Le arancine di Zeus – Un weekend a Palermo (Zeusly Planet)

Ci sono tante cose imprevedibili nella vita: i meteoriti, la vendetta di Montezuma, le tasse (sì, continuano a sorprendermi anche se le aspetto) e il sottoscritto che parte per un weekend fuori porta. E, diciamolo, al Sud.
Io che sono una capra e non sono mai sceso sotto certe latitudini.
Io che devo essere preso e portato di peso da Daisy Duck verso Palermo per due giorni di giri forsennati (e mangiate).
Sono allergico ai resoconti di viaggio classici – quelli con mille nozioni di geografia, storia, cultura, società… ecchicazzoseneincula, no? – perciò continuo sulla strada dei punti generici di interesse (mio) e delle eventuali disavventure (sempre mie) nelle città del mondo.

  • Sarà uno stile di vita hardcore, ma la sveglia alle 4 del mattino riesce a farmi sentire, in egual misura, vivo e morto. E non c’è la X (cit. necessaria, giusto per anticipare eventuali commenti). Per la prima oretta sono sveglio e reattivo, poi decado come il Carbone C-14 e incomincio a spegnermi con la miseria nel cuore.
  • Atterrati a Palermo abbiamo intercettato il passaggio che ci avrebbe portato verso il nostro B&B. Dopo i saluti e i convenevoli, il pilota (nonché titolare del B&B) ci fa “fa freschino oggi, eh?“. Io, che ero partito da casa mia con 2 gradi e mezzo e mi sono trovato a Palermo con 18, ho tirato rimesso la lingua in bocca, ormai felpata, e ho fatto presente i 16 gradi di differenza di sbalzo termico e la mia voglia irrefrenabile di togliermi la giacca in pelle.
  • I palermitani guidano con il culo e premono più sul clacson che sul freno. Ma dopo aver visto i turchi ad Istanbul, posso dire che sono educati.
  • Dopo aver messo giù il trolley e incipriati il naso (ah ah), siamo usciti in centro. Visto che sono (in)abile, ho preso subito il controllo della situazione e, supportato dalla mappa, ho imposto il pugno di ferro sul tragitto da compiere.
  • Dopo meno di mezzo secondo dai miei propositi di dittatura della visita, Daisy Duck ha deciso di seguire l’ispirazione e ha preso il comando delle operazioni “belliche” di visita a Chiese, monumenti, mercati etc etc.
  • Da leader a follower in meno di un minuto. Ormai ci sono abituato.
  • Il mercato di Ballarò è interessante e la popolazione folkloristica quanto basta. I prezzi sono bassissimi e mi vien da piangere a pensare a quanto pago io mezzo chilo di pomodorini (il giorno dopo il rientro, nel supermercato c’erano “specialità siciliane a circa il 500% in più di quanto le ho viste giù).
  • Ribadisco un concetto banale: i turisti si riconoscono lontano un chilometro. Spesso per lo sguardo perso.
  • Nel mezzo del cammin di nostra vita… (cit. Dante – ué fratello), ok, nel bel mezzo del mercato di Ballarò ho trovato lo street food che cercavo: il pani câ meusa – detto anche panino con la milza. Sapore forte, importante oserei dire. Il problema, cari i miei lettori, non è stato finire quella bomba calorica. Il problema è stato digerirlo. Daisy Duck, per tutto il pomeriggio, aveva lo sguardo su schifato ogni volta che respiravo o, inconsapevolmente, mi scappava un rutto discreto (e non era certo il rumore a schifarla).
  • I monumenti sono tenuti molto bene e la nuova etichetta di Città Della Cultura 2018 sta facendo il suo effetto. Come tutte queste iniziative lustrate e siliconate, vengono rimesse a nuovo solo alcuni quartieri della città (quelle turistiche), lasciando a sé stessa periferia o zona vecchia (che, a dirla tutta, non è neanche male come idea…molti turisti, compresi noi, ci siamo avventurati nei vicoli e viottoli a vedere qualcosa che non fosse la Via Vittorio Emanuele II).
  • Per riuscire a tirarmi fuori dalla modalità zombie post-panino, ci siamo seduti davanti ad una sgarruppata chiesetta poco distante dal mercato di Ballarò. Per la prima volta in assoluto, e per giusto mezzo secondo, una ragazza ci ha quasi scambiati autoctoni. Poi ha notato che riflettevo il sole e ha subito ritrattato con “non siete di qua“.
  • Ci siamo viziati e abbiamo mangiato al ristorante per ben due volte. La prima in maniera decente, la seconda in un Bistrò molto hipster, alternativo e al centro della scena notturna cittadina (nonché al centro esatto della città). Qua, su due sgabelli e con la faccia rivolta contro il muro (lo so, non vengo riconosciuto bellissimo a tutte le latitudini e così mi hanno messo in castigo… Daisy Duck ha subito quest’onta a causa mia), abbiamo cenato di gran lusso per quattro soldi. Da noi, con la stessa cifra, si mangiano due pizze e due bibite. Non scherzo.
  • I mendicanti sono meno invasivi che al Nord. Qua stanno sulle seggiole e tirano porchi se non gli dai i soldi. O, almeno, penso siano stati porchi… non ho capito benissimo tutte le inclinazioni e i dialettismi, ma sospetto non siano stati complimenti sull’ampiezza del mio petto e la possanza del mio essere (ahaha – tu che leggi sai).
  • Il “Carnevale di Rio” della Via sotto la finestra, alle 2 di mattina, ha tenuto sveglia Daisy Duck. Io mi sono tenuto sveglio cercando di non perdermi il suono della sveglia. Lo so, lo stress è una brutta bestia.
  • Ho visto il mare. L’ultima volta che l’ho visto era una pozza virulenta davanti a Rimini/Riccione. Ed era il 2008.

Giuro, vorrei aggiungere altro, ma sono stato via solo due giorni. Non chiedetemi anche di inventare qualcosa.

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117 Replies to “Le arancine di Zeus – Un weekend a Palermo (Zeusly Planet)”

    1. Lo so, è uno shock incredibile pensarmi al mare. Ma la giacca di pelle, ti dirò, è finita via in meno di mezzo secondo… io giravo in maglietta, mentre gli autoctoni erano con il giubbotto di pelo! 😀

  1. Sono settimane che il mondo attorno a me parla di arancine, e non di arancini, perché sono diventati tutti palermitani.
    Alcuni punti sono molto belli. Ogni volta che dici capra, io sogno.

      1. … oppure vai a Palermo con la guida per Berlino… e devi trovare il modo di farla andare bene, cercando i punti in comune ;D
        ( un’idea così genialissimamente idiota da poter funzionare sai?)

      2. Secondo me è un’idea magica. Prendi la guida (a caso) e poi parti per la destinazione. Le guide sono tutte nere e con il cellophane intorno… così non sai cosa trovarci dentro.
        E quando sei sul luogo, boom, hai la sorpresa 😀

      3. … e anche qualora avessi culo e beccassi la guida giusta… la mappa della città sarebbe comunque inserita amembrodisegugio!
        Secondo me siamo due geni!
        tu scrivi, io faccio la copertina eh? ;D

      4. Io scrivo e tu fai la copertina. Mi sembra giusto! 🙂
        E poi, diciamocelo, non ho messo una nota interessante (culturale o altro) nel resoconto… figurati che inutilità di guida 😀

      5. Sarà la vera guida in grado di farti scoprire il mondo in modo del tutto inaspettato… ti devi arrangiare! più di così! 😀

      6. sì sì! ottimo!
        ( io invece ho fatto notare al GattonGattone che sulle SolamentePianeta è arrivato troppo lento!) 😉

    1. Di più!? Ascolta, ma se apro una colletta su WordPress per farmi girare di più, secondo te può funzionare!? 😀
      I Mercanti di Liquore sono perfetti… e sì che volevo mettere Brigante se more, ma poi sembrava troppo “a tema”.
      (Lo so… l’ho sfiorato nel Nord, ma mai, mai, mai, mai visto nel Sud).

      1. Pago Spotify per la musica, Netflix per le serie, perché non pagare te per questi resoconti? Se apri una startup, ci sto.

  2. da terrona in centro italia e prossima expat verso lidi piovosi questo riassunto palermitano mi ha fatto nell’ordine: venire fame, avere caldo, fatto venire voglia di andare a mare.

    ma la fame è quella più importante.

    1. Questi commenti ai miei deliranti resoconti mi scaldano l’anima.
      E sai perché? Perché riescono a centrare perfettamente il senso del mio discorso: la fame! 😀

    1. Grazie mille Martina! 🙂
      Non mi sono mai piaciuti i resoconti classici, troppo lunghi, troppo noiosi… allora ho inventato una sorta di riassunto con le mie impressioni e disavventure in giro per le città che visito.

  3. I tuoi resoconti andrebbero inseriti in una Lonely Planet: insomma, per le informazioni turistiche classiche uno può informarsi su internet e trovare tutto il necessario, ma per i racconti vissuti beh quelli invece van reperiti dalle persone.

    Comunque son rimasto alla cosa del clacson, mi rendo conto sia difficile da comprendere per il mondo esterno (il mondo normale), ma al Sud il clacson non è un segnalatore acustico ma uno strumento polifunzionale.

    Innanzitutto serve per comunicare: saluti qualcuno per strada con un paio di colpi di clacson.
    Serve per far avviare il motore dell’auto che ti precede: al semaforo, prima che scatti il verde, tu pigi il clacson per far partire chi è davanti.
    Serve per superare gli incroci: quando ti avvicini a un incrocio, infatti, non freni ma suoni il clacson per metterti in condizioni di sicurezza.

    Purtroppo queste funzionalità aggiuntive del clacson sono state sbloccate solo al meridione.

      1. Attendiamo La risposta allora, compratore di Dii !
        ( e a me niente?… Guarda che m’impunto e dico di no…) 😁

      2. ovvio che no, son mica di quel tipo lì… son folletta e vivo rasente terra… ma faccio certi sgambetti che nemmeno t’immagini 😛 😛 😛 ( tiè)

      3. Io vorrei proporvi una cosa interessante… e se mi date l’ok, ve la scrivo via email.
        Ovviamente tenendo presente tempi, voglia etc etc etc etc etc

    1. In effetti i resoconti storico/didascalici del giro mi fanno venire in mente i filmini delle vacanze o del matrimonio… sei mai riuscito ad assistere ad uno di quei filmini senza morire dentro?! Io no.
      La spiegazione sull’uso del clacson che mi hai dato mi ha aperto gli occhi. La funzionalità “plus” fornita alle auto del Sud mi era sconosciuta in tutte queste varianti, soprattutto quella che permette di accendere/far partire la macchina di fronte.
      Interessante. Molto interessante.

      1. Occhio che purtroppo come ti dicevo non funziona fuori zona, un po’ come le prese di corrente diverse da Paese a Paese; quindi se compri una macchina nel Sud e suoni il clacson al nord quello davanti non partirà perché non c’è compatibilità…

        Non so non ho mai visto filmini, però sequenze di foto sì: oggigiorno poi coi cellulari che ti permettono di averle a portata di mano è un dramma, devi stare attento nei “periodi caldi” (i post rientro, quindi settembre e gennaio) che ci sono sempre quelli pronti a sfoderare la propria batteria di foto…io mi sento morire dentro in quei frangenti ma la morte non arriva anche se la invoco.

      2. Ah, perciò devo stare attendo! Dici che è probabile che suono, parto… e faccio patatrack sul culo dell’auto davanti perché non è partita?!
        Meglio saperle prima ‘ste cose.

        Vero. Dimentico sempre smartphone e tablet. La morte vien su Pixel.

      3. Sì è pericoloso, non usare un clacson del meridione su un’auto del nord e viceversa! Le conseguenze potrebbero essere nefaste.

        Ah comunque sulla funzione di comunicazione ho dimenticato un’altra feature: puoi comunicare anche con altri automobilisti (ovviamente non mi riferisco alla clacsonata di pericolo o di rabbia, ma a un vero scambio amichevole)
        Tu: Bee-beep!
        L’altro: Beep-bee!

        Ho visto vere e proprie lunghe conversazioni con questo linguaggio morse.

      4. La comunicazione veicolare è stata trattata in qualche saggio del novecento se non mi ricordo male.
        Il linguaggio morse può essere un’ottimo modo per evitare di essere presi con le mani sul cellulare.

        Ps: ma sai che l’altro giorno mi è venuto in mente un titolo che potresti scrivere te?! 😀 ti ho pensato… il titolo faceva:

        Non è che se entri in un negozio e chiedi qualcosa di Komodo, ti portano un Varano.

      5. No, stavo guardando sul Varano di Komodo per qualche motivo strano… il giorno dopo ho visto il doodle di Google.

        Se vuoi appropiartene, prendila. Io non la uso 😀

  4. Zeusly Planet! Genialata! Bravi, ho apprezzato il resoconto e la nuova idea editoriale. Faccio finta di non avere letto la parte del “chittese” sulle info storiche, che invece secondo me hanno un senso anche se lanciate a granella, ma io sono un appassionato di Storia checcevoifa’.
    Con FaTati, continuate con il vostro “Insolitamente Pianeta”. Mi raccomando.

    1. L’idea del nome è Tati 100% – praticamente garanzia!
      Lo so, lo so… la parte storica interessa anche a me e mi leggo tutto prima di partire… ma poi nei miei resoconti butto dentro solo quello che mi gira per la mente (punti d’interesse, cose che noto, disavventure mie).
      Se Gin e Tanti sono d’accordo alla mia idea, si prosegue.

      1. Non esiste una verità assoluta e questo è valido anche per l’emozione che ti lascia una città. La mia Palermo e la tua sarebbero diverse se confrontassimo i nostri ricordi e forse il succo del viaggio sta anche in questo.

      2. Questo è certo. Il bello di un viaggio è quello che ci si porta dietro. La parte storica la cerchi su web, sui libri etc etc… ma l’emozione (o il disgusto) è quello che ti prende della città/Paese.

  5. Vi immagino proprio tu e Daisy Duck in giro per Palermo e città varie! Cmq sulle abilità di guida ho visto cose moooolto preoccupanti nel napoletano, tra cui la creazione di una terza corsia laddove ce n’erano due: e che vuoi che sia, ci stanno!

    1. Tu immagina questo: io che parto alla grande, prendo la mappa e poi, logico, seguo le indicazioni che mi arrivano dal Grande Capo! 😀
      Io ho visto cose, ad Istanbul, che voi umani… 😀

  6. Finalmente sei andato al Sud!!! E in Sicilia, oltretutto!
    Bellissimo resoconto! La Sicilia l’ho un po’ girata… Ma a Palermo non ci son ancora andata, purtroppo. Nel mio caso (ma io in Sicilia ci sono stata per più tempo) è andata come nel film Benvenuti al Sud: “quando vieni al Sud piangi due volte: quando arrivi e quando te ne vai… “… Lacrimuccia.

    1. Sì sì, sono andato al Sud. Tirato per le orecchie, imbarcato come i cani (mi hanno messo nella gabbietta ahahah – scherzo, no) e buttato fuori al caldo 😀 Poteva andarmi peggio no?

      1. Io ti invidio tantissimo!!! Poi il rutto post panino con la milza… Un tocco di classe! Anche se come te preferisco il nord, ma la Sicilia è la Sicilia! E poi immagina se ti avesse trascinato al sud in pieno luglio… Che poi pensa, io in Sicilia ci andavo perché avevo il moroso terrone : D E quando sono andata la prima volta era tipo Pasqua… E si gelava dal freddo. Ricordo che i primi giorni odiavo tutto e tutti… Dicevo ma che cà, rompete sempre le palle con la storia che da voi si gira con le maniche corte in ogni stagione… Poi sono tornata in estate (con 40 gradi all’ombra) e devo ammettere che mi ha affascinata tantissimo, forse più di alcune città del nord.

      2. Tanto con i voli da poveri (quelli low cost) si riesce a raggiungere in tempi brevi e con poca spesa. Il rutto post-panino dovevo inserirlo per riuscire a descrivere, in maniera piena, la pesantezza di quella bomba calorica.
        Secondo me, in estate, io divento acqua per terra. Non brucio neanche… svanisco direttamente 😀

      3. Non l’ho mai mangiato, perché è proprio tipico di Palermo. Ma ne ho sentito parlare in modo quasi poetico, ci volevi tu a “rovinare” tutto e hai fatto bene : D Comunque ti dirò che dall’aeroporto dove parto io i voli per la Sicilia (anche ryanair) non sono molto economici… Comunque in Sicilia non credo ci metterò più piede, ma intendo visitare altre mete del Sud, tipo la Campania mi manca e pure la Sardegna (e altre). Tu fatti trascinare, che questi tuoi resoconti sono troppo divertenti : D

      4. Ah, rompere la poetica è un po’ un mio classico! 😀
        I voli da dove l’ho preso io erano umani, perciò son partito… se no… stimazzi! 😀
        Niente Sicilia, ma sempre Sud. Mi dirai cosa ne pensi…. e sì, cercherò di farmi portare in giro 😀

      5. Non potevo essere sempre volgare 😛 😀
        Ma guarda, a parte il frico, il resto lo approvo (sostituisco anche il vino con la birra). Dai, tengo il Friuli e le bestemmie 😀

  7. Beh, il mare in Sicilia è tutta un’altra cosa, altro che Rimini!! Lì è davvero una pozzanghera verde, io rimasi alquanto traumatizzata a Ravenna…
    La scena del “disgelo” mi fa venire in mente il video dei Casa Surace con Anna ed Elsa XD

    1. Beh, certo. Volevo solo far presente la differenza fra il mare che ho visto questo weekend e quello che avevo visto l’ultima volta 😀 eheheh
      Il disgelo è un’operazione necessaria per chi parte con 2 gradi alla mattina e tanto pessimo umore 😀

  8. Una sintesi all’altezza dei miei resoconti minchioni! Ma non mi dire che non hai assaggiato le panelle? Sono in assoluto la cosa più buona della cucina siciliana! Se non l’hai fatto devi tornare giù e provare per credere!

      1. Hai prenotato? 🙂
        Stupendo!!!
        Con una recensione bislacca e tutta mia sono riuscito a convincere una blogger di rango.

        Sono orgoglioso.

Si!?

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