Music Wizard (221)

Continuo imperterrito a parlare di musica in questo Music Wizard, vedo che la mia politica di far combaciare titolo con contenuto non sta pagando, quindi è il momento giusto per alienarsi ancora di più il pubblico che mi segue.
L’attuale trend musicale è quello polacco, in altri termini il luogo in cui cercare la musica che più fornisce spunto d’ascolto ed emozioni primitive è quello della terra polacca e del suo black metal particolare. Il black metal polacco post-2000, a parte derive che rimandano alla Norvegia o alla Francia (su tutti il disco dei Medico Peste, che mischia derive norvegesi a quelle dei controversi Peste Noire), ha una sua identità ben precisa. Il contenuto delle lyrics, nel 78,34% dei casi non lo riesco a capire (causa scrittura in polacco), ma per quello che arrivo a delineare nei gruppi con testi in inglese, il substrato è sempre quello: odio – misantropia – satanismo – nichilismo e, in alcuni degli episodi più intriganti, anche derive naturali, spaziali, filosofiche e via dicendo. Quindi possiamo dire che le lyrics, a parte il black metal più oltranzista in cui c’è solo una riproposizione del tema Satana vince, quello polacco del dopo 2000 si sposta verso territori filosofici e particolari.
Dopo aver presentato i Furia, forse una delle band più intriganti di quelle che ho scoperto nelle ultime settimane (non mi metto neanche a citare i Mgla e il loro effetto detonante sui miei ascolti quotidiani), oggi presento i Plaga, band polacca proveniente da Olsztyn. Attivi dal 2008, i polacchi hanno fatto uscire due EP e un disco: Magia gwiezdnej entropii (2013 – licenziato dalla Societas Oculorum Arcanorum).
Il disco, 35 minuti di durata, presente un’intro strumentale e poi quattro brani la cui lunghezza minima supera senza problemi i 7 minuti di durata – con la terza traccia che arriva a superare i 10 minuti lunghezza. La qualità della proposta dei Plaga è indubbia, visto che i pezzi, seppur lunghi, non sono noiosi e ti inducono alla pratica del viaggione mentale mentre li ascolti.

Il brano di oggi è Trąby zagłady cz. II, seconda traccia del disco. Sette minuti e trentadue secondi di durata che uniscono furia, blast beat e momenti molto dilatati. Un’ottima traccia che ti introduce all’esperienza Plaga.

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10 Replies to “Music Wizard (221)”

      1. Ehehe… motivo? Non credo l’estremo, visto che mastichi la materia. Ripetitiva? Strana? Comunque almeno hai ascoltato, direi che sei una delle… 2 (?) persone… che ascoltano su questo blog 😀

      2. Bhe’sn dell’opinione che se non ascolto non mi faccio un’idea..quindi..
        Non l’estremo in se’..ho avuto un perido di Cannibal Corps e associati relativamente lungo..nn so’ noia???..😞

      3. Ci sta. La noia intendo.
        A me piacciono i pezzi ripetitivi, quasi estranianti… che portano al viaggione mentale. Non so perché, mi rendono una persona meglio 😀

Si!?

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