Music Wizard (200)

Alla fine ci sono arrivato al numero 200.
Che amarezza arrivare ad una cifra così alta e guardarsi alle spalle e dire: ne sono morti di eroi lungo la strada, non ultimo ecco il buon Gregg Allman che, a 70 anni, va a raggiungere il buon Duane nel Valhalla di chi conta della musica.
Perchè ci sono vari posti di ritrovo per i caduti musicali: quelli che contano, che hanno detto qualcosa nella musica, avranno un posto assicurato nel Valhalla dei giusti, a bere ogni forma di alcool esistente, a sniffarsi piste di cocaina lunghe come la Transiberiana e a farsi fare lavoretti di mano dalle groupie di turno.
Il tutto, ovvio, continuando a suonare per l’eternità.
Per tutti gli altri, quelli che producono merda o che dicono di essere musicisti ma mettono su musica, ci sarà il limbo e la vergogna eterna.
Questo ve lo posso assicurare.
Ormai, lassù, nel Valhalla, c’è la possibilità di fare una formazione musicale con i contro-coglioni, tanto che la doppia formazione dei King Crimson gli fa una pippa.
Nei momenti in cui devo immergermi nel Sud degli Stati Uniti, quando mi devo sintonizzare su quell’onda mental-spiritual-emotiva ecco che tiro fuori un po’ di gruppi della zona NOLA (sapete chi sono, vi spacco le balle da epoche immemori su quelle band) e poi mi getto, a pesce, sul southern-rock di matrice Lynyrd Skynyrd e Allman Brothers Band: una doppietta che ti lascia soddisfatto per ore.
Oltre che farti crescere i capelli, i basettoni enormi e ti fa vestire come una sorta di hippy balordo con i jeans a zampa di elefante, le magliette con le band e l’attitudine “calma fratello“.

Bisogna abituarsi“.
Lo diceva anche il mio socio, il Giullare Pazzo, in risposta al mio messaggio “cazzo, anche lui!“.

Bisogna abituarsi, è vero.

Ma cazzo, è sempre difficile vedere sparire parte della tua educazione musicale. Il live degli Allman Brothers Band “At Fillmore East” è considerato uno dei migliori dischi dal vivo in assoluto (se la gioca con il sempre eccezionale Made In Japan dei Deep Purple… e sticazzi, non stiamo certo parlando di “live alla fiera della brugola”… qua sono i Deep Purple al loro meglio con un disco che è di una potenza, di uno spessore, di un groove micidiale; e, soprattutto, non c’è Blackmore che rompe troppo il cazzo e Gillan che non gli rompe il cazzo a sua volta).

Adesso dovrei decidere la musica, quella per completare l’articolo (e visto che parlo della Allman Brothers Band, voi direte, l’unico disco da tirar fuori è proprio quello – ma io sono irrequieto di natura e non voglio la stessa musica).
Vi propongo questo pezzo, vedete voi se vi piace.

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20 Replies to “Music Wizard (200)”

  1. Ettantiauguri per il duecentesimo!
    Il sound di The Marshall Tucker Band non mi farà crescere i capelli (ormai affidati alle cure del pavimento), ma per i basettoni enormi si può fare e farmi vestire come un hippy (che di balordo a vestirmi ci penso già di mio) con i jeans a zampa di elefante, le magliette con le band e l’attitudine “Statt’bbuono o’frà“.
    PS: The Marshall Tucker Band lo sapevo che avresti titrato fuori – prima o poi – qualcosa di edibile per le mie orecchie 😉

    1. Beh, 200 non sono pochi… il vero obiettivo lo devo raggiungere ancora, ma credo che per fine anno ci arrivo.
      La M.T.B. funziona, è abbastanza smooth da essere papabile per tutti e abbastanza sofisticata da essere aprezzato dagli intenditori 😉 ehehe.
      Tu rientri nei secondi, ovvio.

      1. Il “segreto” è ascoltarne e provare ad ascoltarne di diversa. L’orecchio va allenato, poi da solo fa cose che non ci saremmo mai immaginate. Come gli atleti che si allenano e poi ti fanno il Record del Mondo. Senza doparsi, ovviamente.

  2. Un gran bel duecentesimo post! Oserei dire con i controcazzi, però fa caldo e son scomodi da portare, mi dicono.
    Sta sparendo la crema, dobbiamo farcene una ragione….
    Festeggiamo i duecento e onoriamo come si deve le divinità musicali.
    (tintinnio di bicchieri…)
    Ad maiora!

    1. Grazie Mela… arrivo ai 200 consigli musicali con il fiatone, ma ci sono arrivato.
      Adesso parte la salita difficile: proseguire e migliorare.
      Sta sparendo la crema, sì… fortuna che ci rimangono i dischi!
      Ad maiora

Si!?

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