In cucina (by Sir Babylon)

Mentre state ancora cercando di riprendervi dal racconto di Torment, ecco che arriva Sir Babylon (cliccate il nome per conoscerlo meglio) e ci fa vedere un’aspetto che, fino a questo momento, non era stato considerato.
Un punto di vista nuovo, inedito e, a dirla tutta, molto “delicato” [lo so, sul mio blog non esiste la parola “delicato”, ma bisogna ammettere che l’effetto di questo racconto richiama, a più riprese, il termine delicato come quello di “inquietante”].

Io vi consiglio di leggerlo. Perché fornisce una chiave di lettura aggiuntiva a questo grande racconto collettivo.

Volevo dire una cosa: se conoscete persone, blogger, alieni etc etc che vogliono partecipare… beh, fate la cosa giusta: FATELI PARTECIPARE!!!

Per le precedenti puntate di IN CUCINA:
In cucina by Zeus
In cucina by Lord Baffon II
In cucina by I’m The Walrus
In cucina by Ysingrinus
In cucina by Tati
In cucina by Torment

(da web)

Mi accorgo che c’è qualcosa di strano quando c’è un momento di silenzio nel cartone animato che sto guardando (“Il re Leone”, mi sono fatto comprare il dvd da mamma quando ancora rideva) e attraverso le cuffie sento un rumore di qualcosa che si rompe. Nella penombra della sala (i cartoni mi piace guardarli al buio e lasciare che la tv colori la stanza), vedo una luce che non capisco, che non è mai stata lì.
Vorrei girarmi a guardare, ma ho molta paura.
Nel frattempo Simba e i suoi amici sono tornati e cantano, per cui quasi me li dimentico quella luce e quel rumore. Solo che poi ne arrivano altri, insieme a delle grida che si mescolano alla musica. Penso siano mamma e papà, ma lo so che in realtà non sono loro. O almeno, non sono più loro, quelle due persone di là, in cucina.
Se provo a ricordare (non riesco a concentrarmi su Simba, non riesco), mi torna in mente il giorno in cui dagli occhi di mamma è scomparso qualcosa. Papà era via per lavoro, e mamma ha portato a casa un amico che non avevo mai visto. Mi ricordo che era alto e faceva un buon profumo, però mi guardava in modo strano. Mi ha scompigliato un po’ i capelli e ha fatto una smorfia, come se l’avesse punto un’ape. Da quel giorno non l’ho più visto, e mamma non è stata più lei.
Anche papà se n’è accorto. Forse è per questo che una sera che mamma era uscita, ha portato a casa quella ragazza bionda. Non mi era molto simpatica, rideva  sempre, ma rideva anche papà e questo è un bene, no?
Sento qualcos’altro rompersi, e questa volta il rumore è così forte che sobbalzo, però non ho il coraggio di guardare verso quella luce estranea. Senza spegnere la tv e senza togliermi le cuffie (sono magiche, non hanno fili), prendo Boris (avevo un altro pupazzo di nome Teddy, ma il cane l’ha mangiato, e poi un camion ha mangiato il cane) e piano piano vado verso camera mia.
Chiudo la porta a chiave, anche se so che mamma non vuole, e mi sdraio sul letto a occhi chiusi, mentre ascolto Il re leone e stringo Boris al petto. Tanto l’ho visto un milione di volte, le immagini mi scorrono davanti agli occhi chiusi come sul televisore.
Qui non ci sono altri rumori. Spero che mamma e papà tornino presto.

[In cucina by Sir Babylon©]

[TO BE CONTINUED? Da me o da qualcuno di voi, sia chiaro]

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21 Replies to “In cucina (by Sir Babylon)”

      1. Sai cosa mi ricorda?
        Uno spettacolo teatrale, tante stanze che si illuminano una dopo l’altra, tante persone che raccontano la loro verità.
        Sta venendo bellissimo!

      2. Anche a me ricorda questo. O, in alternativa, quelle diapositive che immortalano una scena (che era il mio mini-racconto, incipit, originario) e tutti ci hanno letto dentro un proseguimento, uno stato d’animo o qualcosa…
        Ognuno ha un’idea su come andare avanti! Bellissima cosa.

  1. mannaggialochettaetuttelepaperetteinfila!… è bellissimo… è un colpo al cuore… molto molto bello…
    e trovo incantevole quello che hai messo in piedi, perché tutto questo mette nero su bianco ( o viola su giallo, fai te) il fatto che le storie sono di fatto infinite, come i pensieri, i punti di vista…. adoro tutto questo… davvero! 🙂

    1. Grazie mille.
      Ma il vero ringraziamento, e non è paraculaggine o leccaculismo, va a voi. Perché state portando avanti la storia, state inventando un mondo dietro le parole.
      Non pensavo venisse fuori qualcosa di così bello… ci speravo, sia chiaro… ma saperlo? Sempre difficile.

      Rinnovo l’invito… se conosci gente che vuole partecipare, spargi la voce!

      1. .. e battendo i tacchi ( delle ciabatte) porta la manina alla fronte e sorridendo se ne esce con un “Sì! capo!, certo capo!… agliordinicapo!” 😀
        quello che più mi fa piacere è che sto vedendo una cosa alla quale ho sempre pensato quando ero piccola, da una sola storia ne possono nascere infinite, tutte legate anche solo per un filo sottilissimo… come guardare un’immensa fotografia e poco per volta lanciare l’obbiettivo su un particolare piuttosto che un altro ( si capisce?)… io lo trovo bello da togliere il fiato! 🙂

      2. Si capisce benissimo… prova a leggere il commento che ho fatto a Mela sopra/sotto di te… vedrai perché ti dico che “sei stata chiara”.
        Anche secondo me si può proseguire senza frontiere… basta che rimanga un sottile filo e puoi andare ad indagare altri aspetti, momenti, epoche… che ne so… tutto partendo da quella discussione così veemente in cucina.

      3. letto… e pensa che magari ci si potrebbe anche collegare, non più alla discussione ma ad un particolare di un racconto….
        mammia che movimento di neuroncini! 😀

      4. Esatto.
        Anche quello… un momento o anche solo la tazza o cosa sta guardando o dove è andato… ormai sono stati introdotti così tanti personaggi da poter sviluppare una trama molto fitta.

  2. Mi è piaciuto moltissimo…. avevo pensato anche io a introdurre il bambino ma non sarei mai riuscita a pensare a un racconto così delicato e forte nello stesso momento.. Ti fa riflettere, e tanto.Bello!! bravo bravo!

Si!?

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