Questo vin santo non allappa… ovvero Cronaca da Firenze

Chiariamo subito una questione, sono sparito per un paio di giorni.
La motivazione è semplice: Daisy Duck mi ha regalato un viaggio a Firenze. Potevo rifiutare? Direi di no. Ecco perché venerdì mattina abbiamo preso il treno e ci siamo diretti verso quella cittadina ridente della Toscana.
Lasciato da parte ogni dubbio in merito a calura eccessiva (ebbene sì) e troppa gente (la mia misantropia sta diventando una costante), ci sediamo nella frescura Siberiana del Frecciargento e ci spariamo un paio d’ore di treno.
Ma andiamo con ordine e cerchiamo di puntare alla razionalizzazione della cosa.

(da web)

Venerdì – Day 1 “Chemmefrega di Firenze, io voglio vedere il David”.

Arrivati in località e raggiunto l’Hotel, in posizione extra-centrale (cosa che mi ha reso molto felice), inizia la nostra peregrinazione nei vicoli di Firenze. La prima meta è la piazza della Signoria con annesso Palazzo Vecchio e la scultura “Cercando Utopia” di Jan Fabre. Dopo le rituali foto fatte a…lla tartaruga (il soggetto più fotografato della tre giorni fiorentina), ci siamo mossi evitando turisti e locali fino a raggiungere il primo pit-stop mangereccio e le successive visite ai luoghi classici del turismo fiorentino: Ponte Vecchio, vie varie, Cattedrale di Santa Maria Del Fiore (dal fuori) e giri e rigiri vari che ci hanno portato alla prima vera attrazione delle vacanze: la Galleria dell’Accademia.
L’entrare in un posto fresco, dopo la rasoiata che mi sono preso a pagare un’aperitivo rinfrescante al bar, è stata una nota di interessante. Insieme, ovvio, all’omaggio di un gruppo di giovani americani che, vedendomi sfoggiare la mia preziosissima maglia dei New Orleans Saints, hanno gridato “Go Saints Go!“.
Fa sempre piacere vedere che c’è gente che supporta squadre di Football Americano meno blasonate dei classici Jets, Giants, 49ers o Riders.
Vi giuro una cosa: dentro la Galleria dell’Accademia ci sono anche dipinti oltre al David di Michelangelo. Giurin giurello. Se camminate li vedete. In ogni modo ho incominciato a temere della mia sanità mentale dopo che ho passato x minuti a guardare la scultura, perfetta, del buon Michelangelo. Arrivato in Hotel e toltomi la maglia ho cercato le differenze… e sono giunto alla conclusione che mi mancano solo due cose: i capelli ricci e la frombola. Per il resto ho tutto: due braccia, due gambe etc etc. Direi che non sono messo male.
La serata l’ho dedicata al maiale e mi sono pappato le salsicce con i fagioli all’uccelletto. Tipica cibaria estiva che, complice il potere calorico di una supernova, mi ha dato un’energia spaventosa. Sudore compreso.
Per smaltire l’energia in eccesso ho pensato di farmi, un paio di volte, Copenhagen – Firenze di corsa. Così, per tenersi allenato.

Sabato – Day 2 “Belli gli Uffizi, bellissimi! Ma Cristo se son lunghi”.

(da web)

Sono un vecchio dimmerda. Lo so. Ma quando cammino troppo la schiena incomincia a ringhiare e spezzarsi e mi costringe a sedermi ogni tot per cercare sollievo. Detto questo, anche sabato parte con visite a spot nei punti di maggiore interesse della cultura mondiale: la Cattedrale di Santa Maria del Fiore e le Cappelle Medicee.
Per la prima volta in assoluto ho fatto il turista e ho ascoltato l’audiolibro sulla costruzione della Cattedrale. Interessante. Sono riuscito a capire tutto e questo, credo, è stato il risultato maggiore della mia mattinata. La Chiesa è stupenda, me la ricordavo grande, ma non così grande. Ok, ho detto una banalità… ma sono passati almeno 20 anni dalla prima volta che sono andato a Firenze, permettetemi di vedere la città con occhi diversi, non maturi… solo vecchi.
La cupola è una figata, mi sono perso a naso all’aria a guardare i dipinti. La cervicale ha ringraziato facendosi sentire e lasciandomi, per tutto il giorno, un’amabile senso di stordimento. Finito il giro ecco che arrivano le Cappelle Medicee.
Primo impatto: ‘nammerda. Ok, non è vero. Ma se ti aspetti la grandeur e ti vedi una collezione di (pur belli) reliquari, un po’ ti girano i coglioni. Fortunatamente quello era solo il primo piano e, fatta la rampa di scale, ci siamo trovati di fronte alla Cappella vera e propria. Decorata riccamente, stupenda, luminosa… ma vuota e quasi inutilizzata. C’è da chiedersi molte cose… fra cui: perché non posso averne una anche io? La risposta, di solito, è questa: perchè sei povero.
Nella sagrestia vecchia, sempre nella Basilica di S.Lorenzo, ci sono altre sculture di Michelangelo. Ho fatto diverse foto e mi son messo a guardare la gente che, estasiata, si rimirava le statue. Non tutti, alcuni passavano davanti ai monumenti con la felicità con cui compilano il 730. Probabilmente erano trascinati a forza, pena il sequestro del telecomando.
Il pomeriggio è dedicato interamente agli Uffizi. Giuro, non sto a dire niente di banale (belli, eccezionali, arte allo stato puro etc etc). Dico solo: ho dovuto prendermi più pause del previsto per risanare la schiena brutalizzata dal camminare su terreni duri come la pietra (ah ah ah). Vedere le opere dei grandi pittori, però, si è rivelato, ancora una volta, esperienza da fare e da evitare nello stesso tempo. Vedersi gli Uffizi una volta è d’obbligo, la seconda è tortura e dovrebbe essere vietato dalla Convenzione di Ginevra.
Alla sera, dopo antipasti e birronza, inneggiamo alla Vacca e ci spazzoliamo una Fiorentina di tutto rispetto con contorni più che mai assortiti. La forma d’arte più alta in assoluto è quella che puoi divorare fino all’osso senza sentirti un Neanderthal (impressione che ho dato ai miei vicini di tavolo).
Continua la simpatica abitudine di gridarmi “Go Saints” e, come sempre, di parlarci in inglese come prima lingua… anche quando rispondo in italiano.

Domenica – Day 3 “Girando a membro di segugio non ci si perde, si scoprono vie diverse”.

(da web)

Il terzo giorno è quello della partenza (nel tardo pomeriggio) e, perciò, viene dedicato alle visite alla membro di segugio. Questo non per una precisa scelta organizzativa, ma perché arrivando nei posti abbiamo scoperto che erano chiusi fino al pomeriggio. Detto questo, abbiamo passato la mattina a gironzolare per tragitti extra-turistici e immergendoci nella Firenze meno “hohaholahonlahannuchchiahortahorta” e più Firenze di chi, del turismo, prenderebbe i soldi e manderebbe su una trireme romana i turisti.
Ve lo dico: fuori dalle rotte commerciali, Firenze vive di un’aura diversa. Soprattutto perché non ci sono gli stormi di cinesi che scalpitano sui tuoi reni per vedere una cosa, fare 50000 foto e poi conquistare un’altra parte della città. Sempre con lo stesso indomito piglio sofferente.
Non avendo una meta, ecco che ci siamo presi il tempo per girare comodamente (anche perché velocità più alte contrastavano con accenni di mal di schiena del sottoscritto e, perciò, erano banditi) nella parte dopo Ponte Vecchio.
Foto di rito e poi dritti a farci il pranzo molto buono: piattone di affettati toscani e formaggi toscani, vino bbono, bruschette con sale e olio bbono e poi… ovvio… cantucci tocciati nel vin santo (questo è bbono e, logico, non allappa la bocca) . Il tutto fornito da un alimentari nascosto in una viottola vicino agli Uffizi. Come potete capire ci sono due considerazioni da fare:
a) il cibo era ottimo e anche i titolari si sono dimostrati molto in gamba;
b) il prezzo, vista posizione e bontà, mi ha lasciato tremante. Ma era una spesa da fare, pochi cazzi. Ho mangiato bene, mi son goduto la sosta e nella posizione in cui eravamo seduti, eravamo uno spot di grande qualità per questi Alimentari.

Finito il lauto pranzo ci siamo visti una rappresentazione 3D della storia fiorentina (un riassuntone di 40 minuti fatto abbastanza bene) e poi ci siamo diretti verso il centro. Ultimi acquisti, raccolta dei bagagli e partenza verso le lande nordiche.
Nota a margine: in tre giorni di permanenza sono stato chiamato almeno 5 volte “hey capo, bella barba… tu sei l’Africano Bianco“.

Questo è stato il riassunto, veloce veloce, di tre giorni a Firenze.
Che dire? Grazie Daisy Duck e… ci vediamo ancora Fiorentina (intesa la bistecca).

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68 Replies to “Questo vin santo non allappa… ovvero Cronaca da Firenze”

      1. Anche se in effetti l’idea di provare salsicce e fagioli come propulsore al posto della benzina mica sarebbe male…visto mai avessi trovato la soluzione alla crisi energetica!

      2. Ti dirò: io adoro salsicce e fagioli. Lo amo come piatto “povero”. Sono eccellenti. Ma danno energia e calore come poche cose al mondo.
        Uscito dal locale scaldavo io più dell’afa. Ero un produttore di calore portatile.

      1. Ehhh… ma abitarci dentro penso sia un delirio assoluto.
        Un po’ come vivere in città da me quando arriva il tempo dei mercatini di Natale. Vorrei morire.
        Penso a Firenze che è così quasi tutto l’anno…

      2. Abitavo dietro il mercato di San Lorenzo 🙂
        Comunque adesso abito a Roma e lavoro a due passi da Fontana di Trevi, hai voglia a caos e turisti! Ogni tanto, però, ho bisogno di calma e silenzio

      3. Dici poco… siamo arrivati che c’era un macello immondo in quel posto 😀
        Beh, hai fatto a cambio dal casino al delirio eheheheh.
        Anche io sono felice del mio silenzio e calma… ecco perché sono contento di potermi immergere in qualche bosco delle mie zone.

  1. ti prego… pubblica delle guide non turistiche macazzare!… io ci andrei in giro con una guidacazzaradiica!!!… lo giuro, ci andrei! 😀
    … e ho voglia di andare di nuovo a Firenze… sì… proprio voglia.

    1. Le guide cazzariddiche sono un po’ le mie specialità. Come nei film, non so parlare di cose come arte e cultura e storia etc etc in maniera serissima e competente (qualcosa lo so, dai), allora la butto in vacca e vado di battute e ignoranza varia.
      E poi deve trasparire il divertimento… se voglio la guida, mi prendo la Lonely Planet 😀

      1. adoro, adoro, adoro…perchè raccontare in quel modo un luogo è un po’ come organizzare un viaggio decidendo quasi esclusivamente la meta… e per il resto andare ad ape ubriaca per vie sconosciute
        ( per alcune destinazioni preferisco le Routard, oppure direttamente le guide “alternative” – Parigi sconosciuta per esempio è uno sballo, quella su Barcellona fatta da Zafon Ruiz è incantevole…)

      2. Sì, abbiamo guardato quasi tutto la. Avevo prenotato, per evitare code etc, solo Uffizi e Accademia. Il resto è stato girare e volontà di guardare qualcosa.
        (io di solito lascio leggere agli altri e mi occupo del cibo, vedi te).

      3. quello è il mio “visitare” preferito ( adoro musei, cattedrali… ma non scassiamocilaminchia!), adoro perdermi per le vie, anche nascoste e mangiare… DDDDio se mi piace mangiare e assaggiare tutto, a casaccio…

      4. Ecco, anche io.
        Mi piace la parte storica, artistica e culturale… ma dopo un po’ mi diverte guardare in giro e mangiare qualcosa. Fermarmi.

      5. sai… sono una persona orribile… ma pensando al tuo bisogno di fermarti per la divin schiena … ti immaginavo con le caloscine quelle con la suola che dondola… ;D

      6. ahahahahahahahaha
        no no, assolutamente no!
        Ma ho la schiena che è un massacro. C’è poco da fare. Ci sono volte che, a tradimento, mi viene un dolore costante, soffuso… stronzo… e continuo a camminare finché non crollo e devo fermarmi x minuti.

      7. posso comprendere perfettamente, ho la lordosi ma il peggio è che la mia schiena si blocca in torsione, schiacciandosi… e per questo motivo ho una costola fluttuante che ciclicamente esce dalla sede… l’osteopata è uno dei miei migliori amici… ma anche lui può fare poco…
        ( stavo meglio quando facevo Kung-Fu, per la postura a ginocchia piegate…)

      8. ecco, allora capisci perfettamente il delirio totale.
        Non fa male, solo da un fastidio enorme (e il tutto post-rottura del legamento anni e anni fa).

      9. capisco per bene… le mie ossa si spostano… fai te… a volte se sbadiglio troppo decisa resto a bocca aperta e mi devo dare un pugno…
        ( ahahah… sembriamo due anziani sulla panchina al parco che discutono chi è messo peggio!) ;D

      10. Ahahahahahahahahaha
        In effetti, come ho detto, in questi giorni mi sento un vecchio dimmerda…
        ma penso sia colpa della mancanza di ferie. Ma arriveranno… a casa, ma arriveranno!

    1. Io ci sono già stato, era Daisy Duck che non era mai stata a Firenze! 😉
      Si uniscono ferie e visite 😀
      Certo, folleggiavo allegramente. Benza-style! ahahah

  2. ahhhh che meraviglia Firenze! ci sono stata una volta e purtroppo solo per mezza giornata in gita scolastica, EONI FA, e per di più nel pieno dell’influenza primaverile, quindi troppo rincoglionita per godermela al meglio. Devo assolutamente tornarci, oltretutto voglio assolutamente vedere gli Uffizi visto e considerato che quando ci sono stata non c’era tempo e quindi li abbiamo dovuti saltare a piè pari.

    1. Anche io ci sono stato, per la prima volta, con una gita scolastica… ere fa (c’erano i ghibellini penso… o prima). Poi ci sono tornato altre volte, ma solo per poco. Stavolta una tre giorni di full-immersion e poi scappato via.
      Gli Uffizi vanno visti almeno una volta… due volte sono tortura. Io sono alla seconda 😀

      1. eh la miseria, tortura? davvero? XD ma scusa cosi non li hai visti meglio? non sei contento? io manco una volta, mannaggia. ma in compenso avevo beccato una via secondaria a caso e ho trovato un negozio di vinili bellissimo. sicuramente come minimo ora ci sarà altro XD

      2. No, scherzo. Ma la tortura era per la mia schiena… giuro che sono stato tormentato da schiena e turisti cinesi.
        Io non sono neanche entrato in un negozio di dischi… era vacanza da tutto ehehe

      3. Ehhhh ma tu sei fortunata! Io, al massimo, ho trovato una schiera di negozi chiusi 😀 o venditori di giacche in pelle! eheheh

  3. A parte il fatto che mi stavo strozzando! Mai bere e ridere allo stesso tempo…. Il tuo resoconto mi ha fatto venire voglia di tornarci presto. Hai fatto bene a dedicare al maiale e alla vacca la giusta attenzione, però la prossima volta non farti mancare un panino al lampredotto, diamine!
    Povero Zeus, maremma della cervicale! 😉

    1. Il panino col lampredotto!!! cazzo! Me lo sono scordato!! L’ho visto, l’ho messo nella lista del “mangio dopo” e me lo sono dimenticato (anche perché ho mangiato come un bufalo).
      Fortuna che ti ho fatto ridere va! 😀
      Esatto… una rogna sta cosa…

      1. Lo so… sto aspettando la grande ispirazione per fare quello che devo fare.
        Ho un paio di spunti in mente, vediamo se riesco a portarli in porto quando sono in ferie.

      2. Ho due idee (per le due soluzioni che ci siamo detti) ma non mi convincono al momento… vediamo se con il tempo crescono.

    1. Ma sai che mi hai fatto un grandissimo complimento? 😀
      Mi annoiano a morte i resoconti standard… ho provato a rendere la cosa più vissuta, più… reale ecco.
      E dannato sia il mal di schiena e la cervicale. Lascia stare va.

  4. Infatti. sapendolo prima, ti avrei dato dritte.. Sarà per la prossima. Be’ stressa da matti anche me, che ci vado spesso per lavoro e svago.. Arrivederci in Toscana.

    1. Ti dirò, è stata una sorpresa anche per me, non sapevo niente fino all’ultimo.
      Io conoscevo alcuni posti, ma tutto molto commerciale o turistico…
      Io modifico leggermente il tuo saluto, Urania: Arrivederci Toscana!

Si!?

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