Fast and Furious (il capostipite)

Sull’onda dell’entusiasmo generale per il nuovo capitolo di Fast and Furious (oh, ragazzi, sono arrivati all’ottavo film!) e complice un mese pesante, una giornata di corse e un’ottima birra artigianale irlandese (un’IPA abbastanza amara con un retrogusto di agrumi veramente eccezionale), sono tornato alle origini: ho riguardato Fast and Furious. Non quelli successivi, il primo, l’unico e inimitabile Fast and Furious senza numeri davanti o dietro.
Vi posso assicurare che questa mattina, mentre ero sul cesso a digerirmi tutto l’improponibile che ho mangiato nei giorni scorsi, ho pensato che è proprio un film degno di essere recensito in maniera accurata.
– in questo film troviamo tutti i protagonisti nella loro versione giovane e baldanzosa. Vincenzo Gasolio, in inglese, parla come un ornitorinco ritardato. Paul Walker ha l’espressione intelligente delle mie mutande al mattino, mentre di Michelle Rodriguez ho già parlato, e bene, in molti altri post, ma non posso che confermare che sopra un bel corpo c’è sempre la faccia da pitbull che ha appena leccato il suo piscio dalle ortiche. Infine, sempre per tirar fuori i protagonisti, c’è una Jordana Brewster che fa la sorella dell’ornitorinco ritardato e non ci mette neanche impegno per allontanarsi dagli stessi geni.
– I personaggi secondari hanno la caratteristica di essere inutili. L’orango Vince tornerà, ma ha quei ruoli iper-pompati che ti fanno venire il latte alle balle dopo mezzo secondo; mentre i due soci della scassaminchia famiglia di Toretto, Jesse e Leon, sono proprio inconcludenti. Jesse (ATTENZIONE BOILER!!!!) deve morire, mentre Leon, vabbeh, checcazzo, non ha neanche un ruolo se non parlare due volte nella ricetrasmittente e fare il gesto del “ti vedo” verso l’orango Vince. Mi sono stupito che, incrociando i loro due Q.I, non si siano ficcati le dita negli occhi prima di rivolgerle all’altro.
– La storia fra Vin Diesel e Paul Walker è una gran storia che potrei riassumere così:

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Non so perché, ma mi fa ridere. 

– Godo come un riccio a vedere i party che fanno in ‘sti film. Tutti i partecipanti hanno la stessa impressione divertita, come la mia quando mi chiama il commercialista dicendo “devi pagare”. Almeno c’è topa che si fa vedere per essere topa.
– Tutti fratelli e tutti amici, ma se c’è la possibilità di dargliele al giapponese non ci pensano mezzo secondo. Poi, per politically correct, rimedieranno con il capitolo numero 3 (Tokyo Drift).
– La famiglia Toretto, come sempre Vincenzo Gasolio deve metterci dentro qualcosa di italiano ‘sto stronzo, manca di colore… ecco perciò che rimediano con 2 Fast 2 Furious.
– Vorrei sottolineare che questi imbecilli, nel 2001, mettono a punto macchine di portata futuristica e, mentre sulle auto hanno portatili, schermi al plasma, turboeliche e cotillon,
a casa girano con questo:

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foto da web, non mi permetterei mai di sottolineare l’ovvio

– La parte malinconico-melensa in cui Vincenzo Gasolio racconta di suo padre mi ha fatto uscire una lacrima. No, cosa avete capito, non per quello che diceva… ma perché mi ero dimenticato di quanto fosse patetica e, per l’emozione, ho rovesciato un po’ di birra sul tavolo. Ho pianto.
– Sarà che io di macchine non ci capisco una mazza e che, per me, una buona macchina è quella che mi porta tranquillo da un punto A ad un punto B, ma quelle che sono presenti su Fast and Furious sono brutte forte. Le luci sotto la macchina sono una delle cose più tarre mai viste.
– Dopo ogni capitolo di F&F, ci sono decine di imbecilli che vivono la loro vita “ad un quarto di miglio alla volta”, smaltandosi come da copione contro muri, lampioni, auto o Godzilla ambulanti.
– In questo capitolo, per qualche motivo, c’è ancora un po’ di moderazione negli effetti speciali. Vaccate ce ne sono, ma almeno rimangono nel limite delle vaccate da fiction e non diventano delle vere e proprie puttanate da Guinness dei Primati (e, per primati, non intendo le eccellenze, ma proprio le scimmie).
– Dall’espressione intelligente, si potrebbe desumere che il buon Toretto e il buon Brian O’Conner (rispettivamente Vin Diesel e Paul Walker) non sappiano distinguere un motore dal culo di un babbuino.

Per darvi un’idea di quanto belli e intelligenti siano tutti, ecco una foto di gruppo. L’unione di tutti i Q.I di questi attori/personaggi ha scatenato un putiferio telematico.

Vin Diesel And Paul Walker In 'The Fast And The Furious'
Se guardate bene, la palma dietro di loro è più espressiva. (Foto rigorosamente da web, piuttosto che andare sul set a fotografarli mi guarderei un loro film…)

 

Mamma che serie di film osceni che hanno fatto. C’è dell’epica nello schifo che hanno prodotto.

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10 Replies to “Fast and Furious (il capostipite)”

  1. Madonna, ma poi ripropongono sti film ogni santa sera. Ti credo che non guardo quasi mai la tv, è un’agonia. Io li odio tutti, perfino quello schiattato. Anche a me ha fatto ridere l’immagine! Comunque credo di aver visto solo i primi due, molti anni fa… Le macchine fanno pena, gli attori pure. Va beh, hai già detto tutto tu. Meglio la tua recensione che questa saga interminabile, senza dubbio!

    1. Grazie V. (di nuovo eheh). In effetti sono personaggi ignobili, trame ignobili e dialoghi terribili ahahahah. Ma li guardo comunque.. come guardo The Expendables… non capirò mai il vero cinema 😀

  2. Io i primi tre f&f li avevo visti. Cosa non si fa per amore. Con tanto di ex che alla domanda ami più me o la tua skyline ti guardava come se gli avessi appena chiesto un polmone. Cmq confesso che dopo aver visto Tokyo Drift ho pensato che non sarebbe stato male imparare a prendere le svolte in quel modo. XD

  3. Quello che hai scritto è tutto vero e concordo (tranne il giudizio sulla Rodriguez: a me fa sangue anche con quel viso da scaricatore di porto). Però, prorprio per le stesse ragioni che ti fanno odiare sia il film che il franchise, io ho amato il primo e tollerato di buon grado il secondo (forse qualche episodio della saga me lo sono perso, però).

    La cosa più interessante del post (tu sei sempre arguto… ma si tratta sempre di un film di oltre 15 anni fa…) è il tuo accenno alla Birra: devo recuperarla perchè mi hai incuriosito (e ingolosito) 😀

    1. Non sto dicendo che la Rodriguez sia da buttare! Anzi, il fascino del pitbull incazzato ce l’ha e il corpo che si porta in giro quel grugno è di primo spessore eheh.. il mio era un giudizio tecnico 😀
      Posso confessarti che ho guardato tutti gli episodi della saga e sto aspettando il nuovo? Sono psicolabile eheheh.

      Lo so, ho calcato la mano sull’aspetto tecnologico… ma è sembra strano solo a me che nei film, fino a qualche mese fa (forse un anno), i protagonisti giravano con il Nokia vecchio modello e i PC erano dei DELL grossi come camionette militari? Solo adesso sono entrati in voga gli iPhone… prima niente.

      L’accenno alla birra serve sempre, il nome è O’Hara’s. Prova a cercarla 😉

      1. Io i soldi al cinema per l’8 non li spendo neanche con il mitra alla schiena… aspetto che me lo spedisca qualcuno 😀

Si!?

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