Visioni serali… Bridget Jones’s Diary

Cosa leggono i vostri stanchi occhi? Bridget Jones’s Baby sul mio blog? Il mondo sta crollando?
Posso solo dire: non ho deciso io di vederlo. E quando il Grande Boss (Daisy Duck) decide che è giunto il momento di vedere una pellicola, non ci si ferma davanti a niente. Neanche al terzo episodio di Bridget Jones.
Partiamo da una considerazione basilare: non è proprio il mio genere di film, perciò la recensione non verterà sulla qualità della pellicola. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa e non va assolutamente bene.
Faccio delle considerazioni a latere, che possono benissimo essere interpretate come forme di snobismo intellettuale, ma che, in verità, non sono altro che un’opinione sincera e disillusa su questo terzo capitolo di Bridget Jones.
Per l’occasione, utilizzo il mio brevettato Listone© che è utile, come sempre, per mascherare la mia ignoranza in materia di film e di italiano scritto e parlato.

  • Vi ricordate lo sguardo commosso sulle avventure/disavventure di Bridget Jones? Adesso c’è quella sottile tristezza che, non so se mi spiego, siete invecchiati voi e anche lei. Forse è il caso di iniziare con il richiamone generale agli episodi passati. Giusto per non far pendere il giudizio in negativo sul presente.
  • Colin Firth, l’uomo su cui molte ragazze/donne hanno sbavato e sognato per quella sua aria innocente da baronetto inglese, in Bridget Jones’s Baby è un vecchio demmerda. Perdonatemi, ma anche Sean Connery, dopo un po’, è passato da affascinante a vecchio.
  • Patrick Dempsey, con il suo fare untuoso da ex-Grey’s Anatomy, fa il superggiovane. Questo non è passato inosservato alla saggia Daisy Duck… anche se credo che il soggetto del contendere fosse diverso.
  • Come vedete mi sto tenendo Renée Zellweger per ultima, perciò faccio una bel plauso per il doppio senso con i pupazzetti. Mi ha strappato un sorriso, ma perché sono una persona gretta, ignobile e ignorante.
  • Il festival di Coachella (penso sia quello, NdA) ha appena travalicato lo status di “festival per fighetti” a festival per tutti (fighetti, wannabe, sfigati cronici etc). Questo permetterà di ricevere visitatori non per la musica ma perché, Cristo di un Dio, ci hanno girato Bridget Jones o ci sono quattro sgallettate che si fanno i selfie sentendosi molto rock’n’roll. Che poi, perdonatemi la divagazione, essere r’n’r con dei costumi che costano come il mio intero armadio è un po’ una mezza stronzata.
  • La capa culo-stretto e ringhiante come un dobermann a cui hanno tirato un calcio nelle balle è un cliché, ma ce lo facciamo andare giù perché guardarla in faccia ti rimette in sesto con il tuo aspetto mattutino del lunedì.
  • Gli sparring-partner storici di Bridget Jones sono, ovviamente, diventati dei vecchi inutili e lasciati ai margini del racconto. Fanno capolino qualche volta, buttano dentro qualche battuta da politically incorrect e spariscono come i colleghi tirchi quando chiedi: chi paga il caffé stavolta? 
  • Il bello di Bridget Jones, se proprio volete trovare la parte positiva di questa trilogia, è la completa dabbenaggine della protagonista. L’effetto sorpresa, come la verginità, non è replicabile.
  • Renée Zellweger è un caso clinico. Mi dispiace. Ho scritto 500 parole pur di non dire questo. In certi punti assomiglia ancora a lei, per trequarti del film ho dovuto battere la mia divina mano sulla spalla di Daisy Duck e chiederle: ma hanno cambiato l’attrice? Chi è questo personaggio? Ma soprattutto, perché sono qua? L’aspetto della Zellweger è una cosa terribile, mi dispiace. Lo so, suono come tutti i rotocalchi scandalistici di mezzo mondo, ma cazzo (!).
  • Ma cazzo!
  • Ammetto che, quando abbiamo dovuto scommettere sul finale, ho sbagliato. Sono una capra (Diddio), ma ho provato a cercare un “The End” alternativo e un po’ divertente a questa storia.
  • L’inquietante annuncio apparso su un giornale alla fine del film potrebbe far supporre che vogliano tirare avanti questa sega saga ancora per una puntata. Anche se sembra di no. Ma forse sì. Che ne so io.
  • Oh, Wikipedia dice che ha incassato 211 milioni di dollaroni nel mondo.
  • Ma cazzo!
  • Ah sì, la trama è ovviamente risibile. Ma non ci stiamo a concentrare su quello proprio in Bridget Jones. Non facciamo gli snob alternativi del minchia. B.J. è nato con una trama che si sfalda come i grissini e così deve rimanere: leggero, senza pretese, senza pensieri e capace di incassare 211 milioni di dollari nel mondo.
  • Ma cazzo!

Non metto foto per spregio.
Non voglio additare niente e nessuno. Se siete curiosi, guardatevi il film. Se non vi è salita la voglia, allora c’è sempre qualcosa di buono da guardare nella vostra videoteca. Che ne so: un bel film di Muccino, no?

Minchia.

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34 Replies to “Visioni serali… Bridget Jones’s Diary”

    1. Sono contento e stupito!
      Non mi hanno mai ringraziato, fino ad oggi, per una recensione sui film.
      Soprattutto per come le scrivo io… che non sono recensioni, sia chiaro.

  1. Non sono nessuno per giudicare e Daisy Duck ha tutta la mia ammirazione,lo sai,ma… PERCHE’?!?! PERCHE’?!?!
    Forse un giorno lo guarderò anch’io,ma non è questo il giorno!

  2. sto morendo dalle risate, dopo la tua recensione di sicuro non mi ci accosterò.
    premetto che ho visto solo il primo e che il secondo già non mi è mancato.
    La ragione per non vedere il terzo me l’hai data tu, mica una però!
    buona serata zeus!

  3. Naaah! Il mondo non sta crollando, è proprio collassato sotto un grosso sgrullo. Naaaah, mi schiero, senza però nessuna intenzione di flammare con chi apprezza la saga o il personaggio o l’attrice dal nome come un minatore di padre fiammingo e madre tedesca.
    Ho visto il primo film e la sua leggerezza come un biscotto senza quel fottuto olio di palma, non solo non mi ha saziato, ma neanche stimolato la fame di un altro (capitolo).
    E non è snobberia intellettualoide, ma gusto personale, seppure potrebbe essere spregevole. Perché ridere di una sfigata, interpretata da una figa, che si finge una sfigata?!? Se sei brutto, ti tirano le pietre; lo dice pure la canzone.
    O Divino! Ma che caxxo! DiVino troppo vino per potere scrivere r’n’r citandolo in Bridget Jones!
    Si è capita la tua ritrosia e volontà di prenderne le distanze, ma non mi è bastato. Toni quasi trattenuti…Che Icaro nella sua ultima picchiata, per la legittima paura, ti scacazzi su una spalla!
    😀
    Ps: pardon, ma ‘ncopp’a sta cosa m’aggia sfucato! Pus and live (era “pis and lov” ma il correttore sta sfasteriato pur’isse)

    1. Cosa posso aggiungere Oste? Cosa posso dire a mia discolpa?
      Mi hanno costretto?
      Non è colpa mia?!
      Tengo questo… ma lo devi leggere alla Belushi in Blues Brothers però!

  4. Io l’ho guardato e mi sono pentita dei soldi buttati (per fortuna ho lo sconto università, ancora per poco però). Ho riso sì e no mezza volta e solo perché mi facevano ridere le due persone che erano con me al cinema. La sala era piena e come dice il buon Caparezza: se la sala è piena, il film fa schifo… E infatti! Va beh, già il secondo non mi era piaciuto, il primo invece lo rivedo sempre con piacere quando lo passano in tv. A ogni modo, i due attori maschili tremendi, anche il mio amato Colin, quell’altro non lo reggo e non lo trovo manco così bono.

  5. 😂😂😂 fantastico!!! Non ho mai visto BJ…neanche il primo…Non mi piace lei come attrice e (adesso verrò linciata lo so) non mi è mai piaciuto neanche il “Vecchio demmerda”!!!!!! 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

      1. immagino la scena: seduti sul divano, un braccio davanti alle spalle e una mano sulla gamba, al primo accenno di movimento di fuga, la mano stringe e il braccio si fa bastone di ghisa che impedisce lo scatto! ;D

      2. Diciamo che, a parte il divano, poteva essere così. Anche se, per onestà intellettuale, sono rimasto dall’inizio alla fine.
        In fin dei conti son curioso 😀

Si!?

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