Riassunto delle precedenti puntate

Dove sono stato? Sempre qua. Solo che ho letto di più e scritto di meno.
In ogni caso faccio un riassunto delle precedenti puntate, che così nessuno sente troppo la mia mancanza.

  • I giorni scorsi sono stati intensi. Per lavoro sono dovuto stare col culo incollato al sedile della macchina e spararmi un po’ di chilometri. Il bello di spararsi i chilometri in auto è che mi permette di ragionare.
  • I ragionamenti? Totalmente inutili. Hanno attestato diverse incapacità e messo in luce alcune capacità. Che poi queste ultime non compensino le incapacità è il motivo della riflessione.
  • Ho guardato un film tedesco (Der Geilste Tag) cercando, al suo interno, della felicità. Non c’era. Ho ridacchiato in certi momenti, ma non c’era quella leggerezza che cercavo. Mi potreste chiedere: perché guardi un film tedesco per cercare leggerezza? Bella domanda.
  • In questi giorni sto ascoltando musica di tutti i tipi. Penso di aver incominciato un processo di necessaria schizofrenia musicale. Nella ricerca musica shuffle del mio iTunes, in cui sono contenute canzoni mie e di Daisy Duck, sentire un binomio come I Cum BloodSweet About Me non è così improbabile. Che la doppietta (successa sul serio) sia ironica anche in termini linguistici è un plus che vorrei sottolineare anche in questa sede.
  • L’inaspettata allegria musicale mi ha fatto pensare che, nei momenti di depressione, avrei dovuto prendere baracca e burattini e trasferirmi a Monaco di Baviera a cantare sulla piazza. C’è un solo lato negativo: non so cantare granché bene e non so suonare la chitarra. Ma il cojon saprei farlo benissimo.
  • Ci saranno sviluppi lavorativi? No, non ho scritto sbagliato, la domanda è corretta. La risposta è “non lo so”. Che non è un errore e che causa ulteriori riflessioni da macchina.
  • Incomincia l’inverno in Provincia. Notizie meteo per chi volesse prendere la macchina, spararsi x centinaia di chilometri e venire a sciare. Quello che mi inquieta è che, di solito, il passaggio dall’estate all’inverno, passando per l’autunno, era graduale… adesso no. Ma questo, penso, è dovuto all’uso e abuso dell’espressione “non ci sono più le mezze stagioni”. Alla fine anche il meteo si è adattato.
  • Ieri mattina, in bici, volevo prendermi le dita e metterle in tasca. Tanto ormai erano insensibili dal freddo mattutino. I guanti? Non trovati.
  • Hanno dato il premio Nobel della letteratura a Bob Dylan. Non lo sapevate? Certo certo, bravo eh. Ma potevano anticipare i tempi e dargli un premio simpatico negli anni 60. Ma forse non ho capito io cosa significa Premio Nobel alla letteratura.

Spero di tornare a scrivere, perché continuare a ragionare mi fa male.

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26 Replies to “Riassunto delle precedenti puntate”

  1. metterei un piace di solidarietà perché mi ritrovo in molte cose che hai scritto (come sempre, direi), ma mettere un piace a un post che finisce come una coltellata, sembra una roba da infami. e io sono una signora per bene. però puoi immaginarmi con le braccia verso l’olimpo, come a dare la forza a goku (in questo caso, tu saresti goku). 🙂

    1. Grazie Signora Pasteis (ormai, cara mia, il matrimonio ha tirato via il Signorinella… eheh). In effetti spesso ci troviamo sulla stessa barca, io al posto del vogatore ma è un discorso diverso 😀
      A volte, e lo dico con una certa sicurezza, mi viene il dubbio di essermi fermato. Quattro frecce e via. Boh.

  2. I film tedeschi e pure i telefilm che ci costringevano a guardare al liceo mi facevano soffrire come un cane. Oh, potevano essere comici, patetici e tutto quanto ma avevano un’atmosfera stranissima, ogni volta mi veniva malinconia. Mi sembrano sempre film d’altri tempi, boh. Comunque io in auto ragiono ad alta voce, parlo tantissimo da sola, in effetti può essere che io stia diventando pazza. Sono solidale con l’ultima parte del tuo post.

    1. In realtà ci sono molti film tedeschi che mi piacciono… spesso sono commedie leggere, anche se possono essere definite agrodolci, un po’ melanconiche… ma questa non era così. Sarà stato che non era una “gran film”, ma boh.
      Io parlo sempre in macchina. Da solo intendo.
      Solidale con il: scrivere e non parlare?

  3. Guarda, a Berlino ho visto suonatori a Kreuzberg che tutto sapevano fare fuorché cantare e suonare. Secondo me con la tua conoscenza musicale potresti sfondare e fargli mangiare la polvere.

    Oppure potresti impratichirti nel numero delle dita in tasca!

    1. Secondo me anche… faccio un po’ il clown e vinco facile.
      Il numero delle dita in tasca è un po’ un evergreen… finché non ti battono sulla spalla i poliziotti e allora c’è un po’ di malinconia nell’aria.

      1. Concordo. Soprattutto perché hanno le palette, ma non hanno i secchielli per la sabbia e non è bene.
        E non sono ragazze-immagine vestite da poliziotto… Perciò finiscono le risate.

  4. Macinare chilometri aiuta a riflettere, sopratutto nello specchietto retrovisore. I pensieri, che sarebbero potuti volare via senza alcun rimorso e anzi con un certo sollievo (la scatola cranica e’ piccola e umidiccia, posto insalubre), nel chiuso dell’abitacolo iniziano a vorticare e a spaparanzarsi sul parabrezza sopratutto con il freddo. Gli piace il panorama, anche quello grigio dell’autostrada perché sono sempre stati al chiuso nella scatola cranica e godono al calduccio esattamente al di sopra delle bocchette del riscaldamento sul cruscotto. Insomma l’automobile è l’habitat naturale delle idee riflessive.
    Ciò premesso, rimango stupito almeno quanto te a leggere queste mie baggianate, quando scrivi che guardi un film tedesco e ci vuoi trovare anche la felicità. È l’evento impossibile in calcolo delle probabilità. Non mi chiedere perché, è così. Come 1+1=2

    1. Penso che hai fatto la miglior descrizione in assoluto del viaggio in macchina + riflessioni. Chapeau.
      Come dicevo a V., molte delle commedie che guardo (in tedesco) sono anche divertenti (o, meglio, agrodolci con finale leggero), ma questa non aveva quel taglio. Boh. Sfiga penso.

      1. Non ho un gran feeling con il cinema tedesco, percepisco un fondo cupo. Il suono della lingua tedesca per qualche motivo sconosciuto mi fa lo stesso effetto che sui cani pastori tedeschi 😉 Sarà la Storia che ho letto e nel passato recente non hanno lasciato un buon “ricordo”. Percezione personale e probabilmente sbagliata, ma è come mi viene.
        Se ti va, ho scritto anche io di un viaggio in auto e pensieri rimbalzanti nell’abitacolo:
        https://redbavon.wordpress.com/2016/05/06/scintille/

      2. Ehhh, lo so. Il cinema tedesco non ha la fama della risata semplice. Ma in realtà le commedie ci sono e sono anche godibili. Spesso non vengono tradotte decentemente e i doppi sensi sono travisati.
        Sai che a me, devo dirlo, i tedeschi stanno parecchio simpatici? Non parlo della Storia, ovvio, ma dell’adesso.
        Finisco di scrivere il post e poi leggo 😉

      3. Chiaro, non ho nulla neanche io contro i tedeschi di oggi e non conosco la lingua tedesca, mio limite. Posso non condividere la loro “scelta” di volere essere i “gendarmi d’Europa”, ma ho conosciuto anche io tedeschi adorabili e ridono anche loro. Per carità, ti descrivevo in totale trasparenza quelli che è un mio limite.

      4. Ormai ho incominciato a capirti redbavon! 😉 so che esprimevi un tuo pensiero, non preoccuparti.
        In effetti nel passato erano abbastanza totalitari eheh… adesso sono migliorati, fanno commedie divertenti e si sbattono come pochi. Forse si credono un po’ meglio degli altri, ma bisogna dare credito al fatto che si sono presi due sberloni nelle due guerre e sono di nuovo al top dell’Europa. Nessuno ce l’ha fatta.

      5. Ero a Monaco di Baviera, mi sedetti accanto a un tipo esile con i baffetti sulla cinquantina. Attaccato bottone nel mio inglese napoletanizzato. Concludemmo che eravamo entrambi terroni. Lui era alla quinta birra, senza un segno di cedimento, io alla seconda e iniziavo a sentire la vescica implorare di essere svuotata.

      6. Ehhh la capacità di reggere alla birra è un punto a loro favore. Che poi li renda dei panzoni ignobili è un discorso diverso.

Si!?

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