Mille e non più mille

Tempo di celebrazioni in questo misero blog.
Volevo scrivere una storiella breve, ma poi non mi è venuto in mente niente (se non qualche malefico spunto per il grande giallo in salsa guacamole che il trittico redbavon, Tati e il sottoscritto ha proposto qualche settimana fa).
Dicevamo, celebrazioni.
Questo blog ha raggiunto i 1000 articoli pubblicati fra autoctoni e collaborazioni su altri blog, dove le mie dita hanno imbrattato le bacheche altrui (ringrazio tutti i blogger che hanno accettato le collaborazioni e che, da qui in avanti, collaboreranno con il sottoscritto).
Il primissimo articolo del blog (The Beginning – 18 marzo 2013 – con la perfezione di un solo LIKE fatto da MelasBacata) fa vedere un Dio senza una sua voce. Ero un blogger alle prime armi, in erba, e si vede tutto. Infatti scrivevo ancora con il correttore ortografico e rileggevo due/tre volte i pezzi prima di premere il tasto pubblica. Il tempo, sono quattro anni e sei mesi, ha rovinato il futuro di questo blog.

In quattro anni ho pubblicato 1000 articoli!

Vorrei sottolinearlo perché, quando ho incominciato a scrivere “Così comincia questa avventura, con un articolo semplice e veloce, quasi rilassante dopo una lunga giornata di lavoro. Senza presentazioni di sorta, senza lunghi cappelli introduttivi, solo una velocissima riflessione….” non pensavo di arrivare al primo anno di vita di Music For Travelers, figuriamoci arrivare a vedere i quattro anni.
Ci sono blog e blogger che seguo/mi seguono dall’inizio dei tempi, mentre molti altri sono passati ad altri lidi o, cosa che concepisco visto la non propria brillantezza del mio stile di bloggin’, hanno deciso di arruolarsi nella Legione Straniera e partire per avventure più interessanti. Li capisco, vi giuro.
Ma oltre 700 persone continuano a seguire questo mio scrivere randomico, questo mio passare da una storia breve ad una a capitoli, da uno sfogo generico ad un consiglio musicale. Settecento persone (meno una ventina) che continuano, comunque, ad ignorare bellamente quello che sto facendo e si sono messi a seguire questo blog per oscuri fini malefici.
Che il Grande Capro li prenda in gloria e sotto la sua ala. 

Un anno dopo l’apertura del blog mi sono trovato a scrivere un articolo su Galileo Galileo, ma come mi è stato spiegato dallo stupendo spettacolo teatrale di Marco Paolini. L’articolo era Un minuto di rivoluzione (2 marzo 2014). Finalmente vedevo la popolarità a portata di mano, addirittura 13 like da parte di blogger per lo più defunti o non più commentanti. Interessante questo aspetto. Forse era un momento di grande espressione artistica, perché non mi sono mai cimentato in grandi discorsi su teatro&spettacoli, cosa che potrebbe essere una spiegazione per la mancanza di popolarità.
Non che mi interessi, io le mie 20 visite giornaliere (quando va bene e Urano tocca Nettuno) le ho. Sfido voi ad avere numeri così elevati.

Il 2015 si apre in maniera musicale (strano per un blog che si chiama Music For Travelers parlare di musica – mi piace variare e portare sorprese nel mondo del bloggin’). Era un vecchio Soundtrack Of The Day (pubblicato il 2 marzo 2015 ed era la colonna sonora numero 71). Il Soundtrack Of The Day, per i nuovi arrivati, era il nonno (il cui figlio sarà Consigli Musicali Non Richiesti) di quello che è diventato Music Wizard. Un momento di musica condito con le mie solite balzane idee di presente, futuro e cazzi&mazzi generali. Lo sfogo con la colonna sonora giusta, o sbagliata. Perché la nostra vita non è altro che una sequela di minuti che passano ed un eterno presente. Il futuro ce lo scriviamo da soli e il passato, ormai, non si può più cambiare.
Con 11 blogger a sostenermi nella mia caparbia missione di cambiare il mondo a suon di musica, mi son gettato ancora un anno alle spalle: collaborazioni, scrittura, tentativi e conoscenze. Ecco. Il 2015 è così, frizzante come uno champagne ma senza il pedigree di cotanto vino.

Altre migliaia di battute buttate giù. Altre migliaia di virgole maltrattate e di correzioni (necessarie) non fatte, si è arrivati al 2016. E, dopo aver straparlato di musica, il primo articolo è un delirio allucinogeno dal titolo Stanotte Superman ha controllato i miei maglioniOrmai in preda al più assoluto delirio di onnipotenza, ben 19 blogger hanno apprezzato quello che (non) avevo da dire. Forse il 2016 è stato il miglior anno da blogger, anche se alcune storie, quelle buone, quelle che sapevano di farina, frutta fresca, zucchero e forno a legno sono state pubblicate negli anni precedenti (e, alcune, mai pubblicate). Ero arrivato. Diciannove persone su oltre 500 che mi seguivano avevano capito che esistevo nel panorama blogger (per favore, capite l’ironia).
La cosa strana è che nel 2016, quasi 18 mesi fa, sentivo ancora di avere qualcosa da dire in questo posto. Avevo uno scopo, una storia da raccontare. C’era l’idea che doveva uscire, che premeva sul cervello (e l’idea doveva essere bella grande per premere su questa nocciolina che chiamo cervello – come ho sempre detto: sono bello, ma veramente scemo).
18 mesi fa ero convinto che l’ispirazione, dopo mesi e mesi di preparativi, limature, potature e cesellature, non sarebbe scemata facilmente.

O Stolto.

Avevo iniziato il 2017 con le armi cariche e le spade affilate, infatti avevo iniziato un grande racconto fantasy (Alla ricerca del trono di fuoco) in cui mi son detto: non voglio più essere io l’artefice del destino delle creature nella storia, voglio che il lettore sia colui che decide come va avanti il racconto. Questo esperimento l’avevo già tentato moltissimo tempo fa (Diary Of A Dead Man) e mi era piaciuto. Mi son divertito a interagire con (pochi) lettori e farli ragionare, appassionarsi all’avventura che stavo scrivendo. Perché quando il personaggio è nelle tue mani, volente o nolente, ci tieni e cerchi di non fargli fare una bruttissima fine.
A meno che non ti chiami Zeus. In quel caso, il personaggio ha un buon 50% di probabilità di finire in pasto alle meduse.

Da quella avventura sono passati altri sei mesi e cosa ho raccolto?
– una splendida collaborazione per la Zeusly Planet.
– il racconto a 6 mani con redbavon e Tati.
– qualche recensione di film
– un po’ di musica
– tanta indecisione e frustrazione nello scrivere. Avanti e indietro alla ricerca di un sé che non mi soddisfa più.

Amo e odio Music For Travelers. Ho quello stesso sentimento che provo per The Murder Inn. Il sito/blog è casa mia e, a volte, casa mia è stretta e mi sembra di soffocarci dentro. A volte vorrei decorarla con cose nuove, ma non so cosa metterci dentro. Restaurarla in qualche modo.
Anche se, penso, che questo sentimento sia attribuibile ad un caos interno più che del blog. Una volta che tutto l’esterno si sarà placato, se mai, allora ritornerà quella tranquillità nello scrivere.
Ora come ora mi metto davanti alla tastiera e mi dico:

cosa posso fare di meglio? Non lo so.

Sono arrivato a mille articoli, questo è il millesimo articolo!, e ancora mi sento un blogger che non sa quello che deve scrivere. A guardare indietro vedo che ho fatto tanta strada da quella battuta al tavolo del bar “apro un blog“.
E poi le settimane successive a cercare di capire quale piattaforma usare, i pregi e i difetti di ciascuna, il piacere che mi dava nell’usarla, la possibilità di upgrade, di guadagno e di visibilità. Volevo sapere cosa stavo facendo, mi piace sempre prepararmi bene quando devo iniziare qualcosa.
Poi mi perdo nei dettagli e incomincio a non provare più il piacere iniziale.
La verità è questa. Non provo più “il piacere” iniziale, quell’eccitazione che mi faceva sedere davanti allo schermo e scrivere fino allo sfinimento delle idee.
Adesso è diverso. Non so spiegare come, ma è così.
Un po’ come la prima cotta, il primo innamoramento. Quello sarà la passione assoluta, il momento straripante. Tutto quello che succederà, tutto quello che verrà dopo sarà messo in confronto e non avrà la stessa identica portata del primo.

Mi sono accorto di aver scritto moltissimo questa volta, perciò la chiudo qua.
Buon millesimo post, Music For Travelers. 
Ne hai fatta di strada.

 

30 pensieri su “Mille e non più mille

  1. Sir Babylon

    Mille articoli sono davvero molti in quattro anni, io che bloggo ormai da 12 anni (dai gloriosi Windows Live Spaces), non credo di esserci ancora arrivato! Io me ne sto spesso zitto, ma ho fiducia in te, continua così!
    P.S. A volte a cambiare per cambiare le cose basta solo un tocco di colore.

  2. Quando l’ho letto ho avuto qualche timore nel violare la sua vergine perfezione, spero mi avrai perdonato l’ardire….
    Sono contenta di essere tua ospite e spero di poter leggere ancora molto.
    Complimenti Zeus, un traguardo più che ragguardevole e meritato

    1. In effetti era proprio vergine perfezione, mi sa solo due persone avevano letto quel primo articolo 😀
      Un traguardo ragguardevole, vediamo come proseguire da adesso in avanti!
      Grazie, come sempre, per avere il coraggio di seguirmi 😀

  3. Cose da V

    Bravo Zeus!!! Non li ho letti tutti e 1000, ma da quando ho iniziato a leggerti credo di averne saltati (per sbaglio o mancanza di “tempo”) veramente pochi. Mi sembra un gran bel traguardo, il tuo.

    1. Neanche io ho letto tutti i miei 1000 post, figurati se lo pretendo dagli altri 😀 ahahaha
      Diciamo che è un traguardo, quello che devo vedere è l’entusiasmo nel raggiungere il successivo.

  4. Proprio oggi i miei Viaggi compiono 4 anni! Stavo quasi per scrivere un post commemorativo, ma lo rimando ai 5 (se ancora sarò qui!). Quindi i nostri blog sono coetanei (anche se il mio ha circa la metà dei tuoi post) e quest’altranno andranno a scuola insieme: pensa come sarà accompagnarli in classe e lasciarli lì con la merenda nel cestino, un bacio in fronte e via. Divertitevi ragazzi, fate onore ai vostri papà. E mi raccomando, non ci deludete…siate minchioni!

    1. Allora auguri anche ai tuoi Viaggi! Io ho scritto il post commemorativo per due semplici motivi:
      a) mille post sono decisamente tanti, quasi troppi.
      b) se no cosa scrivevo?
      Detto questo, sì, prossimo anno portiamo i blog a scuola e li lasciamo minchioneggiare nel banco in fondo alla classe.

  5. Beh non c’è che dire: 1000 post. Io in 9 anni neanche la metà e mi sembra una mole immensa! Congratulazioni Zeus e continua…l’Olimpo non sarebbe più lo stesso senza le tue parole.

    1. Sono tanti (troppi!??!). Anche a me sembra una mole incredibile, fidati. Quando ho guardato il numero di post fatti, mi son detto: ma va? Qualcuno ha hackerato il mio account! Invece no, sono proprio io a scrivere tanto (e spesso male).
      Grazie red, per seguire i miei post deliranti e, soprattutto, per le collaborazioni passate&future.

  6. E se non arrivavi a mille perdevi la corona da DiodiUnDio!!!! ( ma i dii hanno la corona? non credo ma tu sei Tu e non un dio qualsiasi!).
    Per la cronaca ti è vietato mollare, scrivi boiate, cose serie, seriose, fai cosa ti pare ma non puoi mollare perché sennò scateno un inferno che nemmeno ti immagini e ti arrivano mulettate di bistecche di soia secche da mangiare per i prossimi vent’anni, solo quelle! 😀

  7. Alla faccia! io in quattro anni ne avrò pubblicati tipo 80 😀 vabbé ci sta, dai, in fondo per scrivere un articolo ci metto un mese…
    Comunque…
    Bello, mi fai riflettere su quello che ho fatto io in questo tempo. A volte credo di voler mollare tutto, tanto scrivo delle cose assurde, dei saggi quasi, per cosa? non lo so, continuo a farlo, e non so ancora se mi piace fare questo o se mi piace di più un approccio tranquillo. Per intendersi, dedicarmi solo ai film di melma. Poi penso a una cosa, sono fatta io di questa doppiezza, spazio fra le cose seriose di cui non gliene può fregare di meno a nessuno e le cose che farebbero vergognare chiunque (Mark Wahlberg per dirne una), il perché non lo so. Sarà, sono fatta così. Comunque forse ti capisco, dopo quattro anni pure io non ho più l’entusiasmo dell’inizio, ma credo che sia una fase, anche l’amore può avere un consolidamento o un cambiamento, passare da passione a qualcos’altro, ma per questo ti merita sentire Alberoni o Morelli, perché io non sono una psicologa alla moda. Se volessi trovare una parola che descriva il mio blogghetto, probabilmente sarebbe “boh”. Non mi riesce fare la blogger seria, che te devo dì, non mi riuscirebbe davvero rendere “migliore” quello che faccio su Tersite, non saprei nemmeno da dove cominciare 😀

    1. Guarda la differenza: tu ne hai scritti 80 di cui molti sono dei trattati interessanti e approfonditi (esempio Pirandello di questi tempi). Io ne ho scritti 1000 di cui almeno 995 sono vaccate senza senso e senza patria. Quindi direi che la qualità (tua) vince sulla quantità (mia).
      La sensazione che dovrei smettere di scrivere mi sale ogni tot, non so perché. Cerco sempre qualcosa che non riesco mai a trovare. Sono deluso dal mio blog, ma mi piace un mondo. Vorrei scrivere di più, ma non ho grandi idee.
      Una contraddizione, penso sia l’esatta rappresentazione grafica di quello che sono io. Io scrivo sempre di quello che mi piace, di quello che mi diverte e, spesso, lo faccio cercando di far divertire la gente. Rido scrivendo e questo è lo scopo ultimo.

      Ps: ho scritto la recensione di Transformers. Mi sento sporco dentro 😀

      1. Obiettivamente il tempo per scrivere quello che scrivo ci vuole, non ce la farei mai in una settimana a scrivere una sola delle parti su Pirandello. Ti devo dare ragione, per forza… però una cosa me la chiedo ed è quello che mi fa venire voglia, a volte, di smettere di scrivere. La qualità c’è, forse, ma non intrattiene, potrei scriverla meglio, ma a quanti interessa leggere di queste cose? E se posso rendere queste cose leggibili, divulgabili, interesserebbero? In breve, scrivo dei cavolo di mattoni 😀 e a volte mi chiedo se ne valga la pena, mi chiedo perché lo faccio. Eppure, continuo a farlo, con discontinuità, ma lo faccio. E nemmeno io ho tutte queste idee… anzi. Ieri ero con un’amica in libreria e pensavo, cavolo, sono a un punto morto, devo per forza guardare un film trash per scrivere qualcosa… e poi… trovo inaspettatamente un libro di Leonard Cohen e il cervello ha ringraziato. Continuerò a sfornare mattoni. Lentamente eh.

        Fai un bel lavoro quando scrivi, prima ho letto Transformers e sono morta dal ridere. Veramente. Meno male che non c’era nessuno o mi avrebbero visto ridere da sola come una scema con un telefono in mano.

        ps. Ci sentiremo tutti più sporchi dentro quando vedremo Peinenghein – muscoli all’assalto, vedrai.

      2. La motivazione di scrivere i mattoni? Non credo che devi cercarla all’esterno. E sai perché te lo dico? Perché parlare di musica (e, ti giuro, quando parlo di musica sono mortalmente serio) è esattamente la stessa cosa: io scrivo, mi sbatto per cercare collegamenti, aneddoti o altro e il risultato è un misero LIKE. Scrivo di cose bizzarre e riesco ad ottenerne 3 (non sono proprio il più apprezzato fra i blogger ahahahahaha). Secondo me, quindi, devi continuare a scrivere i mattoni puntando sulla qualità. Scrivere bene, corretto, sensato, con hyperlink e tutto lo scibile. Qualcosa che, nel grande mare del niente che è il web, ti offra un po’ di cultura.
        Per l’ignoranza basto io (e questo mi rende sempre molto depresso, perché, in fin dei conti, ambirei a cambiare il ruolo).

        Sono contento per i Transformers. Ci ho messo circa 10 minuti a scriverla, ma almeno mi son divertito. E sei hai riso anche te, allora sono stati i migliori 10 minuti!

        PS: Peinandghein forever.

      3. Che te devo dì? Che bella risposta che m’hai dato, grazie. Continuerò a darti man forte con l’ignoranza e a scrivere di ignoranza, è troppo divertente 😀

Si!?

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