L’unico vero moviolone ce l’ha solo Baywatch

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La perfezione riassunta in un’immagine

Vi dico subito una cosa: la mia recensione di Baywatch non sarà mai all’altezza di quella di Francesca sul blog Tersite.
Cercherò di rendere onore a questo film che, come tutti i film orgogliosamente brutti,

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Lei ha uno sguardo intellettuale e lui… The Rock, che nasconde abilmente con le mani

porta a casa il risultato.
Io sono un sostenitore accanito di chi riesce a fare giustizia al brutto; di chi non si piega e sforna una pellicola schifosa ma riesce, con ardore e sudore della fronte, a portare a casa un film ignobile ma fatto a regola d’arte.
Baywatch è un film ignobile ma che sa il fatto suo. Lo capite subito dai titoli iniziali che la pellicola ha la qualità che altri film non possono permettersi. Prima di tutto perché ha The Rock che, con tutto il bene che gli voglio, è un attore come il mio frigorifero e, essendo conscio di questo suo limite, non cerca di prendersi neanche sul serio. Poi c’è un’impepata di topa, che è sempre un mix letale per le coronarie di noi maschi, e infine ci sono due personaggi tutti speciali che, poveretti, hanno bisogno del parcheggio giallo solo per loro e con buona probabilità anche di un aiuto psicologico: il primo è il nerd brutto come la fame e il secondo è il sempre più therock-izzato Zac Efron.
Abbiamo avuto modo di vedere quanto in basso riesce ad arrivare Zac quando ha prestato la sua faccia da sberle per quella pellicola rivoltante come Nonno Scatenato. In Baywatch è una stella del nuoto allo sbando, egoista e coglione come pochi. Questo suo atteggiamento da merdaalnaso lo porterà a confrontarsi con la montagna (The Rock) e poi con le sue colleghe bagnine.
Il rapporto che Zac ha con le donne è qualcosa da manuale. Non lascia neanche il detto-non detto, va subito al sodo e questo, lasciatemelo dire, è un segnale positivo per un film che non teme la critica negativa. Sa di essere brutto e lo fa capire con arroganza.
Voi che guardate i film con il mignolino alzato, con il bicchiere di brandy a scaldarsi nel palmo dell’altra e la sciarpetta intorno al collo, cercherete subito la trama, il dialogo e qualsiasi cosa avete imparato a memoria da alcuni libri.
Bravi, continuate così (merde).
Se cercate questi particolari in Baywatch, forse significa che non siete ancora pronti. Perché cercare la trama in un film come questo è utile come mettere infilare il braccio nel cesso dell’Autogrill. Ve l’ho già detto: non si fa!
I dialoghi sono belli perché non portano da nessuna parte, sono solo delle fastidiose incombenze che devono collegare la prima scena di tette mobili con la seconda. Io lo so che gli sceneggiatori hanno fatto scrivere questi dialoghi a Siri mentre loro praticavano sesso a tre con prostitute impestate. Lo so. Per questo motivo il dialogo funziona, perché nella meccanica del film, essere senza capo né coda è un fattore importante.

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Quanta moviola

Le inquadrature e la regia sono francamente abbaglianti, nel senso che vorresti metterti una mano davanti agli occhi, ma poi capisci che c’è un senso dietro tutto questo. Tu vorresti qualcosa di Polanski, invece ti becchi un primo piano della testa riflettente di The Rock. Tu aspiri alle visioni di Kubrik e invece sogni ad occhi aperti mentre una delle sgallinate corre sulla spiaggia terremotando le protesi mammarie (per i profani = tette) a destra e sinistra.
C’è persino la crescita dei personaggi in Baywatch, c’è la ricerca del sé e una serie di metafore della vita odierna che sfuggirebbero se, invece che un bel bicchierone di grasso fuso con l’ombrellino, il vostro bicchiere tiene una spremuta di broccoli e tofu.
Già, cari i miei detrattori con il mignolino alzato, Baywatch è un film che ha sfumature eccellenti e tutte nascoste dietro una tetta dietro un comunissimo caso di droga. La ricerca del padre, il gruppo di amici, la presa di coscienza di sé e c’è anche spazio per l’umiltà.
Fosse stato interpretato da attori decenti, con un regista diverso e con una trama scritta a regola d’arte e senza il nome Baywatch, forse avremmo anche un film piacevole. Credetemi sulla parola.
Invece siamo di fronte ad un film perfetto nel suo essere brutto. Zoppica ed è incoerente, non ha un briciolo di senso e ti lascia spesso e volentieri con la bocca aperta per certe scene di dubbio gusto (quelle più riflessive, sia chiaro), ma Baywatch porta a casa il risultato.

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Due personaggi con ritardi mentali e poi c’è The Rock che sta cercando la risposta a 4×23 = ?

Tenete conto di una cosa, cari lettori, io non vi ho ancora gettato in pasto due elementi fondamentali per vederlo: c’è la partecipazione del vero ed unico Mitch (David Hasselhoff) e dell’unica e vera iper-maggiorata di Baywatch (Pamela Anderson – ormai in procinto di prendere la pensione d’anzianità, ma pur sempre esplosiva).
Io non so proprio come fare a convincervi a vedere questo film.
Capisco se continuate a leggere con il mignolino alzato e vi passate l’unghia fra i denti tirando via un pezzo di seitan, ma voi che mi leggete ormai da anni dovreste essere dalla parte dei buoni, di chi sa riconoscere un film pessimo e stupendo allo stesso tempo.
Sapete benissimo che quando il brutto è fatto benissimo, allora è inimitabile.
Scegliete Baywatch. Scegliete di gettare neuroni nel cesso. 

Guardate il trailer, ve lo consiglio… riassume quello che ho detto io con molta, moltissima, poesia!

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46 pensieri su “L’unico vero moviolone ce l’ha solo Baywatch

    1. Certo che lo guarderai 😀
      (già questa domanda ti pone nei giusti ahah… è comunque un prodotto vegano, è glutine puro, lo usano, per esempio, per fare bistecche etc etc).

      1. Liza

        “Lo usano ,per esempio , per fare le bistecche ”
        Deus meus arrazza de mundu ‘ mmerda..
        Piuttosto continuo a vedere qualunque cosa chiamino film!!!! 😆

      1. io mi sono già espresso a suo tempo e me ne infischio delle critiche che il film ha ricevuto a profusione.
        Per me questo è un capolavoro a prescindere e, se fa cagare, è ancora più capolavoro.

  1. Sapevo in cuor mio che avresti amato questo film, a partire dai titoli di testa. Epici titoli di testa, secondi solo al monologo finale, capace di commuovermi fino alle lacrime. Alla faccia di chi crede che brutto non possa essere bello, questo film ha davvero una sua specifica tipologia di bellezza. Che tornino a mangiare seitan condito con bacche di Goji 😀 anche l’orrido ha la sua dignità, checché se ne dica!
    Ottima recensione, veramente.

    1. Non potevo lasciare questo film a galleggiare per troppo tempo, dovevo gettarmi a vederlo e godere di tutto il ben di Dio che c’era dentro.
      Il brutto deve essere fatto bene, allora è poetico. Ma questo lo sai te, lo so io e qualche altro lettore di questo brutto blog 😀
      Grazie! Ho cercato di non fare brutta figura 😀

      1. Ne hai fatta una proprio bella, degna di un film come questo, poetico fino alle lacrime 😀 spero solo che Baywatch 2 sia all’altezza. Ho profonda fiducia in Zacchefron, per cui sono decisamente ottimista.

      2. Io sono convinto che il secondo capitolo riuscirà ad ampliare le sottotrame di questo primo film. L’unico errore che potrebbero fare è renderlo più serio e intellettuale, allora verrebbe fuori un film brutto e fatto male e io, da cinofilo :D, non lo posso sopportare.

      3. Lo spirito di Baywatch deve essere preservato, ma considerando il modus operandi (parolone eh) di The Rock e di Zacchefron posso ritenermi ottimista, sono due caciaroni assurdi, tamarri come se non ci fosse un domani, non è umanamente possibile che facciano qualcosa di intellettuale o seria. Almeno lo spero.

      4. Certo, io sono abbastanza fiducioso su quello che possono fare quei due geni del crimine. Teniamo conto che uno ha fatto Nonno Scatenato e il secondo, oltre a Ballers (serie tutta football, coca e tette), sta facendo Jumanji parte 2. Vedi te.

      5. Aspetto con ansia Jumanji 2. Ho visto il trailer e The Rock sembra mettere in luce tutto il suo solito campionario di vaccate, grosso come non mai, col sopracciglio alzato e… ok, quando si tasta i muscoli fa tristezza ma lasciamo perdere, è la trama, lo so. Mi fa sempre impressione quando fa ‘sta roba. Deve fare il ragazzetto che si ritrova nel corpo di un palestrato testimone dell’ignoranza nel mondo. Favoloso. Sarà sicuramente una ciofega col botto.

      6. Io sono convinto che, con il senno del poi, tutti rivaluteranno The Rock. Fidati. Il suo sguardo da bambino perso dentro in un mondo di cose che non capisce (interrutori, macchina del caffé… cose complicate come puoi immaginare) è top.
        Io ti dico: se non l’hai visto, guardati Pain & Gain! Ieri ero in un negozio e l’ho visto in DVD e mi son detto “questo, nelle recensioni di qualità, mi manca”.
        Pain & Gain è irritante da quanto è ignorante e mette insieme BauBau Wahlberg e The Rock. Il mix perfetto.

      7. Ti dirò. Pain&Gain l’ho visto, ma mai del tutto, alla fine è come se non l’avessi mai visto e credo che sia giunto il momento. Ricordo solo una scena con The Rock che sembra recitare per davvero, ma chissà, magari era solo colpa della presenza di Mark Wahlberg, con lui sono tutti attori, pure un orso di pezza totalmente inutile. Cerco di recuperarlo e a tempo debito potrei farmi viva in merito. Credo che meriti veramente, è qualcosa di punitivo.

      8. Una sera dobbiamo buttare il cervello oltre l’ostacolo e vederci Pain&Gain, secondo me ne usciamo arricchiti 😀
        Come sai, The Rock conosce i suoi limiti… Bau Bau no.

      9. Sicuramente. A entrambe le affermazioni. Bau Bau si prende veramente troppo sul serio, ha fatto un film con Scorsese sembrando un carlino incazzato e probabilmente penserà di essere stato un figo. The Rock tutta la vita.
        Pain&Gain è il prossimo film nella mia lista, dobbiamo assolutamente vederlo.

      10. “Un carlino incazzato” 😀 sono morto 😀 ahhahhahahahahahaahhaha.
        Siamo entrambi del partito: fai quel che sei capace di fare, non di più!
        Una sera concordiamo il supplizio e lo vediamo 😀

      11. Esatto! è proprio quello il punto, The Rock lo sa di non essere un attore e… funziona! sembra quasi che non reciti, è solo il minchione che sa di essere e lo fa benissimo. Altro che metodo Stanislawski o come cavolo si scrive…
        Pain&Gain produrrà una coppia di recensioni epiche, me lo sento

      12. Mi sa che “carlino incazzato” e “baubau Wahlberg” non usciranno più dal mio vocabolario filmistico 😀 ahahahahah
        Penso che il metodo derock sia il “adminchiamfrittam” ma forse è lo stesso dello stanislawski.

        Io ne sono certo! 😀

      13. In quanto attore cane poteva arrivare al carlino, ma anche al volpino. O… aspetta… c’è stato un periodo in cui in giro non facevo che sentire una specie di latrato stranissimo, non so nemmeno definirlo, era una roba a metà fra due padelle sbattute insieme e un cane. Non avrei mai detto che fosse un cane, e invece… era un chihuahua incazzatissimo. Sono quasi convinta che si chiami Mark, perché ha lo stesso stile di recitazione del nostro eroe. La scuola quella è.

      14. Ahahahahahahahahahahhahahah
        Perdonami, ma ho le lacrime agli occhi. In certi supremi film, in cui tenta di recitare, ha quello sguardo perso del carlino, a volte riesce ad arrivare a episodi più ruggenti, come un barboncino qualunque.

      15. Io vorrei vederlo in un film realmente drammatico, tipo col figlio moribondo in braccio, che grida nella pioggia NUOOOOOOO (inquadratura dall’alto ovviamente) per poi affermare “le mie lacrime si confondono con la pioggia, ma solo io posso sentirle bruciare”. Una cosa così, che poi gli riesce anche bene, perché i carlini hanno quello sguardo lacrimoso e gli occhi pallati… Secondo me potrebbe regalarci qualcosa di immenso.

      16. Un film “John Q” di Denzel Washington? Su cui vorrei dire una cosa. Il buon D.W., bravo eh, si sta ritagliando un ruolo fra i protagonisti del “geriatric-action”, stupendo filone cinematografico in cui attori moribondi fanno ancora i galli.
        La citazione mi piace, anche se dubito possa dirla tutta in una take. Il film dove lui interpreta un giocatore di football (al momento mi scappa il nome, sorry) ha proprio tutto quello che serve per definirlo: lui che è un babbuino che dice cose scontate e iper-pompato da allenamenti che gli hanno disidratato il cervello.

      17. Eh si, devono rinnovarsi, anche se questo significa arrendersi all’idea di fingere di non avere dolori alla schiena. Lo sa Denzel, lo sa Robert. Ora che mi ci fai pensare, credo di dover approfondire il Geriatric-action.
        Figurati se si ricorda tutto, si pianterà alle prime 2-3 parole, perché alla seconda si aspetterà sicuramente un’esplosione. Credo che sia anche questo un effetto della disidratazione del cervello. Cercherò quel film e lo vedrò, a ogni modo 😀

      18. Già, lo sanno tutti. Ormai hanno fatto 50 sequel di Taken con Liam Neeson… uno che del geriatric-action è un caposaldo negli ultimi anni.
        Si pianta perché non riesce a dire la parola, la abbaia e il regista, giustamente, fa girare di nuovo la scena.
        Il titolo del film è Imbattibile… come sempre gli USA riescono a fare un buon film sul football (hanno storie di sudore e dedizione da vendere… e gli atleti son sempre visti come eroi), ma lui ha la recitazione basilare del barboncino.

  2. Io inizio a pensare che tu sia sul libro paga delle major! Non c’è migliore pubblicità di una simile recensione: invoglia ad andare a vederlo. Ed è pure onesta, quindi non lascia scampo. Il seitan (qualcosa cosa sia) è un tocco di quella classe che manca a questa opera dell’ingegno da primate. Ma i ritorni alle origini non sono poi così male.
    PS: Pamela non si discute. Si va a vederlo per lei, eroina dei bagnini e degli oculisti, per ragioni stranamente coincidenti.

    1. Io sono pagato per far finta di essere contro-corrente, l’alternativo e il critico, invece sono in tutti i blockbuster e mi ci godo 😀
      Grazie, almeno hai notato (oltre all’insieme di idiozie che dico) anche l’onestà! Ci sta.
      PS: ti deludo subito, Pamela Anderson è solo in un cameo, ma noi sappiamo cosa ha fatto e perché, perciò ricordiamo le sue gesta con affetto.

    1. Niente 3D, non sapevo neanche ci fosse in versione super-figa ahahah. Credo che con tutte quelle corse in spiaggia, il 3D sarebbe stato decisamente troppo anche per me 😀

  3. Cose da V

    C’è persino la crescita dei personaggi in Baywatch, c’è la ricerca del sé e una serie di metafore della vita odierna che sfuggirebbero se, invece che un bel bicchierone di grasso fuso con l’ombrellino, il vostro bicchiere tiene una spremuta di broccoli e tofu…> ahahahahahahahahaha ti prego : D comunque m’hai convinta.

Si!?

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