Rearviewmirror – ovvero una tre giorni in Germania (Zeusly Planet)

Chi mi conosce lo sa, io vado d’accordo con Monaco di Baviera. Ci sono poche cose da aggiungere a questo concetto semplice, pulito e scorrevole. Visto che non ho voglia di smettere di scrivere dopo questa suprema verità, allora continuo e provo a fare quello che le Zeusly Planet facevano un tot di tempo fa: farvi passare la voglia di rovinarmi la mia Monaco.
Questa gita fuori porta è stata un modo per evitare di creare il classico clima da Un Giorno di Ordinaria Follia e continuare a restare il pacatissimo dio che tutti conoscete. Arrivato a fine maggio, neanche Panzer Division Marduk riusciva più a calmarmi al 100%, quindi ho dovuto prendere baracca e burattini e spostarmi di oltre 300km a Nord e lasciarmi dietro le spalle cazzi, mazzi e Italia.
Gli uomini che fecero l’impresa sono il sottoscritto e quel giullare di TheCrazyJester – a cui erano circa due vite e mezza che ripetevo “nei prossimi mesi organizziamo e andiamo a Monaco”. Sono passati 4 anni, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.
Viaggio tranquillo, un po’ di musica (Lynyrd Skynyrd – con tanto di momento di silenzio su Simple Man e Freebird -, Iron Maiden e poi i Marduk) ed eccoci a Monaco.
Quando sono arrivato sulla strada che portava dentro la città, i ricordi hanno incominciato ad accavallarsi e, sono proprio in condizioni pessime, mi si è sciolto il cuore e mi è salito in gola un groppo.
Cazzo.

Day One:
Visto che siamo partiti col gallo e arrivati presto, abbiamo il tempo di andarci a mangiare qualcosa per pranzo (ottimo Biergulasch, annaffiato dalle prime birre della giornata) e poi ci siamo immersi nel classico girare a membro di segugio per tutto il territorio monegasco – fra cui anche una visita agli Englischer Garden (dove non ci siamo presi da bere unicamente perché avevamo finito 10 minuti prima). Girare per Monaco è interessante: ci sono stato molte volte (qualcuno potrebbe dire anche troppe), ma visto che giro senza un vero senso compiuto, finisco sempre per perdermi e trovare vie, scorci e posti che non conoscevo. In realtà forse non me li ricordavo e basta, ma tirarmi merda addosso anche sul mio blog mi pare poco carino.
Visto che sono un vecchio dimmerda, incomincio a sentire i primi sintomi del mal di schiena da camminata feroce, quindi propongo sosta al parco, due chiacchiere e poi back to the Hotel per un 5 minuti di relax pre-cena.
Fra tutti i canali che c’erano, quello che ci ha preso di più era una sit-com in portoghese. Né io né il buon CrazyJester conosciamo la lingua, cosa che ha reso la visione più difficile, ma per spirito di immedesimazione è stata attuata la “traduzione simultanea” delle parole portoghesi e non vi sto a spiegare che bestialità ho fatto dire a personaggi tranquillissimi e con problemi così insulsi da meritarsi la mia traduzione oscena.
La cena è stata dedicata alla distruzione del maiale (sempre sia lodato) e all’assunzione di ulteriori birre, finché non è arrivato il momento di ritornare in Hotel.

Day Two:
Il secondo giorno parte subito alla grande. Mentre in Italia festeggiano la Festa della Repubblica, noi inneggiamo all’alcolismo e alle 10 di mattina ci gettiamo a mangiare Weisswurst e bere birra. Finito il sobrio pasto (dove ho potuto vedere un grosso cameriere fare un culo a capanna ad una giovane turista perché questa, ahimé, l’aveva toccato per richiamare la sua attenzione) ci siamo diretti verso l’Olympiapark di Monaco.

Risultati immagini per olympia park monaco
Foto da web – http://www.monacobaviera.com

Il caldo è assassino, ma noi siamo vestiti da mezza stagione (sto cazzo di meteo) e quindi sudiamo come trote sul fuoco. Questo non ci ferma e, incontrati degli amici di CrazyJester, ci incamminiamo verso il suddetto Olympiapark. Dopo un pranzo veloce, una birra ristoratrice e altre camminate, il mio contapassi telefonico segnala una somma di quasi 22Km di camminate dalla mattina (a fine serata saranno oltre 25Km di giri in una giornata). La stanchezza si fa strada e la proposta di svaccarsi sul prato e rendere grazie ad Odino mi pare un’ottima idea. Mentre CrazyJester chiacchiera con gli amici, io cerco di rimanere sveglio e faccio avanti e indietro dalla mezza veglia. Una fastidiosa puntura di Pterodattilo mi fa ritornare in vita e, barcollando, ritorniamo back to the Hotel. Mentre cerchiamo di riprendere fiato, ci concediamo un bis della televisione portoghese (un vero must, quasi quasi mi prendo la televisione e la parabola solo per continuare a vedere le serie brasiliane/portoghesi) e poi via verso il centro dove, causa caldazza/cibo pesantissimo a pranzo/quantità improbabile di gente, evitiamo il cibo bavarere e ci concediamo una puntata da un ristorante pseudo-spagnolo dove, sempre in virtù della mia riconosciuta adesione ai principi morali del Veganesimo, mi sono pappato mezzo brontosauro di bistecca. E birra. Ah sì, c’era anche della verdura di fianco. Il buon CrazyJester, provato dal pranzo, si concede solo una padella con carne e verdura e la birra che non fa mai male.
Cosa si fa quando la serata è calda e tutti girano? Ci si rinchiude in un pub australiano-irlandese e si fa baldoria. Permettetemi di indicare alcune cose che mi sono saltate all’occhio in questo posto:
a) le birre costano relativamente poco;
b) gli australiani, giovani e appena usciti dalle gabbie, sono un branco di truzzi incredibili. Simpatici, ma di una tarreria che fa quasi paura.
c) la band che suonava dal vivo non ha azzeccato una nota neanche a farlo apposta.
d) l’età media del popolo del pub era tremendamente livellata verso il basso. O i gusti musicali erano proprio di merda. In ogni caso, quando hanno suonato Paranoid dei Black Sabbath, pochissimi hanno cantato a squarciagola.
d) ok che sei in un pub mezzo australiano, ma porco il mondo, basta AC/DC.
e) in ogni frangente riesco ad attirare personaggi strani che, per motivi conosciuti solo a Thor, hanno l’esigenza assoluta di parlarmi.

Day Three:
Ultimo giorno, quindi c’è poco da fare. Si parte guardando la televisione portoghese, ma la intervalliamo con quelle turche/iraniane/saudite o altro, giusto per tenere alto il livello di concentrazione. Colazione veloce e poi via a visitare un po’ di Chiese, locali, parchi etc in quel di Monaco. Non abbiamo moltissimo tempo, quindi decidiamo di andare in giro a membro di segugio ed entrare dove ci sembra piacevole.
Una delle cose belle di Monaco è che, girando, puoi imbatterti in posti come: il mercato del pesce di Amburgo. Stupendo posto all’aperto (una piazza) dove fanno pesce in tutte le salse e lo annaffiano con birre. Noi non abbiamo aderito alla proposta, il giorno era giusto per tentare, di nuovo, la scalata verso una birreria e il suo sobrio cibo ad alto contenuto di calorie.
Dopo qualche veloce consultazione parlamentare decidiamo di sederci in una birreria nel centro. Ordiniamo qualcosa da mangiare e da bere e poi incomincio a fare l’idiota (ma va) facendo battute sugli italiani (motivazione? Ehhh sapeste). Il signore che mi stava accanto si gira e mi fa, in perfetto italiano “questa è una battuta molto tedesca!” – ridendo. Da quel momento abbiamo scoperto un simpatico 70enne emigrato in Germania che, ridendo e scherzando, ci ha coinvolto in discussioni su prezzi, vita e altro della Monaco odierna. Il tutto sotto lo sguardo annoiatissimo della sua amica tedesca che ci guardava con la morte nel cuore, visto che non capiva una beata fava dell’italica lingua.
Per una questione di buoncuore, mi sono rivolto un paio di volte alla signora nel mio tedesco da strada – la cosa l’ha rincuorata con un sorriso gentile, ma la voglia di malmenarci e di averle rovinato il pranzo con l’italiano era nell’aria.
Accampiamo qualche scusa (scusate, ci è rimasto un armadillo sul fuoco) e ci andiamo ad ascoltare un gruppo unplugged che suonava, ad ora di pranzo, in un’altra birreria. Sarà stato il tempo, la mangiata, il fatto che all’ombra si stava bene o l’avvenente ragazza con il cappello seduta a 20 metri da me, sta di fatto che mi è sciolto il cuore e, ancora una volta, mi è salito il groppo in gola.
Prima di decretare la partenza mi è venuto un dubbio atroce: ma se ci rimanessi?
Alla fine siamo partiti. Musica a palla, ritmo che funziona (primo gruppo gli UNIDA e booom, groove a nastro) e via con la macchina.

Sapete come si fa a capire che stanno finendo le ferie? Non è l’arrivo della frontiera o il volo di ritorno, non è il brutto tempo o il caricare i bagagli. Le ferie finiscono quando, ad un certo punto della giornata, senti un pungolare fastidioso alla bocca dello stomaco. Quel peso non è altro che il fantasma dei casini futuri e solo questo ti preannuncia che sta finendo la pacchia e, il giorno dopo, sarà tutto dedicato a risolvere i casini lavorativi.

Annunci

20 pensieri su “Rearviewmirror – ovvero una tre giorni in Germania (Zeusly Planet)

    1. Ahahaha, guarda Mela, ti dirò una cosa che ho già detto sulle Zeusly Planet: devo attivare una raccolta fondi, così mi fate girare e io scrivo le mie storie di viaggio 😀 ahahah

  1. Prima di tutto, sempre sia lodato! utile (non se ne butta via niente) e soprattutto buono!
    Una parentesi anche sui truzzi, uno dei miei attori preferiti, Joel Edgerton, è australiano ed effettivamente corrisponde alla descrizione, ha un’anima profondamente truzza. Sul set di Black Mass doveva indossare un anello enorme stile pappone italo-americano, very truzzo e, indovina? Se vedi sue foto in giro per il mondo dopo il film, continua a indossarlo! Joel, un truzzo dal cuore d’oro. Come si fa a non volergli bene?
    Giusto per farti capire che man mano che leggo scrivo il commento… ora che ho letto “ma basta AC/DC”, ho avuto i lacrimoni. Grazie. Già che mi ero commossa su Freebird, ho continuato con la commozione.
    Praticamente la vita a Monaco è respirare la birra e anche un po’ di ignoranza 😀 favoloso! Mi ci ritrovo, a Monaco ci sono stata e sottoscrivo, è meraviglioso esattamente come la descrivi. A un certo punto inizi a parlare la loro lingua, anche se il tedesco non lo sai, ci riesci, perché la birra permette tutto questo. Mi sono ritrovata all’HB a discutere in italiano-inglese con dei tedeschi, non so come ma ci sono riuscita… ho buttato lì anche due parole di tedesco vero e subito diventi l’anima della festa. Magari mi prendevano per i fondelli, ma chissenefrega, è stato divertente da morire. E poi sono imbucata in una specie di pub allucinante che manco sembrava un pub, ricordo solo che c’erano fiumi di birra e che poco mancava che la gente camminasse sui muri. Era tardi e tutti gli altri pub erano chiusi, praticamente era come se ci fosse dentro mezza Monaco.
    Leggere questo resoconto di viaggio scalda il cuore 🙂 quanti ricordi…

    1. Edgerton è uno dei tuoi attori preferiti? Allora sicuramente l’avrai apprezzato in The Warrior vero? (ah, non ho visto i lacrimoni per Rampage, se hai voglia recupera eheheh – autocelebrazione sorry).

      Gli australiani sono veramente bovari ahahah… scusami, ma è vero. Sono truzzi forte, simpatici e casinisti, ma bovari nel cuore.
      Io ci sono stato x-mila volte a Monaco e mi piace un mondo. Ho la fortuna di riuscire a parlare in tre lingue e questo mi riesce a far rientrare in trequarti dei gruppi presenti (tranne i cinesi che non vogliono parlare con me perché sanno che io sono il male ahaha). La birra mi rende più eloquente e, devo ammetterlo, più birra bevo più divento tedesco e meno risplendo per “ah, italiano – romantische sprache” (cosa che fa sempre un certo colpo su tutti, uomini, donne, cani e birre).
      Su Freebird mi sono commosso, su Simple Man piangevo proprio (una delle mie canzoni preferite).
      La birreria HB è bella, ma troppo caciarona.. mia piacciono più le birrerie ignoranti e piccole, quelle che ti danno l’Augustiner e ti fanno sentire il centro del mondo 😀 ahahahah.
      Devi ricordarti il nome del PUB!!! Adesso ho una voglia assurda di saperlo.

      Sugli AC/DC (e questo ti testimonia che scrivo a braccio) non potevo farci niente. Due canzoni ok, tre fanno rock, quattro suonate di merda fanno venire il latte alle ginocchia.

      Complimenti, non tutti si buttano nella mischia. Io non ho problemi, ho la classica faccia di legno quando la situazione è interessante, ma ci sono persone che non se la sentono se non padroneggiano bene la lingua (o, in alternativa, l’inglese).

      1. Guarda, The Warrior è uno dei pochi film col buon Joel che mi manca. E dire che ho visto anche Jane’s got a gun in cui è un coboi sbronzo che farebbe le scarpe anche a Gerald Butler nei giorni migliori… o quel film sugli stivali da drag queen… The Warrior è praticamente in lista da vedere da sempre, per cui sappi che rimedierò.
        Il pub? devo essere sincera, non sono nemmeno sicura che avesse un’insegna ahahaha era bellissimo! pieno di gente, sarà stata una specie di bisca clandestina? voglio dire, era tipo ricavato in una casa privata, aveva tutta l’aria di una casa privata con un bancone dentro. Come se in casa mia ti accogliessi in tedesco, magari con un rutto, urlando “vieni a bere cosa aspetti” e ti porgessi un boccale da un litro pieno di Rauchbier. Ok, è l’una e mezzo e ho voglia di una Rauchbier… Vabbé, mi è venuta voglia di fare un po’ di ricerche, fosse mai che tornassi a Monaco!
        A Monaco ti puoi sempre buttare nella mischia, sono i più simili a noi per cultura, gente alla mano, se ci sai fare. Ah, Monaco ❤

      2. Il tuo messaggio mi ha fatto salire (again) il groppo in gola e un paio di lacrime. Uff. Vabbeh, mi tocca lavorare e andare avanti. Sai che mi ricordo un pub così, ma probabilmente è una condizione comune in quei posti… cantine che diventano pub, pub che diventano delirio, delirio che diventa….? Puro godimento.

        The Warrior guardalo. Mi piace. C’è anche Tom Hardy che è enorme e Nick Nolte che è perfetto per quel ruolo. Secondo me un buon film.

        Ma soprattutto, ah Monaco. Ci ritornerei fra un mese. Sono proprio perso per quella città!

  2. A me succede sempre di avere un armadillo sul fuoco proprio quando vorrei volentieri trattenermi per un piacevole scambio di opinioni. Chissà se ad Amburgo c’è un mercato di Monaco.

Si!?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...