Waitin’

Quando il primo uomo alzò gli occhi
vide il cielo.
Le nuvole bianche ed una volta azzurra gonfia,
come se dovesse partorire.
Aspettava.

Quando il primo uomo abbassò gli occhi
vide il prato.
Steli carichi di fiori di madreperla
ostriche di terra.
Aspettava.

Quando il primo uomo guardò l’orizzonte
vide il contorno scuro delle montagne.
Colossi di pietra e memoria.
Immoti nei secoli
Ombre su una tela azzurra
striata di sottili scie rosa del sole che cade.
Aspettava.

Quando il primo uomo guardò alla sua destra
vide la prima donna.
Una sinfonia di avvallamenti e curve della mente
la pelle color miele d’acacia immersa nel tramonto.
La sua ombra, una viola sinuosa,
sdraiata sul tappetto d’erba.
Aspettava.

Quando il primo uomo guardò alla sua sinistra
vide l’oscurità della notte.
Un velo oscuro a coprire la volta celeste.
Qualche buco nella tela per qualche stella.
La notte aspettava che il primo uomo si decidesse,
e si muovesse verso le montagne scure dell’orizzonte.

Il primo uomo, però, era solo.
Alla sua destra la prima donna non c’era
e l’orizzonte troppo distante.
Il cielo piangeva spilli gelati,
mentre i fiori perdevano la madreperla e rimanevano
tremanti
nelle spire del vento impetuoso.

Il primo uomo aspettava e
immobile
lasciava che tutto intorno a sé il mondo cadesse.

Il primo uomo aspettava,
masticando impotenza e bacche di gelso.

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28 Replies to “Waitin’”

      1. Il tuo brano, bellissimo, mi ha ricordato nelle sensazioni che ho provato un piccolo racconto di Mark Twain, Il diario di Adamo ed Eva. Cercalo se non lo hai mai letto, è una bella lettura.
        Bravo Zeus, mi piaci un sacco quando scrivi così 😊

      2. Devo andare a cercare questo racconto. Non ho mai letto niente (ahimè) di Twain. Sono una capra (e non Diddio).
        Grazie Mela 🙂

      3. Era un libriccino della collana mille lire di stampa alternativa. Probabilmente in rete si trova ancora il pdf. Twain è ironico, acuto ed estremamente moderno. Secondo me ti piacerà.
        Buon fine settimana 😊

      4. Anche secondo me, è nella lista dei “devo leggerli”. Devo solo trovare il tempo 😀 eheheheh. Ma lo farò. Grazie dello spunto e buon weekend anche a te 🙂

      1. Direi di sì, era un po’ brutta come immagine 😀 ehehehe

        Devo ritornare cattivo e brutale, se no perdo credibilità 🙂

  1. Sembra che tu ti stia lasciando andare, forse anche tu sei nella fase “esperimenti”? Come se volessi trasmettere qualcos’altro… Qualcosa in più, sembra. Non so, io l’ho trovato toccante. Certo tu scrivi sempre bene, ma in questo caso (e anche in un altro tuo brano di “non poesia”, come dici tu) c’è una parte di Zeus diversa, che coinvolge di più. Eh lo so, i commenti critici non sono il mio forte, faccio pena… Riassumo così: mi è piaciuto molto! : D

    1. Sono esperimenti? Sì, sono modalità di scrittura diversa che mirano ad esprimere sentimenti diversi… miei o che vedo… questo non lo dico eheh. Ma tanto nei miei racconti c’è la stessa componente, solo che è mascherata da altre cose (momento in cui si solleva il tendone del circo eheh).
      Se clicchi sul tag “non è poesia” vedi i tentativi precedenti (penso… eheh). Sono cose oscure, brutte, incoerenti e perfettamente coerenti (nel mio cervello).

      Questo stile, secondo te, coinvolge di più? Meno asettico? 🙂 sono curioso della tua opinione V.

      1. Ah ecco, ora di nuovo riesco a commentare da qui, poi di nuovo sparisce. Ne approfitto finché dura. Coinvolge nel senso che mi emoziona di più, non so bene come dire. Non ti ci vedrei a scrivere solo quello, ma leggere qualcosa di più “intimo” ogni tanto è piacevole. mentre i racconti e le storie intrattengono e sì, in realtà coinvolgono (cioè ovvio che coinvolgano) però non è che stai lì a sbrodolare coi sentimenti, come dici tu li “mascheri” con altre cose, in questo caso quella componente si vede di più, ma ripeto, come dici tu è la modalità di scrittura che lo rende possibile.

      2. Hai spiegato benissimo il concetto. E lo condivido appieno. Non sempre quello che scrivo mi riguarda in maniera diretta al 100%, a volte sono cose mediate o racconto cose che vedo. Anche se la modalità di scrittura, ovvio, lo rende molto più personale e, di conseguenza, molto più sentito.
        Nei racconti… beh… ci sono le storie e non sempre traspare il soggetto narrante (io).

Si!?

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