Rampage, ovvero sia Dwayne Johnson combatte i lupi volanti a suon di pugni

Un po’ di tempo fa ho attraversato un periodo di sbandamento. Non ero nel pieno possesso delle mie migliori capacità fisiche ed intellettive e, questo, mi aveva lasciato sfinito in un angolo. Per siringare nel cuore un po’ di adrenalina, un mio amico ha pensato bene di invitarmi a mangiare sushi e poi serata cinema intellettuale – la pellicola prescelta era Rampage – Furia animale.
A parte la quantità indecorosa di sushi che ho mangiato, cosa che ha lasciato strascichi per tutta la sera (ogni rutto riportava in vita mezzo oceano e una parte di piantagioni di frumento dell’estremo oriente), il film prometteva quell’introspezione e maturazione cinematografica che io, da epoche immemori, cerco nelle pellicole.
Il risultato è ovviamente garantito dalla recitazione sobria e canina del sempre più grosso Dwayne “DeRoc” Johnson, uno che ha fatto del “armadio a doppie ante” il suo motto naturale. DeRoc è garanzia di cinema minimalista, con pochi e sensati gesti, nessuna esplosione o incoerenza e, mi raccomando, non si metterebbe mai a recitare in un film dove vengono sparate sostanze biochimiche nell’aria.
Mai.
DeRoc, benedetta sia la sua anima, decide di sporcarsi le mani e mettersi in gioco

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L’attore della scuola Stanislavskiyj e poi compare anche The Rock a dire la sua

recitando in un film con tutte queste caratteristiche: incoerenza, violenza, ignoranza, animali enormi mutati geneticamente e Negan di TheWalkingDead che fa il cattivone ma che poi non è cattivone e in effetti non è neanche il vero nemico ma fa solo il Negan per tutto il tempo e ti fa esclamare: ma non ci hai rotto il cazzo abbastanza su TWD?
Ecco perché bisogna vedere Rampage: perché finalmente si vede uno scimmione che insegna il linguaggio dei segni a DeRoc e, incredibile, DeRoc riesce a replicare quei segni instaurando la prima amicizia fra Gorilla da quando hanno fatto vedere King Kong al cinema. Poi è stato difficile rimettere DeRoc in gabbia, ok, ma fortuna che il gorilla dello zoo sapeva parlare bene e in pochi minuti è stato rimesso al suo posto e il povero scimmione, chiaramente infastidito dalle battute di DeRoc, è finalmente potuto andare all’Hilton a dormire.
La sostanza del film sta, anche, nei dettagli d’autore. Quelle battute pecorecce che il regista poteva mascherare, ma che sono sicuro DeRoc abbia combattuto per tenere e mettere in evidenza. Questa è la stoffa dell’uomo che abbiamo di fronte. Altri, di fronte a certe cose temibili, si sarebbero rifiutati facendo le smorfie e alzando il mignolo, lui no. Lui è un eroe e si batte anche per questo.
Ci sono gli improbabili cattivi che buttano il gas micidiale (per puro caso) e poi hanno il piano geniale – la più grande puttana dopo togliersi la maschera e annusare i fiori nel film Prometheus – per richiamare i bestioni modificati a casetta.
Veniamo ai bestioni, DeRoc a parte: ci son due un coccodrillo bestiale ed un orango tanto e un gorillone, due piccoli serpenti, un’aquila reale, il gatto, il lupo volante il topo, l’elefante, non manca più nessuno: solo non si vedono i due leocorni. Quindi c’è una bellezza di bestiame che farebbe felici i bambini, fidatevi. Il lupo che vola è straordinario, riesce ad essere incredibile il giusto e, per darvi il senso della brutalità della cosa, c’è persino il team che deve farlo fuori che, atteggiandosi a bulletti di periferia, viene fatto fuori senza neanche sprecare troppa pellicola.
Quello che però dona il senso al cinema è il grande, enorme, inspiegabile confronto finale. Finalmente lo scimmione riesce a riportare alla sanità mentale l’altro scimmione mutato (non vi spiego perché per evitare BOILER) e formano la squadra coatta contro il lupo volante e il coccodrillo extra-large. Confronto impari in cui vince…
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Proprio lui. Ovvio. Chi volete che vinca? Perché quando la recitazione fa un passo indietro e il buon gusto va a mangiarsi un kebab impestato di scarafaggi e bersi una cicuta di verze e merdograno, LUI viene avanti. Lui non si scompone. Abbaia qualche battuta, alza la gamba e piscia sull’albero per segnare il territorio, alza il sopracciglio (uno) e poi via finché c’è pellicola e colonna sonora. Solo dopo averci degnato di una recitazione fra le più brillanti e esaltanti dell’ultimo decennio, DeRoc può riposarsi.
Guardate un po’ di recensioni:

**** La realtà travolge il Festival di Venezia (Il Gazzettino della minchia)

**** Coinvolgente e poetico (Il Mangiamerda)

**** Un film indimenticabile (Lo smemorato)

***** Tra i due litiganti, lo spettatore gode (L’ignorante)

Queste sono alcune delle più belle recensioni uscite su questa memorabile pellicola. Io l’ho vista, anche se sono crollato qualche minuto per effetto della vendetta del Kamikaze, ma posso dire che, per me, questo film è:

 

Rampage – Furia Animale è il cinema di cui oggi abbiamo più bisogno. Capolavoro, ha dialoghi taglienti e scene memorabili.

Io lo candiderei all’Oscar.

 

15 pensieri su “Rampage, ovvero sia Dwayne Johnson combatte i lupi volanti a suon di pugni

    1. Se si commentano in maniera negativa questi film, bisogna rivedere il proprio spettro cinematografico.
      Qua dentro ci trovi molta, veramente molta recitazione canina (quella vera, pura e che piace), quindi devi approcciarti con l’animo umile di chi vuole imparare 😀

  1. Leggo sempre il Gazzettino della Minchia, i loro commenti si distinguono sempre dalla massa, li leggi e sai che sono commenti della Minchia.

    DeRoc ancora una volta si dimostra attore versatile e sempre pronto a fare un salto più in là, non di lato perché ancora non sa distinguere destra e sinistra ma stiamo facendo progressi, ma in avanti.

    1. Il Gazzettino della minchi non fa mai recensioni a cazzo di cane.

      Infatti ahahaha.. DeRoc si sta evolvendo… finalmente sta scendendo gli scalini evolutivi e si butta nel gibbonismo – scuola d’arte polacca.

  2. Anche io. Tutto. Anche io lo candido all’oscar, anche io leggo (e forse scrivo su) il Gazzettino della Minchia, apprezzo la recitazione devastante/canina, faccio il tifo per l’ignoranza e per DeRoc. Come non potrei? Anche io so quanto sia importante che DeRoc faccia quello che deve fare, tipo salvare il mondo, costruire un ponte di ignoranza fra umani e scimmie, sentire il profumo di chi sta cucinando… è importante tutto questo perché solo lui sa farlo. E dico che è ora di dire basta a chi afferma che il cinema deve essere solo una storia coerente. Il cinema può anche essere una perculata ben fatta. DeRoc non ti prende per il culo con cattiveria o con spocchia, lui lo fa perché vuole intrattenere. E lo fa, oh, se lo fa! ti prenderebbe a sassate di intrattenimento, ti costringe a divertirti!
    E questo lo affermo senza ancora (lo so, è grave, ma sono riuscita a vedere i primi dieci minuti e diamine, sono già quelli un programma…) aver visto il film. E perché lo dico? perché ho fiducia in voi, in te e in DeRoc. Lui ci salverà col potere dell’ignoranza e tu ci racconterai come succederà. Prestissimo mi aggiungerò anche io, quando avrò portato a termine qualcosa di capitale importanza.
    Che DeRoc vegli sui miei passi, ovviamente col sopracciglio alzato e il pollice infilato nel marsupio.

    1. Dimmi Francesca, dimmelo tu come fare a rispondere a codesto commento? Perché hai riassunto tutto, ripreso e ampliato. Hai fatto il commento perfetto e io, che sono curioso come una scimmia di DeRoc, non posso che aspettare il tuo intervento su questo enorme film.
      Perché di questo si tratta, di un film enorme in cui tutto, ma proprio tutto, è stato creato su misura per DeRoc. Tutto quanto, anche la pochezza della trama, che tutti cercano con stolta pervicacia.
      No, noi non la vogliamo. Noi vogliamo cose basic, violente, stupide ma fatte con il cuore gonfio e il fazzolettino sotto il gomito per non sporcarsi di lerciume.
      Noi vogliamo questo e molto altro.

      Tieni conto che nelle prossime settimane voglio andare a vedere Skyscraper – sempre DeRoc, sempre casini allucinanti e disaster movie.

      Poi vi farò partecipi di questa santa messa. Giuro.

  3. Allora, ho finito di vedere Rampage tipo adesso. Non posso affermare che abbia superato Baywatch, ma in quanto a ignoranza è un’opera decisamente notevole. Dall’inizio alla fine, anzi, soprattutto alla fine. E ovviamente sai di cosa parlo. La scimmia for president.

    E ora al lavoro che devo scrivere l’apologia dell’ignoranza.
    Ce la posso fare.

    1. Aspetto la tua saggia recensione. Lo so che farai un lavoro stupendo, lo so. Quindi prenditi pure il tempo necessario per dare al film, e al protagonista (il gorillone bianco), il giusto tributo!

      1. Spero di poter fare veramente una recensione saggia e adeguata. Cercherò di essere il più obiettiva e scientifica possibile, perché la situazione lo richiede. Questi film sono più importanti di quello che sembra. Non posso fare a meno di dialoghi del calibro di “Uh uh hu hu!”, “Ok, facciamogli il culo!”.
        Come potrei, come potremmo tutti farne a meno?

      2. Io so che farai il lavoro certosino che richiede l’enormità del film. Sicuramente evidenzi le battute spaziali e gli scherzi burloni dello scimmione meno intelligente (DeRock).
        Io sono contento di questi film, rimettono in pari l’universo.

Si!?

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