Colony Open Air – il report

C’è poco da fare, se metti i piedi fuori di casa ti ritrovi da qualche parte (a volte solo sull’uscio di casa e stop). Lo scorso weekend sono uscito di casa e mi sono ritrovato al Colony Open Air.
Una due giorni di metallo, bestemmie e salamella. Perché un festival metal non può prescindere da questi tre elementi:
–  metal: perché senza di questo, non c’è il festival (ovvio).
bestemmie: perché non siamo al concerto White Metal e inneggiamo Dio come i chierichetti. Qua la fa da padrone il buon Satana e così bisogna inneggiare al capotavola.
–  salamella: senza maiale non c’è festival. Punto.
La compagnia festante è composta da due loschi figuri e così rimarrà per tutto il tragitto, a parte, logico, la serie di personaggi interessanti che incontriamo nel corso dei due giorni.

a) il tipo a cui hanno tolto la cintura borchiata ma non gli anelli dalle dita, costringendolo a girare con pezzi di plastica legati alla vita per tener su i pantaloni;
b) personaggi strani, che parlano di esperienze personali e poi, mezzo minuto dopo si dimenticano chi sei;
c) ragazze che non credo abbiano sentito un solo concerto, ma giravano con le tette fuori come armi di distrazione di massa.
d) ragazze arrivate al concerto da sole e attorniate da broccolatori professionisti;
e) persone che credevano di essere ad un cocktail party e, di conseguenza, vestiti a tono con tanto di pantalone corto chiaro, camicia a manica corta etc etc.
f) metallari vestiti con i tappi delle bottiglie.
g) metallari, quasi di sicuro tedeschi, con il cappello rosa di pelo con un cazzo attaccato sulla parte frontale. La nuova frontiera dell’unicorno.

La lista potrebbe andare avanti, nei festival i personaggi interessanti sono all’ordine del giorno.

Se poi tenete conto che la periferia di Brescia non è proprio il luogo più turistico in assoluto, capite anche voi che quando hai tanto tempo per le mani e niente da fare ti getti su tutto quello che c’è.
Noi abbiamo girato preso la macchina, ed evitando accuratamente il parcheggio dell’Esselunga (popolato da loschi figuri già belli cotti dall’eroina – ed era mattina), abbiamo rivolto la macchina verso la periferia della periferia (una tristezza infinita) e poi verso il nulla cosmico.
Il nulla cosmico è popolato da case brutte e senza tetto, gente strana (poca gente strana), una strana fabbrica dall’aspetto truce e violento che abbiamo ribattezzato “la fabbrica di mozzarelle”, sikh che passano in mezzo alla strada, cimiteri più popolati dei quartieri, il niente e poi anche la collina dove c’è l’agriturismo che ci ha sfamato.

Ma non vi tedio oltre, qua sotto trovate la descrizione approfondita delle mille avventure del duo Zeus – Lord Baffon II.

Ecco il report dei due giorni – cliccateci sopra e andate a leggere.
Chi non lo fa, peste lo colga.

GIORNO 1
GIORNO 2

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30 Replies to “Colony Open Air – il report”

      1. Qualche festivalino c’è da voi, non tantissimi eh :/ ma forse qualche gruppetto arriva (non che da me ci sia il pienone eh, devo sempre farmi minimo 200Km per vedere un gruppo).

    1. Girano tante donne… 10/15 anni fa i festival metal erano realmente la sagra della salama, adesso ci sono queste gotiche e metallare che rallegrano l’ambiente e intristiscono il metallaro medio 😀

      1. Perché si perde lo spirito del metallo! 😀 (o perché te la fanno annusare e basta).
        Per questo motivo poi si devasta, c’è il degrado umano&spirituale e le sopracitate donne non guardano certo i rottami umani per terra ehehe 😀
        Perciò i metallari ritornano a bere e via con questa spirale distruttiva 😀

  1. Mi hai fatto tornare alla memoria ( lenta e noiosa con questo caldo) di una gita a Venezia per vedere la Biennale, quattro dementi squattrinati finiscono dai vicoli della città meraviglia al campeggio FUSINA MALCONTENTA!… io non aggiungo altro, solo sembrava di essere nella peggior puntata di Ken Shiro!
    E adesso vado a leggere
    🙂

      1. Tu non puoi immaginare… il bus di linea che si ferma tra ciminiere, strada interrotta… lì ho avuto un’immagine piuttosto chiara della fine del mondo ( intesa di ” un metro ancora e finisci nel vuoto”! Aggiungici tedeschi ubriachi- issimi con musica tecno che sembrava di averli in roulotte a urlare e ballare…
        😀

      2. Ah queste sono belle immagini! 😀
        Anche perché, se ci pensi, se vorresti riproporre questa emozione, questo stato di devastazione, non ci riusciresti.
        Non sarebbe, paradossalmente, così perfetta 😉

      3. … e la polvere! quell’odore di polvere in tutta la roulotte da occhi rossi nemmeno avessimo fumato chissàche… un’esperienza meravigliosamente pessima 😀

Si!?

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