[FM17] E vide la luce

Vi ho lasciato con una prestazione sopraffina contro la Juventus e così vi ritrovo. Giustamente non proseguite la mia disavventura calcistica senza il sottoscritto. Mentre i giocatori si beano della loro grande partita contro la vincitrice di x-tonnare di scudetti, arriva fra capo e collo una nuova trasferta bastarda contro la Viola.
La Fiorentina è una squadra ostica, con tanti campioni e qualche falla qua e là. Ma in avanti hanno un Chiesa che si sta prendendo il ruolo di deus ex machina, quindi c’è poco da sorridere di fronte ad una sfida al Franchi.
Faccio allenare la squadra come dannati e li preparo al duro match in terra toscana. I giocatori sono di umore quantomeno decente, quindi i piccoli problemi (rinnovi, pochi minuti giocati, infortunati etc) non sono un grossissimo problema.

Il match inizia e si capisce già come andrà a finire. Le occasioni da rete sono poche come le probabilità di vincere al Superenalotto giocando a briscola, quindi la noia regna sovrana. Il Sassuolo cincischia e non si fa vedere troppo davanti alla porta dei padroni di casa e, dall’altra parte, la Fiorentina non sembra troppo in vena – soprattutto vedendo lo stato di forma dei suoi giocatori chiave. Facendo breve quello che potrei tirare avanti per ore: la partita finisce su un bruttissimo pareggio che fa mantenere il morale inalterato, i tifosi neroverdi scettici e io soddisfatto di non essermi preso due scappellotti da Chiesa&Co.
Fiorentina 0 – Sassuolo 0

A causa della successiva partita in Europa, la sfida successiva contro l’Udinese è a distanza ravvicinata. Le decisioni fioccano, tenuto conto che non posso perdere il treno di uno stato di forma in crescita e che, in due giorni, ci sarà la sfida spagnola contro il Villareal. Opto per una formazione classica contro i friulani e poi, in base alla stanchezza, farò i necessari aggiustamenti contro il Sottomarino Giallo spagnolo.
Contro l’Udinese giochiamo in casa, quindi c’è spazio per un po’ di ardimento. In avanti ripropongo il trittico Politano – Matri – Defrel che, in Europa, mi sta dando qualche buona soddisfazione. Politano è forse il giocatore con maggiore carburante e, sulla fascia sinistra, sa sempre farsi sentire.
Il primo tempo scivola via fra attacchi neroverdi e contropiedi friulani. Poca precisione sottoporta e un Duvan Zapata opaco. I calci da fermo non incidono (sia quelli in attacco che quelli in difesa) e le trame di gioco sono poco ficcanti. La fine del primo tempo, inneggiata da tutti, è un toccasana per gli amanti del calcio.
Nello spogliatoio mi studio un po’ le statistiche e guardo le zone di copertura, quelle d’attacco e i difetti della squadra avversaria. Non ci cavo un ragno dal buco, ma mi fa sentire meglio quando parto con il secondo tempo.

Un tiro di precisione di Duncan (foto da web)

I secondi 45 minuti sono diversi. Matri, strano, si sveglia dal torpore e infila il portiere avversario dopo 10 minuti di gioco e porta il Sassuolo in vantaggio. Neanche il gol subito smuove troppo la formazione bianconera, quindi continuo ad attaccare e nel giro di un quarto d’ora riesco a fare l’incredibile: raddoppio della formazione di casa con il centrocampista Duncan. Io ci punto molto su di lui, quindi mi rende felice averlo scelto per la seconda partita consecutiva.
Due gol sotto e senza idee, l’Udinese abdica e lascia il campo con la coda fra le gambe. La lenta risalita dalle ultime posizioni incomincia…
Sassuolo 2 – Udinese 0

Come anticipato, la partita successiva è la seconda del girone di Euro Cup. Il Villareal è un avversario ostico e candidato a finire al primo posto del girone, quindi bisogna stare attenti. Lo dico ai giocatori, ma non mi sembrano troppo impressionati. Forse dovevo tirarmi via il naso rosso da clown. Chissà.
La partita, giocata anche questa in casa, è subito un delirio. La formazione avversaria, nella classica casacca gialla, mi fa il culo a fette in difesa e io non ho la minima idea di come fermarli. Arretro il baricentro, allargo la formazione e provo a tamponare le ali avversarie (fra cui l’italiano Sansone), ma loro continuano a far piovere cross e passaggi filtranti in area. Consigli vede palle girare ovunque e tira bestemmie, ma c’è da soffrire e noi soffriamo. Il bel gioco è tutta prerogativa loro, io mi limito a sparar qualche pallone in avanti e sperare in bene (e faccio assai male). Provo ad alzare il baricentro e sbaglio, visto che oltre ai cross, mi arrivano anche verticalizzazioni e calci lunghi a superare la difesa decisamente ferma sulle gambe. Il primo tempo finisce e sono felice, ma il secondo non sarà meglio.
Aggiusto le marcature, provo un cambio, ma i canarini continuano ad attaccare e io ho l’attacco che è inutile da quanto poco è usato. I centrali di centrocampo, e così i terzini, sono allo stremo a forza di rincorrere gli avversari. Cazzo.
Altri due cambi e la squadra continua a tenere, ma ci sono avvisaglie di sbandamenti che, ovvio, alla fine avvengono: quando scocca il 91esimo minuto di gioco, Sansone tira una minella acidissima verso la porta di Consigli e lo castiga nella peggior maniera.
Non c’è tempo di fare neanche mezza azione che l’arbitro fischia e manda tutti a far la doccia. Prima sconfitta in Europa ed è una di quelle pesanti.
Sassuolo 0 – Villareal 1

Dopo la parentesi europea, si ritorna a soffrire in campionato. Le scorie dell’EuroCup mi preoccupano un po’, quindi cambio qualche giocatore mezzo morto di stanchezza, aggiusto di nuovo la fascia sinistra e poi parto alla volta di Palermo. La squadra rosa-nero vanta alcuni giocatori di buon livello e un collettivo che si conosce bene, quindi potrebbe dare fastidio, soprattutto perché si muove su uno schema speculare al mio.

Come al campetto, Letschert dice dove piazza la punizione. Il portiere non ci crede e Letschert gli fa vedere che non scherza (foto da web, commento idiota mio)

Contrariamente alle aspettative, i padroni di casa non incidono e mi permettono di tessere, pian piano, la mia tela di gioco. Il gioco si sviluppa tutto sulla via centrale, questo almeno per il primo tempo, e così i difensori centrali del Palermo sono sotto pressione. Una percussione ben riuscita mi permette di battere una punizione dal limite dell’area. In scuderia ho Letschert che non è male sulle punizioni, quindi va alla battuta e la mette sotto il sette. I tre tifosi del Sassuolo che hanno seguito la squadra in trasferta vanno in delirio: al 31esimo del primo tempo siamo in vantaggio!
Qualche altro attacco e un po’ di scaramucce in centro al campo, con tanto di ammonizioni che fioccano e denti che cadono, e si va al riposo. Un paio di gentili parole (se vi rilassate, mi incazzo come una iena) e li ributto in campo. Il messaggio è stato recepito e Defrel, ancora lui!, si inventa il gol dell’anno con una staffilata dall’angolo destro dell’area grande. Un missile che fa ridipinge i quadri di casa. E il Sassuolo si porta sul 2 a 0 dopo 56 minuti di gioco. Una pacchia.
Da questo momento in avanti, il gioco è tutto basato sul contropiede – il motivo è un cambio di modulo del Palermo che passa dal 4-5-1 offensivo ad un 3-4-3 molto offensivo. A causa di una manifesta pippitudine di giornata di alcuni elementi chiave dell’attacco, non riesco a mettere dentro un terzo gollonzo, ma la nota positiva è dalla difesa che regge egregiamente le offensive dei tre rosa-nero e fa uscire il Sassuolo indenne e immacolato dalla Favorita. La scalata continua.
Palermo 0 – Sassuolo 2

To Be Continued

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