The Darkest Hour

Saluti come timidi arrivederci,
decorati da sorrisi rossi e neri.
Linee spezzate.
Distratte strette di mano,
parole dette e rincorse
prima che arrivassero a meta.
Un cenno del capo.
Il silenzio come un cappotto
dall’odore di polvere e scarti.
“Perché lo indossi ancora?”

Il vapore del caffè dal bicchiere,
una nuvola davanti agli occhi.
Una menzogna a fin di bene,
“non sono lacrime”
mentre un ricordo andava a morire.
Un dolore nascosto.
Inghiottito dalla notte.

Ma non era così.
il ricordo era distorto
da quello che volevo fosse successo.

Sedie sparse in giro per la stanza,
tavoli rovesciati e tazze rotte.
Letti sfatti, ma mai toccati.
Freddi nidi inospitali.
Un crocefisso storto. Una fede incrinata.
Una pagina strappata dal Libro dei Salmi.
Nel mio pugno aria compressa.
Nel tuo pugno un addio rancoroso.
Le vene del collo turgide e
un cuore lanciato a folle corsa.
Il respiro veloce,
un sibilo simile alla teiera.
Le parole sciolte sul pavimento.
Una lampadina pallida balla sul soffitto,
mentre le ombre girano in tondo.

Noi, statue di carne e delusione.
Noi, mirabili creature immaginarie.
Noi, che avremmo voluto scappare lontano.

Non c’è via di fuga.
Non c’è via di fuga.
Non c’è via di fuga.
Non c’è via di fuga.
Non c’è via di fuga.
Non c’è via di fuga.
Non c’è via di fuga.
Non c’è via di fuga.
Non c’è via di fuga.

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19 Replies to “The Darkest Hour”

  1. Bello bello bello – poesia o no che sia. Forse lo interpreto malamente però (ci nuoto, nei limiti), ecco quello che ci ho visto: le prime strofe descrivono un re-incontro, o forse una routine malsopportata; la litigata violenta sarebbe quello che il narratore avrebbe voluto fosse successo, mentre in realtà il rapporto della coppia si è sfilacciato un po’ alla volta, mestamente, e forse per un qualche motivo non si sono potuti lasciare e hanno continuato così, a convivere senza voglia -ed ecco il “non c’è via di fuga”. (Sarei curioso di sapere se c’è un significato dietro a quei nove “non c’è via di fuga” – non mi deluderai, vero? 🙂 )

    1. La tua interpretazione è particolare… interessante, sia chiaro. Hai preso e “letto al contrario” la storia. Il punto chiave “non era così” era il punto di divisione fra quello che era e quello che doveva essere.
      Io avevo messo il primo come ricordo falsato, mentre era la seconda parte la verità. La volontà di lui di un “addio” poco doloroso, la realtà di un “addio violento” era quello che c’era.
      Ma anche nella “violenza” dell’addio qualcosa è andato storto e sono rimasti fermi, immobili di fronte a tutto e la storia è andata avanti stanca e lenta.
      (Oltre alla musicalità, non so perché ma nove era un numero giusto come ritmo, c’è un rimando alla parte religiosa citata nella seconda parte: crocefisso, fede, Libro dei Salmi. Il 3 è il numero perfetto per i cristiani e così il 9 non può essere da meno. E, in più, le due parti sono costituite da 9 righe ciascuna: 9 prima del “ma non era così” e 9 prima del “non c’è via di fuga”).

      1. Ma guarda, non è che c’è una versione corretta di interpretazione. Anzi, se si vedono altre cose rispetto a quello che ho in mente, o credo di avere in mente, meglio così!

    1. Ah, Oste Oste, non mi dica così. Non c’è vena poetica. Non è poesia!! Se lo ripete vengo alla taverna con le birre che porto da casa 😀
      Ci tento a scrivere cose felici, ma non mi riesce eheh

      1. Ho detto vena, mica arteria…poi che so, è una vena come quelle che si scoprivano nel Klondike e ti mandavano in rovina…Avessi detto “arteria poetica”!? Una vena…solo una vena…Mammad’aSaletta chegggente permalosa dint’a ‘sta locanda…Facciamo così: capillare poetico. Capillare….e mi porti pure la birra che hai a casa…Ma che hai tipo la Wuhrer? La prendeva sempre mio papà….;)

      2. Se è un capillare poetico va bene ahhaaha 😀 Perché con vena e arteria mi sale il Venom e non ci vedo più!
        In realtà è una birra di nome O’Hara’s. IPA irlandese, non male… proprio non male.

  2. Beh, qui di “anima”, come dici tu, ce n’è un bel po’. Che poi per me significa rimanere toccati dal brano, ovviamente. (Bellissimo pezzo). E pure la musica che hai scelto. Bravissimo Zeus.

Si!?

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