Scrittura #3

Quando incomincio a scrivere parto da qualcosa.
Lo starter potrebbe essere una frase che mi ossessiona, un mantra che continuo a ripetermi fino all’esaurimento delle forze; a volte è solo un’immagine, un posto, l’odore di qualcosa che, nella mia mente, diventa lo scenario di quello che andrò a scrivere.
Spesso, però, è un personaggio che chiede di essere messo per iscritto.
In teoria dovrei conoscerne il background, i suoi tratti caratteristici e le sue debolezze: in altre parole, la sua storia.
Quello che ho scoperto è che la sua storia nasce con le parole sullo schermo.
E, con essa, anche quello che voglio raccontare.

Annunci

19 Replies to “Scrittura #3”

  1. Beh tu sei un gran inventore di personaggi!
    Concordo con quanto dici. Mi rivedo però più in questo: “un’immagine, un posto, l’odore di qualcosa che, nella mia mente, diventa lo scenario di quello che andrò a scrivere.”

      1. La costruzione (scusa ma non uso mai il verbo “creare” in questo contesto…) e di conseguenza anche la definizione… A me non arrivano mai i personaggi, arrivano frasi che senza motivo acquisiscono un senso particolare (“non è abbastanza” per esempio), oppure situazioni, o azioni, strane. Poi faccio una faticaccia a tirar fuori personaggi che possano stare dentro alle storie… E’ il motivo per cui sono fermo tra l’altro, ho un personaggio che non posso fare a meno di definire abbastanza bene – e la storia mi rimbalza in testa da mesi e mesi. Naturalmente tutto dipende da quello che sono, è per questo che fatico a immaginare le vite altrui.

        Uh quanto ho scritto! Ok può bastare direi 🙂
        Ogni bene

      2. Figurati. Avrei letto ancora 🙂 nonostante il ritardo osceno nella mia risposta, sia chiaro.
        Anche io parto da frasi che mi ossessionano (ne ho una in mente, per esempio, ma non riesco a tirar fuori il contesto giusto). Spesso i miei personaggi, abbozzati in testa e grossolanamente sgrezzati, acquistano una maggiore tridimensionalità sulla carta. Li faccio muovere, spesso adeguando le loro reazioni a comportamenti fisici che faccio io. L’alzata di spalle etc etc sono riprese, spesso, da movimenti che faccio io e, di conseguenza, riesco a visualizzare il personaggio.
        In questo periodo, però, sono scarico. Troppi altri pensieri mi seccano (??) le storie in testa e rimangono solo polvere e nulla.

      3. Tranquillo, so che non hai un buon rapporto col Tempo eheheh
        Insomma meno menate e più concretezza, cominciare a camminare senza aver programmato il percorso al millimetro… Ecco, sì, dovrò fare proprio così altrimenti non ne esco, certo prima devo stabilire ancora qualcosina, per forza 🙂 La visualizzazione, ecco il punto: ho poca immaginazione, e vedere il personaggio è fondamentale direi per potergli dare vita sul serio.

        Grazie del tempo eh.

        Non saranno certi film a seccarti le storie? 😀 Seriamente: non mi piace la chiusa, con quel tono che dovrebbe essere il mio e non il tuo, cavolo. Spero che le cose cambino in fretta.

        Ogni bene

      4. Eheheh. Col tempo ho un rapporto complicato.
        Tornando sulla materia “del contendere”. La visualizzazione, per me, è fondamentale. Più riesco a ricreare le azioni nella realtà, più riesco a creare il personaggio sulla carta. I dialoghi spesso li riscrivo quattro volte, parto con conversazioni irrealistiche, troppo effettate, troppo “esplosive” etc etc, cosa che non ha rispondenza nella realtà. Solo dopo arrivo a scremare le parti inutili e tenere quello che, a me, sembra decente.
        Ahahaha… non so se sono i film, sai? A volte ci penso (e sono sicuro che ci sono altri fattori ludici/filmistici/seriali che mi eliminano le storie dalla testa, ma questo periodo non è così…).

        La chiusa è un’amara realtà del periodo. Passa tutto, si sa.
        In fretta? Questo non saprei dirlo.

      5. (quella sul Tempo era solo una battuta cretina: forse tu preferisci chiamarlo Crono… Ehm. 😮 🙂 )
        Non posso che essere d’accordo sull’importanza della visualizzazione. Ognuno ha i suoi metodi, non c’è un giusto o sbagliato, basta che funzioni, c’è chi nella prima stesura parte a tavoletta e butta giù tutto quello che gli viene in mente senza stare tanto a pensarci su. Io non ci riesco, perdo mezzore su una frase che non mi convince o su un aggettivo che -maledizione- non è quello che stavo cercando, la prima stesura praticamente è già quasi quella definitiva (ovviamente perdo altre mezzore a rileggere e limare – per quanto mi è possibile), anche per i dialoghi vale la stessa cosa e provo fin da subito a immaginare se una persona reale potrebbe esprimersi così – sono una rogna i dialoghi 🙂

        Speriamo in fretta dài.

      6. Avevo capito la battuta 😀 eheheh
        Anche io, dopo aver visualizzato, pensato, ripensato etc… mi fermo a limare i personaggi, i dialoghi (che comunque escono raffazzonati, ma penso che sia per mia incapacità di base) e poi proseguo oltre. Il fatto è che spesso butto fuori la storia prima che sia ora… non so perché, attendo, la rileggo, attedo, rimescolo (spesso spostando intere frasi avanti-indietro) e poi la butto fuori. Ma è sempre troppo presto, troppo in anticipo sul risultato, decente, che potrebbe raggiungere.
        I dialoghi sono una vera rogna. Spesso smetto di leggere dei libri perché i dialoghi sono irrealistici o uniformano i vari personaggi.

      7. Non sto a parlare di risultati raggiunti che è meglio, a un certo punto do un taglio alle riletture perché arriva un momento in cui non ne posso più dei racconti, pensa un po’…
        E poi, diciamolo, come se non bastasse la difficoltà del dialogo in sé, si aggiungono anche le difficoltà del contorno del dialogo: quanto descrivere del non-detto? Troppo poco, e si rischia in chiarezza; troppo, e si rischia di appesantire il tutto. Una rogna.
        E con queste banalità credo di aver esaurito quel che avevo da dire…
        Ciao ciao 🙂

  2. È proprio vero! Anche io, ogni volta che torno a scrivere il mio romanzo, mi ripeto un mantra, che riguarda sempre un personaggio: è come la corda che tira fuori dal pozzo della fantasia un secchio pieno di immagini e parole…

    1. Prima di tutto, benvenuta su questo blog Regina e grazie del commento.
      Mi piace l’idea del secchio con immagini e parole. Ho un rapporto strano con i miei personaggi, ma questo lo dicono tutti quelli che scrivono (no, non mi definisco uno scrittore, al massimo imbratto il web con pixel e un po’ di fantasia). Io cerco il personaggio e lui scappa. Lo rincorro e lui continua a scappare… finché non mi accorgo di aver buttato giù mille parole e ancora non l’ho afferrato.

      1. Grazie! Ti capisco… Quando crei un personaggio, gli dai vita propria: non puoi mai sapere del tutto come si comporterà nelle situazioni che crei per lui… Definirlo è un’impresa: a volte bastano poche parole, altre volte un intero libro non è sufficiente.

Si!?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...