Music Wizard (180 – grazie mille, è stato un onore)

(da Rolling Stone)
(da Rolling Stone)

Questo è un post che non volevo scrivere. Ma, in fin dei conti, volevo scriverlo con un’urgenza terribile.
Il viaggio è finito, a quanto sembra. Ci sono voci che dicono che… ma io non ci credo.
Il viaggio è finito.
Tutti i viaggi devono finire, perché quelli interminabili, dopo un po’, sono solo noiosi. Il senso di caducità, il senso di fine, dona al momento che stiamo vivendo quel sapore, quello speziato, che l’interminabile non riesce a dare.
L’ho già scritto mille volte su questo sito, i Black Sabbath sono religione pura.
Sono fede incrollabile.
La gente, quando ha bisogno di riempirsi l’anima e di trovare conforto e speranza nella solitudine di questa mortalità dannata, cerca rifugio in Dio. O in Allah. O in Budda. O in qualcuno di più grande e riportato da qualcuno che… ci siamo capiti. Quando l’animo trema, c’è un dio all’orizzonte.
Io, quando sento l’animo tremare, mi rivolgo alla mia religione: i Black Sabbath. Fondamenta di tutto. Architrave e colonna portante di una costruzione e di una salvezza che raggiungeremo sulle note, sulle tre note dell’omonima canzone, sul riff di Into The Void o sulle progressioni prog di Spiral Architect o Wheels Of Confusion. Che ne so, sto nominando canzoni a caso di un’epopea grandiosa.
Nei Black Sabbath ho trovato il mio Alpha e il mio Omega. Da quei riff sono partito per la scoperta musicale, quell’incredibile viaggio che ancora sto facendo.
Quest’anno hanno salutato le scene.
Hanno detto: grazie a tutti, è stato un bel giro. Siamo sui palchi, come Black Sabbath, dal 1969. Siamo in giro da molto.
Grazie a tutti e arrivederci.
Ho avuto la fortuna di vederli per ben tre volte nella mia vita. Due con il compianto Ronnie James Dio e una con la formazione al trequarti originale. Ho visto anche il buon Ozzy Osbourne in versione solista.
Mi sento un privilegiato.
Quando li ho visti all’Arena di Verona è stata la celebrazione della messa. Ho fatto uscire molto che avevo dentro, ho cantato, urlato, mimato i riff e ho ringraziato il Dio della Musica.
Mi sento un privilegiato.

Per questo vi dico, al momento, grazie mille Ozzy, Tony, Geezer e Bill.
Grazie mille veramente. Per me è stato un onore.

Vostro,
Zeus

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11 Replies to “Music Wizard (180 – grazie mille, è stato un onore)”

  1. Fai bene a rivolgerti alla musica, perlomeno è qualcosa di concreto. O meglio: esiste.
    Mi è piaciuto il tuo post sebbene io non sia una loro fan sfegatata, ma come sempre, quando qualcuno ne parla con tanta passione mi viene sempre voglia di ascoltare (va beh, in questo caso conosco già, ma non bene) e quindi approfondirò!
    Bravo Zeus!

Si!?

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