Quando la grandine…

– Cos’è questo rumore? – disse l’uomo immerso, da capo a piedi, nella comoda penombra del letto.
– Solo la grandine, Kyle – rispose la donna al suo fianco.
– Ma proprio oggi che abbiamo il giorno libero? Non poteva venire domani? – Kyle si girò sul lato coprendosi la testa. Il rumore continuò, perciò l’uomo, indispettito dal caldo del lenzuolo, se lo tirò via dalla faccia.
– Parli te… io ho fatto il turno di notte – rispose la donna con gli occhi ancora chiusi, legati dagli ultimi filamenti di sonno.
Kyle sbuffò in maniera rumorosa, poi incrociò le mani sotto la testa e rimase a guardare il soffito scuro. La donna rotolò al suo fianco, immergendo la testa dai lunghi capelli scuri nell’incavo dell’ascella dell’uomo. La donna allargò le narici annusando l’odore forte del suo compagno.
– Puzzi – gli disse.
– Lo so – le rispose – ma fa un caldo bestiale –
Lei sembrò accontentarsi della risposta e ritornò ad accoccolarsi nell’incavo caldo del corpo del compagno. Si mise in posizione fetale, cercando un tetto nella carnosa protezione di Kyle.
– Hai sentito i rumori anche questa notte? – le chiese – Non sono sicuro se ho sognato o se stava già grandinando -.
L’uomo inspirò, gonfiando il petto e poi esalando un respiro lungo e bollente nell’aria già calda.
– Rumori? – domandò la donna – Sarà stato il mio amante che scappava! –
Lei rise. Lui, invece, cercò di cogliere il contorno della donna con la coda dell’occhio, ma non c’era ancora abbastanza luce. Tutto quello che vide fu un rigonfiamento scuro e, sul fondo del letto, il riflesso leggero della catenina che la donna teneva sempre alla caviglia.
– L’avessi saputo, l’avrei rincorso e fucilato! – le disse.
– Ma dai, veramente ti saresti alzato, avresti tirato fuori la pistola e rincorso un fantomatico amante? – lei lo punzecchiò un po’, tanto da vedere fino a dove spingeva la storia.
– Sì, penso che avrei fatto questo. Mi sarei alzato, l’avrei visto nudo e l’avrei rincorso come si fa con un capriolo – lo disse a denti stretti, costringendo le parole fra le cateratte dei denti – e poi l’avrei abbattuto-
Lei si ritirò dal corpo di Kyle, ma era solo un riflesso incondizionato. Era curiosa di vedere l’espressione belluina, ma non riuscì a scorgere niente.
– Ma secondo te ho l’amante? – ridacchiò la donna mentre si avvicinava, di nuovo, al corpo dell’uomo.
– Guarda, non si sa. La fedeltà non è propria dell’uomo. Anzi, forse di nessun animale…-
– Ma ti sei veramente arrabbiato?- il sorriso della donna, invisibile nella notte, incominciò a tremare e frantumarsi dietro la consapevolezza che la conversazione stava prendendo una piega seriosa.
– Ti sto dicendo: se sapessi che hai l’amante e l’avessi colto sul fatto, l’avrei preso a revolverate. Tutto qui –
– Dai, smettiamola con questa cosa! – lo implorò lei.
– Adesso che ci penso, dovrei anche capire cosa fare con te – le disse – Saprei affrontare il tradimento? Saprei perdonare e accogliere la pecorella smarrita nella mia casa? –
– Piantala Kyle, non sei per nulla divertente – lei si ritrasse dall’afrore caloroso dell’uomo e si allontanò di qualche spanna da Kyle. Con gli occhi ciechi della notte cercò di intercettare il suo sguardo, ma non riusciva a vedere niente.
– Tu riusciresti a superare il tradimento? Io non so – la voce di Kyle divenne monotona, come quella dei giornalisti alla televisione – Posso superare molte cose, ma il tradimento? Penso che impazzirei di rabbia –
– Smettila – lo scongiurò – Ti prego, torniamo a dormire! Stavo solo scherzando –
La grandine continuava a scendere, dando l’impressione che mille invisibili dita tamburellassero sul tetto.
– Ma se l’amante ce l’avessi veramente? – lei sentì la testa di Kyle girarsi sul cuscino. Il buio non le permetteva di vedere niente, ma si sentiva lo sguardo addosso.
– Non ho l’amante! – ansimò – Non l’ho mai avuto! –
– Allora perché hai tirato fuori quella battuta? – Kyle era diventato mellifluo – Potevi dire che era il gatto o solo i vicini, invece hai detto subito che era l’amante… non ti sembra strano? –
– Kyle, ascoltami, non ho l’amante – gli mise una mano sul petto. Sentì il caldo del suo corpo, ma nessuna reazione, solo il respiro lungo e il tamburellare del cuore dell’uomo.

Lui evase la risposta e si girò, lasciandosi cullare dal suono della grandine che cadeva. Tante piccole palline da golf lanciate contro la casa.
Pian piano il respiro si fece più tranquillo e profondo, fino a farlo precipitare nel sonno.
Lei si raggomitolò sul versante opposto del letto, lontano da Kyle e distante da quello che promettevano le sue parole. All’estremo opposto della violenza e dell’ira del suo uomo.
Un uomo che aveva conosciuto solo poche ore prima.

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15 Replies to “Quando la grandine…”

  1. Descritto benissimo e molto coinvolgente, bravo Zeus. La grandine fuori, la penombra che maschera le espressioni ma amplifica le sensazioni, la violenza inespressa, la paura. Si sente tutto davvero! 🙂

  2. a me, DiodiUnDio che scrive queste cose qua…micipiaceunsacchetto!
    la forza che riesci ad esprimere di quello che non può essere visto… babbé ( che sarebbe “vabbeh” detto con naso tappato dall’arsura)
    bravo, bravo… mapropriobravobraverrimo!

    1. Grazie Tati.
      Come ho detto anche a Mela, ci ho tentato, ho provato a descrivere qualcosa… e non succede niente, se vedi bene, non c’è nulla che giustifichi le parole o le azioni/reazioni. Oscurità e il rumore incessante della grandine.

      1. …e si torna lì… a sentire qualcosa che apparentemente non c’è … ma prende la forma di quelle emozioni…
        ( mi viene in mente il film a cartoni Le5Leggende… è resa bene quella “presenza”)

      2. Grazie mille! 🙂
        Mi sa che ormai sto cercando di descrivere assenze più che presenze… boh
        (come potrei immaginare, non ho mai visto quel film a cartoni 😀 eheh)

      3. è un mondo affascinante quello delle assenze… forse perché in quelle mancanze c’è tutto quello che la mente può immaginare… chissà
        ( lo immaginavo… anche se trovo quel babbodiNatale molto nelle tue corde 😛 )

      4. Sì… nelle assenze c’è molto, soprattutto perché le puoi riempire. Una presenza ha riempito lo spazio, l’assenza è tutta immaginazione di chi legge (concordo con te).
        PS: io e i cartoni animati… adesso… due universi paralleli… ahah

  3. Uau. Ci hai accompagnato fino al punto in cui, qualsiasi cosa succeda, è comunque verosimile… Niente accade, ma a quel niente hai dato l’odore dell’inquietudine, della sottile paura dell’ignoto… (e poi vabbè, c’è pure la puzza di sudore… ma se il copione la richiedeva, ok 😀 )
    Ogni bene! 🙂

    1. Grazie ivanof. In effetti non accade niente… ma è tutto un non detto, non fatto… ci si chiede cosa potrebbe succedere e cosa è successo.
      (La puzza di sudore è per definire meglio le sensazioni ahahah)

Si!?

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