Capra Diddio Short Stories (LBZ World Time Edition)

Dai creatori della più grande storia mai raccontata – Genesi 2.0 -, ecco le nuove avventure del protagonista più irriverente, irritante e irrispettoso del XXI secolo: Capra Diddio®.

© Lord Baffon II & Zeus
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Una sera sono andato in discoteca. Era il Number One di Poggibonsi, discoteca con i controcazzi, a dirla tutta, e ho rimorchiato una ragazza. Non ci è voluto molto: 6-700 drink ed è diventata mia. Era Sexy? No. Intrigante? No. Oscura? No. Diciamo che era scopabbbbile.
Dopo aver passato la sera insieme, e non sto a raccontarvi i numeri che abbiamo fatto, mi sono svegliato tronfio e garrulo per le mie prodezze e volete sapere una cosa? Lei non c’era. La prima cosa che ho fatto? Come dite, il portafoglio? No, no. Mi sono tastato i reni e ho controllato che ci fossero entrambi. Tutto apposto. E così anche il cesso era in ordine, nessuno coccodrillo albino era stato scaricato nelle tubature. Quando lasciavo il brendolo a penzolare, non dovevo temere di far da esca a nessuno rettile affamato di carne.
Ma sullo specchio c’era una scritta fatta con il rossetto che diceva:

BENVENUTO NEL MONDO DI CAPRA DIDDIO vs. SUPERMAN. 

Sul resto della parete c’era questo racconto……….. …. . . . . .. .  ..

 Come vi immaginate il 1952? Io, personalmente, una merda atomica. E così doveva pensarlo anche Capra Diddio mentre, con la grazia tipica delle capre di alto lignaggio – ricordiamo che è stata uno dei più letali combattenti nonché nazista convinta -, si sbafava, nei dintorni di Smallville, una quantità di erba da far impallidire un vegano affamato. La periferia di Smallville è esattamente come dev’essere una periferia: brutta, sporca, con puttanoni da quattro soldi che girano con le borsette a roteare in aria come fossero nunchaku, papponi con i denti d’oro e il pellicciotto anche in pieno agosto e stormi di vegani picchiati per strada da attivisti della salsiccia.
A causa del carisma tangibile, o del fatto di essere geneticamente cingolata, Capra Diddio era ignorata da tutti. A parte le pecore che, con degli occhioni così ovini, la guardavano e le facevano segno di andare sotto la panca (che si sa, è dove la capra campa).
Nelle vicinanze del campo di Diddio c’era il bruttissimo bar gestito da Jamie Jones Jimbo Junior III  – il Truck Bar. Brutto perché aveva lo stesso colore di uno stronzo lasciato ad appassire in Riviera ed egualmente frequentato. Al suo interno si ritrovavano la peggior specie di personaggi di Smallville, a partire, sia chiaro, da quella grandissima cippa del giovane Clark Kent.
Kent andava al Truck Bar per giocare a freccette. Non si sapeva bene perché, ma era uno abitudinario: arrivava, tirava fuori le sue freccette e sfidava un po’ la chiunque. Quel giorno stava giocando contro Tom Tombino e Frank Caracciolo, detto Toro Sfiatato.
Sei una merda Kent. Hai perso di nuovo, stronzo. Non azzecchi un lancio neanche se ti mettessi di fronte il culo di un’elefante!!  – i due buzzurri incominciarono a ridere in maniera così artificiale da far rivalutare le risate pre-registrate dei telefilm.
Se solo potessi togliermi questi occhiali!!  – pensava Kent – gliela metterei nel culo una volta per tutte a questi minchioni.
Prima che potesse finire il pensiero, però, dalla porta principale entrò Capra Diddio. Una sgommata per terra e, la leggenda narra, anche nelle mutande. Il rumore dei cingoli gracchiava nelle orecchie dei presenti e il metallo pregiato lasciò uno striscione nero come la pece sul pavimento. Il barista alzò lo sguardo dai bicchieri e guardò Diddio, ma un’occhiata della Capra nazista e tutto passò sotto silenzio.
Ma non per il vice sceriffo Adam Atchinson. Non per lui. Vice sceriffo da una vita, con una panza da far schifo al cazzo, una pappagorgia enorme e il fiato che puzzava di culo. E tutti sapevano che ce l’aveva anche piccolo.
Il vice Atchinson prese l’entrata di Diddio come un’intrusione nella sua privacy e un turbamento nella comunità. Si alzò dalla sedia e, con il passo tipico del vice sceriffo spaccacazzo, si avvicinò alla capra.
Hey, tu, straniero. Ti tengo d’occhio – Per sottolineare la minaccia, Adam si batté l’indice sulla benda da pirata che gli copriva l’occhio e poi tornò a dire – Qua siamo tutti onesti cittadini, rispettosi di Dio, delle leggi e dello Stato. Non vediamo di buon occhio i frichettoni comunisti stramboidi e le stregonerie come le capre cingolate.
Capra Diddio, che aveva la lingua pastosa dal troppo fieno e un leggero cerchio alla testa dalla troppa erba, ignorò il pedante vice sceriffo che, come una zanzara o una moglie scassacazzo, incominciò a tormentare Diddio.
Sei troppo capra. Non sei abbastanza capra. Comunista. Nazista. Vegana… 
La serie di ingiurie che gli sparò contro non sembravano scalfire la serafica dignità di Diddio, la quale continuava a rombare sommessamente con il deretano.
La calma, però, venne interrotta quando Atchison disse: Quelli come te… Figli di Puttana….
Diddio, ricordandosi la sua genesi tormentata, si sentì punta sul vivo e, sgommando, tirò una craniata ad Adam vice-sceriffo Atchinson. Il panzone schifoso volò per tutto il bar, finendo a fracassare il tavolo da biliardo dove stava giocando Big Bob Bong, camionista iroso e cirrotico e grande esperto nell’arte del punto-e-croce e della rissa da bar.
Dopo l’inizio noioso come la morte, i film d’essai o i filmini delle vacanze, il sabato sera stava ritornando alla normalità.
La rissa che ne venne fuori fu terribile.
Schiene vennero spezzate, sedie vennero piegate, bottiglie vennero rotte e l’ubriacona del locale gridò: Ma nessuno pensa ai bambini?
No. Cazzo. Nessuno ci pensa in quello schifo di Smallville.
Volarono botte da orbi. Sul pavimento si trovavano più denti che assi e il rumore di palle che si rompevano era qualcosa di terrificante. Spintoni e ancora botte. Qualche schiaffo dai rissaioli della domenica e un bel po’ di pause birra per prendere fiato e poi via, che la rissa non deve mai aver fine.
Tutto questo finché Jim “Il Roscio” McDonalds, spinto dal gracile Ron “Spurgo” Calahan, non temponò accidentalmente Clark Kent e gli fece cadere gli occhiali e…

IL MACELLO!!!

Il disastro fu esagerato. Non ci sono altri termini per descriverlo.
Il bancone del bar prese il volo come un passero in autunno e atterrò sul campanile della Chiesa locale, le finestre si ruppero in mille pezzi, i cessi (quelli vuoti) si intasarono e la colonna portante, un pezzo di cemento armato pesante e lungo almeno una decina di Rocco Siffredi, venne presa e lanciata contro la vecchia Buick di Jonathan “Scintilla Fiacca” Giannetti.
In tutto il parapiglia finirono persino le patatine!!!
L’unico centro di gravità permanente, colei che in tutta la rissa non aveva mosso uno zoccolo o un cingolo, era Capra Diddio.
La Capra nazista, masticando delle noccioline, prese da sotto lo scroto (dove teneva tutte le cose preziose), il sacchettino con la kryptonite. Dopo l’esperienza nei laboratori nazisti, Capra Diddio era solita portare con sé un sacchettino di kryptonite per ogni evenienza. Il potentissimo combattente geneticamente cingolato mise il sacchettino sul tavolino, l’unico salvo, dove stava sorseggiando una birra di radice.
Il tutto in silenzio.
Kent notò, con la sua vista dopata, il gesto di Diddio e capì.
Capì che era ora che i bambini tornassero a casa e si mettessero a letto. Capì che adesso erano i grandi a giocare e così, appoggiando Tom Tombino sulla casa di fronte, ritornò ad indossare gli occhiali e, quasi contemporaneamente, si rimise le mutande rosse sotto i pantaloni.
Kent, alzando entrambe le mani in segno di pace e buone intenzioni, disse
Calmo amico, non fare pazzie. Siamo ok così, tutto è finito. Ci penso io.
Superman/Clark Kent incominciò a visionare il locale e poi, intercettando lo sguardo del barista, gli disse con la sua vocetta fessa – Jamie Jones Jimbo Junior III offri un giro a tutti!!
Appena finito di pronunciare Tutti, si accorse di aver fatto un’altra stronzata e, riverente tanto che la lingua poteva toccare i denti sparsi sul pavimento, disse a Capra Diddio:
E tu, Grande Capra Diddio, cosa prendi?
Diddio, capra serafica di natura e pericolosa come una fagiolata a mezzanotte, sbuffò di fronte al servilismo dello scimunito Kent. Si mosse avanti e indietro sui cingoli e poi prese l’unica decisione possibile: mettere via il sacchettino di kryptonite. Aveva segnato il suo punto.
Capra Diddio guardò il locale distrutto e, ghignando, la Buick disfatta di Jonathan “Scintilla Fiacca” Giannetti. Fatto questo, Capra Diddio Annuisce, scalda i motori….

E si dirige verso Est.

Ah, logico, Clark Kent continuò a perdere a freccette.
Quella mezzasega in mutande rosse. 

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24 Replies to “Capra Diddio Short Stories (LBZ World Time Edition)”

  1. Semplicemente meravigliosa! L’inizio è epico, nella scena con il vice sceriffo ci vedo qualcosa alla Rambo, sarà il passato nell’esercito di Diddio…
    Ce ne fossero di piú di racconti come questo, sicuramente ce ne sarebbero di piú!

    1. Inizio epicissimo! E poi il vice sceriffo è tratto da Rambo, mi sembra logico.
      Diddio è protagonista senza quasi parlare.

      Più racconti? Ci saranno. Non preoccuparti. Ci saranno.

    1. Qua dentro c’è un’ignoranza che fa Comune (ha persino giunta etc etc). E questo è solo il racconto breve, Genesi 2.0 era un tripudio di ignoranza e brutalità!

      1. Spero che tu abbia almeno qualche idea! 😀
        (Quelle impronte… Tu sai già come proseguirà la storia, non provare a dire il contrario, allora spero arriverà presto la prossima pagina di diario -porc la rima non era voluta!- Hai fatto salire la curiosità a mille e ora la DEVI soddisfare, chiaro? 🙂 )

      2. Devo fare un summit con Lord Baffon II per Capra Diddio.
        (posso essere onesto e dire: no. non lo so?! Perché mi viene in mente la trama quando scrivo, scrivo e mi stupisco anche io… ehehe. Quando trovo il tempo per il nuovo capitolo, soddisferò la tua curiosità, questo è sicuro!).

      3. (Mmm sento puzza di bruciato… o invece è carne andata a male? Vabbè vabbè, potrei anche crederti 😛 ognuno ha i suoi metodi… Allora quando vuoi, io ci sarò)

Si!?

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