Alla ricerca del Trono di Fuoco – Cronache dal regno di Zahel

Sono sinceramente sbalordito. Ho iniziato questa storia, Alla ricerca del Trono di Fuoco, come puro passatempo e divertimento (e sfida personale) e, post dopo post, è diventata un’avventura che ha coinvolto prima il grande redbavon e, adesso con questo stupendo racconto, anche La Mela sBacata. Ebbene sì, care lettrici e cari lettori, apro la mia divina mail e trovo questo racconto di Mela e che faccio, lo lascio via?
Neanche per idea!!!!
Perciò leggete tutti e incoraggiatela a scrivere il seguito!
Ps: io vi prometto che continuo con la storia principale nei prossimi giorni (spero).

—————————————–

Se qualcuno, facendosi largo attraverso le impronte di mani, condensa e unto che costellavano il vetro, avesse volto lo sguardo verso la finestra e si fosse soffermato a guardare con attenzione, avrebbe visto una gazza dal lucido piumaggio nero-blu screziato di bianco passeggiare sul davanzale, apparentemente intenta a becchettare la cornice di legno tarlato alla ricerca di larve. In realtà il suo compito era ascoltare con attenzione ciò di cui Atreus e Mastro Krall stavano discutendo così animatamente.

Non appena le cose iniziarono a farsi interessanti l’uccello smise quasi del tutto di far finta di cercare cibo e si accostò ancora di più al vetro, gli occhi neri fissi su Atreus per leggerne la mimica preoccupata del volto.
Dopo poco, ritenendosi soddisfatta, spiegò le ali e volò via, prima di essere scoperta da chi non doveva accorgersi della sua presenza.

Il viaggio della gazza durò a lungo, oltre i campi verdeggianti ricoperti di fiori, oltre le vallate, oltre il bosco da cui si levavano isolati fili di fumo in direzione di Fah’der, oltre il monte Xahar che segnava il confine di Xaharness, finchè  raggiunse le Burcul’thor, maestose montagne scintillanti di neve eterna, così pericolose e inospitali da meritarsi tra gli uomini l’appellativo di Senza ritorno.

Con la sua vista acutissima individuò cardini e serrature invisibili all’occhio umano e pronunciò un comando nell’antica lingua, rendendo visibili le rune, poste a protezione del portale segreto, che rifulsero dorate attivandone l’apertura.
Con le ali spiegate si gettò in picchiata verso lo stretto passaggio e, roteando su se stessa con alte strida di gioia, entrò finalmente a Osul’ra, il regno di Zahel, primo Anziano del Consiglio, maga potente e regina di tutte le creature alate.

Nella sala del trono una figura imponente, avvolta in un ampio mantello di seta nera, tamburellava impaziente le dita, facendo tintinnare gli anelli che ornavano la sua mano destra. Uno di questi avrebbe attirato l’attenzione di una persona in particolare, visto che nella pesante montatura di oro erano incastonate tre grosse pietre verdi di malachite, a far da corona a un cristallo a forma di fiore a tre petali.
L’altra mano sorreggeva un volto bello e triste, severo e delicato insieme. La pelle era bianchissima e senza rughe, mentre il naso dritto e fiero e gli occhi di un verde-giallo cangiante conferivano alla regina l’espressione regale di un rapace. I capelli di un bianco argenteo, lunghi e fluenti sulle spalle, si perdevano in mille rivoli che spiccavano come lame di luce sul nero profondo del manto.

Udendo il richiamo della gazza la regina si riscosse dai suoi pensieri, accennando un sorriso che illuminò di letizia i suoi occhi.
Volse la testa verso l’ingresso della sala del trono in rovina, immensa, deserta e silenziosa e vide arrivare a forte velocità un puntino nero e bianco che si ingrandiva sempre di più.
Nell’ultima dolce planata l’uccello sembrò attraversare uno specchio deformante, perchè i suoi contorni si fecero sfocati e iniziarono a ingrandirsi.

(da web)
(da web)

Inginocchiata con la fronte a terra ora stava una donna, in attesa che la sua regina le desse il permesso di parlare.
“Bentornata mia adorata Kaisja, quali notizie mi porti dal mondo degli umani?”
La donna sollevò lo sguardo adorante sulla regina, si ravviò i lunghi capelli di un profondo nero-blu, ad eccezione di un’ampia ciocca bianca, e sussurrò solo poche allarmanti parole:

“Orchi, mia regina. Sono tornati”

Prima che ogni altra parola potesse essere pronunciata, un rumore frenetico di ali, accompagnato da un verso di urgenza e allarme, attirò l’attenzione delle due donne.
Un puntino infuocato si stava avvicinando velocissimo, un piccolo cardinale rosso, che volava ondeggiando, stremato dalla fatica. In uno sbattere di ciglia ecco inginocchiata davanti alla regina una fanciulla dai capelli color tramonto, il viso stanco e stravolto dalla pena.

“Kaijlar, mia amata figlia, presto raccontaci cosa accade!”

La fanciulla alzò gli occhi grigi pieni di lacrime:
“Orchi, madre mia. La foresta dei mille sentieri è invasa, molti elfi sono stati rapiti o uccisi, gli umani sono ora in grave pericolo”.

Zahel restò a lungo impietrita, gli occhi persi in un’oscurità che solo lei conosceva, poi si riscosse, volse gli occhi verso l’alto, là dove un tempo un ricco soffitto decorato d’oro copriva la sala del trono, mentre ora le stelle sembravano ridere beffarde di lei, e con dita tremanti premette il centro del fiore di cristallo, da cui scaturì un raggio accecante che si innalzò nel cielo illuminando le montagne e l’intera vallata.

“La tregua è rotta. Il popolo delle creature alate ora è in guerra per difendere Gathor-K’a”.

Così dicendo si alzò in piedi e aprì le braccia rivelando l’interno del manto, coperto di migliaia di piume multicolori. Scelse una penna lunga e robusta, di un marrone screziato di giallo e la staccò con forza dalle altre gettandola a terra.
Dopo un istante un uomo alto, la pelle olivastra e il naso adunco, la omaggiò con un profondo inchino.

“Rhud’ill, mio valoroso guerriero, vai a chiamare gli altri membri del Consiglio. Vola veloce e porta presto buone notizie”.

L’uomo-falco chinò il capo obbediente e spiccò il volo, dirigendosi rapido verso Est.

[To Be Continued?]

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37 Replies to “Alla ricerca del Trono di Fuoco – Cronache dal regno di Zahel”

  1. L’ha ribloggato su La Mela sBacatae ha commentato:
    Le collaborazioni e la scrittura collettiva sono uno dei piaceri che ho imparato ad apprezzare qui su Wp.
    Se poi le controparti sono persone di talento e piacevoli come Zeus e Red, allora l’intesa è davvero perfetta.
    Non è la prima volta che scrivo per loro, incastrandomi nelle loro storie, e ogni volta è sperimentazione e divertimento allo stato puro.
    Grazie amici miei, è bellissimo poter scrivere con voi.

    1. Grazie a te Mela.
      Il tuo contributo ha fornito un qualcosa in più alla storia. Sono orgoglioso di come sta venendo fuori il tutto e, ancora di più, sono orgoglioso delle collaborazioni e dei progetti a più mani!

  2. Questo sta diventando un mondo parallelo!… un intero universo meraviglioso che viene fuori da più menti senza accordi ma con tanta condivisione… quantopicipiacetuttoquesto!!!!!

    1. Vero!?
      Io devo portare avanti la mia storia, ma qua ci sono persone (Mela, redbavon…) che hanno fantasia da vendere e abilità nel creare un mondo nel mondo.
      Stupendo!

      1. Trovo pura magia questo continuo scambio, questo incastrarsi nelle storie degli altri e come dice Mela.. con voi due è “facile”, portate a questa naturale condivisione di menti… e questa storia sta diventando epica!
        Adesso però non sederti sul trono e vedi di fare uscire la tua parte che sennò vengo lì e tu spezzo i fulmini! 😀

      2. Ehhh… devo scriverla, giuro, devo scriverla 🙂 con i voti in ritardo e tutto il ben di Zeus che mi è arrivato via mail…. sono rimasto indietro…

      3. Guarda, mi sento quasi in imbarazzo adesso. Hanno scritto benissimo i miei due compari di storia e devo veramente dare il 200% per continuare al meglio la storia 🙂

      4. Loro hanno scritto da dio… e tu SEI Dio! è facile, via l’imbarazzo la paura e la tremarella ( un dio con la tremarella non si può guardare) dacci dentro, scaglia fulmini e datti da fare! 😀

      5. No, nessuna tremarella… solo che devo veramente fare i numeri per tirar fuori qualcosa di decente.
        Ansia da prestazione a 1000 😀

  3. Incoraggiare Mela a darne il seguito? E perchè?!? Scrive in maniera sublime, la storia che ha tirato fuori da una finestra untuosa si incastra perfettamente con l’universo che hai creato, vi aggiunge un popolo magico, crea un’attesa per i futuri eventi che si taglia con una scimitarra. Perché incoraggiarla a dare un seguito?
    Mela, lascia perdere, no, no perché vuoi continuare? Tanto muoiono tutti.
    Lascia perdere.
    … …

    Mela, ora te lo dico in amicizia: se non continui, prendo Atreus e lo faccio morire scivolando su una deiezione canina. Una fine orribile per un eroe. Mela, hai Atreus sulla coscienza.

      1. noi stiamo qua e ci scassiamo a immaginare scenette idiote su personaggi così epici, guerrieri, tutti d’un pezzo… come le caramelle per quelli là… ecco…

    1. Ehehehehehe… ma minaccia di uccidere in maniera orribile un proprio personaggio fa sempre effetto 😀 eheheh
      Comunque hai ragione, deve continuare per le premesse che ha creato. Io attendo… come attendo da te 😉

      1. Tocca dare un po’ di man forte agli orchetti, qua il Bene sta giocando carte pesanti, tocca tirare fuori un po’ di sana corruzione e risse per futili motivi…Mi pare pure manco tanto fantasy ‘stacosaqua…

  4. Mela è una maestra nel descrivere. Una delle scrittrici che seguo da più tempo qui su WordPress e sicuramente una delle migliori. Ha scritto un’altra perla, non mi resta che dirle: bravissima! Un gran contributo per questa storia sempre più ricca e avvincente.

Si!?

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