Aspettiamo a cantar vittoria, ma intanto…

Ho messo il primo paletto. Di questo, a prescindere dal risultato che ne verrà, ne sono fiero. Gli ultimi mesi sono stati particolarmente pesanti, ho passato tutto il giorno immerso fra lavoro e studio: ogni momento libero era dedicato a gettarmi sui libri e cercare di fare entrare dei concetti in quella camera polverosa che gli esseri umani chiamano scatola cranica (e che, per gli stessi, contiene il cervello).
Mesi di sacrifici e stanchezza assurda. Serate, post-lavoro, attaccato ai libri o a corsi, cosa che mi ha fatto ritornare per un po’ uno studente di “belle” speranze.
Non mi sentivo così, studente, non di belle speranze, da tantissimo tempo.
Questa mattina, quando mi sono presentato all’esame, ho risentito quel pizzico dietro la nuca, quella strana sensazione di preparazione-completa ignoranza, quella mezza esaltazione da adrenalina che non sentivo da quando ho finito l’Università.
Le chiacchiere prima dell’esame, lo scambio di impressioni (che ascolto sempre con mezzo orecchio e con ancora meno attenzione) e tutto il rituale è stato un tuffo nel passato. Mi ha dato un briciolo di energia, ve lo posso assicurare.
Finito l’esame, ecco che è subentrata quella rilassatezza, la tranquillità del “andrà come andrà” e infine la stanchezza bestiale. La spossatezza del raggiungimento dell’obiettivo prefisso: la stessa che ti assale dopo che hai fatto uno sforzo fisico e hai raggiunto il traguardo che volevi, quello poco più lontano delle forze che pensavi/supponevi/credevi di avere.
Un primo importante step.
L’ho scritto anche da un amico questo fatto di ritornare a studiare e l’effetto “droga” che aveva prodotto sul mio cervello, soprattutto per la diversità con il mio lavoro (molto più “meccanico” e in cui l’apprendimento non è certo uno degli aspetti principali… e neanche secondari, se per questo). I primi giorni sono stati traumatici, non mi entrava e restava un concetto uno, poi è diventato meno difficile e ho incominciato a vedere alcuni frutti del mio lavoro.
Sono soddisfazioni
Detto questo, vediamo come va e cosa ne esce.
Intanto, credetemi, sono contento di averlo fatto. Io ci ho messo il 200% e, dal mio punto di vista, non posso rimproverarmi proprio nulla.
Forse, questo, è il risultato più grande che potessi raggiungere: non potermi rimproverare nulla.

Con meno impegni serali c’è anche un punto positivo (a parte ritornare a guardarmi un po’ di serie) ed è quello di poter ritornare a frequentare questo blog con maggiore frequenza.
Anche questo, direi, non è da sottovalutare.

 

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32 pensieri su “Aspettiamo a cantar vittoria, ma intanto…

  1. Tutte queste righe sembrano scritte con un sorriso estremamente bello da sentire ( porta pazienza vederlo non si può…), c’è un’aria fresca e pulita. Mi piace. Mi fa contenta.
    Bravo DiodiUnDiooooooo!!!

      1. Eppure non l’ho mai letto come “muro del pianto”… non hai l'”andi” da piagnisteo ( per la parola “andi”… cercati il significato, studia un po’ 😀 )

      2. Ehehehe. Certo, era piuttosto un muro del “lamento”: troppo da fare e poco tempo.
        Adesso incomincia a rischiararsi la situazione…

      3. Io ormai è parecchio che dormo poco, mi sto quasi abituando ( poi mi scatta facilmente il crimine, ma questo è un problema secondario) 😉

  2. StaBBBene Zeus! Io non smetterei mai di “studiare”. Se trovassi qualcuno disposto a pagarmi per studiare, lo farei senza esitazione. Studiare e lavorare è al di là delle mie capacità. Tutta la mia stima e complimenti!

    1. Studiare è strano, da dipendenza… ad un certo punto non lo sopportavo più, adesso rimpiango quei tempi felici di relax e studio.
      Studiare e lavorare è stata una scelta obbligata, non potevo certo andarmene dopo tutti questi anni… ehehe… allora vai di serata e weekend.

  3. la signora pasteis

    ricordo esattamente quando ho ripreso in mano un manuale di diritto quest’estate per prepararmi a un colloquio dopo 5 anni senza studio.

    i primi giorni ho fatto si e no dieci pagine.
    maronn
    però che bello quando ho ripreso il ritmo.

    in bocca al lupo, qualunque esame tu abbia fatto 🙂

    1. Grazie!
      In effetti la situazione è proprio quella: primi giorni vai avanti a porchi e madonne… poi incomincia a girare e il cervello oliato si ricorda di più, fa di più.. etc etc etc

      Crepi il lupo!

    1. Anche io lo pensavo… poi ho iniziato e ho sentito questo brivido pre-esame e questa strafattanza dopo che non sentivo da anni! 😀
      Adesso sono al top per i mondiali 😛

  4. Approdo qui da te ora passando da Tati e leggo di questa bella atmosfera da università. Mi piace, mi rimanda ad anni e anni addietro e fa bene.
    Per cui grazie. E in bocca al lupo a te.

    Thanks anche per gli After Bridge. 😉

    Ricambio con questo che è per me un brano spettacolare, non lo stesso genere ma musica di classe.

    1. Ciao Primula e benvenuta!
      Ho lasciato da un po’ di anni quelle atmosfere universitarie, ma mi sono ricalato nella parte grazie all’esame che ho dovuto fare e, questo, mi ha portato strane sensazioni. Ricordi per lo più.
      Crepi il lupo.

      Grazie per il consiglio musicale, non l’avevo mai sentita quindi.. grazie due volte.

Si!?

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