Infierno – Las revelaciones

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Le mie parole scendono pesanti come piombo nella sala. Ade mi scruta silente, quasi stupito dalle mie parole, probabilmente il signore degli Inferi si era aspettato un’altra dichiarazione. Vai te a saperlo.
Il primo a rompere quella situazione di stallo è lo stesso signore degli Inferi che, mettendosi comodo sul trono, tende la mano destra a Kore – Persefone e la aiuta a sedersi al suo fianco nel trono vuoto. Sono iniziati i mesi invernai, dopo l’esplosione di vita della primavera e la maturità dell’estate e dell’autunno, si profilano i mesi di lutto della terra. I mesi in cui la terra si ferma e si riposa, ritornando gravida di tutto quello che la stagione seguente ci porterà.
Che stupido che sono! Che cieco!
“Non hai veramente idea di chi sei, fratello mio?” mi domanda Ade “Questo è molto strano, ma il tempo passa e, a quanto so, sopra di me ci sono stati tanti sconvolgimenti. Vedo arrivare anime abbigliate in modo strano, quindi il tempo deve essere passato per me e per loro. Solo la morte è uguale per tutti. Questo, Zeus, è un fatto insindacabile”.
“Sì, fuori di qua il mondo si è mosso. Sono arrivati nuovi dei, religioni, scoperte rivoluzionarie e nuovi pensieri. I vecchi Dei sono spariti dalla mente, rimpiazzati dall’unico dio e altre religioni” commento io, sperando vivamente di non alterarlo.
“I cambiamenti ci sono sempre stati. Prima di noi c’era…” Ade si ferma un secondo, rimuginando sulle parole che stava per pronunciare.
“L’hai quasi incontrato, stavi per cadere nella trappola, prima che la mia sposa ti portasse via. Crono è quaggiù, il Re del Tartaro. Signore della prigione dove l’hai costretto. Non credo che sarebbe stato felice di rivederti dopo che l’hai sconfitto.”
Il signore degli Inferi accarezza distrattamente la mano di Persefone, la quale mi guarda fiera dall’alto del trono.
Le parole mi giungono su diversi livelli, quello verbale e quello emotivo, costringendomi a prendere coscienza di me stesso. Sento ricordi di una vita passata affiorare e, mentre cerco di raccoglierli con la mente, li vedo svanire nelle nebbie della memoria.
“Crono e la battaglia degli dei… certo, questa me la ricordo. Non vorrete dirmi che io sono…” non finisco la frase perché mi sembra irrealistica.
“Stai prendendo coscienza. Ti servirà, perché quello che dovrai affrontare, se lo vorrai, richiederà un impegno maggiore rispetto a quello che hai profuso fino a questo momento” la voce di Persefone riempie le mura della reggia e mi accarezza l’anima tormentata.
“Sono venuto qua per uno scopo, non posso tornare indietro” confermo e, nella memoria, tintinnano le parole di Tisiphone e di Minosse.
Io non presto attenzione a nessuno dei segnali che mi dovrebbero trattenere la lingua.
“Sei venuto alla ricerca di un’anima finita quaggiù per errore, vero?” incalza Ade “Se non erro cerchi l’anima dell’Oste. Lo stanno piangendo tutti sotto il sole?”
Io annuisco e lascio proseguire il signore dell’inferno.
“E pensi che l’Oste sia qui nell’Ade?” mi chiede quello che ho scoperto essere mio fratello maggiore.
“Sì, credo sia qua.”
“Ah. Zeus, fratello mio, ti sei messo quindi alla ricerca dell’anima dell’Oste basandoti sulle voci e sulla profezia? Ti facevo molto più cauto, ma i tempi sono cambiati e tu sei sempre stato quello irruento fra tutti noi.”
Sono quasi certo di sbagliare, ma nelle parole di Ade sento una vena di umanità. So che è impossibile e infondato, quindi elimino quel sussulto e lo catalogo sotto la voce errore.
Il re del sottosuolo corruga l’ampia fronte, facendo apparire una ruga verticale in mezzo alle sopracciglia. La ruga ha la forma di una morbida esse che parte da poco sopra le sopracciglia e si spegne poco prima della partenza del naso.
“Hai sentito Persefone? Tuo padre è alla ricerca di un’anima e si è gettato senza pensare in quest’avventura!”
Persefone mi guarda con tutta la tristezza di questo mondo e conferma le parole di suo marito. Vorrebbe dire qualcosa, ma la anticipo. Dopo settimane di camminate e avventure sono stanco e ho bisogno di sapere, quindi presso per una soluzione.
“Come faccio a recuperare l’anima dell’Oste? È qui per errore e mi son fatto carico di questo viaggio per riportarlo indietro!”
Mi avvicino di un passo al trono. Le rivelazioni mi hanno galvanizzato, mi hanno reso ebbro di potere e sconsiderato, tanto arrogante da provare a fare la voce grossa in casa altrui.
“Zeus” Ade ripete il mio nome un po’ di volte. “Non è così semplice, fratello mio. Ma questo lo sapevi, no?”
“Che cosa devo fare?”.
Sputo fuori la domanda e so che questa mia determinazione avrà delle conseguenze.
Le parole di Tisiphone mi rimbombano nelle orecchie: – Va bene, Zeus. Saprai tutto, quanto prima verrai a conoscenza di quello che brami sapere. E non ci sarà la tua compagna di viaggio a fermarti e portarti sulla via della ragione. Vorrai sapere e desidererai non averlo mai saputo. Noi ci rivedremo prima di quanto tu possa solo immaginare. Cerca la tua anima altrove, Zeus, qua non la troverai di certo; ma sappi una cosa: la tua ricerca è destinata a portare in egual misura gioia e dolore. E tu, nonostante i tuoi sforzi, non potrai decidere chi riceverà gioia e dolore. Il cammino è difficile e vorrai non averlo mai intrapreso.-.
Tisiphone aveva ragione. Ho assaporato la conoscenza, ho iniziato a capire chi sono e dove sono arrivato. Come un drogato cerco la parola dopo di quella che ho sentito, bramo il sapore dolciastro che ha sulla lingua e nel mio cervello. Le rivelazioni hanno la potenza di mille orgasmi e le endorfine che si scatenano m’inebriano, mi tirano dentro un vortice di cotone e filo spinato. Più mi calavo in quel pozzo di conoscenza, di benessere intellettuale ed emotivo, più ci rimanevo invischiato. La razionalità mi urla di scappare, di smettere di bere da quella fontana maledetta, ma io voglio stare bene e smettere di non essere quello che sono destinato a divenire. Ho bisogno di sapere per rompere il bozzolo e uscire dallo stadio larvale, anche se questa condizione è quella che mi salverà. Alla fine della discesa, perché a un certo punto la discesa finisce, c’è la sentenza e, per una volta, non sarei stato io il giudice.
Ah, quanto vorrei aver seguito l’ammonimento che mi era stato dato. Solo adesso, in questo preciso istante, capisco di quanti rimpianti è decorato il mondo.
“Semplice, fratello mio. Un’anima per un’anima. Io non sopporto che mi siano sottratti i morti. L’equilibrio è fondamentale, le anime che entrano in questo luogo non possono uscire, ma siccome sei mio fratello, posso fare un’eccezione.“
Detto questo, si ferma pensoso. Mentre si accarezza la barba, mentre ricorda il precedente “Questa sarebbe la seconda eccezione, a essere sincero, e solo perché la mia Persefone ha un cuore troppo tenero. La prima è entrata nel mito ed è merito di Orfeo. Lui però non è riuscito a portare a termine il percorso senza soccombere alla curiosità e al dubbio.”
Deglutisco un macigno, mentre la sento la spada di Damocle pendermi ferale sul collo.
“Che cosa pensi di fare?” sussurra Ade.
Io, fino a quel momento ubriaco delle novità, capisco finalmente la profezia dell’Erinne e l’ammonimento che il dolore e la felicità non sono in mano mia. La decisione era stata presa e, inconsapevolmente, avevo stretto il cappio intorno al mio stesso collo.
Ho stretto il cappio e l’ho fatto sorridendo al boia.

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25 pensieri su “Infierno – Las revelaciones

  1. Fare accordi con Ade non è mai una buona idea. Ne sa qualcosa Proserpina. Guarda un po’ che razza di marito sì è trovata per colpa di un chicco di melograno.
    Daje Zeus, non farti fregare!!!

    1. Fare accordi con Ade non è una buona idea in assoluto, su questo ti do ragione. Anche se, in fin dei conti, un patto con lui l’abbiamo fatto tutti 🙂
      Io ci tento, giuro! 🙂

  2. Sempre più legato mani e piedi a questa tua storia. Inizio a pensare che non sia stata una buona idea lasciarti andare. Narciso, se avesse saputo, non l’avrebbe permesso. Sarebbe disceso lui nell’Ade e, petulante come è, sarebbe stato capace di riportare Oste prendendo per sfinimento il capoccia del Regno dei Morti.

    1. Questa storia proprio mi ha preso, spesso in contropiede devo ammettere. Ma vediamo di tirarcene fuori al meglio… chissà, forse mi viene un’idea geniale.

  3. Macheccazzzzzz!!!!
    Tu sei DiodiUnDio e adesso ne uscirai ma mannaggialapapera così mi fai prendere un infarto! Temo se e chi possa essere lo scambio!!!!!
    ( mannaggiammè leggere due capitoli uno appresso all’altro non fa bene alla mia salute… da dieci giorni non mangio le unghie e ora ho ripreso!)

    1. Ah, ormai la situazione sta diventando sempre più drammatica. Ci sono scelte da fare e questo “scambio” vediamo cos’è. Chi lo sa. Al momento sento solo questo vago sentore di tragedia che mi sta intorno, ma niente di più.
      (non mangiare le unghie!!!)

      1. Caspita, si fa drammatica sì… non so se il mio cuore di folletto è in grado di sopportare.
        Ma ci proverò.
        ( zitto, che mangio le dita fino alla prima falange da quando son nata, dieci giorni di duro lavoro e mi sembra di avere le mani di Morticia – poi le guardo e… no sempre le solite mani sgarrupate!)

      2. Secondo me sì! Bisogna solo vedere cosa ne esce da questa situazione burbera. Io non so cosa vuole Ade, io so cosa vorrei io, ma visto che sono in casa altrui direi che non mi faccio troppi castelli mentali 😀

      3. In effetti è meglio andarci cauti di fronte a uno così…
        ( io ora non posso fare a meno di pensare a come stanno andando le cose in taverna, a chi c’è e chi no… e tremo)

      4. Ormai la taverna ha preso un suo modo di vivere, con più o meno personaggi (anche se, a dirla tutta, qualche personaggio nuovo c’è) e Infierno prosegue ferale verso la meta 😀

Si!?

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