33 Replies to “Siamo nell’età della comunicazione e non riusciamo a parlarci.”

  1. Che aggiungere? Niente, è proprio così. Ma mi piace sapere che dietro una pagina WP ci si può trovare una persona vera, che a volte diventa di carne e ossa. E occhi. E parole.

    1. Vero! Dietro la tastiera (qualunque tastiera) e dietro qualunque mezzo di condivisione c’è una persona. Quello che mi preoccupa è che spesso non viene fuori.

  2. Non siamo mai stati bravi a comunicare, soprattutto quando si tratta di cose importanti e non il semplice ” non esiste più la stagione a maniche 3/4″.
    Tutti questi social ci hanno illuso che le cose fossero cambiate e continuano a prenderci per il culo… poi arriva il momento importante e SBAM! cazzo non sono capace, ancora…

  3. Tutto molto giusto e ragionevole, ma eravamo soli anche prima dell’era dei social e della condivisione forzata. Io le parole non le ho trovate mai al momento giusto, tante non dette mi bruciano ancora come sale a fior di labbra e parlo dell’era delle cabine telefoniche e delle lettere scritte a mano. Siamo solitudini che si accompagnano ad altre solitudini in questa nostra esistenza, si trovano compagni di viaggio, certo, ma in fondo siamo soli.

    1. Certo. Eravamo soli prima e non è cambiato molto, a parte l’illusione che, grazie alle mille tecnologie, ci sia in realtà una condivisione maggiore. Un rapporto più stretto.
      Quando in realtà scambi bit e non emozioni.
      O emozioni che vengono storpiate in bit.

      1. Io penso che molto dipenda anche da come ci si rapporta. Non dico che l’onestà paghi sempre, ma se sei sincero alla lunga si nota, come pure se uno finge. Credo che se scambi solo bit, riceverai soltanto quelli indietro.
        Non credo si riescano a stringere rapporti molto stretti, ma talvolta capita di sfiorare sentimenti autentici.

      2. L’onestà paga sempre. A volte, nello scritto (qualunque esso sia, non mi voglio focalizzare sul solo bloggin’) si intravede questa onestà, questo piacere di scrivere e, soprattutto, chi c’è dietro.
        Una visione distorta e un po’ offuscata, ma si sente che c’è qualcuno.

        Un problema enorme, però (e lo testimoniano anche degli studi scientifici), è che le risposte veloci, fornite tramite questi mezzi -che uso anche io, sia chiaro -, coinvolgono la parte superficiale del cervello e non quella più profonda. Motivo? Per rispondere veloce non si sfrutta tutto il potenziale ma si danno “risposte ridotte”.

  4. Una delle differenze tra la comunicazione dal vivo e quella on line è lo scorrere del tempo. Nel secondo caso puoi fermarlo e aspettare che la battuta ad effetto giunga.
    Mi considero abbastanza un outsider nella gestione dei miei spazi sul web e sono circondata da persone che si rapportano al web nel mio stesso modo. Non mi interessa essere letta, recensita, avere riscontri … il che significa da una parte che sono molto sicura di me, dall’altra molto menefreghista.

  5. Le tecnologie sembrano neutre ma non lo sono affatto. e come dici tu, paradossalmente, invece di aiutare a comunicare, spesso diventano un ostacolo. O forse, più che un ostacolo, una maschera dietro cui nascondersi per paura proprio di comunicare in modo autentico

    1. Già, il paradosso è questo: le nuove tecnologie diventano ostacolo alla comunicazione e, per poter comunicare al 100% con tutti, creano solitudine per essere reperibili.

  6. Io le parole giuste davanti a una birra le trovo con due persone al massimo. Ti dirò che sono parole talmente belle che mi bastano. Col resto del mondo comunicare è faticoso: pura circostanza. Su fb poi è deprimente. Siamo in cerca di approvazione e chi ci approva virtualmente non ci saluta neppure per strada, quando ci vede. C’è quasi imbarazzo, perché ci si conosce appena. Questo mi deprime. Questa frase è veramente perfetta: Vogliamo che il nostro status venga apprezzato, così da rendere vera la nostra vacanza.
    Mi piacerebbe condividere il tuo post su fb : D Ahaha paradossale, lo so… Se non ti crea problemi lo condivido, altrimenti amici di blog come prima!! (Ps: lo condividerei per fare autocritica).

    1. Tu condividi, che sto cercando di avere sempre più adepti 😀 ahahah
      Scherzi a parte, fai pure se vuoi pubblicare.
      Io mi accorgo che per riuscire a scrivere sempre di più, allora devo estraniarmi dalla conversazione vera. Spesso, non io, vedo persone che stanno al tavolo, una di fronte all’altra, con il naso dentro lo smartphone e nessun interesse a conversare in maniera sana.
      Era un problema precedente o no? Non saprei dirtelo, sai?

      1. Grazie per il consenso!! Non saprei, io ogni volta che devo per forza rispondere al telefono (le rare volte in cui è un’urgenza) e sono in compagnia mi scuso sempre. Il telefono lo lascio nella borsa. Trovo sia maleducato smanettare al telefono, è una questione di rispetto. Cazzo esci a fare se poi stai lì a smessaggiare o a controllare facebook? Non esiste… Non so davvero se fosse un problema precedente, dovrei pensarci su e ricordare.

      2. Ma figurati 🙂 anche io non uso spesso il cellulare, a volte certo… mi tocca, ma cerco di farlo il meno possibile. Forse perché me ne dimentico o forse perché non sono abituato ad avere il cellulare davanti alla faccia tutto il tempo (dopo le 3 cose che devo vedere, non ha senso tenerlo acceso).
        Dovrei pensarci anche io, non mi ricordo… forse era così e per me non era un problema.

  7. L’argomento è sempre interessante ed è sempre importante parlarne.
    E’ vero, molte persone comunicano ora attraverso questi mezzi e quando si tratta di parlare nella realtà provano un’enorme difficoltà.
    Diciamo che io da piccolo ho sempre avuto problemi nel parlare con gli altri e nel esternare le mie emozioni e questo succedeva in un periodo in cui internet non lo utilizzavo per nulla e in cui Facebook ancora non esisteva.
    Crescendo ho poi imparato grazie a delle persone a cui tengo a esporre ciò che penso e ciò che sono, ma è stato faticoso e ci sono riuscito stando con loro e aprendomi pian piano.
    Su questi social noto come molta gente riesca a parlare parecchio anche del nulla senza alcun problema e a scrivere qualsiasi loro pensiero. Anch’io utilizzo i social per parlare con amici che non vedo da tempo e per partecipare a qualche discussione però non ci sono così appiccicato come fanno molti.
    Tanti utilizzano i social per farsi notare e per aver l’apprezzamento degli altri e in un certo senso capisco il perché alcuni (e dico alcuni) lo facciano.
    C’è una persona a me cara che non riesce ad aver un giudizio critico sulla sua persona, proprio non ce la fa e quindi non riesce a identificarsi come persona e per ciò cerca l’approvazione degli altri per sapere se riesce a fare le cose bene o male. Però queste sono un certo tipo di persone. Altri invece vogliono solo mostrarsi agli altri o creare disordine attraverso discussioni in cui non viene rispettato il pensiero altrui. Tante volte mi è capitato di vedere una persona cacciata o insultata (o tutte e due) perché non la pensava come tutti gli altri.
    Sarebbe interessante farci un enorme discussione a riguardo ma credo che così andrei avanti in eterno.

    1. Grazie mille per il tuo commento – mi scuso per il ritardo nella risposta, ma non sono più entrato in WP da un po’.
      Dipende come si utilizzano i social. Sono bestie strane, molto democratiche perché consentono a tutti di parlare, intervenire e far sentire la propria voce… ma sono impossibili (per fortuna anche) da contenere, da limitare o altro. Chi parla ha una cassa di risonanza enorme. Chi disturba, ha una voce enorme e una possibilità di “rottura del clima” maggiore di prima.
      Perché diciamocelo: il troll da web è un bullo anche in realtà, ma il bullo in realtà fa danni nella combriccola di amici o in altre situazioni sociali (sempre con bacino limitato), ma su web ha orecchi e occhi di tutti.

      Usare bene i social è diffiicle, ma si può. Perché usare WA o FB o altro per comunicare o farsi sentire, connettere quando si è distanti è utilie. Non si può dire di no.

      1. E su ciò concordo con te. Sta alla persona utilizzare bene questo potente mezzo ma purtroppo molte persone non sono affidabili e causano confusione e danni. Ci vorrebbe una bella presa di coscienza, ma non credo che succederà mai.

Si!?

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