Music Wizard (199)

Ho appena scoperto che è quasi una settimana che non pubblico niente. Ho lasciato il blog da solo al sole e, come le piante, dopo un po’ ha sentito la mancanza di acqua e cure.
Il fatto è che arrivo a casa sempre sfinito e di mettermi a scrivere, sul blog, non ne ho molta voglia. Ho le idee, ma poi le lascio decantare nel cervello e finisco per dimenticarmele… O per rendermi conto che non erano quelle grandi idee che pensavo.

In questi giorni il bollettino morti e tragedie è stato impressionante: prima Chris Cornell, poi Nicky Hayden e poi la strage al concerto di Manchester.

Il primo è stato un colpo… con lui è morto un pezzo della mia adolescenza. Ad un certo punto della vita, e soprattutto negli anni ’90, il grunge lo ascoltavi in ogni forma: da quelle più conosciute (Pearl Jam, Nirvana, Soundgarden, Screaming TreesAlice in Chains, Mudhoney etc etc) a quelle più commerciali e svendute (Stone Temple Pilot, Bush, Silverchair, Staind, Puddle Of Mudd… gli ultimi tre sono addirittura delle formazioni di nu-grunge, giusto per dire lo schifo assoluto che ti proponevano le radio o i canali specializzati). Della prima schiera Kurt Cobain, Layne Staley e Chris Cornell sono caduti, della seconda Scott Weiland. Tutti con problemi di droga e tutti con la depressione che sussurrava cose oscure nelle loro orecchie.
Se c’è una componente comune nel movimento grunge è eroina + depressione. Questo binomio ha ucciso e azzoppato il movimento e le persone che lo hanno “creato” e “portato avanti”.
Fate conto che due pesi massimi del grunge ancora in vita (Eddie Vedder e Mark Lanegan) si sono ormai allonatanati dagli eccessi del grunge e di quella vita: chi con più decisione (Vedder), chi con maggiori difficoltà (Lanegan).
C’è dell’ironia nella situazione di Cornell, è scappato così tante volte dalla morte e dalla droga (il rapporto con il cantante dei Mother Love Bone, l’amicizia con Vedder, il grunge, i festival, la popolarità etc etc) che, alla fine, se l’è trovata di fronte e non sapeva più dove andare.

Su Nicky Hayden ho ben poco da dire. Perdonatemi. Qualche volta ho guardato MotoGP, ma non è mai stato il mio sport. Mi fa impressione l’età (35 anni) e la modalità (incidente con la bici). Quello che mi ricordo di lui è il campionato vinto e l’essere un corridore-gregario di buona qualità. Niente di più. Sono sicuro che mancherà a chi, quello sport, lo seguiva con il cuore.

Vorrei dire qualcosa della strage di Manchester, vi giuro. Ma è una cosa che ti lascia depresso e pieno di sgomento. Delle persone (per lo più adolescenti) che sono andate a passarsi una serata in compagnia, a guardare un concerto e svagarsi sono state costrette a confrontarsi con la morte e l’ignoranza/idiozia/brutalità del terrorismo.
Il fine che quelle merde (sì, sottolineo la parola MERDE) vogliono ottenere è la paura e la rabbia… ed è certo che lo ottengono. Ma io provo pena e dolore. Perché, in qualche modo, mi vedo anche io ad un concerto per svagarmi, per liberarmi dei demoni di una settimana pesante o di qualsiasi problema che hai e che ti appesantisce il cuore… mi ci vedo a cantare, sgolarmi come un dannato e sudare mentre la mia band preferita da l’anima per produrre il sound magico che io amo.
Provo pena perché capisco il piacere di incontrarsi con gli sconosciuti e condividere qualcosa che è godibile al 100% se fatto in questo modo: il concerto è la messa pagana.
Provo pena perché morire così è ignobile.

Come si usa dire?
Spero che la terra vi sia lieve.
Già, a volte una formula standard può essere la più utile.
Spero che la terra vi sia lieve.

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14 Replies to “Music Wizard (199)”

  1. Sono senza parole, per tutto quanto…
    E da questa mattina i pensieri si accavallano per quello che vuol dire per me andare ai concerti, per la rabbia, la paura e il dolore. Per il fatto che porterò Mini quest’estate proprio a godere di quello che per me vuol dire ascoltare musica e cantare con altri perfetti sconosciuti, messi accanto per il comune amore verso le note che arrivano dal palco…
    E’ uno schifo… tutto questo… e fa malissimo

    1. Ci credo… non saprei spiegare ad un Mini perché sono nello stesso tempo felice e tormentato. Perché un evento che porta così tanta felicità ti possa “rendere così inquieto”.
      Che schifo.

      1. Inizio ad essere un po’ stanca di dover spiegare la merda che c’è al mondo tentando di conservare un po’ di fiducia nel genere umano… sta diventando sempre più faticoso… e 8 anni son troppo pochi per comprendere e troppi per non voler sapere… Cazzo!

  2. La morte di Cornell mi ha rattristata molto, perché sebbene non lo abbia seguito da fan, la mia adolescenza/vent’anni è legata ad alcuni suoi brani. Hayden mi ha colpito nella misura in cui ti colpisce la notizia della morte di un coetaneo che non conosci. Manchester …

  3. Che la terra gli sia lieve, ma noi che restiamo qui che dobbiamo fare? Sono un po’ sgomento di fronte a fatti come quello di manchester. E’ vero che stragi di bambini, anche molto più efferrate di quella purtroppo ci sono sempre state (basta pensare ai cecchini di Sarajevo che si sfidavano a quanti bambini avrebbero ucciso in un giorno o ai massacri fra Hutu e Tuzi). La novità, il salto (o forse meglio dire l’abisso) nell’orrore è il fatto che dietro ci sia l’assurda pretesa di pensare che dietro questa follia ci sia una volontà divina.

Si!?

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