In cucina (by Tati – parte 2)

Stiamo andando avanti con questa storia che, pur con le mie limitate capacità predittive, non saprei dove potrà portare. Prima va avanti, poi torna indietro… poi scarta a destra e poi gira su sé stessa. Chi ha detto che le storie debbano, per forza, andare avanti da A a Z? Nessuno. O tutti. Forse entrambe le cose sono sbagliate. A volte, e sottolineo questo, le storie vanno dove vogliono.
Io ci tento di dirigerla, mettere degli argini, dei limiti, delle chiuse… ma come ogni buon fiume che si rispetti, la storia prende la via più adatta al suo corso. Dove c’è sasso gira, dove c’è torba affonda… dove c’è albero sradica.
Questo per introdurre il nuovo pezzo di racconto di Tati. Ci aveva lasciato un po’ di giorni fa… adesso ritorna ed ecco a voi il risultato.

Non vi fa venire voglia di collaborare? Non vi fa venire voglia di scrivere qualcosa?

In cucina by Zeus
In cucina by Lord Baffon II
In cucina by I’m The Walrus

In cucina by Ysingrinus
In cucina by Tati
In cucina by Torment
I
n cucina by Sir Babylon

In cucina by La Mela sBacata
In cucina by Zeus II

(da web)

… sento uno SBAM!
E poi un CRASH!…

è in quel momento che li vedo…
Sono fuori nel mio giardino, sono corsa appena ho visto la macchina girare per la stradina.
Per un po’ di giorni lo avrò solo così, con gli occhi, un po’ di nascosto, è il prezzo da pagare.
Esco di corsa, con le forbici per potare la rosa, la mia rosa… la nostra rosa, la prima che m’ha regalato.
E’ iniziato tutto un anno fa, più o meno, proprio grazie a questo giardino. Lui stava tagliando il prato e io annaffiando le peonie. Uno sguardo, una battuta, un caffè in paese e poi… poi tutto il resto.
Io da sola, lei che non apprezza quello che ha e lui, povero marito che lavora tutto il giorno e quando entra a casa deve anche dare una mano e stare con il figlio; mai un sorriso, mai una carezza, mai una parola gentile.
Come lo so? Me lo ha detto lui…
In poco tempo son diventata la sua migliore amica, confidente e amante, tutto insieme, non m’è parso nemmeno troppo difficile, è un uomo così dolce e gentile.
Per poter respirare un po’ è costretto ad uscire, quasi tutte le sere; io non mi concedo sempre, così lo tengo un po’ più stretto – funziona così no?… non concederti troppo e loro resteranno accanto a te, con l’aumentare della disponibilità, aumenti la velocità di fuga, così diceva la mamma.
Quando usciva tornava sempre tardi, forse un po’ troppo ma lei dopo un po’ non gli trovava nemmeno da dire. Certo, se usciva con me tornava sorridente ed era piacevole anche per lei (le altre volte, invece, non era proprio un bel vedere al ritorno, sarà per questo che s’è insospettita…)
Li guardo e non mi par vero che stia accadendo: lei è una furia, l’ha sempre detto lui che dietro quel corpicino da bambina indifesa in realtà si celava una bestia rabbiosa e pronta a scattare.
Mi sporgo un po’ sopra lo steccato e vedo lui che schiva i piatti.
UH! la tazza!, adorava quella tazza!, la usava sempre per bere la tisana della sera, quando usciva sotto il portico per darmi il bacio della buona notte… salutava lei, lasciava che si addormentasse e poi veniva da me… era mio l’ultimo bacio del giorno, tutto mio.
E’ proprio arrabbiata la bambina, mamma mia che furia scatenata!… bisogna solo avere pazienza, poi la verità viene a galla.. lei non si merita una famiglia così e lui ha tutto il diritto di godersi un po’ la vita.
Un così bel tipo, è uno spreco chiuso in casa, con un figlio che vuole giocare e una mogliettina così… così… sciatta, ordinaria… No, no… lei non lo merita proprio!
Speriamo non si faccia troppo male, lui intendo.
Vero è che son pronta a curare ogni ferita, io.
Mi sposto dal cespuglio di lavanda, da lì vedo un pezzo di cucina in più.
Non pensavo ci fossero così tante stoviglie in quei mobili, sì perché li ho visti, la volta che lei era in vacanza col bambino e lui è rimasto  a casa per lavorare, poveretto, qualcuno doveva dargli un po’ di sollievo con tutto quel daffare, no?
Eppure, quella piccola strega riesce a tirare fuori di tutto, ANCHE UN MESTOLO!
Povero caro!, vedrai stasera, ti consolo io, non ti preoccupare.
Adesso le vedo, schiva gli oggetti come il miglior pugile fa con i colpi dell’avversario. Riesco a vederne bene il viso, com’è bello…
Mi vedi amore? Sono qua!… d’istinto alzo il braccio per salutare ma lo ritraggo immediatamente, che sciocca, non devo distrarlo in questo momento.
Ah!… mi ha vista! Gli sorrido e ha capito… sì amore, l’ho fatto per te, l’ho fatto per noi, avevi bisogno di una mano per liberarti di lei e poi, hai una cassetta delle lettere così bella, impossibile non lasciarci un pensierino dentro….
[In Cucina by Tati©]
[TO BE CONTINUED? Da me o da qualcuno di voi, sia chiaro]
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24 Replies to “In cucina (by Tati – parte 2)”

  1. ma come sei braverrimo a scegliere le foto?!?
    …quantomicipiacetuttoquesto…. l’ho già detto?… fottecazzo e mi ripeto:
    MAQUANTOMICIPIACETUTTOQUESTO!?!
    ;D

  2. Ecco la biondina! Non pensavo fosse così vicina… Ha una visione un po’ parziale della situazione eh 🙂
    ‘sta storia davvero è come l’acqua: no, non ce la puoi fare a contenerla…
    Mi fa piacere che la qualità sia sempre alta!
    Ogni bene

Si!?

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