The Incredible Jukebox (158)

Ho finito di scrivere Per Chi Suonò La Campana (ecco l’ultimo capitolo – Dicembre).
Mi sento vuoto, ve lo posso assicurare. Ho creato un mondo, dei personaggi, delle ambientazioni così pregnanti che, adesso, a due giorni dalla pubblicazione dell’ultimo capitolo, mi sento vuoto. Ho, paradossalmente, perso qualcosa. Un impegno, sia chiaro. Vi posso assicurare che mettersi a scrivere, e riscrivere e ri-riscrivere, tutta la storia, a volte, era un vero dilemma etico.
Cercare di tirare le fila del discorso, evitare le contraddizioni e provare, in maniera quantomai ragionata, a chiudere tutte le sottotrame e non lasciare indizi campati in aria, è stato un lavoro incredibile.
Spesso e volentieri, mentre pedalavo al lavoro, mi ritrovavo catapultato in quel mondo e pensavo: Vernon fa così, Roger fa questo e Vernon reagisce e l’ambiente è
E arrivavo al lavoro senza essermi accorto del vento contrario, dei ciclisti indisciplinati, degli automobilisti rompicazzo e della gente in generale, ecco.

Adesso cosa farò? Non lo so.
Devo ancora fare una cosa che, qualcuno, mi ha chiesto diverso tempo fa e non ho ancora fatto. Ma appena ho un paio di minuti liberi mi metto all’opera.
Progetti miei? Non ne ho idea. Di buttarmi di nuovo nel mondo di Roger, Vernon e Louise è troppo presto… sarebbe affrettare dei tempi (se mai verranno) non maturi. Altre storie non ne ho in mente, ma non mi preoccupo… arriveranno. C’è sempre un personaggio che richiama la mia attenzione e con le sue mani mi batte sulla spalla e mi dice.

Hey, tu! Mi racconti?

E io lo faccio. Non mi piace deludere i personaggi.
La canzone di oggi è una di Nick CaveMurder Ballads. Non servono troppe presentazioni perché è un disco vecchio e conosciuto e racconta più storie una sua canzone che un mio trattato noiosissimo!

Allora fatemi un piacere. Voi ascoltate la canzone, nel caso di specie Stagger Lee, mentre io penso alla storia.

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29 Replies to “The Incredible Jukebox (158)”

  1. Ti dirò, quando porto a termine una storia, un progetto o qualsiasi cosa, io avverto una sorta di pienezza. Sarà perché sono inconcludente per natura e quindi per me è un traguardo. Tuttavia capisco che ci sia anche molto dispiacere. Tu mi metti qui Nick Cave e io in questo momento ti sto adorando. Sono reduce dall’ascolto dell’album, dalla visione del film e ho ancora il ricordo delle budella attorcigliate.

    1. Non mi adoravi anche prima?! 😛 ahahahaha
      Scherzo.
      Comunque sento il vuoto perché ho creato un mondo molto pieno stavolta. Di solito sono storie molto brevi, piene sì, ma questa avevano più personaggi e situazioni… nonché colpi di scena.
      Boh.

      1. Secondo te non te la dicevo? Scusa, fai gli assist… 😛 sacrifica, sacrifica! 😀

        Se hai voglia, leggilo 🙂 anzi, ti ringrazio in anticipo!

  2. mi prenderò il tempo che non ho avuto per leggerlo tutto, l’ho lasciato a metà!
    tanta stima per averlo portato fino in fondo, anche sulla fiducia.
    nick cave, che te lo dico a fare?

    1. Grazie mille. Sono onorato, veramente.
      Ci ho perso tempo e mi ho tirato capocciate al muro per far quadrare tutto in una storia lunga (di solito, per mio gusto, scrivo racconti brevi). Ho dovuto fare gli straordinari.
      Nick Cave… what else? 🙂

Si!?

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