Il tempo va avanti, ma noi guardiamo indietro

C’è una ciclicità imbarazzante nella vita comune. Fateci conto: i primi cellulari erano enormi, dei telefoni da campo portatili che avevi difficoltà a portarti dietro se non utilizzando uno zaino di grandi dimensioni. Il passare del tempo ha portato ad una diminuzione delle dimensioni (fino ad arrivare ai telefoni a chiocciola, così piccoli da cascare nelle tasche e passare in una dimensione alternativa a quella presente) e poi al seguente aumento delle dimensioni dello schermo.
Adesso, se tutto va bene, ti porti un LCD da 40 pollici in tasca. Quando telefoni sembra che ti stai portando all’orecchio una porta di casa e ti viene un crampo al bicipite dal peso dello smartphone.
Ah, per chi si fosse introdotto adesso nel temibile mondo degli smartphone, il supermegacellulare con lo schermo enorme si chiama phablet.
Lo so, un nome che fa cagare… ma mica l’ho inventato io!
Stessa cosa la diciamo per i film. L’industria cinematografica ci ha tentato per vent’anni di liberarsi dalle scorie dell’ignoranza degli anni 80. Quell’ignoranza stupenda, con delle belle storie e battute che bruciano le chiappe.
Adesso, giusto per tenerci aggiornati, stanno riproponendo remake o sequel o prequel di film/personaggi degli anni 80!

Sto aspettando che ritornino le boy band, così almeno posso morire sereno. Ho visto proprio rinascere anche il brutto degli eighties.

Negli scorsi giorni ho risentito una canzone che non sentivo da quando ero un personaggio pubblico della scuola.

Per un secondo mi sono venute in mente immagini terribili di adolescenti all’interno della Panda in giro per la città. Sentirsi terribilmente “gggiovani ammerrecani” coglioni. Mi son fatto schifo da solo.

Vi ricordate la Kelly Family?

(da web)
(da web)

A guardare il repertorio di vestiti che mi son portato dietro dal tempo che fu, mi sono accorto che la moda, un tempo, puntava su modelli molto relax, tanto che sembravo l’omino Michelin. C’è una considerazione da fare: tutte le persone, all’epoca, si vestivano con capi d’abbigliamento abbondanti… mentre adesso va di moda lo stretto, tanto che riesci a sentire i tuoi gioielli di famiglia urlare.
Non sono arrivato a prendere i pantaloni skinny o sigaretta da uomo… secondo me sono un obbrobrio naturale.

Stavo parlando di telefoni e sono saltate in mente le immagini quasi mitiche dei gettoni per le cabine e poi, come non inserirle in una discussione?, delle schede telefoniche da collezione. Mi ricordo persone che si bullavano di possedere decine di schede telefoniche vuote con illustrazioni particolari. Ne avevo anche io. Mi vergogno profondamente di tutto questo. Non mi ricordo, adesso, se il trucco di metterci sopra lo scotch funzionava o meno.
Qualcuno se lo ricorda?

Questioni di mode: – un tempo c’era la moda, per le ragazze, di fare i braccialetti e dei ciucci da mettere sulle cartelle. Adesso, vabbeh, mandano le foto delle tette sul cellulare per una ricarica.
– vi ricordate la mano appiccicosa? Quella che trovavi nelle patatine e che, con buona probabilità, causava malattie mortali? Stupenda. Ho la strana sensazione che è il contenitore user-friendly per buttarci dentro le scorie nucleari inutilizzate. Appena una di quelle mani, o pugni, si rompeva puzzavano come una fogna otturata di Calcutta.
– quelli delle serie televisive cool anni 80/90 sono diventati dei vecchi di merda. E tu con loro, c’è poco da fare.
– un tempo c’erano le Girelle, i Buondì, gli Yo-Yo… tutte cose così chimiche che ti fanno male agli occhi.
– se guardo al passato, c’era anche l’usanza di andare a comprare le caramelle sciolte dal baracchino e portarsele in classe. Dopo qualche minuto si spandeva nell’aria un’odore così fasullo di frutta che sembrava di essere in una filiera chimica.
– Ho ingurgitato chilotoni di Tic Tac alla menta o all’arancia.
– Ero un frequentatore assiduo del McDonalds. Penso di aver appesantito il mio fegato in maniera indegna con quelle porcate… ma era IL mangiare delle medie. Tenete conto che il cibo che fornivano alla mensa scolastica mi fa venire gli incubi ancora adesso: i gnocchi scotti da far schifo, i bastoncini di pesce ghiacciati o carbonizzati, la pasta dall’odor di morte… non mi ricordo i secondi ad onor del vero.
Questo trauma me lo sono portato dietro anche alle superiori (meglio mangiare un pezzo di pizza che la mensa) e poi all’università (dove grazie alle sovvenzioni dell’Università ho incominciato ad apprezzare il cibo delle mense… non costava niente, perciò si poteva mangiare).

E dopo questa botta di ricordi metto questo:

(da web)
(da web)
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27 Replies to “Il tempo va avanti, ma noi guardiamo indietro”

  1. Ahahaha : D Dai, ho riso ma mi è venuta pure una gran nostalgia. Però hai proprio ragione… Ah, non so se ricordi il Cioè (ok effettivamente era per ragazzine) la rivista con le pop star in copertina… Ecco, vendevano dei girocolli di plastica che ora sono tornati di moda. Oddio, io ho comprato delle robe simili ahahahahah ma non di plastica, perlomeno. E vado da McDonalds… Uno dei miei cani si chiama Mac in onore del fast food (solo perché quando lo abbiamo trovato abbandonato ci stavamo dirigendo al Mcdonald, eh la fantasia…). Capisci che c’è gente che sta peggio di te?? Forse sono ancora una bambina, anzi sicuramente… Comunque davvero un bel post, rilassante e un po’ malinconico : D

    1. Ahahahaha. Bene, mi fa piacere se hai riso 😀
      Ma sai una cosa? Mi ricordo anche il Cioè, anzi, mi ricordo le risposte farlocche che erano venute fuori su web (ma queste millemila anni dopo i fasti di Cioè). Mi facevano morire.
      A volte mi vien da pensare: sono nato con delle porcherie intorno che facevano paura…
      Poi mi guardo intorno e dico: non è tanto meglio adesso eh!

      1. Guarda c’era una raccolta di domande allucinanti con risposte da farsela sotto proprio…Poi non so se fossero dei “fake” ma facevano scompisciare. Noto sempre questa smania di criticare i giovani di oggi, ti dirò che se penso a quando ero giovane io provo un senso di vergogna profondo : D

      1. AHAHA!! 😀
        ( sono orribile, di tutte le parole son rimasta bloccata lì…porta pazienza…)
        Non so se si usa da quelle parti… ma… Auguri Dio! 😉

      2. Ahahahahahahahahahaha
        (figurati, ho scritto senza rileggere, come sempre, e ho tirato fuori il castrone ultra 😀 ahaha).
        Si usa… Auguri Tati 🙂

  2. Siamo in sintonia nel revival nostalgico. Ma tu non hai appena compiuto cinquant’anni! Che fai, ti porti avanti col lavoro? però devo ammettere che la battuta dell’agente Murtaugh è il mio mantra da almeno vent’anni!

    1. Sto mettendo a posto, così quando compio 50 anni posso dire: io lo dicevo già vent’anni fa! 😀 eheheheh
      La battuta di Murtaugh è un grandissimo classico.

  3. Ah che tempi! 🙂
    Alle superiori avrò mangiato meno di cinque volte in mensa, poi piuttosto che tornare là dentro preferivo andare in un posto lì vicino dove vendevano (ci sarà ancora?) prodotti pugliesi, focacce, robe così; non erano poi male, però erano praticamente inzuppate nell’olio… 😮
    Tic tac menta/arancia ancora adesso…

    1. Ehhh, un po’ di nostalgia canaglia.
      Io ci ho mangiato alle tanto alle medie, poco alle superiori e sono morto dentro. All’Università ci ho dato dentro di più, ma le sovvenzioni erano notevoli e il cibo, tutto sommato, non era neanche troppo male.

Si!?

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