Cronache di guelfi e ghibellini – Firenze a novembre 2016

Il turista torna sempre sul luogo del misfatto.
Nel mio caso, e quello di Daisy Duck, è Firenze.
Firenze in novembre è esattamente come te la puoi aspettare: bagnata, piena di turisti (a caso) e con una temperatura che, rispetto a dove vivo io, ha qualcosa di equatoriale.
Questa sortita fiorentina è stata una toccata-e-fuga, niente di che. Un paio di giorni di paura-e-delirio in salsa fiorentina e poi di nuovo a casa che il lavoro ci aspetta.
I classici resoconti di viaggio mi annoiano in una maniera terribile. Leggere e ri-leggere tutte le cose trite sul turismo nostrano mi abboffa la uallera peggio di vedermi il filmato delle vacanze.
Che io odio, sia chiaro.
Per questo motivo, come sempre mi accade, cerco di trovare spunti diversi nel giro a Firenze e far vedere la città sotto gli occhi di uno che, in effetti, turista non lo è.
Anche perché non so mai dove cazzo sono quando giro.

  • Sono riuscito a creare un delirio assoluto sul Frecciargento a causa dei posti cambiati. Fortuna che nessuno si è lamentato. Fossi stato io dall’altro lato della barricata avrei detto “soliti italiani”. Visto che il “solito italiano” ero io, ho fatto il classico struzzo e ho messo la testa sotto la sabbia.
  • Venerdì Firenze era vuota. Il cielo cupo e plumbeo e l’aria puzzava di candeggina. La cena è stata a base di pizza (lei) e maialetto di cinta senese (io). Poi giro di rito nel centro e a dormire che, il sottoscritto, è un vecchio dimmerda stressato dal lavoro.
  • L’Hotel aveva una doccia stupefacente. Prima di capire come aprire e fare, penso di essermi beccato un getto gelido nelle gengive grazie alle mille uscite confortevoli e rilassanti presenti nel vano doccia. Lo “stupefacente” non è una presa in giro: la caduta a pioggia, rilassante e imponente, supera di molto lo sputacchio che ho a casa (di mattina… di sera è meglio).
  • Sabato non ho visto niente. La pioggia scendeva come Io la mandavo, ma il 90% della giornata l’abbiamo passata alla Tattoo Convention di Firenze. E il protagonista non ero io (per chi se lo chiedesse).
  • La popolazione che girava per la Tattoo Convention era delle più disparate. Dai giovani senza nessuna idea ai navigati tatuati, tutti migravano da stand a stand con interesse e naso dentro i tatuaggi altrui. Ho visto tatuaggi stupendi e qualche porcata, ma al 90% erano tatuaggi di un certo livello… altro che le merde che si vedono in spiaggia.
  • Sono stato piacevolmente sorpreso (non è il termine giusto) dalla competenza e intelligenza di un tatuatore danese (ma nato in Germania). Alla richiesta di un tatuaggio da parte di un ragazzo (il cranio della mucca e la scritta W.O.A – che è il logo del Wacken Open Air, un concerto metal che si tiene in Germania), il tatuatore ha sollevato dubbi sulla scritta (“ma sei sicuro?”) e poi ha sparato un prezzo elevato. Il ragazzo, non convinto di partenza, ha lasciato perdere evitandosi un tatuaggio che, nel giro di 2 anni, avrebbe ripudiato.
    Sono convinto, comunque, che troverà qualcuno che glielo inciderà sulla pelle.
  • La fiorentina serale (1,3Kg) con relativi contorni è stato il giusto premio dopo una lunga giornata al chiuso. Il giro in centro, per vie strane e smarrite (fortuna che ho un pizzico di senso dell’orientamento), è servito per buttare giù la ciccia e andare a dormire. Programma, come sempre, molto rock’n’roll. Se vi stavate chiedendo dove sono i party, gli apertivi etc etc, chiedete ad altri blogger.
  • Sabato la città era ancora tranquilla. Puzzava leggermente del detergente sulle strade, ma era vivibile.
  • Ultimo giorno a Firenze (domenica). Alzata con bestemmie, impacchettare la borsa e poi via verso nuove, stupende avventure. Che significa? Perdersi nei vicoli di Firenze (i cinesi riescono a fotografare mentre camminano… io mentre cammino evito di respirare per non inciampare) e riemergere alla Casa di Dante (che ci siamo evitati) e poi planare ad un bruch con buffet luculliano. Finito di mangiare mi son sentito come il Gabibbo.
  • La temperatura a Firenze era di 17 gradi. Noi siamo scesi dal Nord vestiti invernali. Sudavo come una salamella sulla griglia.
  • I turisti sono riemersi dalle fogne. Probabilmente con l’acqua son venuti su anche loro. Un macello e gli spintoni. Fortuna che ero di ottimo umore. Ah, logico, questa volta i vucumprà non mi hanno chiamato Africano Bianco.
  • Per una botta di culo abbiamo preso il treno prima da Firenze S.M.N. a Firenze Campo di Marte. Se avessimo preso quello che volevo prendere io, avremmo perso il treno per il ritorno.
  • I miei compaesani, che ho incrociato sul treno del ritorno, sono delle capre. Mi dispiace, ma sono arroganti e casinisti. Mi sono vergognato. Fortunatamente avevo il Grande Capro nelle orecchie e un buon libro da leggere, almeno li ho potuti evitare con grazia. Ma i calcioni dei figli e le urla della madri me li son presi tutti.
  • Quando sono rientrato a casa, la mia città mi ha accolto con pioggia e freddo. Non dico altro.

Direi che ho detto abbastanza minchiate.
Che il potere della bistecca alla griglia sia con voi.

Andate in pace.

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40 Replies to “Cronache di guelfi e ghibellini – Firenze a novembre 2016”

    1. Non lo so. Ma l’odore di candeggina o simile era abbastanza presente.

      Possiamo discutere sulle implicazioni del tuo “piove candeggina per lavare i turisti” per diversi post 😀 ahahahahah

      1. Un qualsiasi cantante indie italiano ci farebbe un disco. “Piove candeggina per lavare i turisti”, il nuovo singolo di “Salamella per giovani”, la rivelazione del cantautorato italiano dai tempi di Samuel Katarro*.

        * questo esiste sul serio, non l’ho inventato io

      2. È molto semplice, lo shoegaze è quella cosa nel mondo indie che quando non sai uno bene cosa stia suonando ce lo butti dentro, tanto gli altri che ascoltano non hanno ben chiaro nemmeno loro, ma se tu dici shoegaze loro annuiranno con fare saccente.
        Insomma è come il cumino per gli chef stellati, tra i mortali nessuno sa dove vada messo realmente ma se ce lo metti allora sei uno che sa di cucina.

      3. Ah allora io che metto il cumino in alcuni piatti, ne so qualcosa di cucina!?
        Ottimo, adesso mi vanto.
        Tu dici che lo shoegaze è un po’ come il “ha il retrogusto di viola mammola” nel vino? Lo dicono tutti per sembrare sommellier.. poi, a guardarli bene, son metà ubriaconi e l’altra alcolizzati persi.

      4. Adesso ho capito.
        Dopo la tua spiegazione, mi sento… come dire… spiegazzato?! 😀 eheh

        Tolgo il blog, non preoccuparti.

    1. Ecco, ma voi avete il clima temperato ancora… qua si sentono i primi morsi del freddo (alla mattina).
      No, io niente. Anche se l’ambiente, a dirla tutta, invogliava.

      1. Per me era la prima volta! Molto interessante l’ambiente e come si vedevano quelli abituati al mondo dei tatuaggi e quelli che, in effetti, arrivavano per moda.
        Si muovevano in maniera differente.

  1. Mamma mia, che gola di Fiorentina!! L’ultima l’ho mangiata in Friuli in una sagra (fatta da toscanacci)! A Firenze ci sono stata molti anni fa, mi piacerebbe tornarci perché ho vaghi ricordi. Anche qui al nord il clima è equatoriale /: Fa veramente un caldo schifoso, imbarazzante per novembre. I tatuaggi su alcune persone mi piacciono, ma ultimamente sono diventati una moda e tutti si tatuano le stesse cose. Poi ovviamente liberi di farli. Io non mi sento tipa da tatuaggi, se mai dovessi farmene uno sarà un disegno che mi piace, qualcosa priva di significato, detesto le robe simboliche o ricordi appiccicati sulla pelle, che stress… : D

    1. Lascia stare… l’abbiamo sbranata a tempo record 😀 eheheh. Io ci sono stato diverse volte, l’ultima in luglio (e ci ho scritto un post delirante sopra… sono una guida turistica ignobile).
      Ehhh, lo so che anche qui al Nord fa caldo 😉 e sì che sono ancora più a Nord di te 😀
      La moda del tatuaggio ormai è sdoganata.. il problema è la qualità e quello che disegnano. Ci sono delle porcate ignobili che mi vergognerei come un ladro a portare!

      1. e ti credo!! che bontà… che invidia ahahaha! Sì scusa avevo bisogno di lamentarmi che al nord facesse troppo caldo così ne ho approfittato : D no vero, ormai la moda è stata sdoganata, però io vedo tanta gente con gli stessi tatuaggi tipo la mano di Fatima e così via. Va beh, alla fine soldi e affari loro! SUlla qualità non me ne intendo, proprio perché sono ignorante sull’argomento…

      2. Sull’invidia cerco di mettere benzina… ehehe… così scateno altro fuoco e fiamme. Sui tatuaggi: come qualità intendo proprio come sono realizzati. Vedi certi sgorbi fatti da mani tremolanti che ti chiedi: il tatuatore beveva?! 😀

      3. sì ma poi uno deve pure pagarlo il tatuatore? comunque lo dico qui, visto che non rischio…una mia cara amica si è è fatta tatuare sul polpaccio da una sua amica… Il disegno bello eh, ma storto. Lei ovviamente disperata : D

      4. Ovvio. Questa è la cosa peggiore. Se lo fai fra amici, con che coraggio vai e dici “hai fatto una schifezza, devi pagarmi la copertura!”???

Si!?

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