Se si arriva a mungere un pesce: Star Wars – Gli Ultimi Jedi (2017)

O Voi lettori, sappiate che non raggiungerò mai il picco creativo di Leo Ortolani per parlare del nuovo film di Star Wars. Ve lo dico, perché da qua in avanti ci sono lacrime, sangue e frustrazione. Cose che potete capire solo quando siete a 1Km da casa e vi si rompe il sacchetto di plastica biodegradabile della spesa.
Nota a margine: capisco il biodegradabile, ma farli minimamente resistenti? Basta il pensiero e si rompono.

Dopo mesi di sofferenza intestina, mi sono guardato Star Wars – Gli Ultimi Jedi. Ho subito cambiato idea su una cosa: quello che avevo prima non erano dolori intestini, sono quelli venuti dopo i veri eroi del gabinetto.
Quando nel 2015 il malvagio Sith J.J.Abrams ha fatto uscire il primo film del nuovo terzetto, si capiva che qualcosa stava bollendo in pentola. E quel qualcosa, cari miei, non era certo un pranzo luculliano. La lunga mano del Disney ha incominciato a lavorare nel retro, dicasi borseggiatore, per trafugare soldi dalle tasche degli affezionati della saga spaziale per eccellenza (oh, io Star Trek non l’ho mai retto più di 10 minuti).
Il nuovo capitolo, Gli Ultimi Jedi, cerca di barcamenarsi e ce la fa buttandola in caciara. Vi rendete conto che io, che ho amato i 3 episodi originali, ho incominciato a guardare l’ora a metà film? La noia incominciava a farsi largo nelle viscere di questo povero pseudo-recensore. Questo perché non succede niente in questa pellicola.
Non c’è niente, ma niente, per tutto il film. Giri e rigiri nell’Universo, metà tempo con lo spiegone o il dialogone terribile e poi un mucchio di orride cose inguardabili.
Partiamo dal principio: l’operazione nostalgia, dopo aver coinvolto Harrison Ford (e averlo eliminato), si poggia sulle spalle di Mark Hamill (il fu Luke Skywalker) e su Carrie Fisher (Principessa Leia). Il primo interpreta il ruolo che gli è proprio e continua ad essere l’attore mäh che ci piace tanto. Non trasmette niente, né la forza né lo sforzo di sforzarsi. Quindi è là per strizzare l’occhio ai fan sfegatati e dire: “Guardalo, guardalo che fa il Luke Skywalker. Te l’avevo detto no che ti stupivo?“. A parte il finale, in cui continua a non far niente e, per le parti in cui fa qualcosa deve ringraziare l’evidente controfigura, il ruolo che ha Mark Hamill in tutta ‘sta sega di saga è praticamente nullo.
La Principessa Leia, ormai una vecchia e compianta Carrie Fisher, è altrettando inutile. Due battute e poi saluti e arrivederci, tanto “checazzomeneame?”. Ma il vero punto di forza della Fisher è essere scaraventata nello spazio, non morire e ritornare alla nave con una postura che assomiglia a Medioman della Gialappa’s Band.
Depennati gli hardcore fans, ecco che ci tocca parlare delle nuove leve:
Daisy Ridley a.k.a. Rey, la nuova rivelazione Jedi, passa metà del tempo a piagnucolare e l’altra metà a intrattenere una relazione mental-sessuale con uno degli attori che mi creano più nervosismo in assoluto: Adam Driver (Kylo Ren – che assomiglia ad un prodotto gastronomico per ritrovare il peso forma, ma in realtà è solo un piagnucoloso bambinone). La cosa sconcertante di lei è che rimane per tutto il tempo sull’isola con Luke Skywalker ad imparare una ceppa di minchia e non scappa quando vede che quel vecchio pazzo munge i pesci.
– per la serie personaggi Disney aggiungerei: quelle strane creature volanti dell’isola con gli occhioni (avrei preso il fucile e bom-bom-bom) e i pesci-suora che governano l’isola e fanno le zitelle. Francamente disgustoso.
– Di Kylo Ren non voglio parlare. Pensare che dovrebbe essere il nemico principale (il nuovo Darth Vader) mi fa cascare le balle, pensare che è sottoposto ad un minchione (Snoke) è ancora peggio. Quindi direi che è meglio soprassedere.
– Come sempre, ma questo è un difetto di tutti i film di Star Wars, i nemici sono scemi come idranti: hanno le armi più potenti e cazzeggiano prima di usarle. Perché? Ditemelo, perché? Hai tonnare di soldi, perché non metti cose migliori di quattro torrette per buttare giù le X-Wing? Prima di sparare, parte lo spiegone e tu ti vorresti drogare pesantemente. Prima dell’azione malvagia, parte lo spiegone. Hai il Juggernaut e… non lo usi. O lo usi quando ormai tutto è finito. Il che, francamente, mi sembra utile come usare la carta igienica dopo che ti sei pulito il culo con le dita.
– Una cosa buona ce l’ha questo film! Ha ridotto il ruolo di Finn, lo Stormtrooper ribelle. Finalmente perché è francamente inutile anche il suo ruolo in questo film. Non fa niente, se non essere preso per il culo da tutti, Benicio Del Toro compreso (il vero miracolo non è il film, ma aver ridotto le occhiaie di Del Toro).
– La storia d’amore da teenager fra Finn e Rose Tico è frutto della lunga mano della Disney, ne sono certo. O di qualche malvagio capomarketing che, vedendo i fan della saga originale deperire sotto i colpi implacabili degli anni, della noia, dei partiti che non vincono e non perdono, delle tasse e, non ultimo, della morte, ha capito che l’unica chance per far continuare il brand Star Wars era quello di creare la love story ad uso e consumo degli adolescenti. E, come cerco di ripetere, delle adolescenti. Dopo Rey, eroina boh, ecco Rose Tico, non eroina e comunque boh. Rose è stata introdotta a caput minchia, senza spiegazioni e senza background, ed eccola che parte a far di tutto. Non c’è neanche il tempo di chiederle: ma le sai fare ste cose? No. La si manda all’attacco di Kylo Ren (può provocare diuresi incontrollata) con una falciatrice e tanta simpatia.
– Non saprei cosa aggiungere? Il duello iniziale con lo Juggernaut è talmente sputato a quello sulla Morte Nera che mi è venuto fuori il regista dallo schermo, mi ha tirato uno schiaffone e mi ha detto: “hai visto, cazzaro? Hai visto? Come te lo ricordavi!!!“. E io ho belato e annuito. Non c’è quasi niente di spaziale, ma ok. La scena al Casinò era talmente imbarazzante che hanno deciso di limitarla e piuttosto accentuare il maxi-lacrimone per i cavalli-cani-alieni che corrono. E, in tutto questo, ecco anche il messaggione speciale: avete visto? I ricconi guadagnano soldoni vendendo le armone ai cattivoni… ma oibò, li guadagnano anche dando le armone ai buoni.
E tu pensi: sticazzi. Me l’avrebbe spiegato meglio Topo Gigio questo concetto.

Io non voglio essere polemico per forza o, ancora peggio, purista di Star Wars (in fin dei conti, come disse Carrie Fisher, checazzomeneame), ma se vi è piaciuta questa paraculata di film, vi meritate Adam Driver come attore e Kylo Ren (contro la pancetta) come nuovo Darth Vader.
Io continuo a torturarmi cercando di capire la grammatica di Yoda. Una delle esperienze migliori in assoluto.

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14 pensieri su “Se si arriva a mungere un pesce: Star Wars – Gli Ultimi Jedi (2017)

  1. Ahahahah! Mi sono divertito a leggere l’altro Lato dello Sforzo. Ebbene sì, io sono di quelli cui è piaciuto il film, anche con una certa sorpresa alla fine della proiezione. Ciò da cui dissento è che per questo motivo dovrei “meritarmi” Adam Driver e Kylo Ren. Kylo Ren, il cui nome dall’inizio ho ribattezzato come una barretta energetica per affetti da cronici disturbi renali, non mi ha mia convinto, ma in questo film qualcosa ne viene fuori di meglio…Certo a risalire quando hai toccato il fondo non ci vuole molto, ma ti assicuro che si può anche scavare.
    Alcune tue critiche mi appaiono eccessive, quantomeno ci ho fatto caso, ma non sottraggono nulla al complesso che non è certamente un capolavoro, ma è un godibile film della saga che Lucas aveva buttato in sega mistica con i suoi minnchi-clorian o come diamine li chiama.
    La trilogia originale è andata, passata, fottutamente figlia di un altro tempo, i suoi attori defunti cinematograficamente. Carrie Fisher defunta per davvero, pace all’anima sua.
    Vado ancora a vedere Star Wars non perché amo rivedere i beniamini di quel tempo, ma se ancora riesco a emozionarmi. E io sono cambiato dal 1979. Non so se hai letto la mia e so che posso permettermi di segnalartela senza cadere nel tentato spamming, ma credo di essere andato già lungo in questo commento per dire che non concordo sulle tue conclusioni per tanti motivi.

    1. La tua recensione, parto dal fondo, non l’ho letta per non bruciarmi la mia e per non avere pregiudizi (idem con Ortolani, letta dopo aver scritto il corpo centrale del racconto… poi ho aggiunto l’introduzione).
      Dopo vado a leggermela.
      Godibile è godibile, certo. Al cinema funziona. Emozione? No. Emozione non me ne ha date, forse perché non l’ho visto al cinema, forse perché sono prevenuto.. ma Star Wars qualcosa deve avere, non solo degli incredibili boh dentro una trama che, si sa, sarà il sacrificio di Mister-Non-Voglio-Fare-Lo-Jedi Hamill. Lo si sa, lo si annusa dall’inizio.
      Poi mi sembra che la Disney sia intervenuta prepotentemente, svecchiando certo i personaggi (se vuoi far proseguire Star Wars devi avere giovani leve), ma anche inserendo una serie di forzature per avere gadget da vendere, tormentoni e cose fanciullesche forzate. Non so come dirlo meglio.
      Ripeto, non voglio far polemica a caso (e so che gli Star Wars originali avevano buchi nella trama da film horror), ma speravo di più e di meglio. Mi è piaciuto di più Rouge One, ad essere sincero.

    2. Mi permetto di sottolineare come nei primi tre film in realtà ci sia una sorta di misticismo, com i cavalieri Jedi in grado di manipolare la realtà con la propria forza di volontà, qualcosa che va dallo zen allo spiritismo. Nei secondi tre film, invece, vengono introdotti questi Midi-chlorian e il tutto si riduce ad un essere eletto o meno, un po’ per caso, un po’ per volere della Forza.
      Il misticismo di fondo cambia e da un Eroe in cui chiunque vi si può riconoscere si passa ad un Redentore che si può solo osservare da lontano, perché questi è nato cosí, nessuno potrà mai essere come lui.
      In questi film, come già nell’ultimo della serie precedente, il discorso cambia di nuovo, riprendendo il discorso originale, in una sorta di sintesi a conclusione delle precedenti tesi ed antitesi. Sintesi che in realtà potrebbe esserci anche nella Forza, tra il Lato Oscuro e l’altro. La differenza è vista, in effetti, solo da chi usa la Forza che è una ed una soltanto.

      1. Concordo in questa analisi, anche se i Midi-Clhorian e l’Unto-dal-Signore che diventa Jedi, tirata fuori da Lucas in un trip mistico-alcolizzato, non è che non mi ha convinto, mi ha proprio respinto. E’ l’aspetto che mi ha fatto di più storcere il naso nella seconda sciagurata trilogia, in particolare La Minaccia Fantasma. E dire che questo film l’ho visto due volte al cinema e un numero imprecisato di volte nell’edizione home video.
        In questo Episodio VIII lo spettatore (ri)trova parte dei temi della prima trilogia e i personaggi con una posizione da prendere, come hai ben descritto, nei confronti della Forza (e, se vogliamo, del nuovo corso dell’Universo di SW) Abrams ha copiato&incollato, qui c’è una scelta di regia e di narrazione diversa. Episodio VII è un ponte al passato, Episodio VIII è un ponte verso il futuro. Se questa proiezione al futuro (della saga) piaccia o no è una scelta dello spettatore e non dovrebbe – a mio avviso – più essere così legata al passato, che rimane fulgido e pietra angolare.

      2. Le spiegazioni tirate fuori da Lucas nei primi tre inguardabili film sono molto improbabili e fuori contesto. Ma questo è un mio parere. Almeno nell’VIII, ti do ragione, si ritrova una certa coerenza di fondo su certi aspetti.

      3. In effetti il passato lo si ricorda sempre meno, ci sono poi delle scene simboliche in cui si manda in fumo il passato. Non so se ci saranno altri film oltre a quello che dovrà continuare la storia interrotta, ma probabilmente il contatto con il passato, in quell’universo fantastico, sarà concentrato nei ricordi di chi vive e nelle manifestazioni della Forza quali il vento delle foglie e simili.

      4. Si, credo che il regista abbia lavorato in questo senso. E lo ritengo apprezzabile piuttosto che un ‘more of The same’ che piaga l’attuale produzione cinematografica

      5. Mi piace questa ricostruzione. Bisogna dire una cosa dei film di Hollywood degli ultimi x anni: il fattore “religioso”, come divinità che intervengono sul film, è stato ridimensionato di molto, tanto che non ci sono quasi mai dei/Dio/o chi altro che interviene a far qualcosa. Anche in un film bislacco come Troy, dove gli dei sono la parte fondamentale del discorso, tutto si incentra sull’essere umano, lasciando perdere dei e magia.
        Stessa cosa su Star Wars: partito con questa particolare visione del Forza, poi è diventato altro e via dicendo.

      6. Sí, stiamo forse vivendo un bislacco, approfitto del tuo aggettivo, moderno umanesimo cinematografico, con tutti i pro ed i contro che ne possono derivare.

  2. Lo vidi con una signora seduta affianco che non faceva che ridere estasiata per il film. Quegli uccelli strani tutti occhi la facevano morire. Avrei tanto voluto accadesse. Poi ho pregato per me. E niente, non è successo niente e posso scrivere questo commento, ecco.

  3. Ottima recensione e mi trovi d’accordo su tutto. anche io ho scritto una piccola recensione più ironica su questo film. Ps le suore pesce le sto sognando ancora…

Si!?

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