Infierno – Las almas y la vasta llanura

Nuovo appuntamento con Infierno. Dopo l’incontro con l’arpia, il percorso incomincia a prendere una via precisa con destinazione Erebo. 

Le pianure degli Asfodeli sono enormi distese di nulla, coperte dei fiori bianchi di Asphodelus albus e da una nebbia senza fine. In questa distesa vagano le anime dei morti, di coloro che non hanno compiuto niente di male, o di veramente buono, da meritarsi i campi Elisi o il Tartaro.
Sul nostro cammino incrociamo una quantità enorme di anime che vagano in uno stato di pseudo-sonnambulismo, anche se non è la descrizione più corretta. L’apatia totale è un fattore che ho già riscontrato negli altri incontri.
Le praterie degli Asfodeli sono un luogo di estremo tedio: non succede, e non succederà, mai niente. Le anime dei morti sono costrette a vagare in questo spazio senza meta e senza aver niente da fare per il resto dell’eternità.
Aguzzo gli occhi e cerco di scorgere l’anima dell’Oste, ma la nebbia e la quantità di anime mi rendono il compito improbo. Anche volendo, sarebbe come cercare un ago in un pagliaio.
La mia compagna di viaggio non mi è d’aiuto. Da quando abbiamo lasciato Tisiphone alle nostre spalle, Kore non ha aperto bocca e la cosa mi turba molto. So che il suo improvviso silenzio ha a che fare con le ultime, minacciose, parole in greco pronunciate dall’arpia. Tisiphone deve aver pronunciato una maledizione o un ammonimento terribile e Kore ne è rimasta profondamente scossa.
Il suo passo è strascicato e i capelli corvini, solitamente raggruppati a far vedere lo splendido viso, sono utilizzati come sipario verso il mondo esterno. Dietro la massa di capelli si celano pensieri oscuri e tormenti interiori, ma noi qua fuori non possiamo sapere granché di quello che avviene dietro le quinte.
Quanto mi manca il passo leggero e il profumo dell’aria. Qua, in questo posto desolato e pieno di memorie, sembra tutto uguale e i ricordi, le loro ombre, non fanno che porre l’accento la caducità di quello che eravamo alla luce del sole.
Mentre proseguiamo in direzione dell’Erebo, noto che un’ombra dal comportamento diverso da tutte le altre: l’anima si muove circospetta prima di correre in qualche direzione della pianura. La vedo accucciarsi e poi rialzarsi all’improvviso. Il comportamento di quest’anima è talmente paradossale in questo mondo ultraterreno che mi colpisce come un pugno in faccia.
Stordito dalla stranezza della visione, rallento il passo e mi porto al fianco di Kore. Con la mano le indico la figura che, in lontananza, si è appena accucciata e sta camminando lentamente con la schiena ingobbita. Le chiedo se ha idea di chi è quella figura.
“Quello è Orione.” mi dice.
“Il cacciatore?” rispondo io, finalmente al passo con la conoscenza della mia amica.
“Proprio lui, l’unico cui è concesso di muoversi liberamente nelle praterie e che ha qualcosa da fare quaggiù nell’Ade. Orione può dedicarsi alla caccia, sfuggendo così al tedio di questo posto.”
“Forse lui ha visto l’Oste” medito io
“Non ci giurerei. Lui è impegnato in una caccia senza sosta, non credo gli interessi molto un’anima in più o in meno. Sono altre le divinità cui interessa questo particolare” afferma lei ed io sento una sottile vena di disfattismo nella sua voce.
“Forse proviamo a rintracciarlo e…” continuo io. Mi sento testardo come un bambino a pronunciare queste parole dopo la chiusura definitiva della mia amica.
Suficiente!” mi stoppa lei, irata. Il dito affusolato punta il cielo nero in segno di ammonimento.
“Suficiente Zeus, ho detto di no. Quella è una perdita di tempo e non ci serve. Dobbiamo raggiungere il centro dell’Erebo adesso, non possiamo tardare oltre. L’Erebo, il palazzo di Ade, è la nostra meta e l’unico modo per capire cosa è successo al tuo amico”.
Io rimango a bocca aperta, ferito dal rimprovero e dall’improvviso scatto d’ira di Kore. Non l’avevo mai vista così. Mi zittisco, nascondendomi in un bozzolo fatto di autocommiserazione e risentimento verso la mia compagnia di viaggio.

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22 pensieri su “Infierno – Las almas y la vasta llanura

    1. Ormai sente il peso, assomiglia ad un Frodo, ma senza essere così fastidiosamente rompiballe.
      Il paragone con Frodo, però, non è del tutto corretto a pensarci bene…

  1. Il peso della fatica di questo luogo si fa sentire. Tremenda oppressione anche per Kore. Invece mi sembra che il tuo omonimo / alter ego ci stia facendo l’abitudine 😉

  2. SI PERò STAI CALMA!!… ecco… ti immaginavo risponderle così. Avrebbe fatto riderissimo la scena ma non avrebbe avuto senso con quello che sta accadendo 😀
    Torniamo seri.
    Veloce e perfetto questo pezzo.
    Bello come sempre.

    1. Forse si vuole liberare o, in alternativa, aveva un’agenda diversa da quella di Zeus. Sul fatto che Zeus sia un discreto rompiballe, non ci sono dubbi.

      1. No genio non si può usare 😦
        tutti sanno che sarò bellissimo (soon un dio, in fin dei conti), ma non proprio brillante come intelligenza 😀 eheheh

Si!?

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