Alla ricerca del Trono di Fuoco #4

– Non ci potrà mai essere alleanza fra elfi e nani. Mai! – disse il nano, corrugando la fronte e sbattendo ripetutamente la sua arma sul terriccio umido sotto i suoi piedi – Mai! Segnate le mie parole, finirete fregati da questi elfi di Fah’der! –
Il nano incrociò le braccia davanti al petto e allargò le gambe.
– Ma ci pagheranno e noi, Torvi, abbiamo bisogno di soldi! – Argar si era fatto ragionevole e, abbassandosi all’altezza dell’amico, gli sussurrò – Non ti stiamo chiedendo di diventarci amico, abbiamo bisogno di un lavoro per arrivare alla mappa, lo so io e lo sai anche te, testone di un nano -.
Torvi, che era tanto cocciuto quanto pragmatico, grugnì una risposta favorevole.
– Kirin, signore della guardia del bosco, abbiamo deciso: vi aiuteremo a trovare i vostri compagni –
– Che gli dei vi sorridano, amici miei. Grazie – Kirin sollevò la mano e se la portò al cuore – Non perdiamo altro tempo allora, i nostri compagni sono già da troppo tempo nelle mani di quelle infime creature. –
L’elfo si incamminò lungo la strada scura e soffice di pioggia, mentre i tre compagni lo seguivano nel folto della foresta di Fah’der.
– Non siamo da soli – borbottò il nano, torcendosi la barba.
– No, mastro Torvi, non siamo da soli – rispose Kirin – la guardia del bosco di Fah’der ci sta seguendo. Muoversi da soli, di questi tempi, è un lusso che non ci si può permettere -.

Fah’der, o la foresta dei mille sentieri, era una foresta di alberi millenari che occupavano una buona parte del territorio compreso fra Xaharness e i villaggi del centro di Gathor-K’a. L’intreccio di sentieri e vie che si dipanavano sotto le fronde degli alberi era un dedalo intricatissimo in cui era semplice perdersi. Nel tempo passato, durante la guerra fra gli abitanti di Joh’tan e gli elfi di Fah’der, molti combattenti persero la ragione negli angosciosi sentieri che componevano la grande foresta.

(da web)
(da web)

Con la pace del 2073 C.C. venne sancita l’inviolabilità della foresta che fu lasciata sotto il dominio degli elfi di Fah’der, mentre le pendici dei monti, prima sotto l’influenza della casata regnante a Fah’der, passarono sotto il controllo assoluto di Joh’tan.
Quando la compagnia raggiunse il limitare della città di Fah’der, stavano camminando da due giorni e una notte. La città era illuminata dal fuoco che bruciava nella periferia della città, da cui saliva una pesante cappa di fumo scuro. La distruzione di Fah’der era una cancrena che mangiava la parte ad ovest del centro cittadino, che era sopravvissuto all’attacco al prezzo di numerose vittime. Rispetto alle rovine antistanti, le case alte, di legno chiaro e pietra levigata, sembravano armonizzarsi con il paesaggio circostante.
– Fah’der, amici miei. Peccato che arrivate solo adesso! – la voce di Kirin si tinse di tristezza – Prima potevate sentire il cuore cantare alla vista della perfezione e dell’eleganza della città -.
I tre proseguirono il percorso, lasciandosi la città in rovina alla loro sinistra e girando verso il confine occidentale. La foresta che si erano lasciati alle spalle era lussuriosa, benché addobbata per la stagione invernale, ma in questa parte gli alberi erano curvi sotto un peso indecifrabile, con le radici che scavavano in un terreno secco e brullo.
– Ci stiamo avvicinando al confine estremo. Superata la guarnigione a difesa occidentale, saremo a mezza giornata di marcia dalle pendici delle colline. E da lì in pieno territorio degli orchi di montagna -.
Senza indugi, i quattro compagni di viaggio ripresero la marcia dirigendosi alle pendici della collina.
– Ci siamo, eccoci all’entrata del territorio degli orchi. Da qua in avanti dobbiamo proseguire da soli. Io vi accompagnerò per mostrarvi il percorso – disse Kirin, licenziando le ombre del bosco in linguaggio elfico.
Le colline iniziavano come dolci pendii prima di inerpicarsi ed alzarsi verso il cielo. L’altezza di questi ammassi di pietra e alberi non era molto elevata, ma le colline erano ostiche e inospitali.
– Procediamo? – chiese Kirin.
– Siamo arrivati fin qua, andiamo far visita agli orchi – rispose con funebre allegria Argar. Oleg e Torvi annuirono in sincrono.
– Avete qualche notizia sui loro movimenti? – chiese Torvi.
– I nostri scout ci hanno detto che, da qualche giorno, c’è una forte attività sulle colline. Probabilmente si stanno preparando ad un nuovo attacco. Non sarà una giornata tranquilla, amici miei, questo ve lo posso assicurare -.
– Dopo giorni di marcia ci tocca anche scalare… e il tutto prima di poter combattere – mugugnò Torvi – Perfetto, no? –
– Smettila di brontolare, caprone di nano, e incomincia a muoverti, se no ti lasciamo indietro – lo rimproverò bonariamente Oleg.
Nella prima ora di salita, su un terreno impervio, sassoso e reso infido dalla patina limacciosa delle piogge, non ci furono problemi. Kirin era alla testa del gruppo con alle spalle Argar e Oleg, a chiudere la marcia, invece, c’era Torvi. Conoscendo il terreno e le sue insidie, era Kirin colui che prendeva tutte le decisioni sul percorso, quale bivio evitare e quando fermarsi.
– Perché ti sei fermato, Kirin? – chiese Oleg.
– Non so, c’è qualcosa che mi sembra… –
Prima che potesse terminare la frase, un suono inarticolato, un latrato atonale, si alzò dalle pietre e dalle piante circostanti. A questo primo suono, risposero altri latrati altrettanto disturbanti, a cui seguirono grugniti e gorgoglii inumani.
– Orchi!! – il grido di Kirin uscì mentre l’elfo imbracciava l’arco lungo e incoccava la prima freccia.
Il suono marziale del tamburo da guerra degli orchi di montagna risuonò scandendo la marcia delle truppe degli orchi.
– In posizione! – Argar sguainò la corta ascia da battaglia e si assestò lo scudo tondo, con la pesante borchia di bronzo al centro, sul braccio sinistro. Mentre Oleg sguainava la spada a due mani che teneva sulla schiena, il sole fece brillare l’intricata scritta sulla superficie della lama.
Torvi, che chiudeva la comitiva, si assestò il pesante elmo sulla testa e migliorò la presa sulla propria ascia.
– Venite avanti, luride bestie! Venite! – ululava Torvi.
Come risposta all’invito, l’aria incominciò a vibrare di un suono simile al ronzare delle vespe; dopo apparvero le nere frecce degli orchi.
– Al riparo!! – gridò Argar accucciandosi sotto il pesante scudo di legno e metallo. Altrettanto fecero i suoi compagni d’arme, i quali trovarono rifugio sotto le rocce e gli alberi.
– All’attacco!! All’attacco!! – Argar si tolse lo scudo coperto da una mezza dozzina di frecce dalle penne nere dalla testa e partì alla carica seguito, a poca distanza, da Oleg e Torvi. Kirin, all’inizio, li coprì con l’arco, ma poi si gettò contro agli orchi con la sua spada ricurva.

(da web)

Gli orchi, intanto, avevano stretto i ranghi e tornarono alla carica. Le strette strade di montagna avvantaggiavano i quattro avventurieri che potevano affrontare solo pochi orchi alla volta. Lo scontro fra le lame squadrate e scure degli orchi e quelle degli avventurieri sollevò un clangore terrificante. Gli orchi, alti qualche spanna più di Argar e grossi come Oleg, erano più di due dozzine. Il ringhio gutturale che proveniva da quelle corde vocali bestiali scuoteva nell’animo, così come l’afrore dei loro corpi. La guarnigione degli orchi era coperta di armature leggere o cotte di maglia sporche ed arrugginite e da dietro i tozzi colli taurini apparivano dei corti archi scuri.
– Lok’tar ogar!!! – Il latrato degli orchi all’attacco squarciò l’aria – Lok’tar ogar!!! Uruk mog Kazum!!! –
– Uruk mog Kazum! – il ruggito rimbombò nei petti degli orchi, mentre questi, con le armi sguainate, si lanciavano all’attacco dei quattro avventurieri.
L’impatto fu terribile. L’orda degli orchi di montagna attaccava senza sosta, come onde del mare che si infrangono contro gli scogli.
– Uruk mog Kazum!!! – grugnivano le bestie – Lok’tar ogar!! – rispondevano altri orchi di montagna.
– Non arretrate! Per gli dei, restate uniti! – la voce di Argar, ansante e coperta dal clangore delle armi, richiamava i suoi compagni – Non fatevi separare!!! -.
Il tamburo ritornò ad intonare la sua marcia marziale, mentre uno sciame di orchi apparve sulla piana costellata di alberi bassi. I nuovi arrivati si misero a battere le spade sulle armature e sugli scudi con forza sovrumana.
– Kil. Kil. Kil! –
I tre compagni d’arme e Kirin respinsero con ardore ogni assalto, ma la stanchezza incominciava a farsi sentire. Torvi, Argar e Oleg erano in cammino da quattro giorni ed erano sostenuti dalla sola adrenalina. Ogni fendente aggiungeva stanchezza e i continui attacchi degli orchi non lasciavano tregua ai tre guerrieri, finché uno non fece breccia nel muro di armi sollevato dai quattro guerrieri, separandoli.
Argar arretrò, ma gli orchi continuavano a circondarlo. Quando l’uomo del Nord chiamò i suoi compagni, l’unica risposta fu quella dell’orco che gli stava di fronte.
– Zil’nok Kazum! – Argar rabbrividì – ThrAkk Død! –
Anche Kirin, spalle al muro e circondato da orchi era in una situazione disperata.

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33 Replies to “Alla ricerca del Trono di Fuoco #4”

  1. UssantaPeppa! che paura!… mi piace, bravo Dio stai facendo un ottimo lavoro!
    ma senti … ( con questa domanda segnerò per sempre, di fronte al mondo, la mia totale ignoranza da scarpaccia rotta… ma non posso farne a meno..)… C.C. dopo la data… sta per?
    ( l’unica cosa che mi viene in mente è CheCccazzo!… lo so sono una persona orribile… posso difendermi con un ” ho un raffreddore terribile”)

    1. Ti è piaciuto!? bene bene! Stavolta sono stato veramente bastardo 😀 eheheh. Ma io, le scelte, le porto avanti in base a quello che scrivo… e ti ricordo, di nuovo, una cosa: questo non è un mondo fantasy classico 🙂 seguo delle leggi fisiche e di stanchezza che influenzano tutto. Perciò, logico, far camminare i 3 guerrieri per 4 giorni è stato stancante 😀 eheheheh.

      C.C.? ahahaha… calendario comune. Niente di più 😉

      1. …e io che mi ero fatta mille ipotesi… passando per Copia Conoscenza e altre bestemmie cosmiche che non sto a scrivere…. 😀
        Poracci… anche tu, Fai il Dio gentile… falli riposare un po’ 😉

      2. Ehehehe. No, era per evitare il DC e il AC… visto che non c’è Cristo che tenga.
        Io non faccio riposare, io mi baso sui vostri voti 😉

      1. Ehehehe. Non è un mondo fantasy classico, io rispetto delle leggi fisiche normali (perciò i personaggi si stancano e reggono meno – esempio nel combattimento… erano 4 giorni che camminavano) e via dicendo.
        Le conseguenze ci saranno.. ehehe 😀 vediamo come vanno i voti

      1. …trovavo che fosse semplicemente a tema😉👍!alla fine sia musica che scrittura fanno parte della stessa branca: l’arte!Buon inizio settimana👌

      2. Concordo perfettamente.
        Ho guardato su internet e mi viene fuori black metal (direttamente dall’Italia). Un’ascolto lo do volentieri.

        Ah, perdonami, devo farti i complimenti per logo e nome: In The Name Of Seitan è geniale!!

      3. …eh già non sei il solo a dirlo! Ti ringrazio… la genialità è caratteristica degli artisti (sotto tutte le forme che essi siano)… e forse un tantino mi sfiora sotto più fronti questa caratteristica 😉

      4. Beh, quando ci vuole, ci vuole.
        Io invece rimango sempre a guardarla la genialità… al massimo faccio finta di esserne sfiorato 😉

  2. Ed ecco azione e suspense!
    Mi piace un sacco!
    L’unico mio problema sono i nomi… Prima di ricordarli (o meglio di ricordare chi è Tizio e chi è Caio) ci metto qualche “capitolo”/ pagina. Stessa cosa per i telefilm.

    1. Ah sono contento, molto contento!!!
      Ci sono sviluppi e, come vedi, le vostre scelte influenzano (di molto!!) lo svolgimento del racconto.
      Non preoccuparti per i nomi, non me li ricordo neanche io (me li son dovuti segnare).

      1. No, quello no. Devo ammettere che cerco di ricordarmi i personaggi (abitudine, leggo 10 pagine al giorno e devo mettere la memoria a mille 😀 eheh).

  3. Arrivato anche io..Dove è che devo menare le mani? La mia ascia è al tuo servizio.
    A questo punto, muoiono tutti e quattro, il nano taglia la testa all’elfo perché guarda in chemmminchia di casino lo ha cacciato. Gli altri due peregrini vengono fatti a brandelli per la legge fisica che i molti vincono sui pochi, anche se i pochi sono gran fighi e di grandi qualità. E così gli orchi vissero felici e contenti, senza rompi-balle tra le scimitarre. Agli orchi basta un pezzo di pane raffermo, un tocco di formaggio ammuffito, un po’ di latte cagliato…gli basta poco, non capisco il motivo di tutta questa elfa-gazzarra?

    1. Perciò, da quello che ho capito, tu lasci morire sia Argar che Kirin e cerchi di salvare il salvabile?
      Strategia interessante… tutti si gettano a salvare qualcuno (chi uno o chi l’altro), ma nessuno pensa agli orchetti. Che, diciamolo, non sono proprio dei mattacchioni di primo pelo 😉

      1. Esatto, la mia scelta è quella che hai descritto…Ma non è detto che muoiano, potrebbero farli prigionieri…D’altronde valgono più da vivi che da morti o no? 😉

      2. Ah, allora avevo capito bene!
        Il pensiero è corretto… non è detto che muoiano e potrebbe non essere la migliore idea quella di correre come forsennati in mezzo agli orchi, no?

      3. Pessima idea quella di correre in mezzo a un branco di orchestri invasati…sono talmente indisciplinati e facili all’ira tanto che non è raro che si ammazzino tra loro. Se c’è uno stregone a comandarli, allora se la fanno sotto e sono più ordinati di una fila di bambini alle elementari…quando esce da scuola.

      4. Esatto. Vedo che hai capito bene l’antifona (ma non sto dando la soluzione ehheeh)… e sì che io, certi dettagli, li ho anche scritti nei testi 😀

  4. Eccomi. Capitolo molto bello. Ho apprezzato la cura strategica del combattimento. Quattro contro molti è uno scontro decisamente impari, ma se l’ambiente circostante rende impossibili gli attacchi frontali massicci, si può resistere per un po’. Almeno finché non subentra la stanchezza.
    La scelta. La prima no, è un out of character. A seconda del voto, la percezione che si avrà in futuro dei personaggi potrebbe cambiare. Io ti voto Kirin, perché è la scelta che si porterà dietro più conseguenze nefaste e in una storia non sono importanti le scelte logiche, ma quelle che creano conflitto.

    1. Grazie mille! 🙂
      Sono contento che hai apprezzato anche l’aspetto strategico. Cerco di mettere un universo fisico probabile anche in un mondo popolato da creature fantasy. Stanchezza e strategia sono fondamentali in una battaglia, molto più dell’ardore.
      Bella spiegazione della scelta! 🙂

Si!?

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