Music Wizard (177)

Prima di partire per un non-lungo viaggio.
Prima di far partire questa domenica.
Ho la sensazione che ci vuole un po’ di musica per scaricare la tensione, per ravvivare la circolazione che sta ancora dormendo, per lisciarvi i muscoli del collo, delle braccia e delle gambe.
Cos’è la domenica? L’ultimo giorno della settimana? Il giorno di riposo? Il giorno prima del temibile lunedì?
Da sempre ho un presentimento che mi si forma alla bocca dello stomaco intorno alle 16/17 del pomeriggio di domenica: un sentimento indistinto, non definibile, ma che dice “domani è lunedì”.
Lo so, sono le 9 di mattina di domenica e già incomincio a rompere i coglioni con il lunedì. Ma che ci volete fare? Sto invecchiando e mi piace rompere i coglioni.
Il mix è micidiale.

Ritorniamo alla musica. Oggi la giornata è tersa, splendida. Dal Monte Olimpo non vedo una nuvola una e respirando profondamente, cioè aprendo per bene i polmoni e lasciando lavorare anche il diaframma, ecco che ti si intrufolano nel naso ricche sfumature di un inverno bislacco, che non ha voglia di essere (almeno qua) e che ti raffredda i pensieri ma non imbianca i monti (almeno qua).

Per questo motivo voglio lasciare questa canzone.
La band l’ho già proposta più volte, ma merita sempre: gli Amorphis. La canzone? Una stupenda Weeper On The Shore.
I primi dischi dei finlandesi Amorphis erano incentrati tutti sulle tematiche del Kalevala e infatti i testi sono adattamenti di parti del poema epico finnico. Con l’album Elegy, questo che state ascoltando, alla formazione viene aggiunto, in pianta stabile, il cantante Pasi Koskinen per le parti clean (in un primo tempo) e poi anche per occuparsi del growl (il cantante/chitarrista Tomi Koivusaari, con l’album Tuonela, decise di smettere di essere entrambe le cose e si concentrò solo sullo strumento).
La formazione a due cantanti, produce questo piccolo gioiello. Come si può definire Elegy? Un disco progressive-folk-death metal? Che categoria inutile. Elegy è un grande disco perché attinge alla tradizione nazionale finlandese, prende spunto dal folk (sonorità e ritmiche), guarda al progressive e al rock dei seventies (per certe soluzioni melodiche e ritmiche) ma rimane nell’alveo del metal/death metal per tutta una serie di fattori (ovvio, anche le vocals in growl).

Lyrics:
In the vale where I once listened out for the light
Where the little birds warble
The ptarmigans babble
And my heart looked for some rest from its trouble

I cast my eyes downward upon the seaside
And a fair young girl on the shore I espied
Who was sitting and weeping
To see the waves leaping
And over the skyline sad vigil was keeping.

O why are you weeping alone on the shore?
Now still from your eyes I can see the tears pour.
What sorrow and smart
So pierces your heart
That even at midnight it will not depart?

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29 Replies to “Music Wizard (177)”

  1. Credo sia proprio il lunedì in sé ad essere faticoso, non perché è il primo giorno di lavoro. Io non lavoro mai il lunedì, però spesso mi trovo a pensare “cazzo, domani è lunedì” mentre il martedì, giorno di lavoro, non mi provoca lo stesso sconforto. Mah! 🤔🤔

    1. Concordo. Penso sia proprio il lunedì ad essere terribile. Io, per politica, non rientro mai dalle ferie di lunedì… sempre martedì o mercoledì. Una questione di relax mentale 😀

  2. Ma fammi capire, a 57 della canzone è il “growl” che c’era nella canzone postata l’altro giorno? è la stessa tecnica? Perché stavo per commentare che in altri brani non mi disturba… Forse dipende dalla voce.
    Comunque la domenica io cerco sempre di starmene in giro così da pensare il meno possibile.

    1. Diciamo che sono due stili differenti: quello della scorsa canzone era più scream che growl, questo è proprio un growl tipico del death metal.
      Adesso chiedo io: ma in questo brano ti ha disturbato o era amalgamato bene? Perché gli Amorphis sono molto molto bravi.

      1. Bene. Questo non mi ha disturbato affatto, anzi. Mi è piaciuto… Quello dell’altra volta non l’ho manco finito di ascoltare perché per me era troppo pesante…

      2. Bene bene… vedi? Pian piano ti sto “infettando” con il genere estremo 😀
        Gli Amorphis sono bravi, fanno musica stupenda (secondo me). Gli ultimi dischi potrebbero piacerti molto (come anche Tuonela, Am Universum e Far From The Sun… quasi privi di growl… solo Tuonela ha una canzone con il growl).
        Gli Iron Monkey, e lo sludge, è urticante… ma così deve essere. Sporco, brutto e cattivo. E propaga disagio.

      3. Infatti mi ha trasmesso angoscia : D Ma così deve essere, come dici tu… Comunque io passo da un genere (non così estremo come quelli brutti e cattivi) a un altro senza tanti problemi! Che non so se sia una cosa positiva ma è così : D
        Questo gruppo potrebbe piacermi, comunque, sì.

      4. Allora la canzone e lo stato d’animo era quello giusto 😉 ehehe. Forse sì, forse potrebbero piacerti… un gruppo da scoprire (se inizi da quelli che ti ho citato, almeno hai un approccio leggero… ehehe… poi puoi andare a Skyforger, formazione leggermente diversa, ma le canzoni sono eccelse).

      5. Però caspita… Ho riascoltato il pezzo e anche altri e niente, penso che senza quella voce apprezzerei di più. Perché la musica e quando canta normalmente mi piace 😦 Ma devo farci l’orecchio. Comunque ho scoperto (o meglio mi hanno suggerito) un tizio che fa video di cucina… Blasfemo però. Visto che tu guardi robe di cucina anche straniere cerca: food emperor. Magari ti piace : D A me fa ridere anche se è parecchio volgare (però è bravo).

      6. Eheheh. Già, abituare l’orecchio a quelle vocals è sempre difficile… i pezzi successivi (dei dischi successivi), con il cantato pulito, sono più melodici e richiamano anche gli anni settanta.
        Devo vedere sto video 😀 ahahah

  3. ecco cosa ci voleva: un po’ della musica di DiodiUnDio!… raffreddore e domenica stanca con un lunedì dietro la porta che fa le boccacce … questo pezzo ci stava bene, ci voleva proprio. Grazie Dio!

    1. Weeper… mi piace, una canzone che merita una lode solo per il termine ptartigams che non l’ho ancora sentito musicato ehehe.
      My Kantele, in versione metal e acustica, è però una spanna sopra – come, lo dico e confermo, anche Elegy stessa.

Si!?

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