Infierno – Las almas de los muertos

Quanto tempo è passato dall’ultima puntata di Infierno? Tantissimo, quasi quasi non mi ricordavo neanche dove avevo lasciato il racconto di questo viaggio infernale. Adesso devo riprendere e proseguire, anche se le sfide che mi attenderanno sono fuori da ogni concezione umana, ve lo posso assicurare. Non si sa mai chi si incontra in certe situazioni. Non ci credete? Leggete avanti.

———————–

Superare il timore delle ombre è difficile, quindi mi concentro sui passi sul terreno. Il sentiero sembra essere in discesa, la pendenza è talmente elevata che mi sembra impossibile non essere già arrivato al centro della terra. Kore è davanti a me, la vedo nei chiaroscuri di questo posto infernale.
“Cosa ci aspetta dopo?” chiedo a Kore, anche se la risposta, in cuor mio, la so già.
“Il grande fiume Acheronte”
“S’incomincia a fare sul serio” mi gratto la testa.
“Sulle sponde dell’Acheronte i morti attendono di compiere il loro viaggio per arrivare nell’Ade; la morte, come la vita, ha le sue regole”.
“Che cosa troverò sulle sponde dell’Acheronte?” le chiedo.
“Non lo so, Zeus ” rallenta il passo, adeguandolo alla sua indecisione, ma poi riprende decisa. Per la prima volta, però, non sono sicuro di quello che sta dicendo, ma ho altri problemi più impellenti.
L’oscurità dell’Ade è così fitta che anche le immagini che percepisco sono monotone e richiamano pareti rocciose, ampie vallate brulle e case vuote. Mi sento dilaniato fra verità e fantasia.
Dopo altre lunghe ore di cammino, raggiungiamo un punto in cui sente lo sciabordio dell’acqua: l’Acheronte! L’aria sa di umido e di marcio: una combinazione pestilenziale di acque stagnanti, di chiuso e di decomposizione. Una nebbia grigiastra copre tutto quello che ci circonda e, sospetto, che sia anche l’artefice di buona parte dell’odore schifoso che sento.
Il rumore dell’acqua non è un suono vero e proprio, ma assomiglia al ricordo di un fiume che scorre. Questa sensazione, il ritardo movimento e il rumore stesso, mi stordisce.
Kore sembra abbastanza preoccupata, bofonchia qualcosa mentre infila la mano nel suo zaino e rovista per qualche minuto: lo sguardo corrucciato non promette niente di buono, sembra aver dimenticato qualcosa. Quando sto per aprire la bocca, Kore solleva il capo e, sotto la cascata di capelli scuri sorride, mi tende la mano e mi fa cenno di seguirla al fiume.
La vista dell’Acheronte mi riempie di uno stupore infinito. Il fiume del dolore è enorme e il suo movimento è irrequieto, caotico e incontrollabile. Ci sono altri quattro fiumi nell’Ade: Cocite, Stige, Flegetonte e Lete, ma è l’Acheronte quello che segna l’entrata vera e propria nell’Ade.
Sono così concentrato sul fiume, e stordito dall’afrore dell’aria, che quasi non noto la moltitudine che sosta sulle rive del fiume. Sono ombre di uomini e donne che attendono il passaggio da una riva all’altra. Tutte le ombre hanno le sembianze della persona che erano in vita e di come sono morte: ci sono i vecchi, i giovani uomini, le donne e i morti in battaglia ancora sporchi di sangue.
Le ombre vagano silenti sulla riva, quasi apatiche, ma percepisco la loro disperazione. Kore mi spiega che quelli che non hanno ricevuto degna sepoltura o non hanno l’obolo da dare a Caronte sono condannati a rimanere su questo lato del fiume. Non entrare nell’Ade è un dolore immenso che supera anche la paura di una condanna al tormento eterno.
“Non vedo Caronte” le dico
“Ni siquiera yo” mi risponde lei continuando a cercare con lo sguardo il traghettatore dei morti.
Solo in questo momento mi viene in mente che, per arrivare alle porte dell’Ade, bisogna essere morti e avere un obolo. Non possedendo la prima qualità ed essendo sprovvisto di oboli, la mia avventura potrebbe subire una subitanea interruzione.
“Kore, abbiamo un problema” le dico imbarazzato.
“Quale dei tanti?” sorride, stanca, la mia compagnia di viaggio. Il cammino la sta provando molto e più ci si avvicina, più la vedo curvarsi sotto una terribile pressione. Kore sta subendo un cambiamento interiore che nno può essere confuso con la sola stanchezza: lo sguardo scuro, da ragazza, è diventato più fiero, determinato, quasi regale oserei dire.
Mi chiedo come le sembro io. Probabilmente un barbone spiantato, spaventato e dubbioso.
E mi sto facendo anche dei complimenti.
Prima di poterle rispondere un gruppo di ombre mi passa accanto: gli sguardi ciechi e indifferenti mi gelano il sangue. Insieme a loro c’è una figura che riconosco, oserei dire che mi sembra famigliare. Questa figura ha una sua fisicità, quindi non è una delle ombre. Con una mano fa segno alle anime di proseguire verso la riva del fiume, mentre si avvicina a noi con passo leggero.
“Abbiamo degli ospiti” ci dice. La sua voce è eterea e inclassificabile secondo gli standard umani “Non mi aspettavo di vedere un vivente quaggiù, non ne abbiamo più avuti da tanto tempo”.
La figura si avvicina e finalmente la vedo nella sua interezza. Non è un’immagine della mente, è qualcuno che vedo. Il viso giovane, di un eterno ragazzo, poggia sopra un corpo perfettamente formato e delineato, coperto da sandali, borsello e un cappello. In mano porta un curioso bastone con due serpenti attorcigliati per tutta la lunghezza e, sulla cima, ci sono delle ali.
“Siamo in viaggio verso l’Ade” è Kore che parla “Dobbiamo attraversare l’Acheronte e arrivare là” la mano guizza in direzione dell’altra riva del fiume.
“Perché volete entrare nell’Ade?” Il ragazzo senza età si tocca il mento pensoso poi, corrucciando le labbra perfette, indica prima Kore, poi me, con il bastone “Tu devi venire in questo luogo e, anzi, ti auguro una buona permanenza ” il ragazzo fa un breve inchino con il capo.
Dopo una breve pausa, il ragazzo prosegue dicendomi “Ma tu non dovresti essere qui.”
Il ragazzo eterno mi squadra. I suoi occhi mi penetrano nell’animo e sulla faccia sempre giovane e bella appare un’ombra di sorpresa. Come se fosse sorpreso di riconoscere qualcuno in questo luogo. La sorpresa svanisce veloce.
“Lui deve venire con me, non resterà molto qua.”
“Non è morto!” l’eterno ragazzo è dubbioso “Lo sai benissimo che ai viventi non è dato di passare del tempo quaggiù: Ulisse è arrivato al vestibolo ed Enea lo ha varcato, ma lui era un eroe”.
“Conosco le regole dell’Ade” dice Kore “Mi dispiace insistere, ma dobbiamo proseguire. Lo sai anche te, Hermes.”
Hermes? Guardo meglio l’eterno ragazzo e il mio cervello fa uno più uno, ricavandone un risultato di tre. Solo adesso noto le piccole ali sui calzari e sul capello. Hermes, il messaggero degli dei, lo psicopompo che accompagna le anime nell’Ade.
“Se ti assumi la responsabilità” concede Hermes, ma il suo viso tradisce un fugace disappunto “per me va anche bene”.
Kore annuisce.
“Allora siamo d’accordo, io proseguo con il mio lavoro, ci sono tante cose da fare in questo momento: tante trattative, tanti morti. Il mondo sembra non fermarsi un momento.” La voce è sognante, mi ubriaco ad ascoltarla.
“Buon viaggio a entrambi, ci incontreremo ancora” dice Hermes.
“Buon viaggio anche a te, Hermes” risponde la mia compagnia di viaggio.
Mentre Hermes si allontana, leggero, sento che borbotta qualcosa, ma mi convinco che si riferisca alle anime di passaggio.

Annunci

20 pensieri su “Infierno – Las almas de los muertos

  1. Beh, come si dice quando si incontra un conoscente dall’altro capo del mondo: “Il mondo è piccolo”. E vale anche per l’Al di là del Mondo. Un incontro di un altro condomino dell’Olimpo per te sarà stata una gradita sorpresa. Non ti ha riconosciuto, ma si sa quanto Zeus sia abile nei suoi travestimenti. Non so perché ma in questo Infierno, inizia a trovarmici a mio agio. Si respira aria di…casa. “Mi casa es tu casa”, diceva qualcuno di mia conoscenza.

    1. Mi casa es tu casa è un motto d’amicizia. Questo è certo e l’Oste ce lo ricorda, anche quando manca (a giudicare dall’entusiasmo dei commenti e dalla partecipazione accorata).
      Nell’inferno si incontrano personaggi interessanti.

  2. Zeus, Kore alias Persefone, Hermes … una bella carrellata di miti… Ci credo che Kore viaggi nell’Ade visto che è la regina per sei mesi.
    Però Hermes manca di rispetto. Zeus è Zeus e va onorato.
    Comincia a delinearsi la storia tra miti e leggende.

Si!?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...