Music Wizard (189)

Con molta calma ci stiamo avvicinando al numero 200 di questa rubrica.
Cosa succederà quel giorno? Non lo so. Non voglio lanciarmi in proclami del tipo “smetto di scrivere i Music Wizard”, non sarebbe vero. Diciamo che potrebbe essere l’occasione buona per fare qualche, ulteriore, piccola variazione.

Oltre a raggiungere il numero 189 di questo appuntamento randomico, infatti scrivo quando mi viene in mente qualcosa da scrivere, posso anche vantarmi del compleanno del blog.
Ebbene sì, questo piccolo spazio di mondo ha compiuto 4 anni di vita e sono stupefatto di molte cose: a) sono riuscito a durare per 4 anni con un progetto che non sia TheMurderInn; b) sono riuscito a scollarmi dalla comfort zone della musica per avventurarmi nel tentativo di scrittura; c) ho conosciuto molti blogger di razza e li ringrazio per passare (o essere passati su questo blog con i loro contributi) – non serve che faccio nomi e nick, sapete benissimo chi siete; d) pur avendo dei periodi di disamoramento totale verso questa piattaforma, o verso i contenuti proposti da questa piattaforma, sono ancora qua e continuo a farmi venire in mente modi per infestare queste lande digitali con i miei rants sconclusionati e, infine, e) se riesco a portare avanti il discorso altri anni è un vero miracolo.

Fa una certa simpatia guardare indietro, andare a mettere naso e occhi in un passato blogghistico così distante da quello che sono diventato. Articoli diversi, storie diverse… e comunque legate da un filo conduttore, spesso visibile solo al sottoscritto.
Come se, sotto questo monicker e questo nome di blog, si celasse realmente un grande piano che, pensandoci a posteriori, non si realizzerà.
Ci penso, a volte, alla funzione del blog, il mio blog, nella blogosfera italiana: che valore aggiunto può dare Music For Travelers alla blogosfera? Il valore che ha per me è indubbio, quello che ha per il lettore casuale, quello che entra in Google (che è l’equivalente moderno di cerco in rete – come se Google, browser, ricerca e tutto quello che circonda questa attività sia sinonimo) e prova a cercare un valore aggiunto, una risposta o qualcosa.
Il blog generico è così. Offre poco in termini di risposte. Al massimo, se scritto bene e con perizia, può offrire svago. Sulla possibilità di perdere 2 minuti di tempo e cercare un minuto di camera oscura, di silenzio dal mondo esterno, posso dire che ce la faccio (seppur mettendoci dentro musica che il buon Giacani reputa inascoltabile eheh), da qua ad offrire di più posso dire che è un passo grosso.
Trasformare la passione in lavoro?!
Un passo troppo grande. Non ho i contenuti. Ma se l’hobby diventa lavoro, cosa rimane dell’hobby?

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77 Replies to “Music Wizard (189)”

  1. Un quesito quasi marzulliano il tuo che, ovviamente, non può portare a una risposta decente da sobria. Il compleblog mi è più simpatico del compleanno vero, perché invecchia lui (tiè) e il tuo blog regge benissimo l’urto titanico del tempo!

      1. Addirittura! Mi fai quasi paura…..
        All’università il mio prof di fisica aveva spiegato perché si possono eliminare dai calcoli certi valor, ricorrendo all’esempio di un uomo che si pesa con una mosca sul braccio. Il peso della mosca è ininfluente su quello dell’uomo e penso spesso al mio blog in questi termini. Sono ininfluente però finché non do fastidio perché andarmene?

      2. Ehehe. Già. Il blog invecchia per me, prende tutto quello il brutto e se lo tiene 😀 Per questo diventa sempre più sporco, più tetro, più umido e cattivo 😀

  2. ci sono dei casi di blogger diventati famosi per aver scelto il momento giusto e l’argomento giusto. poi ce ne sono molti altri che fanno marchette. ragionevoli e ammirevoli, ma sempre marchette.
    pensi di avere i numeri per avere il numero giusto e l’argomento giusto? è una domanda legittima.
    ti auguro di capirlo e fare sempre cose belle. o almeno olimpiche.

    1. Ovvio, ci sono blogger che sono diventati famosi per un motivo: caso, tempismo, bravura, capacità in qualcosa…
      Ci sono blogger che fanno marchette… e si vedono lontano un chilometro. Come se io ad un certo punto incominciassi a parlare, che ne so, di qualche prodotto elogiandolo ogni 3×2.

      Se ho i numeri? Non lo so.
      L’argomento giusto? Dovrei essere specializzato su una cosa. Io vago randomicamente fra palo, frasca e fischioni per maroni.

      Sicuramente faccio delle belle figure di m…. 😀

  3. Dì la verità: resti qua solo perchè sei circondato da personcine deliziosamente cazzare che ti fanno scassare dal ridere… dai… ammettilo! eDdddddddaiiiiiiii! 😀
    ( e sentì il rombo di un tuono scalfire questo cielo totalmente azzurro di questa primavera allegologica!) XD

    1. Ehehehehehehe.
      In realtà è così. Se dovessi basarmi solo sul contenuto generale (non vado nello specifico perché ci sono blogger che seguo e che mi diverto seguire qualunque sia il contenuto del blog) sarei già andato. Fortuna che ho la possibilità di interagire va! 🙂

      1. Alla fine quando non è un discorso puramente commerciale, credo che l’interazione sia ciò che tiene in piedi in questo mezzo-mondo-parallelo e incastrato che è quello dei blog
        ( checcazzohoscritto?)

  4. Minchionissimi auguri al tuo blog! Che nonostante l’inascoltabile musica che ogni tanto propini, resta sempre un bel posto dove passare 5 minuti in pace. Sulla reale natura dei nostri blog, sul fatto che possano in qualche modo rendersi utili (oltre che dilettevoli) ho un’idea mia, che però è assolutamente soggettiva. Sono occasioni, di scambio, di svago, di approfondimento. Gratuiti, superflui, non necessari. E quindi, a modo loro, una gran ricchezza!

    1. Sapevo di toccare il tasto dolente con la musica eheheh. E non potevo che citare te, fra tutti, per i moniti che mi lanci ogni volta che piazzo un brano come quello qua sotto 😀
      La tua idea è quella che mi hai scritto? Perché se no mi farebbe realmente piacere saperla… giusto per avere un quadro completo.
      La natura del blog, almeno il mio, è quella di far passare cinque minuti, due chiacchiere, pochi giudizi e ancora meno pressioni. La non necessità del blog (il mio), lo rende unico per questo.
      A volte, come mi accade di questi tempi, penso a qualche trasformazione… rendere il blog qualcosa d’altro, snaturandolo. Ma sono pensieri da bar.

  5. Auguri! Il fatto che tu non ti sia stufato del tuo progetto (blog) è già una gran cosa. Io non ci avrei scommesso, ero convinta che dopo due settimane avrei lasciato perdere e mi sarei stufata. Comunque non sarebbe più un hobby… Ci sarebbero scadenze da rispettare ecc. E poi dipende… Uno se viene pagato continua ad essere se stesso o inevitabilmente cambia? Insomma, sarebbe figo eh, però… Non so, io a occhi chiusi direi: sììì, pagatemi per scrivere cose inutili. Ma poi basterebbe quello? Non credo… Io ho notato su YouTube. è diventata una gigantesca sponsorizzazione, tutti sponsorizzano le stesse minchiate. Però i soldi son soldi, quindi non me la sento di giudicarli male.

    1. Guarda, anche io mi sono stupito di aver retto quattro anni… vedi te.
      Pagato/non pagato, il dubbio ti si instilla nella testa. Ti chiedi: ma se scrivo ogni giorno, butto giù quello che mi passa nella testa… non sarebbe bello che qualcuno mi pagasse qualcosa. Non lo so.
      I soldi son soldi e, in fin dei conti, non ci si sputa sopra.

      1. Sarebbe una figata. Ma dubito che poi una persona sarebbe così libera di esprimersi o forse sì… Boh, secondo me cambierebbe. Comunque a me i blog piacciono e divertono, certe volte imparo anche qualcosa.

      2. Non lo so… ovvio che avresti restrizioni. Sponsor che fanno pressione. Scadenze. Post programmati di un certo tipo. Volontà di aumentare lettori con certi trend etc.
        Ma se guadagni… e si torna sempre al discorso del vil denaro.

        Anche io imparo dai blog. A volte. Certe volte. Selezionate volte 😀

      1. tesoro devi andare a leggere il racconto e votare cosa far fare ai protagonisti!!!! forza!!! che qua siamo fermi e non si sa dove andranno!!! CORRIIIIIIII

      2. Questo vuol dire : me ne fotto di chi è arrivato, c’ho voglia di scrivere e vado avanti…? suona così? 😉

      3. No no, ci mancherebbe!!
        Ho già un po’ di progetti per le mani, perciò se ci sono altri voti, ben venga! 😀

      4. in effetti scritta così suonava maluccio… il senso non era quello del “menefottodichiarriva” ma ” arrivati ad un certo punto magari procedo…” ( così forse è più delicato)

      5. Suonava male la mia?!
        Non volevo proprio… era giusto per dire, sto per chiudere il capitolo, meglio affrettarsi 🙂

      6. ti aspettavo al varco… sono in attesa della continuazione e qua bisogna fare in modo che si legga una cosa bella così 😀

    1. Già. Gestire un blog è problematico. Gestire un blog pagato dev’essere ancora più difficile: aspettative, risultati, post mirati, promozioni etc etc.
      Mi piacerebbe? Ti piacerebbe?

      1. Non mi piacerebbe fare la pubblicità a marchi che non ne hanno bisogno, sinceramente. Io preferisco fare la pubblicità alla pasta della mia città che casomai nessuno conosce perché ha più bisogno di essere seguita rispetto a una diffusa perfino in Giappone. Quindi no, non mi piacerebbe! Però se ci si fa qualche spicciolo non sarebbe male, un po’ contraddittoria come cosa ahahah

      2. Quello sarebbe perfetto: fare pubblicità di un prodotto che merita e guadagnarci soldi. O scrivere di quello che piace e guadagnarci qualche soldo. Giusto per….
        Quello che ti chiedo, e so di essere provocatorio e perdonami, ma quando incominci a promuovere la pasta della tua zona, che merita ed è buona, e questa viene scoperta… non ti senti un po’ male per aver svelato un segreto!? 😀

      3. No, perché è buona! Spesso l’ho scritta… Un periodo ero riuscita ad entrare in contatto con il reparto marketing, ma poi la fortuna ha voluto che l’alluvione gli abbia distrutto il magazzino e non si è fatto più niente!

      4. Questa è vera vita di merda.
        Spero niente olio almeno… o grassi… o unto… o cose che macchiano.
        Spero, in altri termini, che ti portavi mele per pranzo O_o

      5. Purtroppo mi si è macchinato tutto lo zaino di olio 😦 grondava proprio!!! Colpa di mia madre, le avevo chiesto che se doveva darmi le verdure non doveva metterci l’olio che me lo mettevo ben chiuso a parte, ma lei niente…

  6. Mah caro Zeus, anche gli dei si fanno le pippe! Voglio dire tutti i blogger prima o poi si chiedono il motivo di (R)esistere tra i marosi della Rete, le minchiate di WP, ricchi premi di stellette (almeno Super Mario diventa invincibile) e cotillon di commenti. Scrivere è in se’ un gesto egoista, narcisista (No, Narci’ non ti ho chiamato) e di generosità. Si cede qualcosa di noi in cambio di condivisione. Altra grande pippa, ma quantomeno gratifica alla fine dello sbattimento. La tentazione di farlo diventare un lavoro è identica a quella del Gran Satanasso a Gesù alla ricerca di un po’ di quiete nel deserto (praticamente il Diavolo, un rompicoglioni). Temo però che quando devi “vendere” le tue idee, le tue emozioni, le tue sensazioni guardi al lettore come un “cliente”, qualcuno con un’esigenza da soddisfare (il target). Personalmente non so fare a meno della libertà di scrivere come sento (venisse pure fuori un peto), con alto menefreghismo della comprensibilità altrui. Sperimento, provo, azzardo, oso, non tutto è commestibile per gli avventori della mia webbettola, ma come ripeto sempre “mi casa es tu casa”. Entra e l’Oste ti tratterà come un Re.
    Credo di avere superato Tati nel checazzohoscritto.
    Resisti l’Olimpo te ne sarà grato perché almeno perdi un po’ di tempo e non vai a rompere le palle in giro. (Apollo…so’50 euri)

    1. Per una volta non sono pippe mentali 😀 Il mio blog non possiede nessuna caratteristica appetibile per diventare “pubblico” o “pagato”, c’è dentro troppo di tutto e troppe cose che, al pubblico non piacciono: troppi Satanassi dentro, diciamocelo.
      La mia, sotto forma di riflessione, era quasi più una domanda a voi lettori.
      A volte me lo chiedo, ovvio, se trasformare quello che mi piace in un lavoro, in questo caso scrivere, ma allora dovrei avere tre blog diversi, perché quello del lavoro tratta chi legge come oggetto di “studio”, di “conversione”… in altri termini come “soldi che camminano”.
      Mentre io, il mio pubblico, lo tratto solo male 😀 ahahahahahahhahahaha

      1. Trasformare ciò che piace in lavoro è l’aspirazione di tutti. Se conosci qualcuno, manda la foto segnaletica alla neuro. Ma è banale anche dire che non è una cosa facile. Anzi, è una delle cose più difficili che esistano.
        Devi lavorarci da prima, devi averlo dentro e avere le capacità – non da tutti – di prepararti per fare ciò-che-ti-piace. Finiti gli studi (liceo o, al massimo, università) fare esperienza e cercare lavoro in quella direzione. Ma devi avere studiato prima.
        Altrimenti, sono pippe mentali. Sono pippe mentali perchè nella maggiore parte dei casi questa trasformazione non è più possibile o lo è a prezzo di strappi traumatici e sconvolgimenti della propria vita e quella degli altri intorno (se hai famiglia). Senza alcuna garanzia di riuscirci e, spesso, fuori tempo massimo. Chi ha iniziato prima di te a lavorare a ciò che gli piace, ha già accumulato un’esperienza che ti mangia con tutte le scarpe.
        Dico che è una pippa mentale perché è più un parlare con noi stessi, momenti di megalomania e legittima aspirazione.
        Poi, io ti auguro con tutto il cuore di riuscire in questa “conversione”, te lo auguro per davvero.

      2. Certo, sono conscio di tutto questo e concordo al 200% con quello che hai detto.
        Il processo per riuscire a diventare “vincenti” e perciò padroni di quello che vorresti fare come lavoro, è un processo che comporta una serie di fallimenti da paura. E mentre stai fallendo o mentre stai passando il tempo a ragionare, la tua esperienza è ferma al livello di partenza (nel secondo caso) o sta salendo lentamente… ma meno di quella degli altri che di fallimenti, nel frattempo, ne hanno accumulati di più e sono già scafati.
        Fare quello che piace è un lavoro difficile.
        Sai cosa mi auguro io? Di continuare a scrivere quello che mi piace. Perché è quello che voglio fare. Migliorarmi e andare avanti, se poi arrivano due soldi non ci sputo sopra.
        Se li avessi voluti dall’inizio, caro redbavon, avrei scelto prima la direzione, le strategie, le modalità e tutto…
        Adesso è rincorrere. Si vede molto raramente vincere chi rincorre. Soprattutto nel web.

      3. Sono miti creati ad arte. Pochi ce la fanno e se pubblicassero le reali statistiche chiunque direbbe che è un…fallimento. La nostra società vive di miti (perdona lo so che vengo a parlare dell’agnello a casa del lupo…), di illusioni falsissime quanto una banconota da 65 euro, tuttavia necessarie e in alcuni casi motori di certe attività umane anche in positivo.
        Sì, continua a scrivere.
        Continua a scrivere. Punto.
        Finchè ti piacerà. Non basteranno un minimiliardo di seguaci a farti uscire dalle dita un “pezzo” se non avrai più piacere a scrivere.
        In altri termini: finisci di scassare la minchia e continua a scrivere 😉

      4. La propaganda mediatica dice: ce la si fa (un po’ come il sogno americano – e poi ci sono poveri dietro ogni angolo). Un motore potente il sogno.
        Ma è anche vero che quelli che si vedono “di successo”, sono diventati “di successo” perché spesso hanno fallito mille volte (che poi ci siano più aspetti da considerare è un’altra cosa).

        Io scrivo. Ma, perdonami, non posso fare a meno di scassare la minchia.
        Mi hanno programmato così: olimpico e scassapalle 😀

      5. Non ci siamo capito. Allora te lo scrivo più chiaro:
        non scassare la minchia e continua a scrivere nel tuo stile scassapalle. (…Che è diverso).

Si!?

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