Music Wizard (194)

O Grande Manitù,
sono tre giorni filati che piove come Dio la manda. Una pioggia pesante e ghiacciata che percuote terra, case e alberi. Giusto, scusate, martella incessante anche le persone.
Spilli d’acqua gelida si infilano ovunque, bagnandoti dentro e fuori.
Un vento ghiacciato soffia, turbina direi, giù dalle montagne e invade le strade improvvisamente vuote e lucide di pioggia vecchia, dall’odore di asfalto, olio e passi veloci.
La neve copre come un cappello di lana le montagne nelle vicinanze, dove prima c’era già il primo crepitio di verde primaverile, adesso c’è una lunga ed elegante veste bianca.
Quaggiù vediamo il tempo che romba, che scuote il cielo mentre gli emisferi e i cerchi dell’universo si scontrano e lottano.
Ogni colpo sullo scudo è un tuono, ogni volta che le armi si incrociano, un fulmine spacca la volta celeste.

Finirà anche questa pioggia.
Finirà questo vento.

Ma intanto ascoltiamoci i Kawir, che riescono nella mirabile impresa di unire i sacri movimenti ritmici del kababbaro (cit.), le atmosfere dei Rotting Christ e la tamaraggine sconcertante degli Ex Deo.

Lode ai Kawir. Lode alla Grecia che ci propone gruppi grandiosi.

https://www.youtube.com/watch?v=9Bl6TzsOq4w

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9 Replies to “Music Wizard (194)”

  1. Cacchio! Anche qua pare novembre!… ora è spuntato il sole ma è di quelli bastardi, che ti fotte ridendosela alla grande se pensi di uscire senza giubbotto…

Si!?

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