My Church Is Black (Music Wizard 195)

Se ti chiedono “come stai?“, rispondi sempre “Tutto bene. E te a casa?“.
Se ti chiedono “hai fame?“, rispondi sempre “Posso aspettare ancora un po’“.
Se ti chiedono “fa male?“, rispondi sempre “Posso sopportare“.

Siamo stati educati a non dire per quella sorta di “riserbo” naturale, quel “contenere” emozioni che potrebbero essere “indelicate” nei confronti del prossimo.
In punta di piedi ci spostiamo.
In punta di piedi scopriamo la nuca al colpo ferale.

Non dire, non dire.
Ogni cosa che dirai, potrà essere usata contro di te.
Non dire, non dire.
Ogni cosa che penserai, saranno altre penitenze in confessionale.

Rispondi, rispondi.
C’è sempre un Dio che ti ascolta.
Rispondi, rispondi.
Ma fai in modo che nessuno ti senta.

Incarta, incarta.
Prendi qualcosa e nascondilo dentro, in fondo.
Incarta, incarta.
Non metterci etichette, che in fondo te lo dimenticherai.

In punta di piedi ci spostiamo.
In punta di piedi abbassiamo il capo e lasciamo passare.

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23 Replies to “My Church Is Black (Music Wizard 195)”

    1. Questo è un bene!
      Giusto per capire l’ambivalenza del mio discorso, ho messo un testo di un tipo e musica che di cristiano/buon cuore etc non ha praticamente nulla 😀

  1. Ho poche e fidate persone a cui racconterei come sto, mentre con tutti gli altri preferisco minimizzare. Pudore, ritrosia, timore di non essere capita, un mix di tutto questo. Eppure a volte preferirei essere più scorretta, come Liza, e dire veramente le cose come stanno. Potrebbe essere catartico o magari l’ennesimo sbaglio, Và a sapere…

  2. Concordo con quanto dici. Io molto banalmente penso che il resto del mondo non possa capirmi, quindi invento balle. Con qualcuno ovviamente sono sincera. Tuttavia mi è capitato che qualcuno rispondesse (credo) sinceramente con un “non va tanto bene” ecc (dopo avermi posto la medesima domanda). Io restavo sempre sconvolta dal guizzo di onestà. Anche perché a me non interessava assolutamente.

    1. Eheheheh… interessante punto di vista, soprattutto la parte finale 😀
      Già, si riesce ad essere onesti solo per poco e con pochi.
      Se ci pensi, a volte è frustrante. A volte è realmente una benedizione.

      1. Mi è capitato al supermercato. Ero con mia madre e una signora ci ha salutate e poi ha chiesto a mia madre se andasse tutto bene. Lei ha detto sì, e a te? E questa è partita a lagnarsi delle sue cose mentre aspettava in fila alla cassa. Boh, cose strane.

Si!?

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