Cowboys From Hell

Sembra l’appuntamento della domenica o la pinta di birra al pub con gli amici.
Ogni 8 dicembre apro questo maledetto congegno elettronico e devo, non voglio, devo scrivere sui Pantera. Non lo faccio spesso durante l’anno, per un motivo o per l’altro, i Pantera sono una di quelle band che non ho necessità di ascoltare tutti i santi giorni. Perché? Perché sono come i vecchi amici. Se hai bisogno di quella sonorità, di quel mood, di quella botta o quel riff, apri la confezione del CD e ti metti su un Vulgar Display Of Power, un Far Beyond Driven o Cowboys From Hell. Se vuoi un live, puoi anche piazzare un Official Live: 101 Proof.
Quest’anno è stato l’anniversario di The Great Southern Trendkill. Vent’anni fa usciva il disco più corrosivo, cattivo e malato dei Pantera: droga, suicidio, problemi personali, alcool, dipendenze… tutta la fogna umana riassunta nelle liriche di Phil Anselmo e nei riff gonfi di fango di Dimebag.
Già, i riff di Dimebag.
Ci manca uno come lui. Uso il plurale perché manca a chi ascolta la musica. Chissà cosa avrebbe potuto creare quell’uomo. Il massimo della creatività, a giudicare da quanto ha prodotto post-Pantera con i Damageplan, l’aveva perso in troppe bisbocce e troppo alcool. Ma il vecchio leone sa tirar fuori il meglio quando messo alle strette e sono sicuro che anche Dimebag sarebbe ritornato a produrre musica che ti prende e ti sbatte contro un muro.
Parlo al passato perché una persona di merda, un rifiuto della società un giorno si è alzato e gli ha sparato.
Questo avveniva l’8 dicembre 2004.
Dodici anni fa.
Per le nuovissime generazioni, i Pantera sono una di quelle band “vecchie”, troppo estreme, troppo “anni 90”. Non conosciute. I Pantera non sono mai diventati quella potenza commerciale che ha trasformato i Metallica in superstar del rock. Questione di tempo? Questione di stile?
Tenete presente che Far Beyond Driven è stato il primo disco metal ad arrivare in testa a Billboard. Senza essere un disco rock morbido, sia chiaro.
Come reazione a questo i Pantera hanno deciso di prendere il loro suono e schiaffartelo in gola. Perché questo era il loro atteggiamento.
Il problema, per una band, è diventare grande. In tutti i sensi.
Dimebag, per i Pantera, rappresentava ancora l’anima giocosa. Quella che voleva fare party, bere, divertirsi con i fan e godersi quel viaggio, stupendo, nel mondo della musica che amava (e che i fan amavano). Un Blacktooth Grin e poi uno shot.
Una lap dance e poi ancora musica e alcool. Finché il sole non sorgeva e non era ora di ritornare sul palco. A divertire e divertirsi.
Io, quando ascolto i dischi dei Pantera, mi emoziono. Salto sulla sedia. Scuoto la testa. Mi percuoto il petto. Sento l’adrenalina che scalcia come un cavallo nel petto, nel collo e nelle vene delle braccia. Vorrei gridare.
Perché sotto la tonnellata di amplificatori, riff, pattern di batteria, lyrics al vetriolo ed il rombo del basso, c’è tutto il divertimento di tre texani e uno di New Orleans. C’è il divertimento di ragazzi che vogliono fare quello che gli piace.

Sono passati 12 anni e mi manca sentire un nuovo album dei Pantera.

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23 Replies to “Cowboys From Hell”

  1. Ne ho sentito parlare qualche volta, ma non mi sono mai fermata ad ascoltarli … Così ho fatto partire il video che hai postato … E credo sinceramente che mi andrò a cercare qualche loro canzone!

      1. Non lo ascolto chissà quanto … Preferisco il genere psychobilly.
        Però ti ricordo: mai fermarsi alle apparenze 😀

        Se dovessero iniziare a piacermi seriamente te lo farò sapere!

      2. Figuriamoci se mi fermo alle apparenze 🙂 di solito la gente, quando ascolta quello che propongo, scappa disperata!! Qualcuno che va alla ricerca, beh, è un unicum! 😀

  2. Conoscevo i Pantera, per quanto il Metal non sia il mio genere, negli anni 90 la
    Musica era il pane quotidiano della giornata. A leggerti mi è rivenuta voglia di avvicinarmi di nuovo al Metal. E ogni 8 dicembre s’adda fa ‘sta crianza

  3. I Pantera mancano, manca la semplicità e l’umiltà di uno come Dimebag Darrel, manca il suo saper far parlare una chitarra. Vinnie Paul in una intevista a Loudwire ha espresso la volontà di far uscire del materiale inedito con riff di chitarra scritti e suonati da Dimebag. Inoltre, lo stesso Vinnie nella stessa intervista ha affermato che la strada che stavano intraprendendo con quello che sarebbe stato il secondo disco dei Damgeplan sarebbe stata la strada giusta ma nessuno oramia può dirlo. Sono molto legato ai Pantera, da un punto di vista sentimentale: il loro The Best è stato il primo regalo che la mia ragazza mi fece 10 anni or sono, e poi la forza che hanno sprigionato da Power Metal in poi non è cosa di tutti i giorni. Ricordo che un giorno ascoltai non so quante volte Cowboys From Hell, per poi andare al negozio di dischi della mia città e comprarmi il disco, faccio outing avevo la e penso di averla ancora la copia masterizzata di C.F.H. La musica e i testi hanno rappresentato molto per me, specialmente Becoming. R.I.P Brother Dimebag Darrell Never Forgotten August 20, 1966 – December 8, 2004

    1. Grazie di questo commento!!
      Cosa posso aggiungere? Solo una cosa: spero che le registrazioni non usciranno mai… mi disgusta questa cosa del tirar via la carne dai morti. Quello che ha fatto, ha fatto. Io sono contento così. Le edizioni speciali dei dischi sono senza inediti (Piss a parte, che non è altro che una pre-produzione) e con dentro live già visti o inediti (CFH, bel triplo disco).
      Il secondo dei Damageplan? Chi lo sa… sicuro il primo non mi ha esaltato per niente. Ma, a loro discolpa, avevano fatto cantare il cantante alla stregua di Phil (e non può pareggiarlo) e i riff sono quasi nu-metal, fratturati e senza troppo appeal.

  4. Tutti album bellissimi. Anche il trendkill, per quanto piú difficile nella sua durezza musicale e lirica. Sono stati un grande gruppo, anche se singolarmente non mi fanno, o hanno fatto, sempre impazzire, sia musicalmente che umanamente.

    1. Singolarmente hanno tutti le loro pecche, niente da dire.
      Ma gli album sono una bomba (il peggiore è proprio Reinventing The Steel… l’hanno fatto per contratto e si sente).

    1. Benvenuta, prima di tutto.
      Felicissimo di averti dato questo “passaggio” nel passato.
      Che poi, diciamocelo, è passato musicale, culturale, emotivo… gli anni 90 sembrano lontani, ma…

Si!?

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