My Comfort Food

Ormai l’avete capito, quando su questo blog non si parla di musica, di deliri o si scrivono strane storie, si parla di cibo.
Cucinare e mangiare è una cosa che mi fa entrare in uno stadio di grazia, riesco ad essere persino più benevolo verso gli umani. Da molto tempo a questa parte ho iniziato a cucinare in maniera più consapevole. Questo non significa che ho abolito la junk food (= merdazza), ma piuttosto che cerco di interpretare il cucinare come un momento di sperimentazione, di studio verso cibi gustosi e nutrienti e di momenti fusion verso culture culinarie non italiane (questo significa superare le Alpi o il Mediterraneo/Atlantico e proseguire oltre).
La consapevolezza è utile anche per incominciare a capire cosa si sta realmente mangiando. No, non diventerò vegano o vegetariano, non ho la voglia di diventare il primo e, per quanto diverse ricette che cucino siano classificabili sotto il termine vegetariano, questo stile di vita, attualmente, non è il mio.
Attualmente perché, come tutto nella vita, non si sa mai cosa ci aspetta il futuro.
Consapevolezza significa cercare di evitare la strada semplice, i cibi precotti, i sughi pronti (perdonatemi, ma comprare il sugo di pomodoro pronto è una cosa che mi fa venire un po’ di latte alle ginocchia) o altri composti chimici, e incominciare la strada della cucina per lo più casalinga.
Anche in questo caso non sto cercando di fare il talebano. Non sono così, perché devio dal proposito di evitare cibi precotti e li compro per questione di tempo (che è uno dei falsi problemi del nutrirsi – si riescono a creare pranzi o cene eccellenti in neanche 30 minuti, basta essere organizzati) e, sinceramente, perché tornare a casa e cucinare per due pasti caldi al giorno per sette giorni alla settimana è sfiancante. Soprattutto se hai una pausa pranzo relativamente breve.
Questo porta allo scarto dalla dieta consapevole e l’abuso di junk food contenente zuccheri, grassi di vario tipo, merda in polvere e tutte le E possibili e immaginabili.

Nonostante questo concetto di consapevolezza, nutrito e aizzato dalla lettura di libri e dalla visione di programmi sul cibo (che ti farebbero voglia di smettere di mangiare tutto…), rimango convinto che ci siano pietanze che rientrano nel bagaglio del comfort food. Quello vero, sincero e che ti riscalda l’anima con l’idea di casa e di ricompensa verso sé stessi.
Non sono mai stato un Dio particolarmente sofisticato nella ricerca del comfort food. Non ho la pretesa di considerare il caviale o altre pietanze sofisticate/costose o esose come il cibo che andrei a cercare nei momenti di voglia di casa.

Ci stavo ragionando nelle settimane passate, e probabilmente la peste bubbonica di questi giorni mi ha accelerato il processo di digestione, ma l’idea di avere qualche cibo che, per quanto povero o scontato, ti riscaldi l’anima è, forse, uno degli aspetti più belli del mangiare.
L’idea di avere un piatto che ci riporta a casa, ovunque siamo, è un relax mentale non da poco.

Se dovessi guardare alcuni piatti che mi riportano a casa, cosa sceglierei?

Prima di tutto, punterei sulla pasta. Una semplice come la Aglio, Olio e Peperoncino (ok, no, per me niente peperoncino… colpitemi con le pietre al mio tre). O quella al Ragù. Certo, scelte che più banali non si può, lo ammetto. Ma una pasta semplice semplice come la prima è qualcosa che ti riempie l’anima. La butti su, che sia mezzogiorno o mezzanotte, e in pochi minuti hai pronto qualcosa da mangiare che ti ristora e ti riporta a galla. E fa festa. Cosa proponente ad una combriccola di gente affamata? Grandi piatti francesi o una veloce, heart-warming, pasta aglio, olio e peperoncino?
Idem dicasi per una pasta la ragù.

Secondo piatto che cerco e, paradossalmente, è una pietanza di cui sono goloso in maniera forsennata è la bistecca alla milanese. Ok, ha pochissimo di consapevolezza e figate varie che ho scritto poco sopra, ma che ci volete fare, ognuno ha il suo tallone d’Achille! A parte Achille che, a quanto sospetto, avrebbe preferito avere il tallone di qualche altro personaggio e risparmiarsi la morte per crepacuore. La bistecca alla milanese (o Wienerschnitzel – preferisco così, sorry) è quello che, per me, è il cibo totale. Croccante, leggermente unto, carne e quel senso di tutto che ti riporta alla mente i ricordi più disparati. Incomincio con una bistecca e non mi fermo. Poi muoio, sia chiaro, ma non mi fermo. Se poi riesco a mettere le mani su una confettura di mirtilli rossi da buttarci sopra, per me siamo al capolinea del delirio.
Sì, avete letto bene: bistecca impanata e marmellata di mirtilli rossi/ribes. E tanti saluti al mondo e alla consapevolezza.

Non mangiando così spesso la lasagna (che mi piace, ma è un cibo che non mangio molto) e tralasciando la scelta scontata della pizza (di cui, dopo anni e anni di sperimentazione, ho trovato la formula perfetta: capricciosa pesantemente condita con uovo all’occhio di bue in mezzo e cipolla – non sono ancora giunto ad aggiungere la mayo, ma direi che non è distante. Ah, giusto per onorare la scelta saggia di Lord Baffon II, aggiungo che al secondo posto c’è la grande pizza ai Tre Maiali), mi trovo a spaziare con la mente fra piatti stir-fry di origine thailandese o cinese o qualche pietanza indiana… ma se bisogna cercare qualcosa forse un arrosto, lo spezzatino o la minestra d’orzo o qualche piatto povero sono la scelta su cui ricade la mente.
Si torna sempre sui sapori che, in qualche modo, ti fanno sentire bene.
Tenete presente che, per me, un panino con dentro un pezzo di tavoletta di cioccolato fondente è un momento di puro godimento (sì, ho eliminato la Nutella da casa mia – come detto, cerco alternative a certe cibarie… provo e scopro altre cose che possono portare godimento e nutrimento al mio corpo e la Nutella non è più fra quelle).

Più guardo avanti e sperimento (con i miei poveri mezzi e più volontà che bravura assoluta), più mi scopro a pensare che ci sarà sempre qualcosa che non verrà smosso. Che posso muovermi di miglia e miglia verso Nord/Sud/Ovest/Est (ahah, lo dovevo scrivere così), ma ci sarà sempre un cibo della memoria che mi riporterà un briciolo di tranquillità e comfort.
E quel cibo è fatto più di memoria che di gusto.
Questo è certo.

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35 Replies to “My Comfort Food”

    1. Anche io mangio (quasi… lo ammetto) di tutto e cucino altrettanto (a parte i dolci, non mi piacciono granché, perciò li cucino pochissimo – quasi niente).
      I crostacei gratinati… mi son dimenticato di mettere le capesante gratinate. Devo fare una nuova puntata :/

      1. La pizza ai tre maiali unisce il meglio del grasso del porco: prosciutto cotto, salsiccia e pancetta. Il trio delle meraviglie.
        Le vene si otturano senza pietà.

  1. Hai presente quando ho detto che non sopportavo la Kunis e tu volevi tipo bannarmi dal mio stesso blog? : D Ecco, leggendo questa cosa del peperoncino provo la stessa identica sensazione. Infatti tengo sempre un paio di pietruzze in saccoccia per occasioni come questa… No, scherzo, ci mancherebbe. Comunque, ultimamente pur non studiando attentamente tutto, anche io sto facendo attenzione ai cibi e roba assurda… Sto cominciando a cucinare piatti più “elaborati” della solita pasta col sugo che fa mammà. Ad esempio ti piace il miele? A me invece la pizza stufa subito (ecco, ora puoi insultarmi tu)… Il piatto che più ricorda casa è la Carbonara, nonostante io non sia romana né abbia parenti romani… Boh… La bistecca alla milanese con la confettura è una bomba, l’ho provata in Austria, deliziosa. Tuttavia sono comunque una bambina dentro… E mi piace il cibo spazzatura, quindi se capita di passar davanti al Mc alle 10 del mattino (fortuna che vivo anni luce distante dalle città) io faccio una sanissima colazione con polletti fritti e robe del genere. Va beh, ognuno ha le sue. Volevo aggiungere altre cose, ma pensando al cibo mi sono scordata…

    1. Ehhh lo so… io e il piccante (quello vero, non quello morbido morbido) siamo distanti. Sono una brutta persona, lo so. Puoi tirarmi le pietre.
      La pizza ti stufa? Beh, non è la cosa più strana, c’è gente che non beve Coca Cola perché non piace 😀 eheheh
      Il miele mi piace. Un tempo lo mangiavo con parsimonia, ma adesso lo uso molto di più, l’ho rivalutato di molto negli ultimi mesi.
      La carbonara è uno di quei piatti che funziona sempre (come la aglio olio etc e una semplice con pomodoro o amatriciana – vera o versione modificata da esigenze di budget/frigorifero ahahah -).
      Vedo che apprezzi la milanese con confettura 🙂 brava ragazza, brava 😀
      Il cibo spazzatura lo mangiavo (ne ho mangiato anche troppo ad onor del vero). Adesso mi viene la voglia, ma poi mi dimentico e allora passa subito.
      Solitamente mi viene in certi momenti dell’anno (che non saprei dire a priopri haha)… se salta quel momento, allora passo avanti.

      1. Allora senti, tempo fa ho provato una ricetta a prova di bambino… Le ali di pollo (speziarle e tutto quel che ti par) in forno e poi cospargerle di miele e poi di nuovo in forno… Anche se mi raccomando bambini: state lontani dai forni. Guarda, una bontà! Io pensavo di tollerare abbastanza il piccante, poi sono andata in Sicilia… Una mia amica è stata in Thailandia e ha detto che era impossibile mangiare, troppo piccante. Boh? Posso immaginare, ma a me il piccante piace perché stimola l’appetito e così mangio di più. Anche io di schifezze ne ho mangiate tante e non me ne pento! : D

      2. Ma sai che ho fatto il pollo glassato ma non in forno?! 😀
        Buono buono, dovrei provare quello in forno, forse viene ancora meglio 😀

        Con il piccante ho un brutto rapporto… alcuni amici lo adorano, Daisy Duck anche… io no 😀 sono l’escluso!

      3. Che bontà! Io voglio riprovare a fare il pollo alla birra… La prima volta non fu un successone /: ma ora che son cuoca devo riproporlo… Tu sei l’escluso ahaha va beh dai, tutti hanno i loro difetti! : P : D

      4. Il pollo alla birra è ottimo! 😀 Adesso che sei masterchef saprai rifarlo alla grande eheh.

        Io non ho difetti… sono gli altri che hanno upgrade che io non ho 😛

  2. Tu pensa che il mio comfort food per eccellenza è la pasta, burro e tanto parmigiano. Lo so, sembra roba per malati, ma io ci vado pazzo!
    D’accordissimo nello sperimentare il cibo in tutti i punti cardinali!
    Quando viaggi(av)o mangio praticamente tutto quello che la cucina del luogo offre. Non mi tiro indietro davanti a nulla. In Malesia c’era un buffet mitologico: da una parte trenta metri di ogni ben di Dio della cucina internazionale, dall’altra trenta metri di cucina cinese e orientale. Mi sono chiaramente buttato su quest’ultima: sollevavo coperchi da tegami e pentole e dentro ci trovavi robe misteriose. Hai presente il banchetto in Indiana Jones e il Tempio Maledetto? Mancavano solo le teste di scimmia. Ho mangiato a colazione i migliori noodle della mia vita!

    1. Ecco, spesso il comfort food è quello più semplice… ma è più cibo dell’anima che quello che gusti. Ti piace, sia chiaro, ma è un momento mentale. Ti siedi, affondi la forchetta/cucchiaio e torni a casa (mentalmente).
      Anche io provo di tutto e la mia idea di gita è “non toccare cibo italiano fuori dall’Italia”. Anche se ho un debole per cercare cibo greco in giro per la Germania/Austria (ci sono tanti greci quanti turchi eheh).

      Ps: ho guardato ieri sera Indiana Jones e il tempio maledetto ahahahah

  3. cibo dell’anima… torta salata di zucca e peperoni arrostiti… una cosa che mi fa tornare bambina a casa con mamma e papà all’istante con codini compresi… le patate bollite pucciate nella maionese fatta in casa ( se c’è una punta di tonno…divento matta!).
    Cucino ma non sono un fenomeno, mi diverto a sperimentare ma con un mini con le papille gustative nulle posso lanciarmi su poche cose….
    ( bistecca alla milanese… anche 4 o 5… senza troppi problemi)

  4. Quando avevo più tempo libero, mi piaceva creare nuovi piatti con quello che avevo in casa. Alcune volte tiravo fuori cose irripetibili, altre volte variazioni di classici. L’ossessione per il contrasto saltava fuori anche in cucina, tanto che io ho una vera adorazione per l’impiego della frutta con la carne o il riso. Dal punto di vista culinario ho ossessioni a tempo… ora direi: trippa alla milanese o buseca.

  5. gnocchetti di patate con pesto, pancetta e pomodorini, tartarre di carne/pesce come se non ci fosse un domani, “cianfotta” di verdure con gnocchetti e ricotta salata, pane e cioccolato (cioccolato, non nutella o crema spalmabile).

    e pizza fortissimamente pizza con la combo del gelato e della fanta (non sopra la pizza, ma mangiati nello stesso pasto).

  6. Rieccomi! Io i cibi precotti ho dovuto eliminarli per motivi di salute: nel mio primo anno fuori casa ho mangiato quasi esclusivamente quelli per 9 mesi, e la naturale conseguenza di un’alimentazione così spericolata è che il mio intestino si era praticamente liquefatto.
    Qualche settimana fa, dopo mesi di astinenza assoluta, ho voluto riprovare a prendere un cibo precotto, per vedere se il mio corpo riusciva a reggerlo: niente da fare, sono stato malissimo per giorni. Sarà dura rinunciare vita natural durante a tutte le leccornie surgelate che compravo al supermercato, ma per la salute questo ed altro.
    Tutto questo per dirti: fai benissimo ad evitare i cibi precotti, e continua su questa strada: non vorrai mica diventare come me? 🙂

    1. Ciao!
      Ti capisco alla perfezione, sai? Anche io all’inizio mangiavo spesso, non sempre, tutte quelle cose super-dopate del precotto, surgelato etc etc e lo stomaco ne ha risentito.
      Adesso, oltre ad evitare queste cose, sono diventato più consapevole di quello che mangio e di quello che voglio mangiare. Perché non ci metti davvero meno, è solo pigrizia.

      1. Concordo. Il tempo è lo stesso, ma è solo la pigrizia di prepararsi qualcosa che ti frena (esempio lampante? Il sugo di pomodoro già pronto…).
        Vado a leggere 🙂

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