, senza ampie zone di verde e/o pedonali.
Sono certo che Milano sia fulcro economico, la “città che non dorme mai” italiana e tante altre belle cose, ma per me è un pugno in faccia traumatico: troppa gente, troppe auto, troppo smog, troppe cose e troppe case.
Niente, non sono proprio il prototipo dell’HOMO METROPOLITANUS – specie scoperta recentemente e che presenta già i primi sintomi dell’evoluzione della specie: pollici deformati dall’uso dello smartphone, polmoni di ghisa, bussola nella testa, scorte extra di pazienza e molto altro.
Il mio unico, grande, momento di gloria è stato quello di non perdermi con la metropolitana. Voi potete anche ridere, ma quando arrivo nelle città grandi incomincio a girare a casaccio come un bambino ubriaco e, quindi, non so di certo dove sto andando e come. Ad esempio, fino al momento stesso in cui non sono arrivato in Piazza Duomo, ero convinto che la mia destinazione finale, quella lavorativa, fosse non so dove, piazzata a casaccio fra la località “culo dei lupi” e “steppa siberiana”. Poi ho scoperto che una breve passeggiata di 20 minuti mi avrebbe portato alla zona “d’attacco”.
Niente, non capirò mai queste città enormi.
Sarà stato il periodo, ma l’affollamento osceno che avevo visto nei secoli passati non c’era: penso che le ferie contribuiscano a rendere anche le città più vivibili. Ovviamente questa è un’esagerazione, visto che dopo 5 minuti in Piazza, avrei voluto emigrare in montagna e ringhiare a tutti.
Bello anche il Castello Sforzesco, soprattutto di mattina. Il momento è quello perfetto per riuscire a trovare l’unico pezzo d’ombra ventilata di tutta la Lombardia – cosa che permette di aprire le braccia in tutta la loro possenza/possanza e uccidere i vicini.
A Milano non ero da solo. Sono stato accompagnato da un prode amico che, sfidando il terribile richiamo della città metropolitana, ha deciso di aggiungersi alla partita. Cosa che si è rivelata utile (oltre che, ovviamente, piacevole per le chiacchierate) quando stavo per infilarmi in metropolitana in direzione opposta a quella che dovevo andare.

Visto che siamo in clima Mondiale, ho anche avuto l’opportunità di spendere parole buone per la terna arbitrale. Mentre stavamo scendendo con la scala mobile, un paio di signore mi hanno superato alla sinistra con passo veloce e impetuoso. Visto che avevano borse e borsette, una di queste mi ha colpito il gomito.
Ho alzato la mano e chiesto l’intervento del VAR, ma niente. Né fallo né ammonizione.
Questi arbitri delle scale mobili hanno un bidone dell’immondizia al posto del cuore (cit.).

Voi sapete che uno degli elementi più importanti, per me, è il cibo. Nel nostro girovagare completamente a casaccio, abbiamo trovato un bel posto in una viottola e, qua, siamo stati allegramente intrattenuti da cameriere molto gentili e più scafate di noi nel vendere il prodotto (il cibo). Alla fine abbiamo mangiato abbastanza e il conto era giusto – un po’ più caro di quello che mi sarei aspettato, ma in fin dei conti siamo a Milano e non è che posso aspettarmi gli stessi prezzi della Trattoria da Nonna Satana nella valletta sconosciuta.
Il risultato mi ha soddisfatto abbastanza, tanto che ho preso il biglietto da visita. Questa operazione non la faccio praticamente mai, visto che continuo a sopravvalutare la mia memoria che, inevitabilmente, mi tradisce.
Ad onor del vero mi sento un po’ in colpa per come ho trattato un cameriere, gentilissimo, di un ristorante poco distante da dove siamo andati a mangiare. Ci siamo avvicinati e lui, con fare gioviale, ci ha offerto due bicchieri di prosecco come benvenuto. Dopo ci ha intrattenuto sulla leggendaria ospitalità milanese e italiana, cianciando come un cardellino che qua è meglio e non siamo in Francia – e poi via con le classiche banalità sui francesi. Alla fine ha aggiunto il masterpiece.
“Siamo stati a New York e anche nella Grande Mela i camerieri ti offrivano il bicchiere di vino” [per farti entrare nel locale, NdA].
Al che gli ho chiesto, ma molto gentilmente:
– E là [a New York, ndA] ha funzionato?

Lui ha mugugnato qualcosa e poi si è allontanato schifato.
Noi abbiamo messo giù i bicchieri (vuoti) e siamo scappati via. Troppo gentile e friendly per me.
Sono un vero provincialotto.

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14 pensieri su “Milano è bella, ma non ci vivrei (Zeusly Planet short-edition)

  1. Potevi fare un fischio e ti avrei mostrato parchi enormi in tutta la città, che non c’e solo il Sempione. Piste ciclabili a non finire. Birrerie laterali dove puoi scegliere tra 600 tipi diversi (e non è un numero a caso). Carrettini ambulanti per assaggiare ogniccosa. La Darsena di notte è una goduria, ti puoi sorseggiare qualunque liquido di tuo gradimento guardando l’acqua a un palmo di distanza con le luci riflesse dentro. E i bastoni per i selfie sono vietati da un’ordinanza comunale.
    “Milano è bella ma non ci vivrei”. Io invece l’ho scelta venendo da un posto tipo il tuo, e non me ne andrei più.

    1. Lo so, me ne pento. Sono il classico viaggiatore che non sa niente, arriva in una città e poi fa il simpaticone 😀 Praticamente il mio stile nelle Zeusly Planet 😀
      Non fossi stato in versione “lavoro”, avrei annunciato la mia discesa su Milano… ma nella condizione di uomo che lavora, ho preferito il relativo anonimato ehehe.
      Prossima volta che mi muovo, per piacere, annuncio la cosa… così provo a non scrivere boiate nelle Zeusly 😀

      1. Immagino, ma sai… giri veloce, arrivi e sei pronto per combattere (lavoro) e non è che presti attenzione alle particolarità 😀
        Prossima volta annuncio, così ho una guida brava e competente 😀

  2. Io a parte la meravigliosa gita delle medie non ci sono mai andata, non ancora.
    Perché anche se a naso non è proprio la mia città ideale mi piacerebbe conoscerla, soprattutto in quelle parti al di là del centro…
    😀
    ps: LA ZEUSLYYYYYYYYYY!!!!

    1. Lo so, ho tirato fuori la Zeusly così, a capocchia.
      Volevo dare un tocco di interesse ad un giro di lavoro e allora ho dipinto il classico affresco ignorante 😀

      1. Hai fatto bene!
        Tu dovresti fare la guida turistica, ci staresti bene come Dio chioccia con fulmine in mano ad indicare la via… verso la birra!😁

  3. Tu? A Milano? 😂 In effetti, in questo periodo c’è meno gente. Cmq concordo con il titolo. Vita da pendolare e casa in collina. L’unico rumore che sento a volte è il tic tac dell’orologio.

  4. la signora pasteis

    io invece subisco ogni volta il fascino di milano.
    e in più, al momento, ci sono un sacco di amici lì, quindi ogni volta, è come respirare di nuovo.

    non credo che sia una città oggettivamente bella, ma è una città con un fascino borghese e romantico che non trovo in molti altri posti.

    certo, poi ci sono i milanesi.

    1. Io, sai, non sono proprio un classico borghese! 😀 sono montanaro dentro, c’è poco da fare. Poi non fuori, quindi non mi comporto come un troglodita, ma quando sono in queste grandi città, mi mancano le montagne, la tranquilità di salire verso un bosco e lasciarmi tutto alle spalle (caos, macchine, gente… etc etc).

Si!?

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