Tag, tag, tag… l’infanzia in un tag

Il mio buon amico Giacani ha avuto la malaugurata idea di citarmi in un Tag che ha fatto nella giornata di ieri. Cliccate sulla parola tag per vederlo.
In ognuna di queste malefiche catene, bisogna rispettare delle regole, ma queste mi annoiano come poche cose a questo mondo, perciò vi dico subito che devo citare 5 oggetti/giochi della mia infanzia (dai 0 ai 12 anni) mettendoci anche delle foto. 5095_001wPartiamo subito:

  1. Il Super Tele è uno dei giochi che più mi ricordo. L’epicità delle partite nel campetto sotto casa erano contraddistinte dall’uso di questo mezzo di confusione di massa. Un pallone che non segue le leggi fisiche e non rispetta neanche la felicità del tiratore. Ma senza questo ammasso di plastiche chimiche, che partite sarebbero state?
    Migliori, senza dubbio.
  2. Il Crystal Ball è un secondo ricordo tossico della mia infanzia. Non c’è niente dihqdefault meglio che inspirare nei polmoni un condensato delle peggiori scorie radioattive e formare un pallone di plastica tossica. L’odore che aveva era quello dei tuoi sogni proibiti e ti sussurrava nell’orecchio “avrai una vita breve“; ma tu continuavi a formare palloncini e felice come lo Stregatto ti rimpinzavi di chimica e desolazione. Almeno finché non ti accorgevi che potevi far palloni di plastica senza utilizzare il Crystall Ball alla fine della pipetta simil-crack che era in dotazione nella confezione.
  3. Nella mia infanzia ho anche usato e abusato di Giochi di Ruolo. Anche se più versoclassi-di-prestigio-2 i dodici che prima, perciò rientra in questa lista per il rotto della cuffia. Utilizzare la fantasia per creare un mondo diverso era qualcosa di straordinario, praticamente era l’equivalente di continuare a leggere un libro ma in compagnia e con altre storie da raccontare. I Gdr danno dipendenza, ad un certo punto ti prendono come l’eroina e non ti lasciano più, incominci a valutare azioni e mosse del tuo personaggio anche fuori dalle ore dedicate al gioco e qua, vi posso assicurare, la situazione si fa pesante. Ma è un ricordo che mi fa piacere avere: Stormbringer, Il Richiamo di Cthulhu, Mutant Chronicles e, a volte, D&D erano i miei giochi preferiti. Anche Cyberpunk non era da meno, ma forse meno dei primi tre.
  4. L’infanzia è stata contraddistinta anche dalla lettura di fumetti. Avevo due fume1366729240106-il_mio_nome_e_nathan_nevertti che adoravo: TEX e Nathan Never. Dylan Dog e Rat Man sono arrivati dopo. TEX era un logico retaggio del passato, quando passi dal Topolino al fumetto, ecco che Tex ti casca in braccio senza neanche chiedere, visto che i genitori lo conoscono e con le sue storie positive, non può che essere fruibile anche da un adolescente. Nathan Never, invece, era il logico approdo causato dalla fascinazione per il cyberpunk e i Gdr di cui sopra. Eroe triste e tormentato, il buon N.Never era la guida perfetta nel mondo tecnologico di un futuro lontano.
  5.  Ultima scelta del lotto sono le action figures. Negli anni 80 come potevi nonvrestler9lotto_1 appassionarti al Wrestling? Ditemelo!! Dan Peterson che commentava questi energumeni che se le “davano di santa ragione” con il suo italiano sporcato dall’inglese e poi Hulk Hogan e compagnia festante. Un paradiso per l’adolescente. Dopo un po’ incominciavi a parteggiare per uno o l’altro personaggio, giusto perché aveva qualcosa che ti attirava: una mossa, un modo di fare, un oggetto (mi ricordo ancora Jake The Snake, figuratevi) e così cadevi nella rete e cercavi, nel
  6. olition001
    I Demolition

    negozio di giocattoli, le action figures per replicare le grandi avventure dei wresler anche a casa. Io mi ricordo i Bushwalkers, una copia di trogloditi ignoranti come badili… vedete voi… e li avevo in action figures. Ma quelli che preferivo di più erano i Demolition. Così come Jake, Hulk, Randy, Jimmy… E poi, scusate… ma volete veramente dire che non avete tremato di fronte a The Undertaker?


    Adesso dovrei citare qualcuno dei miei contatti, così da far proseguire questa catena.
    Se volete proseguire fate pure, intanto dico solo i nomi di un paio così vi divertite un po’:
    – GINTOKI
    – SIGNORA PASTEIS
    – COSE DA V.
    – REDBAVON
    – TATI
    – MELA

 

 

 

 

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39 pensieri su “Tag, tag, tag… l’infanzia in un tag

  1. Cose da V

    Ahahaha non sapevo ci fossero le comesichiamano di wrestling, dai, mi ricordo che in tv passavano sempre gli incontri e ogni tanto li vedevo, pazzesco… Ah, che ricordi ❤ Grazie della nomina!

      1. Ma il Tango è fuori “concorso” per vari motivi: 1) caratteristiche decisamente migliori 2) costo proibitivo (per le nostre tasche) 3) quando si sgonfiava era un’arma impropria.
        Piuttosto ho dimenticato di citare il Derby (su FB alcuni amici lo hanno giustamente citato). Il Derby era peggio del Super Tele, difficile da credere ma riusciva a peggiorare l’impossibile. Aggiorno il post con i contributi dei miei amici (veri) su FB. Tu te lo ricordi?

  2. Pingback: Giochi d’infanzia – Cose da V

  3. Ommadonna anzi Sant’Antonio bello! (La catenaaaaa…c’avevo raggggione!). Grazie per la nomina e raccolgo la catena sperando che lo sciacquone regga.
    Alcune dei tuoi trastulli sono un vero must Inter-generazioni. Altre appartengono più alla tua, giovinastro!
    Mi metto all’opera…

      1. Questa nomination mi ha messo in seria difficoltà.
        Ho provato e riprovato a lambiccarmi il cervello ma niente.
        Che io abbia avuto una discreta infanzia di merda è indubbio, però non un solo gioco degno di nota è proprio una roba brutta e inguardabile!
        Perché a ben guardare i miei veri compagni di gioco sono sempre stati i libri, i film e la musica.
        L’altro giorno mi sono divertita a scrivere una cosa per Red, che mi è uscita dalle dita da sola. Mi sono resa conto che ci ho messo gran parte dei film e dei libri preferiti e allora facciamo che questa è la mia risposta alla tua nomination? Perché ignorare l’invito di un dio proprio non si fa, non è rispettoso! 😊😉

      1. Ho ancora il ricordo di quando in una settimana, in vacanza, l’abbiamo fatto scoppiare sulle lampadine dell’albergo, colorando meravigliosamente tutte le luci del salone 😀

      2. I proprietari, conoscendo le nostre famiglie ormai da anni e avendoci visto crescere, avevano carta bianca su sgridate e punizioni….
        ( per la cronaca: si tratta di un luogo di alta montagna… gestito da personaggi del luogo, noti uomini Zen) 😀

  4. Pingback: la catena blogger nostalgica che ci sta tutta a 30 anni | unapasteisperbene

  5. Pingback: Non è che con l’infanzia in un tag ti blogghi la crescita | Shock Anafilattico

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