Music Wizard (207)

Superata una certa età, si incomincia a diventare nostalgici.
Un tempo le cose erano migliori e, per chi ha vissuto di sfuggita – meglio dire, in maniera inconsapevole – un grande periodo storico musicale come gli anni ’80 del metal e ha assaggiato solo gli anni ’90, guardare al passato, all’epoca d’oro, è quasi un rifugiarsi in un mondo bello.
Gli anni ’70, celebratissimi ed idolatrati (sempre e comunque grazie ai Black Sabbath – c’è poco da fare, nelle canzoni dei primi 5/6 dischi si riescono a trovare i germi del sound metal che verrà nei prossimi 20 anni), sono troppo distanti. Arrivati a noi con il filtro del passaggio di mano.
Gli anni ’80 li abbiamo vissuti, almeno il sottoscritto, in maniera inconsapevole della portata storica di quello che stavamo vivendo e, perciò, il recupero di quelle annate gloriose è un recupero di un passato personale, di una propria memoria storica.
Significa fare i conti con quello che è successo per ottenere prospettiva sul presente.
Sei nato negli anni 90 o 2000 e pensi che l’ultimo dei Metallica sia una figata paurosa? Ecco che, scavando a ritroso, trovi un Master of Puppets o un Black Album che ti fanno equilibrare il giudizio e lo rendono più “contestualizzato”.
Ma l’esempio dei Metallica è solo per rendere più comprensibile il concetto, perché nominare gruppi underground non ha grande senso.
Questo Music Wizard, fra musica nuova e musica di recupero, è una memoria storica. Mia e, forse, vostra.
Scrivere di musica e/o postare canzoni del passato, in cui cerco di rivangare la memoria per trovare spunti sempre nuovi è un modo per creare un “album fotografico” di quello che ero, sono e, con buona pace di chi odia certa musica, diventerò.
Ogni canzone è una diapositiva. Un’istantanea molto diversa dalle Polaroid, perché non è un momento fisso/fissato nel passato (come è la fotografia in sé), ma è un divenire che accompagna memoria e nuove sensazioni/esperienze/valutazioni.

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20 Replies to “Music Wizard (207)”

  1. Un creatore di fragranze potrebbe paragonare il tuo percorso musicale alla nota di fondo di un profumo. È persistente, crea la base su cui innestare tutto il resto e rimane l’ultima ad essere percepita a lungo, è memoria.

    1. Gli anni 90 hanno prodotto molta musica… io arrivo dagli anni 80 (come scritto) e negli anni 90 ho visto la crescita musicale… anche per raggiunta capacità di capirla (ormai avevo più di 10 anni eheh).

      Che musica ascolti? Una mia curiosità…

      1. Nata nel ’96, cresciuta a pane e Beatles che alla fine sono diventati uno dei miei gruppi preferiti. Ascolto molti gruppi diversi, Beatles, Rolling Stones, Deep Purple, Queen, Led Zeppelin, Guns, Red Hot e via discorrendo. Ma anche Elton John, David Bowie, Eric Clapton. Per ben due volte sarei dovuta andare a vedere i Deep Purple con il mio papà (a 10 e 20 anni).

      2. Ottimi ascolti, non c’è niente da dire. Anzi, devo ammettere ottimi ascolti. Non posso che dire: educazione musicale di prima scelta.
        I Deep Purple li ho visti dal vivo molti anni fa.

  2. Per me l’apice del rock è stato fra il finire dei 60 e il primo lustro dei 70. Sul metal e derivati non ho la conoscenza per dire nulla, ma se penso a Deep Purple e Led Zeppelin non credo di essere tanto lontano dalla verità

    1. Certo, finire anni 60 e anni 70 hanno dato tantissimo e la reputo anche io (come musica) la migliore in assoluto. Se guardiamo il lato metal (a parte i Black Sabbath, l’unico dei tre Grandi del Rock Inglese che può definirsi metal) è solo dagli anni 80 che incomincia a definirsi in maniera espressa quel genere.
      Deep Purple e Led Zeppelin, pur avendo creato un substrato per l’essere rockstar e suonare pesante, non si sono mai avvicinati alle sonorità prettamente heavy: i Led Zep sono sempre rimasti nell’alveo del blues, mentre i Deep Purple hanno giocato con rock e funk nella loro carriera.

  3. Ritengo che la musica per la sua capacità di infilarsi nelle pieghe più profonde del nostro sentire sia una chiave per capire anche il nostro divenire. Parlo di un divenire molto personale. Ci sono canzoni legate indissolubilmente ai nostri ricordi, ci aiutano a fissare le emozioni di quel periodo e non lasciarle perdere nel mare magnum molto ondivago della nostra labile memoria. Non necessariamente dei capolavori: una canzone di Umberto Tizzi con il suo refrain “tiamoti” mi riporta vivido il ricordo di una lontana estate della mia fanciullezza…per fortuna bon c’è solo questa 😉

    1. Certo, la musica è personale e ci aiuta a fissare le emozioni, sopperendo alla nostra memoria, che è fallace di natura. Non sai quanti ricordi mi vengono in mente ascoltando un brano o l’altro…

    1. Volevo lanciare i Mercyful Fate. Il resto son pipponi.
      Ah, a parte il pezzo su Music Wizard come album fotografico in musica.

      Comunque con tre righe mi hai spezzato le gambe 😀 ahahah

      1. No, in realtà no. Una spolverata di normalità, qualche luogo comune gettato dentro, un po’ di musica, il rimpianto del vecchio dimmerda e poi tutti a casa con un brano dei danesi del Fato Misericordioso.

Si!?

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