Infierno – Rituales de entrada

Giusto l’anno scorso (ahah) ho fatto uscire l’ultima puntata di Infierno, intitolata Agua y azufre. Visto che il 2018 si apre con un cambio di layout del blog e nuovi propositi, ecco il nuovo capitolo di Infierno. Il duo Zeus – Kore è alle prese con un’avventura molto, ma molto, complicata.
Buona lettura

 

Da dove eravamo, non avevo capito quanto distante era il punto indicato da Kore.
La destinazione è una bocca fumante all’interno di una grande depressione sotto le pendici del vulcano: la cavità è una grotta così scura e profonda da poter essere un passaggio dalle Americhe all’Oceania, con tanto di autogrill e piazzole di sosta per i Tir. Faccio presente a Kore l’afrore terribile che infesta l’aria e che esce dalle fauci della terra, lei mi indica gli scheletri di alcuni animali nei pressi dell’entrata e, all’unisono, diciamo:
La boca dell’infierno“.
“Sì, Zeus. Questa è l’entrata” sul viso della mia compagna di viaggio il sorriso caldo aveva lasciato spazio a quello sguardo triste e determinato dei martiri.
Vorrei tanto toglierle quel fardello dalla schiena, ma sono certo che lei sia l’unica a poterlo portare.
“E adesso come facciamo?” le chiedo “se ci avviciniamo, facciamo la fine di quelle bestie. Inoltre non abbiamo bombole d’ossigeno con noi” la mia mente lavora in fretta.
Kore mi mette la mano sull’avambraccio, stringendolo un po’ “Calma Zeus, bisogna aspettare. Devi avere pazienza, tutto si risolverà e potremmo entrare prima di quanto tu creda”.
Non sono convinto della risposta, quindi incomincio a rileggermi gli appunti che avevo preso alla taverna. Parole magiche, rituali e l’allineamento dei pianeti in certi momenti dell’anno. Il tutto è inutile: senza ossigeno, ho la netta sensazione che non sopravvivrei. Una congettura, ovvio, ma vorrei evitare di avere ragione troppo tardi.
Kore si siede su una pietra e disegna sul terreno con un pezzo di legno. Io decido di concentrarmi su qualcosa che so fare senza far troppi danni: preparo la cena.
Quando la notte scende sulla pianura, invito Kore a mettersi a dormire; il vulcano non scappa di certo e la risposta la troveremo domani.
“No, Zeus, No puedo hacerlo. star despierto unos minutos más” mi accarezza la guancia e prosegue “Ma tu dormi un po’, ne hai proprio bisogno”.
E, sentendomi come quei bambini assonnati ma che si ostinano a rimanere davanti alla televisione, protesto adducendo pericoli e congiunture astrali. Kore mi ascolta paziente, poi mi indica il giaciglio improvvisato e io sento una stanchezza enorme. Contro voglia mi corico, prima tenendo un occhio aperto, poi sprofondando fra le braccia di Morfeo.
Nel mezzo di un sogno stupendo, Kore mi da uno scossone e mi sussurra all’orecchio “¡Zeus, despierta!”
Mi tiro su un gomito con il sonno attaccato alle palpebre.
“Che succede?” bofonchio.
“Possiamo entrare, Zeus. Adesso possiamo entrare”.
“E come è possibile?” strofino gli occhi pesanti; non lo ammetterò mai, ma vorrei tornare a dormire.
“Te l’avevo detto che bisognava avere pazienza!” La vedo accucciata sulle gambe contro la sagoma di una luna grande e bianca.
“Lasciami raccogliere le cose e possiamo andare” e così faccio, infilando padelle e sacchi a pelo nel grande zaino. Lei non si muove e, potrei giurare, sono persino convinto di averla sentita piangere. Cosa impossibile, visto che quando mi avvicino è padrona di sé e pronta alla marcia.
Mi incammino verso la boca dell’infierno, che è stranamente silente e senza quel puzzo mefitico. Adesso è solo una cavità calcarea che scende fino…, a questo punto fermo la catena di pensieri, la risposta la so, non serva che la dica.
Non sentendo i passi della mia compagna di viaggio, mi giro e vedo che è rimasta ferma sul posto, il pesante zaino sulle spalle e le mani, aggrappate alle due fasce, strette fino a sbiancarle le nocche.
“Vamos, Kore” le dico. Adesso è il mio turno di farle forza.
Lei mi guarda, grata per quel gesto così piccolo ma così umano, e si mette in marcia verso quella bocca scura e spaventosa. Io la seguo, meno eroico e meno determinato, e il il cervello e le gambe che si rifiutano di proseguire. Ma io proseguo e, quando varco la porta, il telefono segna mezzanotte e un minuto.
Il primo giorno d’autunno è iniziato.

17 pensieri su “Infierno – Rituales de entrada

    1. Io ti ho già risposto, non mi dilungo oltre per evitare l’effetto spoiler che non piace.
      Kore sarà un personaggio importante in questo racconto, su questo posso sbilanciarmi. Quanto importante? Sarà da vedere. Più importante dello scrittore? Sicuro.
      Il cambio era da fare, sembre pene!

Si!?

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