Quel che lasci, perdi. O almeno così dicono.

Nei giorni scorsi, i miei sogni sono stati popolati da creature mitologiche che non vedevo da diverso tempo. Chi? Gli ex compagni di classe.
Il sogno è l’unico momento in cui mi permetto di incontrare di nuovo le persone con cui ho condiviso fra i 5 e i 8/13 anni di scuola. Dipende se alcuni me li sono portati dietro dalle elementari o meno.
Al che mi sono messo a pensare: molti esaltano i propri compagni di classe, persone con cui hai passato l’adolescenza e che, in molti casi, diventono amici “per sempre”. Quelli che ti porti dietro come le cozze o l’epatite per tutta la vita.
Ragazzi e ragazze che hanno passato i tormenti delle interrogazioni a sorpresa, dei compiti in classe, delle punizioni e delle note sul registro. Forgiati da imbarazzanti sessioni davanti al professore di turno, scene mute pietose e test ginnici fallimentari.
Errori, prese in giro e tutto quello che circonda la mitologia della scuola media/superiore.
Con il passare del tempo, questi ricordi diventano soffusi, si smussano e assumono il tratto nostalgico (quello “seppia”) di un “bel tempo che fu”. Le interrogazioni erano delle burle, i compiti in classe delle macchiette, il rompicoglioni di turno era la macchietta e via dicendo. Tutto diventa soffice e morbidoso e, in un momento storico della tua vita, sei spinto anche a rivederli. A riallacciare i rapporti.
Cercare di capire come si sono evolute le loro vite. Chi sono diventati. Cosa provano dopo tutti questi anni di lontananza. Si ricorderanno di te? Apprezzeranno chi sei diventato? Cosa stai facendo e cosa ti piace!?

Ebbene…
Io, sinceramente, me ne batto le palle.

Ho evitato per ben due volte gli incontri delle scuole superiori. Piuttosto che rivedere i compagni di classe delle medie, mi mangio fieno crudo e lo frego al toro di turno. I compagni delle elementari? Ciao eh! E tanti auguri alla famiglia. Se ce l’avete. Se no, sticazzi. Sono affari vostri. Ho smesso di frequentarvi dopo le elementari, perciò posso avere il diritto di sbattermene di voi, delle vostre vite e di tutto quello che vi circonda.
Lo so, lo so, questo è il principio per due fattori: solitudine e misantropia.
Ma, come detto prima, me ne batto le palle.
I compagni delle elementari li ho acquisiti, visto che non erano i miei amici dell’asilo (trasferimenti vari da città a paese etc etc). Perciò sono “amici acquisiti” e con cui ho passato del tempo.
Dopo le elementari, cari miei, le nostre strade si sono separate (di nuovo). Io in una scuola media, con alcuni di loro, e altri dall’altra parte.
Le medie, e lo dico con la sapienza di chi sa di cosa sta parlando, sono un periodo di merda. A guardarti dai 10 ai 14 anni, beh, ti prenderesti a schiaffi tutto il giorno. Incontrati te da giovane e vedi se non ti fai pena. Se pensi il contrario, perdonami caro lettore, ma forse hai perso un po’ di tempo della tua vita.
Finite le medie, ecco una nuova diaspora. Qualche compagno di classe te lo porti fino alle superiori, qualcuno lo perdi per strada (ciao eh! Tanti saluti a te e famiglia. Se ce l’hai. Se no, son cazzi tuoi). Iniziano le superiori e passi i 5 anni di scuola con gente che, se va bene, sopporti, se va male ti tocca sopportare. A guardare indietro, al “periodo mitico delle superiori” (ah ah ah), mi viene un solletico di rimpianto per qualcuno (e li conto sulla mano di Capitan Uncino – quella con l’uncino, ovvio) e per gli altri ho lo stesso atteggiamento che ho nei confronti dei parenti in casa.
Dopo poco: ciao eh! Saluti e tante cose.
Incontrarsi per una pizza?! Guarda, mi dispiace, sto giusto giusto partendo per il farmi il cammino di Santiago sulle ginocchia. Facciamo la prossima? Quando? Prossimo secolo come sei messo?
A volte, però, risaltano fuori nei sogni. Personaggi standardizzati, anche inventati, che popolano questa sorta di scuola superiore del mio passato. Persone invecchiate, snaturate, con caratteristiche che mi ricordo ma che non sono reali.
La realtà è che quando mi hanno chiesto, qualche anno fa, se volevo sedermi ad un tavolo con molti ex compagni di classe per una pizzata e un paio di chiacchiere… la mia risposta è stata un politico, guardate signori, ho appena visto che c’è un concerto ad oltre 400km da qua, penso che vado a passarmi la serata là.
Senza rancore eh. Tanti saluti e auguri alla famiglia. Se ce l’hai.
Se no, oh, che cazzo… non son mica problemi miei, no?

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63 Replies to “Quel che lasci, perdi. O almeno così dicono.”

  1. .. alla fine, chi è restato lo vedi e lo senti… chi non s’è più visto… ci sarà un maledetto motivo o no?
    ( però io ho tra le mie amiche una che mi sta di fianco – tra alti e bassi- dall’asilo…. non so come possa farcela ancora…)

      1. … e non so perché… vedo spuntare due piccole zanne, non so… mi pare di vederti a guardare dal basso verso l’alto… con lo sguardo tipico del ” vaipiùinlàchemitogliariaesensodivita” ;D
        ( io sto in provincia, paese piccolo… credo sia diverso, in qualche modo e comunque anche io taglio tranquillamente i vari raduni… non mi chiamano nemmeno più)

      2. Ecco, io ringhio sempre con queste cose. Non sono un romantico del “incontriamoci e riviviamo i tempi passati” (mi annoiavo a sentire i tempi passati quando ero dentro in QUEI tempi passati… figurati ora).
        [io stavo in provincia, paese piccolo… ma ho comunque lasciato indietro tutto].

      3. Io invece devo essere sincera, rivedere qualcuno non mi dispiacerebbe… Non chiunque… Più che altro per sapere se stanno bene, ecco

  2. Che bello sapere di essere affetti dalla sindrome di pre-morte al solo sentire menzionare ex compagni e rimpatriate false come monete da 5 euro. Poi a me la scorsa estate è successa anche una cosa grottesca, tipo che non vedevo la nonna di un mio compagno delle elementari da quando appunto ho finito le elementari e oltre a riconoscerla a stento lei non ricordava il mio nome, ma ha pensato fosse necessario informarmi del fatto che il nipote si sarebbe sposato a distanza di un mese e raccontandomi delle magagne per prenotare il ristorante… io l’ho salutata e ho passato 10 minuti a chiedermi “si ma Andrea quale?” e poi l’illuminazione.

    1. Blackie, quasi quasi mi vien da piangere a leggere il tuo commento.
      Io le rimpatriate le evito come la peste… mi fanno venire l’urticaria.
      A volte mi capita di vedere qualche aggiornamento di status su FB di gente che conosco (ex compagni etc) e… lo sento a pié pari.
      Sì, qualche ex-compagno mi ha aggiunto su FB, sai nell’estasi del “contattiamoci via FB”. Io non ho mai contattato nessuno.
      Brutta persona che sono.

      Discorso diverso, invece, per i compagni di università. Ecco, quelli li vedo volentieri e qualcuno è anche un mio carissimo amico!

      1. io alcuni ex compagni li ho su fb ma li ho messi in lista nera perché non posso cancellarli, i miei genitori sono amici di alcuni dei loro genitori ed è più paranoia che altro, così non faccio salire il GOMBLODDOH a nessuno e vivo un pelo meglio anch’io XD
        Per i compagni di università comunque il discorso è diverso perché c’è un livello di maturità diversa e boh secondo me il discorso non conta. Comunque le rimpatriate di quel tipo mi imbarazzano e le trovo forzate, come se ci fosse qualcosa che faccia pensare alla gente che è giusto farle perché si sono sempre fatte e allora facciamole anche noi. Se non vai sei stronza, ma chissene.

      2. Anche i miei sono amici di diversi ex compagni di classe… ma loro continuano a vivere nel paese, io sono nella città (cittadina, dai, che poi pensate chissacosa ahah).
        Il discorso università è veramente diverso, anche perché gli amici/compagni me li sono scelti e non appioppati come compagni di banco. Una cosa da non sottovalutare.

      3. che scemo XD
        No però guarda che è un discorso verissimo, mi sono ritrovata a rifletterci in questi anni di social networks come non mai. Tu passi la vita (perché alla fine è seriamente una porzione di vita) con gente che ti è stata appioppata dal caso e oltre al socializzare per sopravvivere devi anche avere una notevole porzione di fortuna perché se siete incompatibili a livello di gusti in un periodo particolare dell’adolescenza tipo alle superiori vivrai in un fantastico stato di isolamento forzato. O almeno io l’ho vissuta così perché eravamo in 3 ad ascoltare un certo tipo di musica su una classe di 28 persone ed è stato orrendo. All’università mi è sembrato di essere in paradiso perché avevo a che fare con gente che non mi rispondeva “cos’è?” ogni volta che aprivo bocca.

      4. Concordo su tutto quello che hai scritto!
        Soprattutto sulla parte in cui mi dai dello scemo 😀 quella è verissima.
        Scherzi a parte, il discorso della fortuna è fondamentale nelle superiori (nelle medie è un discorso a parte – quello è un periodo osceno) perchè se non hai un briciolo di fortuna o di “capacità di parlare” sei praticamente da solo per anni e anni.

      5. Ovvio che era un programma per la presidenza 😀 ma volevi farlo televisivo l’annuncio o a punti (programmatico)?

        Io approvo e dico.
        Blackie sei grande.

  3. la penso esattamente come te, non ho mai partecipato a rimpatriate tra compagni di scuola, elementari, medie, liceo o università non fa differenza, improbabili pizzate a parte, ciò che mi stranisce è la genesi di face book, il più affollato social del mondo nasce proprio per offrire a tutti la possibilità di ritrovare ex compagni di classe o corso. Certo ha impiegato poco a cambiare indirizzo ma lo scopo iniziale era quello. Per non parlare poi degli innumerevoli film cotti e stracotti nei deprimenti traguardi raggiunti o falliti dai protagonisti ormai attempati.

    1. Ti dirò, per quanto riguarda l’università faccio eccezione. Non con tutti, ma con qualcuno mi vedo ancora (e volentieri) e lo reputo un carissimo amico, altri non li vedo più… ma penso sia una logica conseguenza della ditanza e percorsi lavorativi diversi.
      FB è stato storpiato e infatti alcuni ex compagni (che non sento) mi hanno aggiunto… penso per avermi nella lista “amici”, non per altro.

      1. caro Zeus, i compagni di università danno vita a rapporti “maturi”, si è già grandi e con le idee chiare, poi comunque c’è una condivisione diversa della vita. Io, a 59 anni, ho perso pure quelli ma credo sia normale. Dici bene, fb è stato storpiato, infatti è diventato un cazzaio.

      2. Io sono ancora nella fase “rapporti universitari” abbastanza freschi. Ormai l’università l’ho finita da un po’, ma con alcuni rimango in contatto… ma penso sia una questione di amicizia, più che “reunion” di ex colleghi di università.
        Facebook è un guazzabuglio di tutto e niente.

      3. infatti su fb non ci sono, nonostante io sia in rete da quasi 18anni, penso sia una questione anagrafica, ho 59anni suonati e i tempi universitari sono ormai lontani ricordi.

      4. Io su fb sono entrato per motivi lavorativi… se no sarei anche rimasto fuori. Adesso ci sono, ma sono praticamente zitto.

  4. Che incubo hai fatto!
    Io ogni tanto (na volta all’anno) rivedo alcune vecchie compagne delle superiori e la cosa mi fa piacere, mi sembra di tornare giovine. Però non sono amiche mie, insomma… Sono persone con cui ho condiviso gioie e dolori al liceo, fine.
    Tra l’altro le mie (poche) amicizie hanno quasi tutte un anno in più di me, quindi con loro non ho mai condiviso un’aula. Tranne una con cui ho fatto asilo, elementari e medie (e vive di fronte a me), pensa siamo state migliori amiche fino alle medie e poi è bastata una scuola diversa perché l’amicizia vacillasse, poi okay ci siamo riavvicinate ma è proprio quello il punto. La scuola è solo una tappa obbligatoria della vita, forse era proprio il collante che ci teneva uniti, una volta usciti da lì ti perdi… Cioè ti perdi quelle persone per strada. Oddio, forse non mi sto spiegando a dovere,,.
    Sinceramente di quello che fanno i vecchi compagni delle elementari/medie non mi frega, se li becco in giro mi fermo a salutare, una mezza chiacchiera e bon. Io però vivo da sempre nello stesso paesino, quindi è inevitabile rivedere vecchie conoscenze.
    Le cene di classe? Come ho detto rivedo alcune compagne delle superiori volentieri e se organizzassero una cena con proprio tutta la classe del liceo ci andrei sicuramente.

    1. Ecco, la versione di V alle reunion di classe 🙂 ma va bene vedersi, sia chiaro. C’è gente che conosco che ancora reputa i compagni di classe delle superiori come amici e girano tutt’ora insieme. Si frequentano e via dicendo. Il mio problema è che, finite le superiori (e già verso la fine…), delle loro cose non mi interessava niente e così “ciao ciao”. Tieni conto che dopo le superiori, per un paio d’anni (al max) ci siamo ancora visti e, ogni volta, ci si continuava a raccontare le “vecchie storie”. Dopo la 3 volta ho incominciato a darmi all’alcolismo 😀

      1. AHahahah
        No dai, reputarli amici è troppo. Io poi ho un concetto dell’amicizia che fa proprio piangere, dico “amici” perché non ho altre definizioni, ma amica amica ne ho una e ciao.
        Però ti dirò, una volta all’anno smetto di frequentare ignobili bar della Bassa e vado a Udine a fare la frivola con certe vecchie compagne del liceo. Sono un po’ frivola dentro, lo ammetto.
        Per quanto riguarda l’alcolismo… In certe serate è indispensabile o non le superi mica.

      2. Ah ok, usi il termine amici in senso allargato 😀
        Io evito di frequentare quelli del liceo… a volte li vedo, per puro caso, mentre giro in città o faccio delle commissioni e.. beh, c’è un certo imbarazzo (mio) nel dover restare la a parlare del più e del meno senza averne voglia.
        L’alcolismo aiuta la socialità 😀

      3. Sì effettivamente anche io provo un certo imbarazzo, con certi vecchi compagni di classe. Anche perché non sai cosa dire e diventano discorsi obbligati. Eccome se l’aiuta!! : D

      4. Io proprio non so se ho voglia di ascoltare. Allora divento volutamente ancora più fastidioso e irritante del solito.
        In questo modo la conversazione diventa breve ed intensa.. 😀

      5. Perlomeno sei sincero.
        Io non riesco ad essere irritante con chi conosco da tempo, lo divento con chi non conosco e mi sta sulle scatole, allora sì. Però insomma, fingo in quei tre minuti di circostanza, consapevole che anche l’interlocutore sta fingendo. (Che società tremenda!).
        Fortuna che sono episodi rarissimi.

      6. Certo. Io riesco a ridurre la conversazione a ciao e poi un silenzio imbarazzante, seguito da un timido “come va?” e poi… scusa, guarda, sto scappando a xxxxxxx (aggiungi scusa a caso). E finisce tutto con il sorriso perché così è tutto ok. Non ho niente da dire a questa gente, non mi interessa condividere niente.
        A volte, ovvio, sono costretto a restare fermo e sorridere… ma ho la scimmia che batte i piatti in testa ahahah

      7. è un’angoscia dover rispondere alle loro domande, che poi a me le conversazioni tipo “allora cosa fai?”. O allora ti sei laureata? Hai trovato lavoro? Ah, sei sempre lì? Ma vaff… Sono il fastidio, proprio. Io certe volte invento risposte, tanto per non dover condividere appunto i fatti miei.

      8. Anche questa è una tattica. Io non invento… soprattutto perché, non prestando molta attenzione a quello che dico, la volta dopo dico stronzate ahahahah.
        Allora glisso con un “tutto bene, grazie”.

      9. Ma tanto la gente non ascolta quello che dici. Perciò la prossima volta sono capaci di farti la stessa domanda. Io ad esempio ho un’ottima memoria e ricordo (quasi) sempre i discorsi che faccio con le persone, anche con persone “occasionali”. Certe volte son convinta che la gente abbia prestato attenzione o che si ricordi, così dico “sì lavoro sempre lì” e loro “lì dove che non ricordo” e va beh, capisco che inventare non è un problema, tanto frega ben poco. Cioè manco a me frega eh però ho questa cosa di ricordare. Giuro che è l’unica cosa di cui mi vanto: avere buona memoria.

      10. Anche io, forse più un tempo eh, ho buona memoria e mi ricordo quasi tutto. Il problema è che, quando parlo tanto per parlare, poi mi dimentico cosa ho detto (anche perché poi rivedo la stessa persona a distanza di 2 anni e son veramente problemi…).

  5. Ricordo quando, agli inizi di facebook, 2008-2009, quando si diceva che il social serviva appunto per ritrovare vecchi compagni (e qualcuno ci credeva), mi ritrovai in una chat di gruppo con ex compagni delle elementari che volevano organizzare una riunione.

    Mi cancellai da fb e sparii per 3-4 mesi.

    1. Io, nel 2008-2009, non ero su FB… ci sono entrato nel… 2011? Forse verso la fine di quell’anno. Prima ero un’ignorante di Myspace.
      Poi sono entrato, ho ricevuto la prima mail collettiva di “reunion di classe” e mi è venuto da vomitare.

      1. E oltre al vomito hai preso provvedimenti? Tipo un ordine restrittivo verso gli ex compagni affinchè non ti importunassero più? 😀

      2. Dopo due scuse campate per aria (che poi ho reso realtà), non sono più stato coinvolto.
        Ah, ho messo sul piatto anche un “d’altra parte è così”.

      3. La scusa resa realtà è geniale.
        – Scusa, devo andare a portare il cane a lavare.
        – Ma tu non hai un cane!
        – Lo compro e lo porto a lavare, no?

  6. Mi sa che io sono una merda, come persona. Salvo una persona, con cui tra l’altro sto perdendo inesorabilmente i contatti, io ho ignorato tutti i miei ex compagni di classe. Bloccati numeri, eliminati da fb … Non perché abbia qualcosa contro di loro, ma, scusa un attimo non ci siamo mai cagati a scuola, non ci caghiamo fuori che accidenti di cene vuoi fare? O perché mai dovresti farti i fatti miei su fb? Un po’ di coerenza. Cmq … una noia mortale le cene tra gente che non si vede da anni.

    1. Come vedi, il mio post è in coordinato con il tuo commento! 😀
      In effetti, se non ci cagavamo prima… perché dobbiamo riprendere i contatti adesso? Spiegami questo. Ma spesso lo fanno solo perché si sentono “costretti” a rivedersi e divertirsi. Cosa che poi non succede.

  7. Non-esistendo, ti lascio immaginare a quante cene rievocative ho partecipato… Ma leggendo il post e i commenti ora mi sento un po’ meno spregevole…

  8. Molti la pensano come te. Io invece quando capita li rivedo volentieri. Con alcuni abbiamo sempre mantenuto i contatti, con altri ci siamo ritrovati dopo la prima ondata di FB quindi ormai c’è un nuovo legame, non solo fatto di ricordi. Perché in effetti, come dici tu, se fosse solo una cosa nostalgica potrebbe durare il tempo di una cena, giusto per capire quanto non hai più nulla in comune con quella persona. In effetti mi è capitato di domandarmi: se questo qui lo incontrassi oggi per la prima volta, questo qui con cui ho vissuto gli anni più belli (perché per me, almeno gli ultimi due del liceo lo sono stati), con cui ho fatto le esperienze più disparate, con cui abbiamo condiviso tutto dalle idee alle mutande, dalle canne ai cazzotti, dalle donne al calcetto, proprio questo qui…ma siamo sicuri che saremmo amici come lo eravamo allora? Sai che non lo so mica. Perché non è mica detto che poi quelli di oggi siamo gli stessi di quelli di ieri, semplicemente con trent’anni di più. Fortunatamente però quasi con tutti è così.

    1. Ecco qua il blogger sociale che rovina la festa ai misantropi 😀 eheheheh. Voi avete creato un legame nuovo, che si fonda sui ricordi/esperienze personali ma costruito su esperienze nuove, visioni nuove e sulle nuove persone che siete adesso.
      Io vedo, invece, persone diverse con anni in più. O, almeno, io sono così. Quello che ero un tempo non sono più adesso. Sono cambiato in maniera profonda e non mi interessa più essere accostato al ricordo che i miei ex-compagni di scuola hanno di me.
      Non sono più quel ricordo. E, sinceramente, non so se le “nuove versioni” di loro siano qualcosa che, adesso, ho voglia di conoscere.

Si!?

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