“Tutti i pettini vanno in padella” (cit. Gordon Ramsay)

Vi ricordo che le votazioni per il TERZO CAPITO della storia “Alla ricerca del Trono di Fuoco”. Mi raccomando, il vostro voto è UTILE!!

Cari lettori e care lettrici.
Come sapete, mi diletto sia in cucina sia a guardare programmi a contenuto culinario/di cucina. Evito come la peste quelle paccottaglie italiote (Unti e Bisunti con Chef Rubio a parte… programma che, nelle prime due stagioni, è stato anche divertente e poi è diventato noioso – come sempre ci hanno piazzato la trama a tradimento), non per ripudio verso l’italica cucina, ma proprio perché fanno caccare come sono fatte, e mi getto su format inglesi/americani e mi sollazzo guardando questi programmi.
Due format mi hanno colpito in maniera particolare (non è un discorso del tipo: li ho visti ieri e mi hanno colpito, è una riflessione generale): Hell’s Kitchen e Masterchef.
Ma per motivi quasi scabrosi.

Partiamo dall’immarcescibile Hell’s Kitchen. Il programma vede il buon Gordon Ramsay alle prese con chef vari ed eventuali (perciò gente che, in qualche modo, sa cucinare e lo fa per professione) e li sottopone a prove in cucina fra le più disparate.
Divisione iniziale fra squadre rosse e blu e, come sempre, fra uomini e donne. Con l’andare avanti della competizione le due squadre dovranno eliminare i cuochi meno competenti (o meno simpatici o altro) e metterli in nomination, lasciandoli alle grinfie di Ramsay che può decidere se accettare le nomination della squadra o agire di testa propria e buttare fuori qualcuno a sua scelta.
E fin qua, cari lettori, potete capire che è il classico format ad eliminazione. Uno dopo l’altro, nonostante il manto di “sfida a squadre”, verranno buttati giù dalla torre per far vincere il migliore/più simpatico/più capace. Dipende. I meccanismi televisivi sono strani.
Quello che io non capisco è il seguente punto: se si guardano abbastanza puntate della trasmissione, si nota un fattore particolare riguardante il menù che questi simpatici cuochi devono cucinare. Ogni volta le comande sono praticamente identiche: pettini di mare, pasta con l’aragosta, filetto alla Wellington (ormai tormenta i miei sogni), qualche pesce vario (merluzzo), filetto&controfiletto e qualche altra cosa.
Al che io, che sono una persona ignorante (ma bella, sia chiaro), mi domando: ma se sei un cuoco professionista e devi ripetere per x volte lo stesso menù, porco mondo, imparerai a cucinare sto cazzo di piatto?!
La domanda è posta in generale, ma è un dubbio che ti salta in testa. O questi sono dei cani in cucina o sono talmente rincoglioniti che non sanno cucinare dopo che sbagliato per 3 volte di seguito. Oh, io capisco che cucinare è difficile e ci vuole timing etc etc, ma se lo fai di professione, dopo un po’ capisci che un pezzo di carne è crudo, no? O che stai portando allo chef Ramsay un piatto di pasta che naviga nell’olio peggio che una strage ambientale BP?

Discorso numero due è rivolto a Masterchef.
In questo format, i cuochi che si sfidano sono esordienti o amatoriali. Benissimo. La sfida, perciò, dovrebbe essere equilibrata verso il basso e non ci si aspettano miracoli dai personaggi, anche folcloristici, che transitano davanti allo schermo.
Fino ad oggi sono riuscito a vedere tre tipologie di Masterchef, perciò provo a dare un parziale, sommario e totalmente ignorante giusto per dire la mia su ogni settore del mondo che mi circonda.
Masterchef Italia ha i suoi pregi e i suoi difetti (non ho visto le versioni con 4 giudici, perché 3 non erano abbastanza?!). I difetti sono i classici dell’edizione italiota: concorrenti che litigano come pensionati/studenti in fila al supermercato, incapacità conclamata nel saper cucinare qualcosa (a parte qualcuno che, strano ma vero, sa come si utilizza una pentola o l’utilità di tagliare le cose e sentire se un piatto fa cagare o meno. I lati positivi, giudici a parte (a parte uno, gli altri sono irritanti), sono proprio un’incapacità conclamata (e non è l’incapacità dell’amatoriale, ma proprio quella dell’incapace-capra) che rende il prodotto/format più veritiero e l’atmosfera da pizza-baffi-mandolino che ti fa dire “ok, è uno spaccato di quattro buzzurri in cucina”. Non mi intriga molto, anche perché non mi da quella scossa e quella voglia di poter cucinare piatti che propongono loro.
Masterchef Usa ripropone vede un trittico di giudici (fra cui l’iperpresente Ramsey e Bastianich) e una folta guerriglia di aspiranti cuochi. Anche qua siamo nella terra dell’amatorialità e perciò non c’è nessuno che, a detta del programma, si guadagna da vivere facendo lo chef o il cuoco di qualche tipo. I giudici sono mediamente più simpatici e la componente drammatica è sempre alta, infatti ci sono mugugni, scontri e via dicendo durante le performance. Il modello conflittuale del programma Masterchef USA è logicamente il suo punto di forza come audience. Più litigi equivale a più audience. C’è poco da fare. Da quanto ho visto, però, la qualità media dei concorrenti è un po’ più alta di quella italiana. I piatti riprendono lo stile americano/inglese, ovvio, perciò c’è molta fusion di sapori e pietanze che, all’italiano medio, non garbano parecchio.
Ultimi, ma non per importanza, sono i protagonisti di Masterchef Australia. Ho iniziato a guardare questa versione di Masterchef con la diffidenza necessaria per dei cuochi provenienti dal continente nato dai carcerati… perciò direi che è più che logico approcciare il format con sospetto e preconcetti. Invece, cari miei, ci troviamo di fronte alla versione di Masterchef che preferisco. I giudici sono molto più rilassati rispetto a quelli italiani e americani e spesso si prodigano in consigli e aiuti ai concorrenti in gara. I concorrenti sono ESTREMAMENTE preparati, tanto da indurmi a NON credere al loro essere “cuochi amatoriali”. Usano strumenti e tecniche di cottura molto particolari: cottura sottovuoto, cottura con l’azoto liquido, processi di affumicatura e altre composizioni di gusti e consistenze che, nelle altre versioni, non ho visto. Ho visto creazioni particolari, ricercate, studiate e molto difficili eseguite da cuochi amatoriali e mi ha stupito. Dove in Masterchef ITA o USA i cuochi avevano difficoltà con una torta scrausa, in Masterchef AUSTRALIA creano sorbetti con due/tre fra gelati/spume/gelatine e altro di fianco. Il tutto nello stesso tempo in cui i poveri chef USA o ITA facevano un toast.
Capite che la differenza è notevole? E questo ti ispira, perchè i sapori che abbinano nei piatti sono lontani anni luce dal nostro “spettro gustativo”, ma hanno quella capacità di solleticare il retro del mio cervello e farmi dire: “perché no”? “Perché non provare a fare…”?
Questo, fra tutti gli aspetti, è quello che mi piace di più: atmosfera relax e piatti che, seppur lontani dalle coordinate italiane/europee, hanno una qualità che ti intriga.
Ben fatto canguri. Ben fatto.

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40 Replies to ““Tutti i pettini vanno in padella” (cit. Gordon Ramsay)”

  1. mi piace quando parli di cucina… e mi chiedo… ma tu cucini a fulminate? ;D
    ( lo so, lo so, è terribile, cerca di capire… son giorni un po’ così….)
    Hell’s Kitchen mi fa salire un’ansia spaventosa, Masterchef invece mi piacicchia e devo dire che mi piace la versione spagnola…
    Ma senti senti…. che mi dici di Jamie Oliver…

    1. Io cucino a caso 😀 ma mi piace ehehe
      Hell’s Kitchen dopo un po’ stufa… cucinano sempre le stesse cose. Di Masterchef, come scritto, mi piace quello australiano… gli altri meno.
      Jamie Oliver è un grande. Showman nato. Mi sono piaciute tutte le trasmissioni (e vedo anche su youtube etc) fino a quando non ha fatto la svolta superfood… i piatti che propone da quel momento in avanti mi sembrano un po’ mischioni e non mi invitano molto a provarli.

      1. io sto riprendendo, non sono un fenomeno ma mi diverto… sabato sera faccio con amici una serata a ravioli cotti al vapore… uno fa la pasta e il resto della ciurma porta un ripieno diverso a testa… si cucinerà e si mangerà ( e si berrà…UUUUUHHHHHH se si berrà) tutta la sera…

      2. Che è una buona cosa!!!
        Neanche io sono un mago, ma sicuramente ci tento a fare. Provo e via. Non sono un creativo, lo ammetto, ma cerco di replicare le ricette che leggo (dei grandi cuochi) al meglio… mi piace così.
        E poi porto le mie modifiche a quelle ricette… giusto perché, in casa, non ho sempre tutto 😀

      3. … io ho un paio di amici che amano molto cucinare ( e mangiare)… ogni cena con loro è uno sballo… due settimane fa ho mangiato una pasta carciofi e gamberi… da sballo… la sogno ancora di notte…

      4. Anche io ho amici che si divertono a cucinare (e mangiare e bere ehehe) perciò capisco il gusto di incontrarsi e cucinare e chiacchierare. Il meglio.

  2. Sai che io e la cucina siamo due rette parallele destinate a incontrarsi solo all’infinito,quindi sono una beata capra sull’argomento,ma sono una grande fan dei programmi di cucina,proprio perché li guardo con l’occhio spiritato dell’ignoranza.Gordon è il mio preferito in assoluto in tutte le salse… Masterchef,Hell’s Kitchen, Cucine da incubo… Di Cucine da Incubo guardo anche la versione IT con Cannavacciuolo! XD
    Ps. Il filetto alla Wellington terrorizza anche me…

    1. Io cucino, come sai, e mi diverte guardare questi programmi. Mi rilassano… ecco perché apprezzo quello australiano, poco combattivo, molta sportività. Mi piace.
      Gordon è, spesso, sopra le righe… ma lo apprezzo quando fa i suoi corsi di cucina.
      Ps: il filetto lo vorrei fare ahahah

      1. Io ho sempre l’impressione che siano tanti, più di 20 forse,ma non ci metterei la mano sul fuoco… Sai che sono affidabile come un lago ghiacciato…

      2. Ma tutti i Masterchef sono da 20/24… solo che l’australia, da quanto ho capito, aveva un processo di eliminazione un po’ diverso dagli altri.

  3. mi sento di dover intervenire.
    personalmente unti e bisunti trovo che sia un potente afrodisiaco, ma probabilmente ha a che fare con rubio e non con il programma.
    hell’s kitchen invece mi annoia, in entrambe le versioni, odio la gente che litiga.
    molto bello masterchef usa, ma abbi pazienza: l’america è un grande paese, ma non sanno cucinare e non hanno idea delle materie prime che utilizzano. nella versione italiana, per quanto le chiacchiere siano un grosso problema e il rischio pensionati al supermercato sia sempre dietro l’angolo, sono diverse spanne sopra, con consapevolezza di quello che mangiano e manualità pazzesca.
    poi che quella italiana in queste competizioni sia per una cucina ricercata e un po’ fighetta, ok, ma si capisce anche dalla differenza quando vai negli usa.
    e non lo dico come nazionalismo, ma ti invito a guardare una misterybox qualsiasi delle ultime due edizioni usa e una italiana.
    le spanne.

    poi io a mangiare hamburger e patatine mica mi tiro indietro mai, anzi.

    1. Vado anche io a punti che, come sai, con un discorso lungo mi perdo.
      – Unti e Bisunti mi fa fame, lo ammetto.
      – Hell’s Kitchen non mi esalta molto, lo vedo in replica (non avendo Tv devo vedere lo streaming di puntate passate). Non è il mio programma preferito e Ramsay urla come un’acquila reale. Secondo me solo per teatro, perché gli chef sono delle capre.
      – Arrivo a Masterchef. Forse ho dimenticato di premettere che, non avendo Tv, io posso vedere solo gli streaming e perciò sto vedendo puntate paleolitiche di Masterchef ITA e qualcosa di più recente di Masterchef USA. Concordo sul fatto che quelli USA non hanno idea di quello che utilizzano, c’è una componente che forse apprezzo ed è il fattore “influenze esterne sulla cucina”. Non avendo una cucina propria, devono, per necessità, appoggiarsi a 1000 cucine esterne per riuscire a mettere insieme un piatto. Questo mi piace.
      Le prime puntate di Masterchef Italia vede in gara dei caproni patentati.
      La versione australia, però, supera tutte e la qualità dei piatti (i sapori sono sempre discutibili – dipende da come si concepisce la cucina) è veramente alta. Molto alta.

      PS: so che non si fa… ma hai visto i precedenti capitoli della storia?! Tu che giochi/giocavi a D&D sei una fonte attendibilissa di critiche!!!

      1. Credo che come ogni “avventura” vada valutata nel complessivo. Posso dirti che secondo me, con il terzo capitolo ti sei ripreso, il secondo si perdeva un po’, ma visto lo sviluppo, può succedere di tutto.

      2. Bene bene, sono contento che questo capitolo ha tirato su le sorti della storia! 🙂 non preoccuparti, adesso incomincia un po’ di azione.

  4. Ma dai, io adoro Chef Rubio! : D
    Io non cucino ma adoro i programmi di cucina… Però oddio, quelli stranieri mi divertono ma non mi fanno gola i piatti che cucinano… Io ogni tanto ho guardato cucine da incubo (mi par) quello in cui Ramsay aiuta a risollevare la sorte di ristoranti in fallimento. Non lo so, lui mi è simpatico eh, ma altri suoi “colleghi” li trovo troppo costruiti e a me la gente sgarbata tipo coso, comesichiama… Lo chef italiano che mi pare abbia fatto masterchef. Comunque a me la gente sgarbata o che umilia mi dà fastidio e non la tollero (per quanto sia televisione). Io guardo programmi italiani di cucina imbarazzanti… Masterchef mi piacerebbe vederlo ma non l’ho mai beccato in tv dall’inizio. (Tranne qualche spizzico di vecchie puntate).

    1. Unti e Bisunti mi è piaciuto per le prime due stagioni… poi ci hanno piazzato la trama e.. booom… è saltata fuori un po’ di noia varia ed eventuale.
      Ramsay l’ho visto solo in Hell’s e Masterchef. Ma lo apprezzo veramente quando fa i corsi di cucina… sono belli e lui parla in maniera stra-relax ed è piacevole da ascoltare (e imparare).

      1. In realtà ho visto poco, ricordo solo Rubio che si mangiava le rane fritte per strada o qualcosa del genere. Ma lui mi è simpatico. Ramsay è dolcissimo (okay magari dolcissimo no) però mi sembra fondamentalmente buono. Dava consigli ai ristoratori per aiutarli a migliorare la gestione del locale ecc. Va beh è sempre tv ma come personaggio funziona. Eh immagino, io ascolterei la gente parlare di cibo e cucina per ore… Poi però non cucino : D

      2. Rubio era divertente da vedere quando girava e provava. La trama ha abboffato la uallera dopo pochissimo.
        Ramsay mi piace quando è tranquillo… da bei consigli e riesce a spiegare molto molto bene.

  5. Ben fatto canguri xD xD … Quando l’ho letto mi sono immaginata un piccolo gruppetto di marsupiali con grembiule e cappellino da chef, che stringevano con le zampette mestoli e palette!

    Ho guardato Hell’s Kitchen per un paio di anni … Sinceramente ho smesso perchè Gordon Ramsay cominciava a fracassarmele un po’ con tutte quelle urla e quel suo modo agitato di muoversi!
    Da poco, invece, ho ripreso a guardare MasterChef … Più che altro per il sorriso fascinoso di uno dei giudici! xD

    W i canguri! xD

    1. Ahahahahahahahaahhahaahhah
      Ok, non sono quello messo peggio!! 😀 canguri che cucinano… ahahahah
      G.Ramsay che urla è un po’ fastidioso, pian piano diventa ripetitivo. Sempre la stessa cosa.

      Quale giudice ti solletica!? 😀 visto che getti il sasso, adesso vogliamo sapere 😀

      1. Se te lo dico, secondo me, scoppi a ridere xD
        Inizia con la B … Ma non parlo di Bastianich!
        Chi è?! Barbieri!! xDD
        Diciamo che ho dei gusti un po’ così …
        Di merda xD

        P.s I canguri in cucina sono il massimo! Dovrebbero farci un film xD

      2. Barbieri? Veramente? Non ci credo!
        Tanto di cappello. Brava. Non segui il trend e vai con il meno inflazionato 😀
        Ma quali gusti di merda? Ognuno è suo.
        PS: altro che i pinguini di Madagascar!!!

      3. xD xD Sempre avuti gusti così! Il lato positivo è che non rischio che qualcuna provi a soffiarmi il fidanzato! xD Furba!! xD

        Ahahahaah … Iniziamo a scrivere la sceneggiatura e poi facciamogli concorrenza (anche se ci soffrirei, visto che sono follemente innamorata di quei pinguini 007)

      4. Ehehehe. Direi che è una mossa strategica. Evitare la concorrenza non è mica da poco! 😉 complimenti. Chapeau 😀
        La sceneggiatura potrebbe essere un mix fra tutti gli ultimi cartoni che sono usciti (io non sono un esperto, ma vedo che ne escono uno dietro l’altro 😀 heeh)

  6. Hai centrato il punto: l’aspetto più odioso di molti talent (non solo culinari) sono proprio quelli che hai citato, ovvero le risse tra i soggetti coinvolti e la tendenza da parte dei giudici a gettare badilate di fango sui concorrenti a getto continuo. I quali, poveri loro, pur di stare in tv un quarto d’ora in più stanno zitti a subire qualsiasi umiliazione. Se Masterchef Australia è libero da tutto questo, allora merita senza dubbio di venire seguito (e magari imitato) anche all’estero.
    Sai qual è un altro talent che evita le risse e le offese? The Voice versione italiana. E infatti è uno dei pochissimi talent che io abbia mai seguito. Tuttavia, talvolta quest’aspetto del “volemose bbene” viene portato all’eccesso, fino a sconfinare nel buonismo e nel ridicolo. Ad esempio, ricordo che una volta un concorrente massacrò letteralmente Roxanne dei Police: quella prestazione era assolutamente indifendibile, eppure i 4 giudici si affannarono a trovarci dei lati positivi, ostentando dei sorrisini forzati che rivelavano tutto il loro imbarazzo nel dover mentire così spudoratamente. In casi come quello sarebbe meglio evitare le offese, ma far comunque capire al concorrente che la performance è stata inadeguata. Insomma, tra l’offesa e l’adulazione forzata ci sono mille sfumature, che spesso i giudici/coach di The Voice non riescono a cogliere.

    1. Non ho mai visto The Voice, ma se non insultano a morte i concorrenti, allora è un bene.
      Masterchef Australia è più relax, meno concorrenza spietata, fino ad ora nessun insulto o altro. In USA o ITA ho visto cose ignobili, i giudici che prendevano a pesci in faccia ste persone con un sadismo terribile. Ovvio, questi poveracci vogliono stare in televisione e pensano che continuare a subire sia il pass perfetto, ma è denigrante.

      1. Difficile che succeda questa cosa (rispondere a tono): i 15 minuti di popolarità fanno troppa gola. E boicottare è anche una cosa irrealistica, in fin dei conti scarichiamo la tensione/frustrazione contro questi concorrenti… ci sentiamo, per un momento, nei panni dello Chef/Talent Scout etc di turno.
        Noi è usato in senso generale.

        Guardo il tuo post 😉

Si!?

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