Film che ti mettono in croce: The Case For Christ

Dopo una serie di visioni che definire sublimi, ho cercato un film che potesse rimettere in equilibrio il mondo del cinema. Sondando nei meandri del nulla assoluto e sentendomi come Neo in Matrix, ho trovato The Case For Christ.
Banalmente cos’è?
A seguito di un evento traumatico, una coppia comincia a dividersi: la moglie, cercando una risposta a quello che ha visto, si rivolge al Signore e da atea diventa credente e poi si converte al cristianesimo; il marito, giornalista e ateo convinto, non accetta la conversione della moglie e, quindi, decide di mettersi ad indagare l’esistenza di Cristo. Alla fine giungerà alla conclusione che… staceppa!
Va bene che ormai faccio spoiler a caso, ma non sono così bastardo da dirvi la soluzione della sua avventura giornalistica nel mondo del cristianesimo e della Bibbia.
The Case For Christ non è proprio velocissimo e non riesce a prenderti nella sua analisi del cristianesimo come, e molto meglio, ha fatto Il Caso Spotlight. Entrambi sono incentrati sul lavoro del giornalista, entrambi hanno i momenti d’azione nell’investigazione delle fonti, entrambi hanno sotto la lente d’ingrandimento la Bibbia o i promotori principali del cristianesimo.
Allora le differenze dove stanno? Dove Spotlight è acuto, ficcante, recitato bene e l’azione giornalistica ti da lo stesso piacere malvagio di una sparatoria, The Case For Christ zoppica proprio sulle parti in cui il protagonista non sta indagando e questo rallenta di molto il piacere perverso della ricerca scientifica e della scoperta. Dove il giornalismo non è il fulcro principale, ecco che è una rottura micidiale. Il dramma super-accentuato, per quanto comprensibile, del nostro giornalista – oh, sta tizia si converte al cristianesimo e incomincia a leggere la Bibbia a casa sottolineando i passaggi, come neanche gli Scout fanno – è francamente troppo esagerato e, dopo i primi minuti che lo supporti, incominci a sospettare che non sia altro che un’ottima strategia per arrivare a fine pellicola e arrivare alla degna conclusione che è… staceppa!
Di nuovo, niente spoiler. Furbacchioni.
La parte d’investigazione, il suo cercare le fonti storiche del cristianesimo, il suo intervistare preti, medici, studiosi, scienziati e chi più ne ha più ne metta (mi mancavano solo Brosio e la Koll e poi eravamo a posto), è intrigante.
Non serve che ve lo dica, ma lo faccio comunque.
Non credete in Dio? Bene, ma qualche domanda su perché ha un fan club così ampio ve la sarete anche fatta, no? Io sì, ma è curiosità intellettuale.
Credete in Dio? Allora invece che fidarvi della Bibbia al 100%, leggendola acriticamente e senza capire che ci sono più “messaggi” che “verità assolute”, direi che è una piccola rispolverata storica della materia non può che farvi bene.
Perché, in fin dei conti, almeno un po’ di storia ci vuole. Se fosse tutta fantasia, allora avrebbe lo stesso fondamento di Game Of Thrones. E lo dico io che, nei miei concorrenti – Odino a parte -, non credo.
Se avete quasi 2 ore da perdere, potete guardarlo. Se la materia vi interessa, allora potete guardarlo. Se vi intriga che il finale è… staceppa (no spoiler), allora guardatelo.
Sappiate, però, che non è Spotlight. The Case For Christ è tutto fuorché un capolavoro del cinema e, come tutti i film che si rispettino, ha un finale che… beh…

Staceppa.

Visto che non voglio finire la recensione in maniera seria, metto un po’ di musica che, secondo me, potrebbe essere adatta al contesto.

 

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12 pensieri su “Film che ti mettono in croce: The Case For Christ

    1. Se hai due ore quasi di tempo, vai che almeno un po’ di cose interessanti (seppur già sentite e mai spiegate in maniera approfondita – troppa carne al fuoco in ‘sto film) le fa anche vedere.

      1. Liza

        Bhe’ io amo allla follia “L’ultima tentazione di Cristo” quindi fai un po’ te.
        Le rubo alla notte due ore..
        😉

  1. la signora pasteis

    personalmente trovo molto più attendibile Game of Thrones, che è una scopiazzatura della Guerra delle Due Rose con l’aggiunta di draghi/viverne, che la Bibbia. però io sto attraversando una fase.

  2. Cose da V

    A me le tue recensioni piacciono. Troppo banale come commento? Però è così. Anche perché rido, però ci trovo pure un’analisi del film e poi rido di nuovo “(mi mancavano solo Brosio e la Koll e poi eravamo a posto)”… : D

    1. Grazie! Banale? Neanche per idea!!! Mi fa piacere. Ho scoperto che, non sapendo recensire, almeno la butto in caciara e funziona tutto. Parte seria e parte ignorante si mischiano abbastanza bene, come olio e acqua 😀 hehe

Si!?

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